QUI BENE LATUIT BENE VIXIT

Si chiude con il motto di Descartes "Qui bene latuit bene vixit" l’articolo di Nadia Fusini apparso l’ultimo dell’anno su laRepubblica:

«AUGURI MR SALINGER. DOMANI COMPIE NOVANT’ANNI L’AUTORE DEL "GIOVANE HOLDEN"»

Ricordo le mie perplessità giovanili sulla traduzione di Adriana Motti, a partire dall’incipit:

«Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio d’infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto – chi lo nega – ma anche maledettamente suscettibili. D’altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella. Vi racconterò soltanto le cose da matti che mi sono capitate verso Natale, prima di ridurmi così a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia…»

Giù giù fino all’explicit:

«D.B. mi ha domandato che cosa ne pensavo io di tutta questa storia che ho appena finito di raccontarvi. Non ho saputo che accidente dirgli. Se proprio volete saperlo, non so che cosa ne penso. Mi dispiace di averla raccontata a tanta gente. Io, suppergiù, so soltanto che sento un po’ la mancanza di tutti quelli di cui ho parlato. Perfino del vecchio Stradlater e del vecchio Ackley, per esempio. Credo di sentire la mancanza perfino di quel maledetto Maurice. È buffo. Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti.»

Scrive Nadia Fusini a proposito di J.D. SALINGER:

«Assorda il silenzio volontario, rigoroso, in cui s’è da anni allontanato, esiliandosi da un paese la cui scena letteraria diventava via via più globale, con scrittori sempre più in cerca di successo planetario.»

E riassume così il suo "capolavoro minimalista":

«Lì un adolescente osservava con implacabile severità una società ai cui modelli non si piegava, sì che il giovane eroe non celebrava nessun rito di passaggio, ma piuttosto confermava la propria renitente distanza dal mondo che voleva educarlo. Distanza anche da modelli letterari, come quello di Huck Finn, giovane scavezzacollo che pure alla fine compie la propria iniziazione. Con Holden Caulfield l’avventura dell’iniziazione – tema caro  alla letteratura, in specie americana – si trasforma nell’ avventura dell’obiezione di coscienza, non però alla guerra, ma alle forme sociali della vita quotidiana

Eccetera.

Be’, ve lo dico in un orecchio. Devo in parte proprio alla lettura dell’ Acchiappatore nella Segale (1) la mia personale e improvvisa decisione di scappare dal collegio, al tempo della mia adolescenza schifa… :- )

(1) Questa, come è noto, la traduzione letterale del titolo americano "The Catcher in the Rye", divenuto in Einaudi: "Il giovane Holden".

(Immagine da http://www.boston.com/bostonglobe/ideas/brainiac/salingercatcher.JPG )

Annunci

11 Risposte to “QUI BENE LATUIT BENE VIXIT”

  1. utente anonimo Says:

    Il Giovane Holden. Uno dei libri piu’ sopravalutati che la storia della letteratura ricordi.
    Un culto nato perche’ bovinamente si ripetevano i giudizi sentiti qui’ e li’: non si aveva il coraggio di andare controcorrente.
    Poi lo leggevi e ti dicevi: ah! tutto qui sto’ Salinger? Andiamo proprio bene se questo e’ un capolavoro.
    Capiamo perche’ e’ minimalista: e’ proprio poca cosa.

    Sergio

  2. Lioa Says:

    Come ha evidenziato Nadia Fusini: “Salinger è un grande scrittore, grande e PROFETICO: anticipa il futuro. La letteratura – che ha sempre questa vocazione, ma non sempre la realizza – con Salinger ci riesce e grazie ai suoi bambini protagonisti – da Franny a Zooey a Teddy – dà figura al crollo lento di un’ideale di famiglia che nella sua menzogna politica la società americana non vuole riconoscere; la famiglia come nido d’amore protettivo non esiste più, la famiglia non protegge e non prepara alla vita, è al meglio stupidamente sentimentale come sono i suoi protagonisti adulti, i genitori, quando non siano colpevolmente indifferenti, o sordi, solo interessati alla performance ordinaria del successo”. In totale disaccordo con te. Ciao.

  3. utente anonimo Says:

    Certamente non si puo’ essere d’accordo su tutti i libri ( anche perche’ se ne scrivono troppi).
    Di libri di critica ” sul valore formativo” ce ne sono stati a iosa e – ribadisco il mio parere – Salinger con il suo Holden piu’ che un valore letterario rasenta il culto della moda .
    Oltretutto – ora – un poco anche demode’.

    Sergio

  4. Lioa Says:

    Non puoi liquidare così uno dei libri più amati da molte generazioni a questa parte… dovrà pur avere un suo quid, se è piaciuto a così tanti e se Baricco gli ha dedicato la Scuola Holden:- )

  5. utente anonimo Says:

    Ah! se Baricco gli dedica una scuola…, allora!!!
    A parte tutto: capisco cosa vuoi dire e rispetto il tuo parere. Sai a quanta gente , come ben dici, e’ piaciuto molto?

    Baricconate varie: potevi , Lucio, portare testimoni piu’ validi a suffragio dell’Holden, ma la Bariconnata par excellence come la scuola Holden (seppur scherzando) me la potevi risparmiare. Questo e’ un post di una autore che detesto, suffragato da un autore scellerato ( il Bariccone della pseudo scrittura) ed infine, dulcis in fundu, in questa disgrazia si spaccia per baggianata il Copperfield, come fosse l’ultimo dei libri dell’ultimo degli autori.
    Insomma, un festival popolare dell’eresia.

    Sergio

  6. Lioa Says:

    Dai, Sergio, take it easy. Ricordo che seguivo letteralmente ***incantato*** la serie televisiva “L’AMORE E’ UN DARDO” (gioco con “L’amore ond’ardo”) con il sorprendente Baricco degli inizi…

  7. rferrazzi Says:

    Ti dirò, Lucio. Anch’io non sono stato poi gran che impressionato da Salinger, quando l’ho letto. Quando uscì poteva sembrare dirompente. Oggi ha perso tutta la carica.

  8. Lioa Says:

    Forse l’hai letto dopo i 40… Certi libri vanno letti nell’adolescenza:- )

  9. utente anonimo Says:

    Ciao Lucio
    forse ti sarà capitato di leggere (o forse no, perché la notizia è passata quasi sotto silenzio) che Adriana Motti è scomparsa il 12 gennaio, a 84 anni.
    A presto
    luca

  10. utente anonimo Says:

    Lucaaaaa! Tu qui. Ehm… sì, la notizia mi era sfuggita. Povera! Mi spiace. Un abbraccio.

  11. BOCL N. 26 (RICORDANDO SALINGER) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] QUI BENE LATUIT BENE VIXIT […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...