Archive for febbraio 2009

BRIGANTESSE

12 febbraio 2009

Le ragazze di oggi, in genere, sognano di fare le attricette o le veline, forse per reazione ai libri della Lipperini:-). Ma vi furono tempi e luoghi in cui molte giovani donne del Sud non esitarono a darsi al brigantaggio, convinte del fatto che la LOTTA – per maschi e femmine – fosse una sola:

«Maschele e femmene, a lott è pa ‘a libertà [maschi e femmine, la lotta è per la libertà]».

Invitato alla presentazione del libro
"BRIGANTESSE  – Donne guerrigliere contro la conquista del Sud (1860-1870)", di Valentino Romano, Edizioni Controcorrente
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(vedi http://www.lucanianews24.it/?p=13052 )
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l’artista tarantino MARIO DONATIELLO (nome d’arte "Mario AZAD") non è comparso a mani vuote, bensì con sottobraccio una canzone adatta alla circostanza.
Volete ascoltarla? È qui:
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Mario Donatiello Brigantesse

3:06

 

    
(Cliccate sull’immagine).
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LA VISITA DEL DALAI LAMA A VENEZIA

11 febbraio 2009

Venezia, 10 febbraio 2009. Il Dalai Lama entra nella sala del Sansovino alla Biblioteca Marciana  in piazzetta San Marco.

Si dice che il Dalai Lama Tenzin Gyatso sia l’attuale reincarnazione di una lunga serie di tulku (1).

Non ho modo né mi frega nulla di verificare se questo sia vero o no. Al contrario sono molto interessato ai seguenti fatti: 

1) attualmente egli è il capo del buddismo tibetano e il leader politico del popolo tibetano, le cui tradizioni e cultura sono sotto assedio; dall’occupazione cinese del Tibet (1959) in poi risiede in India, capo di un governo tibetano in esilio;
2) in Tibet i diritti umani non sono rispettati;  la persecuzione di tutti gli oppositori alla forzata sinizzazione del Tibet si traduce in carcerazioni, torture, uccisioni; il dissenso politico è represso con durezza (Vd www.italiatibet.org );
3) il governo cinese ha imbavagliato la stampa e gli altri mezzi di comunicazione;  
4) il governo cinese si è arrogato il diritto di nominare Lama a sé graditi;
5) la posizione del Dalai Lama (la cosiddetta "Via di Mezzo") è assolutamente ragionevole e condivisibile. Egli ha rinunciato alla pretesa dell’indipendenza. Chiede solo, e in maniera del tutto pacifica, una maggiore autonomia per il Tibet e un maggior rispetto delle sue specificità culturali.
 

Biblioteca Nazionale Marciana. Il "TEBET" in evidenza come regione autonoma nel planisfero di Fra’ Mauro del 1460.

All’uscita dalla Marciana, guardate che cosa aspettava il Dalai Lama:- )

Leggo su "Il Gazzettino" di oggi:

"Il conferimento al Dalai Lama della cittadinanza di Venezia e Roma «offende il popolo cinese» e costituisce un’«interferenza» negli affari interni di Pechino. Lo ha detto oggi la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Jiang Yu, in una conferenza stampa a Pechino. Jiang ha detto che l’Italia deve prendere «immediate misure» per rimediare al danno apportato alle relazioni tra i due Paesi, ma non ha specificato quali. «Le parole e le azioni del Dalai Lama – ha detto la portavoce – dimostrano che non è solo una figura religiosa, ma un uomo politico impegnato in attività secessioniste con la scusa della religione». I Paesi stranieri, ha aggiunto, dovrebbero «capire e sostenere» la posizione della Cina sul Tibet, che è «completamente parte della Cina». «Il problema del Dalai Lama non è un problema di diritti umani, ma un problema attinente alla sovranità e alla integrità territoriale della Cina», ha concluso Jiang."

Insomma ai Governanti Cinesi non basta arrogarsi il diritto di scegliere il Lama da imporre in Tibet. Vorrebbero anche suggerire da lontano ai sindaci dei comuni dei Paesi Stranieri a quali personaggi concedere la cittadinanza onoraria e a quali no.

E… ‘sti cazzi?

(1) Tulku = lama tibetano buddista che sceglie coscientemente di reincarnarsi, benché non più soggetto al ciclo delle morti e delle rinascite.

(Le foto sono di Lucio Angelini)

VENEZIA. IL DALAI LAMA ARRIVA A PALAZZO SANT’ANGELO.

10 febbraio 2009

(Foto di Lucio Angelini)

DIRETTA WEB DA VENEZIA PER IL DALAI LAMA

10 febbraio 2009
Sua Santità il Dalai Lama

Sua Santità il Dalai Lama a Venezia

Segui la diretta Internet della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria (dalle ore 9 di OGGI, 10 febbraio)

http://www2.comune.venezia.it/direttaconsiglio/diretta.asp

COLPO DI SCENA!!! La mia richiesta di accredito per uno dei tre eventi di stamattina è stata finalmente accolta, quindi uscirò di casa molto presto (abito al Lido), per raggiungere Palazzo Sant’Angelo:- )

Purtroppo le notizie anticipate ieri a Roma dal Dalai Lama non sono confortanti. Copio-incollo da

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/esteri/dalai-lama/dalai-roma/dalai-roma.html

«La situazione in Tibet oggi è esplosiva". Il Dalai Lama lancia un nuovo allarme sulla repressione che si sta abbattendo in queste ore sul Tetto del mondo. "Le ultime notizie che mi giungono – ha spiegato il leader tibetano ricevendo dal sindaco Gianni Alemanno la cittadinanza onoraria – mi fanno capire che in questo momento la tensione è pronta a esplodere. Ma dico ai tibetani: ‘Per favore non fate confusione, restate tranquilli e in pace’".

Dal 18 gennaio, la Cina ha iniziato l’operazione Strike Hard: gli arresti sarebbero già 5.766. E la polizia promette di continuare fino al 10 marzo, anniversario dell’esilio del Dalai Lama. Una data più che mai simbolica quest’anno: sarà infatti mezzo secolo che Tenzin Gyatso è dovuto fuggire dal Tibet. Le autorità cinesi temono scontri ancora più violenti di quelli che scoppiarono nel 2008.

"Abbiamo sempre continuato a dialogare con la Cina. Mai abbiamo chiesto l’indipendenza totale", ha ripetuto il leader buddista, parlando in un’aula Giulio Cesare talmente colma da mettere in crisi il protocollo. "Il Tibet ha una cultura, una religione e un ambiente diverso che possono essere conservati solo con un’autonomia vera e genuina. Oggi – ha proseguito – c’è uno straniero che governa qualcosa che non conosce. La nostra idea è favorevole alla Cina stessa. Una persona intelligente dovrebbe appoggiare il nostro approccio al problema". Un discorso breve, durato meno di venti minuti, interrotto da applausi e qualche grido "Tibet libero". Una piccola folla si è raccolta anche in piazza del Campidoglio, davanti al grande schermo. "E’ un simbolo di tolleranza e compassione" ha commentato Alemanno prima di conferirgli l’onorificenza. "Chiediamo insieme la piena autonomia del Tibet" ha aggiunto il sindaco, al quale il leader buddista ha regalato una katà, la sciarpa tradizionale.»

PAVLOVIANE CENSURE DELLA LIPPERINI

9 febbraio 2009

 

(Quanta neve, ieri, salendo in ciaspe verso il santuario di Lussari, nel tarvisiano!)

Scriveva Loredana Lipperini l’ 8 aprile 2008 nel post EPICA E CATANE :

«In realtà, di interventi su un filone di scrittura che riunisce autori frettolosamente definiti “di genere” (Evangelisti, Lucarelli, De Cataldo, Genna fra gli altri) si è parlato spesso, in rete e non solo. Ad approfondire il concetto, con la definizione di  “New Italian Epic”, è intervenuto Wu Ming 1 qualche giorno fa, in un’analisi al Middlebury College, Vermont. Qui trovate l’audio.»

Mio commento:

«Bravo Wu Ming. Gliele ha cantate chiare al mercato americano che, a differenza di quello francese, non ha ancora pubblicato per intero lo zoccolo duro della New Italian Epic… E dire che i WuMing hanno concepito ‘Manituana’ pensando soprattutto al mercato americano:- )»

Il 7 febbraio 2009 Wu Ming 1 – in coda all’ennesimo post NIE-filo della Lipperini [ormai affetta da passione compulsivo-paranoide nei confronti delle bufale wuminghiane, n.d.r.] ha sboronato:

«… l’EPICA come risposta degli scrittori alla meschinità schifosa del presente (e mai come in questi giorni, con l’Italietta in salò-pette che entra nella sua fase necro-clerico-“bukkake”) proviamo un senso di grande schifo.»

Un commentatore a caso:

«Ah, sì, l’epica dei Wu Ming protesi alla Conquista del Mercato Americano. E chi vi crede più???»

Wu Ming 1:

«Beh, per fare un esempio, loro: http://tinyurl.com/c32kzt »

Postato Domenica, 8 Febbraio 2009 alle 12:50 am da Wu Ming 1 »

Il commentatore:

«Appunto. Tante frescacce sul New Italian Epic per poter arrivare SOPRATTUTTO lì. Ci aveva proprio ragione la Carla Benedetti [quando parlava di NIE come operazione auto-promozionale, n.d.r.]

Ma la censora Lipperini, ZAC!, ha subito cassato il commento, rendendone incomprensibili altri quattro.

P.S. Ovviamente non c’è nulla di male nel puntare al mercato americano e cercare di raggranellare quanti più dollaroni possibili, ma di qui a spacciarsi per duri e puri, riparandosi tutti sotto il provvidenziale ombrello gomorriano, e millantando di contrastare il berlusconismo con operine tediose quali ‘Manituana’ … ce ne corre!

CANTAMI, O DIVA, DEI PELOSI WU MING…

7 febbraio 2009

«Ti è mai capitato di ascoltare il telegiornale e sentire una morsa tagliente afferrare il tuo cuore, un senso di scoraggiamento,  di impotenza, di ribellione nell’ascoltare notizie di cronaca che assomigliano sempre di più ad un bollettino di guerra? Ti sei mai chiesto: ma io nel mio piccolo cosa potrei fare per non restare passivo dinnanzi ad un mondo che sembra impazzito, sempre di più in corsa verso l’autodistruzione? Cosa potrei fare per innescare una rivoluzione pacifica che sappia contrapporsi ad un esercito che con crescente lucidità e determinazione si sta organizzando per diffondere paura, violenza, diffidenza, terrorismo, morte distruzione?

Noi Wu Ming abbiamo una proposta da farti:

ARRUOLATI ANCHE TU NELL’ ESERCITO DEI CAVALIERI DEL N.I.E!

La missione dei Cavalieri del N.I.E. è portare l’Amore in un mondo che sta morendo per mancanza d’Amore. Un Cavaliere desidera essere generoso e valoroso,  lottare per il bene fino all’eroismo. Sembra molto impegnativo, ma è Calliope stessa, la musa protettrice dell’EPICA (1), a dare la Sua forza a chi la segue con tutto il cuore! Grazie Calliope, perché tu come Luce ci strapperai da quelle gelide tenebre che avevano imprigionato la nostra anima in un abbraccio mortale. Grazie per essere ‘scesa negli inferi del nostro cuore’, grazie per averci amato così pazzamente da prendere su di te ogni nostra angoscia, dolore, tristezza, per donarci pace, amore, pienezza. In te, e solo in te abbiamo trovato la Sorgente d’Acqua Viva capace di dissetare la sete del nostro cuore sempre inquieto. Vogliamo donarti la nostra vita perché tu possa renderci strumenti della tua Luce. Vogliamo fare parte dell’esercito dei Cavalieri della Luce che tu stai suscitando per portare l’Amore in un mondo che sta morendo per mancanza d’Amore. Sì, Calliope, vogliamo lasciarci arruolare da te nel tuo esercito di cavalieri, valorosi, generosi, eroici e ci impegniamo a:

  1. Lasciarci infiammare, forgiare dal Fuoco dell’Epica.
  2. Rivestirci della tua armatura, perché possiamo spegnere i dardi infuocati che il Postmodernismo con tutte le sue legioni e i figli delle tenebre continuano a scagliare contro l’umanità, avvelenando le menti e i cuori.
  3. Essere degli innamorati dell’Epica. Non stancarci mai di nutrirci della Tua Epica Parola, di proclamarla vivendola con grande radicalità ed eroismo, alla lettera, senza misura, senza alcun compromesso o interpretazione di comodo.
  4. Attingere alla Sorgente del tuo cuore per fare fiorire i deserti del mondo;  andare nelle strade, nelle piazze, sui tetti e annunziare con Forza la tua Epica Parola sino agli estremi confini del mondo.
  5. Immergerci con te negli ‘inferi’ dell’umanità per colorarli di Parnaso.
  6. Mettere tutto il nostro impegno perché tanti decidano di fare parte del tuo esercito di Cavalieri della Luce. Grazie,
CALLIOPE.»

(Da http://www.cavalieridellaluce.net/ )

(1) Nella mitografia classica le Muse sono le nove divinità che proteggono le arti… Ciascuna ha un compito specifico, da cui consegue l’attributo (variabile nei secoli della loro lunga durata simbolica) che la rende riconoscibile: Clio è la musa della storia (accompagnata da una tromba o da un cigno, incoronata di alloro), Euterpe è la musa della musica o della poesia lirica (accompagnata dal flauto, con i capelli adorni di ghirlande di fiori), Talia è la musa della commedia (accompagnata dallo strumento musicale della viola o da una maschera teatrale), Melpomene è la musa della tragedia (accompagnata da una maschera tragica o da altri oggetti simbolici), Tersicore è la musa della danza (accompagnata da uno strumento a corde oda una cetra, incoronata con ghirlande di fiori), Erato è la musa della poesia amorosa (accompagnata dal tamburello o dalla lira, o anche da un cigno), Urania è la musa dell’astronomia (accompagnata dal globo e dal compasso, contornata da un cerchio di stelle), CALLIOPE è la musa della poesia epica (accompagnata dalla tromba, regge una corona di alloro), Polinnia è la musa degli inni eroici (accompagnata da un organo portatile o da altro strumento musicale). L’invocazione alle Muse, perché diano l’ispirazione al poeta, è luogo comune di moltissimi testi, da Omero a Dante e oltre. Quando sono evocate nella forma di plurale collettivo ("le Muse"), indicano le arti nel loro complesso.

(Da http://www.italica.rai.it/rinascimento/parole_chiave/schede/lenovemuse.htm )

IL DALAI LAMA A VENEZIA

6 febbraio 2009

(Venezia. La Biblioteca Nazionale Marciana addobbata a festa per ricevere il Dalai Lama martedì 10 febbraio 2009. Addobbi a cura della Swatch, sfortunatamente… )

Martedì prossimo, 10 febbrario 2009, il Dalai Lama riceverà la cittadinanza onoraria dal sindaco di Venezia, quel bruttocattivo di papà Cacciari (vd ieri).

Qui il programma della giornata:

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24056

Interessante la capatina alla Biblioteca Nazionale Marciana, dove la direttrice Maria Letizia Sebastiani gli illustrerà il celebre mappamondo di Fra’ Mauro (del 1460) in cui il Tibet è raffigurato come entità autonoma.

Dopo aver letto che

«… le richieste di accredito per gli operatori dell’informazione che vorranno partecipare alla seduta straordinaria del Consiglio comunale, andranno indirizzate, esclusivamente via e-mail, a ufficio.stampa@comune.venezia.it. La mail dovrà contenere nome e cognome del giornalista, data di nascita, residenza, n. tessera dell’Ordine, testata di appartenenza e allegata dichiarazione di incarico del direttore o capo redattore, e pervenire entro e non oltre le ore 13 di venerdì 6 febbraio… »

ho chiesto – appunto via mail – un accredito come inviato speciale del blog "Cazzeggi Letterari", ma la domanda è stata inopinatamente respinta, malgrado avessi chiarito che le tendine delle finestre della mia mansarda sono… ehm… due bandiere tibetane*-°.

(L’immagine del Dalai Lama è tratta da www.dalailamany.org. Le altre foto sono di Lu.Ang.)

PAPÀ CACCIARI SU NAZIONE INDIANA

5 febbraio 2009

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QUEL BRUTTOCATTIVO DI PAPÀ CACCIARI!

di Lucio Angelini

Della sua infanzia fanese Luchino ricordava solo qualche frammento: un treno che partiva, la testa del suo babbo che sporgeva da un finestrino e rimpiccioliva sempre più in lontananza, e soprattutto una filastrocca: ‘Staccia minaccia’. Gliela cantava sempre sua nonna Celerina, scuotendolo avanti e indietro, dopo averlo preso a cavalluccio sulle ginocchia.

"Staccia minaccia

il babbo è andato a caccia"

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IL RESTO QUI:

http://www.nazioneindiana.com/2009/02/04/quel-bruttocattivo-di-papa-cacciari/

MARIO DONATIELLO CANTA “MUNTANARA”

4 febbraio 2009

(Mario Donatiello)

Adoro la Tarantella del Gargano e Mario Donatiello la canta benissimo. Cercatela in youtube:

Mario Donatiello - Muntanara (Tarantella del Gargano)

4:21

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MUNTANARA (TARANTELLA DEL GARGANO)
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Questa donna,
come devo fare per amare questa donna?
Di rose dovrò farle un bel giardino

di rose dovrò farle un bel giardino 
tutto intorno a lei per farla innamorare
 
per farla innamorare
tutto intorno a lei per farla innamorare
ah, di pietre preziose e oro fino
nel mezzo dovrò metterci una bella fontana

Nel mezzo dovrò metterci una bella fontana
E farci scorrere acqua di sorgente
 
acqua di sorgente
farci scorrere acqua di sorgente
e sopra dovrò metterci un uccello a cantare
 
un uccello che canterà
canterà e si riposerà, canterà e si riposerà
e vi dirà bella
 
bella, vi dirà
per voi son diventato un uccello
per poter dormire accanto a voi bella madonna
mi han fatto innamorare
il vostro modo di camminare
e il suono della vostra voce
se bella non nascevi
innamorare non mi facevi
mi han fatto innamorare
il vostro modo di camminare
e il suono della vostra voce

mi han fatto innamorare
il vostro modo camminare
e il suono della vostra voce
se bella non nascevi
innamorare non mi facevi.
 
Ah, capicciosetta, sei nervosa ma che vuoi da me
Anche tua madre lo sa e te lo dice

 

‘Sta donni
ma ‘ccomi j’eja fai pi’ ‘mà sta donni’                                          
ah! di rosi l’eja fa’
di rosi l’eja fa’
di rosi l’eja fa’ nu bel giardini
 
nu bel giardini
di rosi l’eja fa’ nu bel giardini
‘ntorni p’intorni l’ei
‘ntorni p’intorni l’e’
‘ntorni p’intorni l’ejë annammurajë
 
l’ejë annammurai
‘ntorni p’intorni l’ejë annammurajë
ah! di preta prizijosë e ori fine
‘mmezzi cë l’eja cavà ‘na
‘mmezzi cë l’eja cavà ‘na
‘mmezzi cë l’eja cavà ‘na brava funtanë
 
và ‘na brava funtani
‘mmezzi cë l’eja cavà ‘na brava funtanë
ah! j’eja fa’ corri l’acqua
j’eja fa’ corri l’acqua
j’eja fa’ corri l’acqua sorgentini
 
l’acqua sorgentini
j’eja fa’ corri l’acqua sorgentini
sopi cë l’eja metti ‘na
sopi cë l’eja metti ‘na
sopi cë l’eja metti ‘na vucell’a cantà
 
‘na vucell’a cantajë
sopi cë l’eja metti ‘na vucell’a cantajë
cantavë e ripusavi
cantavë e ripusavi
cantavë e ripusavi bella dicevi
 
‘pusava, bella dicevi
cantavë e ripusavi bella dicevi
pi’ voi è diventatë
pi’ voi è diventatë
pi’ voi è diventata una …..
 
di fare dinte nu sonno ….. madonna
me n’ha fatto ‘nnamura’ la camnatura e lu parla’
si bella tu nascive ‘nammura’ nun me facive
me n’ha fatto ‘nnamura’ la camnatura e lu parla’
me n’ha fatto ‘nnamura’ la camnatura e lu parla’
 
Pure la camnatura e lu parla’,
m’ha fatto ‘nnamura’ la camnatura e lu parla’
si bella tu nascive ‘nammura’ nun me faciva
ojella’ ojelli’ ojella’
 
E’ ‘sta ncagnata che vuo’ da me
e mammeta lu ssape to vo’ dicere pure a te
e mammeta lu ssape to vo’ dicere pure a te
 
Ah! Pinciue’ ‘sta ncagnata che vuo’ da me
e mammeta lu ssape to vo’ dicere pure a te
e mammeta lu ssape to vo’ dicere pure a te
 

IL BREVIARIO GRIMANI IN FAC-SIMILE

3 febbraio 2009

 

(L’originale del BREVIARIO GRIMANI)

Ci si lamenta tanto del prezzo dei libri, ma in fondo che cosa sono 22.000 euro per un esemplare numerato della RIPRODUZIONE IN FAC-SIMILE (eseguita con le più sofisticate tecniche moderne) del preziosissimo BREVIARIO GRIMANI [Cod. Marc. Lat. I, 99 = 2138 della Biblioteca Marciana di Venezia] realizzata dalla SALERNO EDITRICE e presentata ieri mattina alle 11.30 a Venezia? :- )
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Ovviamente, come avrete visto nei vari telegiornali, alla presentazione della finissima iniziativa editoriale ha partecipato tutto il gotha istituzional-cultural-politico del Veneto (Massimo Cacciari, Giancarlo Galan… ) con qualche assenza giustificata (il ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, per esempio, era stato bloccato via terra dalla neve e via aria dalla paura di salire su un aereo). C’erano, in compenso, S.E. Jan De Bock, ambasciatore del Regno del Belgio a Roma, S.E. Egbert Jacobs, ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi a Roma; i relatori Maurizio Fallace, direttore Gen. per i Beni Librari, l’arch. Ugo Soragni, direttore Reg. per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, la dott.sa Maria Letizia Sebastiani, direttore della Biblioteca Naz. Marciana, il dott. Angelo Tabaro, segretario alla Cultura della Regione del Veneto, il prof. Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, e soprattutto il prof. ENRICO MALATO, Presidente della gloriosa Salerno Editrice.
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(Il sindaco Cacciari si complimenta con la Salerno editrice)
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Per quanto mi riguarda, l’invito all’evento mi era giunto – udite udite! – via Facebook *-°
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[Approfitto per ricordare che per la Salerno Editrice ho tradotto due opere: Pietro il Grande di Paul Bushkovitch, e L’economia carolingia di Adriaan Verhulst. N.d.r.]
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Permettetemi di prelevare qualche notizia dal sito:
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a cui comunque rimando.

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UN MONUMENTO DELL’ARTE FIAMMINGA DEL RINASCIMENTO
Il codice noto come «Breviario Grimani» è indiscutibilmente uno dei massimi, se non il massimo capolavoro dell’arte della miniatura fiamminga del Rinascimento. Di committenza incerta, posseduto da Margherita d’Austria,  venne acquistato intorno al 1520, per ben 500 ducati d’oro, dal Cardinale Domenico Grimani, che, lasciandolo in eredità alla Serenissima Repubblica di Venezia, vincolava il lascito alla condizione che il codice venisse “mostrato solo a persone di straordinario riguardo e in circostanze eccezionali”. 
Il «Breviario Grimani» ha fatto parte fino al 1781  del «Tesoro di San Marco».
Il codice, ricco di ben 835 carte (= 1670 pagine), è preziosamente rilegato in velluto cremisi e decorato ai piatti con eleganti cornici finemente cesellate che racchiudono cartigli e medaglioni raffiguranti il Doge Antonio Grimani e il Cardinale Domenico, tutti in bronzo dorato.
Caratteristica straordinaria di questo codice è non soltanto il numero e la qualità delle miniature a piena pagina (120), ma la scelta dei temi, estremamente varia e suggestiva, con alternanza di soggetti religiosi e profani e la ricca ornamentazione di tutte la pagine. La scrittura, introdotta spesso da capilettera ornati di varia grandezza, è chiara ed elegante, generalmente a sua volta arricchita da elementi decorativi. Il tutto è impreziosito da un impiego esteso, ma sempre sobrio e delicato, dell’oro.

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UN CAPOLAVORO FAMOSISSIMO MA DI FATTO SCONOSCIUTO

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Noto in tutto il mondo per fama, il «Breviario Grimani» è un capolavoro dell’arte universale di fatto sconosciuto, sottratto com’è – necessariamente, per ragioni di conservazione – a una frequentazione diretta di studiosi e appassionati, e noto soltanto attraverso riproduzioni parziali e insoddisfacenti, che fanno grave torto alla preziosità dell’originale. Di qui la necessità di una riproduzione in fac-simile, che – realizzata al massimo livello di qualità consentito dai mezzi tecnici più avanzati – consente l’autentica “scoperta” di un documento d’arte  che supera ogni possibilità di immaginazione.
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Un ampio volume di Commentario, affidato alle cure dei massimi specialisti a livello internazionale, consentirà un approfondimento di tutti i dati storici, codicologici, artistici, paleografici del manufatto.
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TIRATURA MONDIALE DI 750 ESEMPLARI NUMERATI DA 1 A 750, PIÙ 80 FUORI COMMERCIO, RISERVATI AGLI ENTI PROMOTORI, DISTINTI CON NUMERAZIONE ROMANA DA I A LXXX.
(Le due pessime foto sono di L. Angelini)