LA “TRASLAZIONE” A BARI DI SAN NICOLA

(Santa Klaus)

Come fu che San Nicola divenne patrono di Bari? La risposta è a pagina 79 del librino (160 pagine appena) di Gianrico Carofiglio citato ieri. Trascrivo il passo:

«La storia è singolare. Le ossa del santo furono rubate a Mira (oggi Demre) in Turchia nel 1087 da un equipaggio di marinai baresi che le portarono nella loro città, fino ad allora sprovvista di un santo patrono. Fu così che Nicola diventò coattivamente il protettore di Bari. Ogni richiesta di restituzione incontrò un cortese ma fermo diniego. L’argomento, non privo di originalità, era che San Nicola aveva scelto Bari come sua città. Se fosse stato contrario all’idea, avrebbe impedito il furto delle sue ossa o scatenato una tempesta per impedire la fuga dei marinai baresi. Non essendosi verificato nessuno di questi eventi, l’unica interpretazione possibile era che San Nicola volesse rimanere a Bari. E se questo argomento non vi convince, peggio per voi. San Nicola è rimasto a Bari e Bari è diventata meta di pellegrinaggi da tutto l’Est, e in particolare da ogni zona, anche le più remote, della grande Russia. In certe luminose giornate di primavera lo spettacolo delle comitive di preti ortodossi nei loro abiti tradizionali, come gigantesche formiche sullo sfodo bianco delle pietre romaniche, è indimenticabile.

Nei secoli successivi alla traslazione (adoro questo eufemismo) delle ossa da Mira a Bari, il culto di Nicola, che secondo la leggenda e la devozione era un santo dispensatore di doni, si diffuse in tutta Europa e fu poi esportato dagli olandesi a Nuova Amsterdam (detta poi New York) dove l’ex vescovo di Mira, che da quelle parti chiamano Santa Klaus, diventò addirittura Babbo Natale.» (Gianrico Carofiglio, Né qui né altrove, Laterza editore, pp. 79-80).

Devo dire che nemmeno San Marco, qui a Venezia, scelse di diventare patrono della città "motu proprio". Anche le sue reliquie, come è noto, furono avventurosamente TRASLATE  (leggi "trafugate") da Alessandria d’Egitto nell’anno 829 per iniziativa di due leggendari mercanti veneziani: Rustico da Torcello e Buono da Malamocco. Per riuscire a passare senza ispezione la dogana, Rustico e Buono occultarono il corpo di San Marco sotto un carico di carne di maiale, così sfruttando il noto disprezzo dei mussulmani per tale alimento, e mercantilmente ignorando il detto:

«SCHERZA COI FANTI, MA NON RUBARE I SANTI»*-°

(Immagine di Santa Klaus da http://www.marchidigola.it/wp-content/uploads/2006/12/Santa-Claus2.gif )

Annunci

3 Risposte to “LA “TRASLAZIONE” A BARI DI SAN NICOLA”

  1. utente anonimo Says:

    nella versione Babbo Natale ti trovo affascinante ed….intrigante :-)) bye

  2. Lioa Says:

    Eh, sì, sono ancora abbastanza tonico.

  3. BOCL N.37 (NELLA CAVERNA DEL COSTATO DI CRISTO) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] LA “TRASLAZIONE” A BARI DI SAN NICOLA […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...