GIANRICO CAROFIGLIO E LA LIBRERIA RINASCITA

(L’incendio del teatro Petruzzelli a Bari)

Ieri sera accendo la tv, incrocio il programma della Dandini, e chi ti vedo come ospite? Gianrico Carofiglio, magistrato, scrittore e pure senatore del PD. Insomma: lanciatissimo. Pare che il libro sulla rimpatriata rivelatrice di tre amici al bar… ehm, a BARI!, da me terminato qualche ora prima, abbia già venduto 125.000 copie… Tutto, dunque, pare andargli per il meglio. Bravo Carofiglio! [si noti l’allitterazione con il suono "gl", n.d.r.]. Sapevo a malapena chi eri sabato mattina scorso, e adesso so che hai scritto un libro molto intenso e toccante, peraltro in vendita a soli 10 euro.

Un episodio che ho trovato particolarmente coinvolgente è quello della libreria "Rinascita", la prima libreria  frequentata dall’io narrante.

«Era di un cugino di mio padre, Franco, ex rappresentante di libri scolastici e vecchio militante del partito comunista. Era in via Roberto da Bari, a sei isolati da casa, e si chiamava Rinascita, come la rivista del Partito. Un pomeriggio, avevo dieci anni, entrai con mio padre in quella libreria. Franco era un signore dalla carnagione scura, occhiaie profonde, l’aria mite e un po’ triste. "Ti piacciono i libri?" mi chiese, forse facendo caso e come mi guardavo attorno, lì dentro. Se mi piacevano i libri? Avevo cominciato a leggere a sette anni, e subito dopo mi ero messo a dichiarare che da grande avrei fatto lo scrittore. I libri erano la cosa che mi piaceva di più, assieme ad alcuni giocattoli (meccano, lego e subbuteo, per completezza di informazione), ad alcuni fumetti (Alan Ford, Uomo Ragno e Tex, anche qui per completezza) e soprattutto a una meravigliosa bambina di nome Laura… [cut]… dissi con tono compito che sì, i libri mi piacevano molto. "Allora vieni quando vuoi. Ti scegli un libro, ti siedi lì – indicò una sedia vicina alla cassa – e leggi gratis."… [cut]… Ci sono state poche volte in cui sono stato così consapevole di un privilegio come in quei pomeriggi alla piccola libreria Rinascita… [cut]… e io sceglievo, aggirandomi fra i banchi e gli scaffali circondati da manifesti di Che Guevara, di Angela Davis, di Gramsci… [cut]… Poi accadde che per qualche settimana non andassi alla libreria. Forse mi ero ammalato, forse c’erano state di mezzo le vacanze di Natale o di Pasqua. Certo è che un pomeriggio dissi a mio padre che uscivo e andavo alla libreria Rinascita. Mio padre mi guardò qualche istante e dalla sua esitazione, dalla sua faccia capii che non stava per dirmi niente di buono. "Non c’è più, la libreria." "Che vuol dire: non c’è più ?". Ancora un’esitazione. Poi mi spiegò. Qualcuno aveva lanciato una bottiglia incendiaria nella libreria, il locale era rovinato, tanti libri erano andati a fuoco. E Franco aveva deciso di chiudere e tornare a fare il rappresentante di libri scolastici. Non mi ricordo se chiesi chi avesse lanciato questa bottiglia incendiaria e perché lo avesse fatto, e dunque non mi ricordo quando – allora o molto tempo dopo – seppi che lo scempio era opera di una squadra fascista proveniente dalla vicina sede del Movimento Sociale. Invece mi ricordo che uscii comunque. Per fare una passeggiata, dissi.  Percorsi via Putignani e in cinque minuti arrivai all’angolo con via Roberto da Bari. Di lì, quando andavo a leggere, potevo vedere la vetrina della libreria, illuminata e con la scritta Rinascita, in rosso. Anche quel pomeriggio la vidi. Era spenta, sbarrata, e la scritta era quasi ttta coperta da una macchia nera bruciata… [cut]… In quel momento scrissi nella mia testa la scena che stavo vivendo. Più o meno così: il ragazzino passò davanti alla libreria e vide che qualcuno l’aveva bruciata. Era una cosa molto triste e molto ingiusta, si disse mentre tratteneva le lacrime, distoglieva lo sguardo e proseguiva per via Putignani, verso il Petruzzelli [cui sono dedicate altre pagine più avanti, n.d.r.] e le luci del centro.»

(Gianrico Carofiglio, Né qui né altrove, Laterza, 2008, pp. 17-21)

(Immagine da http://www.lucaturi.it/upload/2006/02/petru.jpg )

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33 Risposte to “GIANRICO CAROFIGLIO E LA LIBRERIA RINASCITA”

  1. utente anonimo Says:

    Ennesino esempio della polivalenza moderna: fanno di tutto, fanno un po’ tutto.
    Scrittori, politici, magistrati, calciatori, presentatori, comici, soubrette, cabarettisti.
    Del resto in Italia anche Veltroni ha scritto un thriller, per non parlare di un Faletti.
    Ecco, Faletti: un classico del riciclaggio e del camaleontismo: una sorta di mago e stregone che nella sua carriera si e’ presentato in mille vesti, fino a diventare – udite udite – uno dei migliori scrittori italiani, secondo una folle critica.
    Dio, come siamo conciati!

    Sergio

  2. utente anonimo Says:

    Ennesino esempio della polivalenza moderna: fanno di tutto, fanno un po’ tutto.
    Scrittori, politici, magistrati, calciatori, presentatori, comici, soubrette, cabarettisti.
    Del resto in Italia anche Veltroni ha scritto un thriller, per non parlare di un Faletti.
    Ecco, Faletti: un classico del riciclaggio e del camaleontismo: una sorta di mago e stregone che nella sua carriera si e’ presentato in mille vesti, fino a diventare – udite udite – uno dei migliori scrittori italiani, secondo una folle critica.
    Dio, come siamo conciati!

    Sergio

  3. baghetta Says:

    Scusate l’OT, ma è per un’iniziative meritoria.
    Sono iniziati i lavori per la terza edizione del Premio Baghetta, che potete seguire in chiaro e in diretta sul blog http://www.baghetta.splinder.com
    Da una rosa di 37 libri di poesia pubblicati nel 2008 in Italia, si sta procedendo a un’ulteriore selezione (è possibile anche votare sul blog) che decreterà i finalisti che in primavera parteciperanno ai due convivi popolari al Castello Colleoni di Solza.

  4. baghetta Says:

    Scusate l’OT, ma è per un’iniziative meritoria.
    Sono iniziati i lavori per la terza edizione del Premio Baghetta, che potete seguire in chiaro e in diretta sul blog http://www.baghetta.splinder.com
    Da una rosa di 37 libri di poesia pubblicati nel 2008 in Italia, si sta procedendo a un’ulteriore selezione (è possibile anche votare sul blog) che decreterà i finalisti che in primavera parteciperanno ai due convivi popolari al Castello Colleoni di Solza.

  5. Lioa Says:

    Che si tratti di un premio poco serio lo dimostra il regolamento stesso, che parla di testi usciti “nell’anno precedente ALLO svolgimento”. Imparate l’italiano, prima di ergervi a giudici.

  6. Lioa Says:

    @Sergio. Dai, sai benissimo che a vivere di scrittura si rischia la fame. Ovvio che – nell’attesa di avere successo come scrittori – intanto ci si procurino lavori veri. Io stesso ho fatto l’insegnante per tanti anni, prima di diventare pensionato di insuccesso:- )

  7. Aditus Says:

    Mi scusi Sig. Angiolini, ma riguardo il suo commento #3: dove sta l’errore?

  8. Aditus Says:

    In ogni caso sappia che Baldassarre Lombardi, noto commentatore della Commedia dantesca, scrive proprio in quel modo. Che Lei, Siur Angiolini, dà lezioni anche ai trapassati?

  9. Lioa Says:

    @Aditus. Sicuramente la lingua cambia nel tempo, quindi le forme usate dai nostri trapassati non fanno più testo oggi. Precedere è un verbo a tutti gli effetti transitivo, quindi “precedente lo svolgimento”. Qualche dizionario, è vero, riporta anche la forma desueta “precedente a”, da voi preferita, quindi amen.

    P.S. Mi sbaglio o si tratta dello stesso concorso in cui figurava come giurata la Lipperini, che però non ne sapeva nulla e protestò nel suo blog?

  10. Lioa Says:

    @Aditus. Sicuramente la lingua cambia nel tempo, quindi le forme usate dai nostri trapassati non fanno più testo oggi. Precedere è un verbo a tutti gli effetti transitivo, quindi “precedente lo svolgimento”. Qualche dizionario, è vero, riporta anche la forma desueta “precedente a”, da voi preferita, quindi amen.

    P.S. Mi sbaglio o si tratta dello stesso concorso in cui figurava come giurata la Lipperini, che però non ne sapeva nulla e protestò nel suo blog?

  11. Aditus Says:

    Proprio quello, sì. Col tempo abbiamo (sì, abbiamo, perché ci metto mano anch’io) imparato che non tutti sanno reagire bene di fronte alla sana goliardia (con la quale ci presentavamo) e alla voglia di poesia. La Lipperini fu tra le più quiete nella protesta, non le dico di chi ha citato la giurisprudenza…
    Comunque, mi fa specie che lei dica che il Premio non è un premio serio. E quali sarebbero allora i premi seri? Le dirò: il Baghetta è basato per 1/3 sul gusto di chi lavora a titolo gratuito per occasionarlo (e questo basta ad ergerci a giudici, anzi, meno di mezzi giudici), per 1/6 sul giudizio di una decina di giurati d’eccezione (le personalità eminenti della cultura italiana, dove – ahimé – compariva anche la Lipperini); e per la metà mancante (la più importante) sul gusto/giudizio del popolo, che in primavera 2009 mangerà insieme ai poeti. Dopo il banchetto saranno loro a scegliere il vincitore/vincitrice.
    A mio avviso, più serii di così si muore (speriamo in ogni caso di no).
    Scherzi a parte, la sfido a trovare un premio che competa col Baghetta in termini di trasparenza e possibilità di partecipazione (e volontariato, perché solo la passione ci sfama).

  12. Aditus Says:

    Proprio quello, sì. Col tempo abbiamo (sì, abbiamo, perché ci metto mano anch’io) imparato che non tutti sanno reagire bene di fronte alla sana goliardia (con la quale ci presentavamo) e alla voglia di poesia. La Lipperini fu tra le più quiete nella protesta, non le dico di chi ha citato la giurisprudenza…
    Comunque, mi fa specie che lei dica che il Premio non è un premio serio. E quali sarebbero allora i premi seri? Le dirò: il Baghetta è basato per 1/3 sul gusto di chi lavora a titolo gratuito per occasionarlo (e questo basta ad ergerci a giudici, anzi, meno di mezzi giudici), per 1/6 sul giudizio di una decina di giurati d’eccezione (le personalità eminenti della cultura italiana, dove – ahimé – compariva anche la Lipperini); e per la metà mancante (la più importante) sul gusto/giudizio del popolo, che in primavera 2009 mangerà insieme ai poeti. Dopo il banchetto saranno loro a scegliere il vincitore/vincitrice.
    A mio avviso, più serii di così si muore (speriamo in ogni caso di no).
    Scherzi a parte, la sfido a trovare un premio che competa col Baghetta in termini di trasparenza e possibilità di partecipazione (e volontariato, perché solo la passione ci sfama).

  13. Aditus Says:

    Con “loro” (che sceglieranno il vincitore), intendevo naturalmente i componenti del “popolo”, non i poeti stessi.

  14. utente anonimo Says:

    Essere un buon commensale aiuta!

    Ghega

  15. utente anonimo Says:

    Essere un buon commensale aiuta!

    Ghega

  16. Lioa Says:

    Ok. Mi hai convinto. Concorro con questa deliziosa poesia:

    IL LUPO PIGNOLO

    “Il lupo pignolo
    perde il pelo
    ma non il vizio
    di cercarlo
    nell’uovo.”

    P.S. Puoi mandarmi a casa il salame della vittoria, senza che mi scomodi a venire fin là?

  17. Lioa Says:

    Ok. Mi hai convinto. Concorro con questa deliziosa poesia:

    IL LUPO PIGNOLO

    “Il lupo pignolo
    perde il pelo
    ma non il vizio
    di cercarlo
    nell’uovo.”

    P.S. Puoi mandarmi a casa il salame della vittoria, senza che mi scomodi a venire fin là?

  18. Aditus Says:

    No.

  19. Aditus Says:

    Ma se vorrà stare tra i commensali sarà ben accetto, le iscrizioni aprono presto.

  20. utente anonimo Says:

    Lucio, la poesia non è inedita, ma vale un salame, l’importante è che non sia un salame da sugo.

    Ghega

  21. utente anonimo Says:

    Lucio, la poesia non è inedita, ma vale un salame, l’importante è che non sia un salame da sugo.

    Ghega

  22. utente anonimo Says:

    (o una salama, scusate l’imprecisione)

    Ghega

  23. utente anonimo Says:

    (o una salama, scusate l’imprecisione)

    Ghega

  24. Lioa Says:

    Grazie Ghega. Ti sei meritata quest’altra poesia (edita anch’essa, ahimè).

    IL SALAME ALLA CACCIATORA

    Il salumiere

    teneva moltissimo

    a far assaggiare

    il suo salame

    alla cacciatora,

    così decise

    di telefonarle

    per invitarla a cena.

    Lo fece, ovviamente,

    con voce affettata.

    (cfr. http://www.lucioangelini.splinder.com/post/18484396 )

  25. Lioa Says:

    Grazie Ghega. Ti sei meritata quest’altra poesia (edita anch’essa, ahimè).

    IL SALAME ALLA CACCIATORA

    Il salumiere

    teneva moltissimo

    a far assaggiare

    il suo salame

    alla cacciatora,

    così decise

    di telefonarle

    per invitarla a cena.

    Lo fece, ovviamente,

    con voce affettata.

    (cfr. http://www.lucioangelini.splinder.com/post/18484396 )

  26. utente anonimo Says:

    Ossignur! Un doppio senso carpiato!
    (In carpione sarebbe più appropriato)

    Lucio, ma te che te ne intendi, hai un esempio di triplo senso? Questo qua è doppio, hai un’allusione diretta sfruttando il doppio significato del “salame” e della “cacciatora”, ma per il triplo senso?

    Resto in attesa di lumi.

    Ghega

  27. utente anonimo Says:

    Ossignur! Un doppio senso carpiato!
    (In carpione sarebbe più appropriato)

    Lucio, ma te che te ne intendi, hai un esempio di triplo senso? Questo qua è doppio, hai un’allusione diretta sfruttando il doppio significato del “salame” e della “cacciatora”, ma per il triplo senso?

    Resto in attesa di lumi.

    Ghega

  28. Lioa Says:

    @ Ghega. Avrei questa:

    Se sono solo
    parlo tra me.

    Se siamo in due
    tra me e me.

    Se siamo in TRE
    tra me e me e me.

    :- )

  29. Lioa Says:

    @ Ghega. Avrei questa:

    Se sono solo
    parlo tra me.

    Se siamo in due
    tra me e me.

    Se siamo in TRE
    tra me e me e me.

    :- )

  30. utente anonimo Says:

    E’ tosta…
    Lume davvero illuminante!
    Grazie 🙂

    Ghega

  31. utente anonimo Says:

    E’ tosta…
    Lume davvero illuminante!
    Grazie 🙂

    Ghega

  32. utente anonimo Says:

    La sto rileggendo… è geniale!

    Ghega

  33. utente anonimo Says:

    La sto rileggendo… è geniale!

    Ghega

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