IL BREVIARIO GRIMANI IN FAC-SIMILE

 

(L’originale del BREVIARIO GRIMANI)

Ci si lamenta tanto del prezzo dei libri, ma in fondo che cosa sono 22.000 euro per un esemplare numerato della RIPRODUZIONE IN FAC-SIMILE (eseguita con le più sofisticate tecniche moderne) del preziosissimo BREVIARIO GRIMANI [Cod. Marc. Lat. I, 99 = 2138 della Biblioteca Marciana di Venezia] realizzata dalla SALERNO EDITRICE e presentata ieri mattina alle 11.30 a Venezia? :- )
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Ovviamente, come avrete visto nei vari telegiornali, alla presentazione della finissima iniziativa editoriale ha partecipato tutto il gotha istituzional-cultural-politico del Veneto (Massimo Cacciari, Giancarlo Galan… ) con qualche assenza giustificata (il ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, per esempio, era stato bloccato via terra dalla neve e via aria dalla paura di salire su un aereo). C’erano, in compenso, S.E. Jan De Bock, ambasciatore del Regno del Belgio a Roma, S.E. Egbert Jacobs, ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi a Roma; i relatori Maurizio Fallace, direttore Gen. per i Beni Librari, l’arch. Ugo Soragni, direttore Reg. per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, la dott.sa Maria Letizia Sebastiani, direttore della Biblioteca Naz. Marciana, il dott. Angelo Tabaro, segretario alla Cultura della Regione del Veneto, il prof. Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, e soprattutto il prof. ENRICO MALATO, Presidente della gloriosa Salerno Editrice.
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(Il sindaco Cacciari si complimenta con la Salerno editrice)
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Per quanto mi riguarda, l’invito all’evento mi era giunto – udite udite! – via Facebook *-°
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[Approfitto per ricordare che per la Salerno Editrice ho tradotto due opere: Pietro il Grande di Paul Bushkovitch, e L’economia carolingia di Adriaan Verhulst. N.d.r.]
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Permettetemi di prelevare qualche notizia dal sito:
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a cui comunque rimando.

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UN MONUMENTO DELL’ARTE FIAMMINGA DEL RINASCIMENTO
Il codice noto come «Breviario Grimani» è indiscutibilmente uno dei massimi, se non il massimo capolavoro dell’arte della miniatura fiamminga del Rinascimento. Di committenza incerta, posseduto da Margherita d’Austria,  venne acquistato intorno al 1520, per ben 500 ducati d’oro, dal Cardinale Domenico Grimani, che, lasciandolo in eredità alla Serenissima Repubblica di Venezia, vincolava il lascito alla condizione che il codice venisse “mostrato solo a persone di straordinario riguardo e in circostanze eccezionali”. 
Il «Breviario Grimani» ha fatto parte fino al 1781  del «Tesoro di San Marco».
Il codice, ricco di ben 835 carte (= 1670 pagine), è preziosamente rilegato in velluto cremisi e decorato ai piatti con eleganti cornici finemente cesellate che racchiudono cartigli e medaglioni raffiguranti il Doge Antonio Grimani e il Cardinale Domenico, tutti in bronzo dorato.
Caratteristica straordinaria di questo codice è non soltanto il numero e la qualità delle miniature a piena pagina (120), ma la scelta dei temi, estremamente varia e suggestiva, con alternanza di soggetti religiosi e profani e la ricca ornamentazione di tutte la pagine. La scrittura, introdotta spesso da capilettera ornati di varia grandezza, è chiara ed elegante, generalmente a sua volta arricchita da elementi decorativi. Il tutto è impreziosito da un impiego esteso, ma sempre sobrio e delicato, dell’oro.

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UN CAPOLAVORO FAMOSISSIMO MA DI FATTO SCONOSCIUTO

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Noto in tutto il mondo per fama, il «Breviario Grimani» è un capolavoro dell’arte universale di fatto sconosciuto, sottratto com’è – necessariamente, per ragioni di conservazione – a una frequentazione diretta di studiosi e appassionati, e noto soltanto attraverso riproduzioni parziali e insoddisfacenti, che fanno grave torto alla preziosità dell’originale. Di qui la necessità di una riproduzione in fac-simile, che – realizzata al massimo livello di qualità consentito dai mezzi tecnici più avanzati – consente l’autentica “scoperta” di un documento d’arte  che supera ogni possibilità di immaginazione.
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Un ampio volume di Commentario, affidato alle cure dei massimi specialisti a livello internazionale, consentirà un approfondimento di tutti i dati storici, codicologici, artistici, paleografici del manufatto.
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TIRATURA MONDIALE DI 750 ESEMPLARI NUMERATI DA 1 A 750, PIÙ 80 FUORI COMMERCIO, RISERVATI AGLI ENTI PROMOTORI, DISTINTI CON NUMERAZIONE ROMANA DA I A LXXX.
(Le due pessime foto sono di L. Angelini)

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