JULIA E GHEGA

Capita spesso che i frequentatori di un blog scrivano commenti più interessanti del post stesso da cui prendono spunto.

Mentre rinuncerei sempre volentieri agli interventi di uno Iannozzi-Kinglear, che – a seconda delle lune – ripete pappagallescamente quello che è già stato scritto nel post o dà sfogo a incomprensibili cateratte di insulti, sono particolarmente fiero di annoverare tra i miei commentatori Julia e Ghega. Leggete, per esempio, che cosa hanno scritto in coda al post "Sergio Garufi sul consenso del parlare male":

http://lucioangelini.splinder.com/post/19935432/SERGIO+GARUFI+SUL+CONSENSO+DEL

Stralcio:

«La società civile per crescere ha bisogno di intellettuali coraggiosi maturi (consapevoli del proprio ruolo), gli intellettuali coraggiosi per crescere e per non diventare martiri hanno bisogno di una società civile matura (una società che conosce se stessa, la propria sostanza, anche attraverso la trasmissione di piccole e grandi verità negate). Penso che in Italia, oggi, la partita sia da giocarsi sull’assestamento di questo delicato equilibrio.» (Ghega)

«L’uso di una coscienza critica autonoma è l’unica arma che abbiamo di fronte a ciò che sta accadendo, una coscienza critica individuale che, quando espressa, scopre di non essere sola.» (Ghega)

«La grandezza dell’intellettuale non sta nell’essere voce singola ma nel creare voce collettiva. C’è sempre questo pericolo quando si parla di Pasolini, il pensarlo come cultore della solitudine civile, ma così non è. La parola individualismo esce così tanto spesso nei vostri discorsi da dare il senso alla mancata PARTECIPAZIONE sociale in questa nostra italietta da CRISI isterica. Ma Pasolini non era solo, piuttosto i tentativi di lasciarlo solo erano così efferati da avergli procurato il silenzio finale con il suo assassinio. Era talmente COLLETTIVO da essere letto e discusso da migliaia di uomini e donne che lo ascoltavano.» (Julia)

«Julia, dire "coscienza critica individuale" non è dire individualismo, vuol significare autonomia di pensiero e, qualunque sia il nostro grado di partecipazione all’interno di quelli che chiami "insiemi", non è sacrificabile in nome della partecipazione stessa. La paura dell’insieme nasce quando l’insieme non lo si pratica, lo si ingigantisce e idealizza, quando se ne fa pratica, invece, lo si conosce e se ne riscontrano potenzialità e limiti…» (Ghega)

Eccetera.

(Immagine da http://2006.poff.ee/sleepwalkers/upload/1/pasolini%5B1%5D.jpg )

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7 Risposte to “JULIA E GHEGA”

  1. utente anonimo Says:

    Proprio ieri sera ho incominciato la lettura di Petrolio. Intanto mi godo questa bellissima fotografia ( Pasolini) dopo l’altrettanto bella discussione tra Julia e Ghega.

    Sergio Rufo

  2. utente anonimo Says:

    Sulla morte di Pasolini vorrei consigliare a Julia e a Ghega, se ancora non lo hanno letto, quel breve capitoletto che Lucarelli dedica a questa vicenda su Nuovi Misteri italiani.
    E’ un mistero per l’appunto.
    Ho letto che entrambi considerate questo omicidio , un omicidio politico sociale. Dunque un omicidio mirato.
    Su questo io ho dei dubbi.
    Proprio l’altro giorno – per chi ne fosse interessato – ho visto in una Feltrinelli un bellissimo volume delle edizioni Kaos – mi sembra – dedicato al Caso Pasolini e alla sua morte.
    Forse varrebbe la pena leggerlo.
    Ribadisco: ho dei dubbi e non so darmi una risposta definitiva.

    Sergio Rufo

  3. Lioa Says:

    Naturalmente avrai già visitato:

    http://www.ilprimoamore.com/categoria_10-1.html

  4. utente anonimo Says:

    Non avevo letto. Ti ringrazio del suggerimento.

    Sergio Rufo

  5. utente anonimo Says:

    Onorata 🙂

    Ghega

  6. utente anonimo Says:

    Sergio, trovato questo 🙂

    http://www.cinetecadibologna.it/sitopasolini/narrativa_petrolio_benedetti01.htm

    Ghega

  7. utente anonimo Says:

    Grazie Ghega dell’informazione.

    Petrolio? un libro che forse non doveva essere pubblicato. L’opportunismo editoriale sui grandi nomi, a volte, sconfina nella mancanza di rispetto.
    Un libro informe, a pezzi, a salti, un mosaico disordinato.
    Un romanzo non romanzo; un saggio non saggio; un diario non diario; un “non” , insomma.
    Un libro contenutistico, forse?
    Mi ricorda la pubblicazione della Volonta’ di potenza di Nietzsche.
    Rimodellato da Elisabeth Nietzsche , la sorella del filosofo, il libro assume il connotato di “summa filosofica” del pensiero niciano. C’e’ omogeneita’ , linearita’, anche se lascia aperte molte considerazioni di dubbio: un forte travisamento del pensiero razziale; una forzatura schematica; un condizionamento forse politico sociale ( europeo).
    Petrolio e’ peggio: e’ uno zibaldone all’ennesima potenza.
    Se ne consiglio la lettura? si, in qualsiasi caso si, ma preparandosi ad un lavoro di setaccio per rubarne le pietre preziose. ( contenuti critici)
    La storia , invece, e’ irrimediabilmente confusa.

    Petrolio e’ un libro ” fisico e corporeo”.

    Sergio Rufo

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