DIRETTA WEB DA VENEZIA PER IL DALAI LAMA

Sua Santità il Dalai Lama

Sua Santità il Dalai Lama a Venezia

Segui la diretta Internet della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria (dalle ore 9 di OGGI, 10 febbraio)

http://www2.comune.venezia.it/direttaconsiglio/diretta.asp

COLPO DI SCENA!!! La mia richiesta di accredito per uno dei tre eventi di stamattina è stata finalmente accolta, quindi uscirò di casa molto presto (abito al Lido), per raggiungere Palazzo Sant’Angelo:- )

Purtroppo le notizie anticipate ieri a Roma dal Dalai Lama non sono confortanti. Copio-incollo da

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/esteri/dalai-lama/dalai-roma/dalai-roma.html

«La situazione in Tibet oggi è esplosiva". Il Dalai Lama lancia un nuovo allarme sulla repressione che si sta abbattendo in queste ore sul Tetto del mondo. "Le ultime notizie che mi giungono – ha spiegato il leader tibetano ricevendo dal sindaco Gianni Alemanno la cittadinanza onoraria – mi fanno capire che in questo momento la tensione è pronta a esplodere. Ma dico ai tibetani: ‘Per favore non fate confusione, restate tranquilli e in pace’".

Dal 18 gennaio, la Cina ha iniziato l’operazione Strike Hard: gli arresti sarebbero già 5.766. E la polizia promette di continuare fino al 10 marzo, anniversario dell’esilio del Dalai Lama. Una data più che mai simbolica quest’anno: sarà infatti mezzo secolo che Tenzin Gyatso è dovuto fuggire dal Tibet. Le autorità cinesi temono scontri ancora più violenti di quelli che scoppiarono nel 2008.

"Abbiamo sempre continuato a dialogare con la Cina. Mai abbiamo chiesto l’indipendenza totale", ha ripetuto il leader buddista, parlando in un’aula Giulio Cesare talmente colma da mettere in crisi il protocollo. "Il Tibet ha una cultura, una religione e un ambiente diverso che possono essere conservati solo con un’autonomia vera e genuina. Oggi – ha proseguito – c’è uno straniero che governa qualcosa che non conosce. La nostra idea è favorevole alla Cina stessa. Una persona intelligente dovrebbe appoggiare il nostro approccio al problema". Un discorso breve, durato meno di venti minuti, interrotto da applausi e qualche grido "Tibet libero". Una piccola folla si è raccolta anche in piazza del Campidoglio, davanti al grande schermo. "E’ un simbolo di tolleranza e compassione" ha commentato Alemanno prima di conferirgli l’onorificenza. "Chiediamo insieme la piena autonomia del Tibet" ha aggiunto il sindaco, al quale il leader buddista ha regalato una katà, la sciarpa tradizionale.»

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9 Risposte to “DIRETTA WEB DA VENEZIA PER IL DALAI LAMA”

  1. utente anonimo Says:

    alle nove la gente normale fa cose più serie che vedere la pantomima di un buffone fascistoide.

    sono 50 anni che dice che il Tibet da un momento all’altro esploderà ma la realtà e che a parte un manipolo di invasati suoi seguaci i tibetani sono ben contenti di essere finalmente liberi dal giogo del feudalesimo e della teocrazia.

    le notizie che giungono a questo signore… peccato che come successo l’anno scorso, quando un giornalista con la schiena dritta domanda quali sono le fonti di queste informazioni e se può confermare queste “notizie” il tuo eroe faccia marcia indietro dicendo che non ha elementi per confermare con certezza quanto detto.

    “gli arresti sarebbero”: sarebbero, avrebbero, dovrebbero essere… i soliti mezzucci per fare disinformazione.

    lui non ha mai chiesto l’indipendenza totale? e il tentato golpe secessionista del 1959?

    più autonomia di quella già, enorme, che c’è adesso significa secessione. non ha quindi senso chiedere “più autonomia”.

    alemanno poi è uno suo degno compare. indovina chi dei due è più nazista? difficile da dire…

    Jean Lafitte

  2. utente anonimo Says:

    ecco un altro “negazionista”.

    http://yibuyibu.blogspot.com/2009/02/non-capisco-e-non-approvoper-fortuna.html

    Jean Lafitte

  3. Lioa Says:

    Non essendo del tutto scemo, avevo già capito la tua posizione anti-autonomistica (come anche il tuo rispetto per le tradizioni, la lingua e la cultura tibetana)fin dal tuo primo post, senza che ci fosse bisogno di alcun rincalzo. Per quanto mi riguarda, ti spiace se continuo a tifare perché la People’s Republic of China lasci tranquilli i tibetani?
    Copio-incollo il mio post del 10 novembre 2008: “AL CLUB ALPINO CINESE” con l’appello dei Club Alpini d’Europa.
    ***”I Club Alpini d’Europa, facendosi interpreti di un’opinione diffusa tra centinaia di migliaia di propri iscritti, si uniscono nel rivolgere al Club Alpino Cinese l’invito a farsi a sua volta interprete, presso il Governo della Repubblica Popolare Cinese, di una richiesta, a nome degli alpinisti di tutto il mondo, affinché, pur compatibilmente con le proprie ragioni di controllo strategico del territorio, vengano rispettate le popolazioni nomadi d’alta quota nelle loro costumanze e nelle loro tradizioni culturali, che vengono riconosciute valori irrinunciabili per la cultura alpinistica di tutta l’umanità. In particolare, si chiede che i nomadi tibetani vengano lascati liberi di seguire, secondo le proprie secolari usanze, i propri percorsi e le proprie tecniche di conduzione degli animali (principalmente yak e capre), senza essere sottoposti a obblighi stanziali o a forzose pratiche di vita che non possono reggere nell’ambiente d’alta quota in cui vivono. Con i metodi attualmente perseguiti, tali popolazioni nomadi stanno per estinguersi: sarebbe una perdita irreparabile per la cultura alpinistica dell’umanità. Occorre, invece, che si porti rispetto alla libertà di movimento di tali nomadi nelle loro terre, alla loro cultura pastorale, alla loro spiritualità che ha sempre trovato sostegno vivo nelle istituzioni monastiche d’alta quota (che sono, pertanto, da tutelare anch’esse come radici imprescindibili della vita culturale delle montagne del Tibet). Occorre, inoltre, affidare a tali popolazioni la cura di quei paesi che tuttora possono costituire le sole basi per spedizioni alpinistiche d’alta quota e che attualmente sono stravolti in stato di degrado proprio da forzosi tentativi di artificiose installazioni di strutture artificiali (di ferro, di vetro, di plastica, ecc.) che sfigurano il paesaggio tibetano e che, essendo inadatte ad essere abitate dai contadini d’alta quota, versano in uno stato miserevole di abbandono e di sporcizia. I Club alpini d’Europa si dichiarano disponibili a concordare un piano di volontariato di aiuto a sostegno dei pastori nomadi tibetani d’alta quota”.

    All’appello ha prontamente aderito Reinhold Messner.***

  4. Lioa Says:

    C’è talmente tanta autonomia che è vietato persino l’insegnamento della lingua tibetana nelle scuole…

  5. utente anonimo Says:

    Lafitte…facile fare il comunista…con la panza piena eh?…….Sono anche io di sinistra(ma non della tua) quindi libertà prima di tutto…

  6. utente anonimo Says:

    non ho dubbi riguardo la tua buona fede. per questo insisto.
    non è assolutente vero che è vietato persino “l’insegnamento della lingua tibetana nelle scuole…”

    in Tibet il tibetano è insegnato in tutte le scuole. ma non è questo il punto. avrebbero ragione quelli come il dalai lama se fosse solo così, se fosse insegnato alla stregua dell’inglese.
    in realtà tutti gli insegnamenti (matematica, storia , scienze, etc…)sono fatti IN tibetano fino alle scuole superiori, ANCHE PER (pochissimi) I FIGLI DEI NON TIBETANI . non solo anche nei tribunali e nella pubblica amministrazione viene usato il tibetano.
    non solo il governo finanzia la stampa di libri, giornali e riviste in tibetano.
    più di così mi sembra difficile pretendere. appunto c’è la secessione.

    Jean Lafitte

  7. Lioa Says:

    Peccato che le cose stiano così solo secondo te… e le tue personali talpe (???) *-°

  8. utente anonimo Says:

    le mie talpe scrivono per la Oxford University Press (notoriamente asservita alla giogo del partito comunista cinese). molti testi sono anche disponibili su Google Books. ora devo uscire ma al mio ritorno sarò ben felice di fornirti un pò di bibliografia.
    nel frattempo ti consiglio un pò di umiltà e più prudenza quando vuoi prendere in giro persone che sono più informate di te.
    Jean Lafitte

  9. utente anonimo Says:

    Un duello piratesco, forse?

    Sergio

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