INDOVINATE CHI RISCHIÒ DI SCRIVERE IL GRI (GRANDE ROMANZO ITALIANO)…

(Antonio Moresco su VMO. Si veda anche cosa ne dice Sergio Garufi  QUI  )

Già ai tempi in cui si oggettivava in Vincenzo e Basile VMO, Wu Ming 1 aveva un’eccellente opinione di se stesso, e volentieri la esternava [= buttava là come fosse un esterno, come poi avrebbe fatto anche col NIE, N.d.r.] nel blog della fida scudiera Lippa Panza:

«… Nel nostro articolo su L’Unità abbiamo usato l’espressione “saga comunitaria scritta in tempo reale”. Che sia proprio VMO il famoso “Grande Romanzo Italiano” che tutti attendono messianicamente? Che sia VMO la vera opera neo-massimalista che parla del rapporto (o non-rapporto) tra letteratura e paese reale, ancor più di “Perceber”, “Neuropa” e altri titoli recenti? Mi spingo più in là: che VMO sia una specie di “Horcynus Orca” della blogosfera? Pensateci un attimo: il Mediterraneo, le continue fughe dal centro della narrazione, la lingua impazzita, i mille reticoli divaganti… Vincenzo e Basile come ‘Ndrja Cambria che torna a casa dopo l’8 Settembre e solca il mare del mito? È chiaro che, di fronte a tutto questo, chi si aspetta solo smerdamenti ad personam (come Andrea Barbieri) oppure “onesta satira” (come Georgia) oppure la reiterazione degli esperimenti neo-surrealisti (come mi aspettavo io) rimane *spiazzato*, chi più chi meno. Io comunque mi sto divertendo.»

(Postato Giovedì, 6 Ottobre 2005 alle 3:13 pm da Wu Ming 1 )

o anche:

«Secondo me VMO è un feuilleton epistolare aperto (satirico, ma non solo) pubblicato in rete. Che c’è di tanto difficile da digerire? Questo per quel che riguarda la forma narrativa. Per quel che riguarda la poetica, io ci vedo ipermassimalismo, prosa onnivora e bulimica, produzione senza freni di immaginario. È l’utopia della "mappa in scala 1:1", il linguaggio che è calco di ogni dettaglio del mondo, montagne e depressioni (quindi ci sta anche che la qualità abbia cali bruschissimi, vertiginosi). VMO può essere letto come un romanzo che non ha confini, non è racchiuso in un oggetto-libro, pare non aver avuto inizio (c’è un continuo riferirsi a eventi sempre più pregressi) e non si sa quando e come avrà fine [finì il 15 ottobre 2005 con l’improvviso decesso della finta signora Marilena, N.d.r.]. Quindi, non mi sembra di dire un’eresia se affermo che come operazione siamo addirittura oltre “Perceber”. Tant’è che VMO può fagocitare “Perceber”, mentre “Perceber” (inteso come romanzo, non come operazione complessiva) non può più fagocitare VMO. Credo che Colombati sarà d’accordo, in fondo “Perceber” era una sfida, e la rete l’ha raccolta. Colombati è un po’ uno dei padri (immagino solo putativi, anche se non si può mai dire) di VMO. Insomma, per parafrasare Genna, VMO è ultrapsichico, è la letteratura, è Colombati oltre Colombati.»

(Postato Giovedì, 6 Ottobre 2005 alle 6:49 pm da Wu Ming 1 ) 

E già allora i miei commenti erano del tipo: 

«Il rischio è che un giorno un vero bambino anderseniano (mica di quelli queruli alla Barbieri!) dica: “Ehi, un momento, ma il re è nudo!”»

(Postato Giovedì, 6 Ottobre 2005 alle 3:59 pm da Lucio Angelini )

Al che Wu Ming 1, prefigurando ARISA ["Sincerità, adesso è tutto così semplice, con te – Genna – che sei l’unico complice…", N.d.r.]: 

«… Né Carla Benedetti né il sottoscritto né Loredana Lipperini sono “senza potere”, e come noi tanti altri. Un po’ di potere l’abbiamo: scriviamo su giornali e riviste, pubblichiamo per grossi editori, i nostri siti e blog sono tra i più seguiti, Carla Benedetti insegna all’università. Ha poco senso dividersi tra “apocalittici” e “integrati”, siamo tutti nella macchina dell’industria culturale, chi afferma di esserne fuori è un ipocrita.»

(Postato Venerdì, 7 Ottobre 2005 alle 3:10 pm da Wu Ming 1 )

La fida scudiera Lippa Panza:

«… Così come non esistono persone “prive di potere”, non esistono intoccabili, né a destra, né a sinistra. È giusto che lo sberleffo, da chiunque venga, ci ponga davanti ai nostri limiti, intellettuali e fisici: Blogdiscount mi dà della vecchia carampana con ammirevole frequenza, e probabilmente ha ragione.»

[E fu così che mi estromise dal suo blog, N.d.r.]

(Postato Venerdì, 7 Ottobre 2005 alle 3:34 pm da La Lipperini )

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4 Risposte to “INDOVINATE CHI RISCHIÒ DI SCRIVERE IL GRI (GRANDE ROMANZO ITALIANO)…”

  1. utente anonimo Says:

    Lucio, con questi articoli stai facendo un’operazione interessante:dimostrare i fondamenti, gli antichi vizi e strumenti procedurali (sempre attuali). Il prodotto finito non è nato dal nulla ed ha, perché aveva, sempre il solito costrutto.
    L’errore che secondo me i critici compiono è proprio quello di considerare la niupippepica come un oggetto nuovo con il quale confrontarsi in qualche modo. Lo chiamo errore poiché annovero ai critici la capacità (a questo punto presunta) di analizzare strutture e forme anche nel loro evolvere. L’errore nasce da un lassismo culturale, e accademico: non frequentare le fonti. Attraverso la citazione di chi cita le fonti (per economia intellettuale) si è perduto il contatto con i fenomeni. Non mi dilungo in merito alle mistificazioni che possono insorgere da questo mancato contatto.
    Seguendo tutto “il pasticciaccio” non posso che notare una pigrizia in chi critica e la pigrizia è attaccabile, è un punto debole. A un lavoro mal fatto si risponde con altrettanta cattiva prassi ed è qui che scatta il riconoscimento e una legittimazione reciproca, qui si sancisce il “patto tra mediocri”.
    Credo sia questo ciò che il tuo operato metta in evidenza, ovvero la mancanza di solidi stumenti di analisi e la presenza di strumenti di analisi velleitari, personalistici, improvvisati, raffazzonati intorno alle proprie doti o interessi. (A questo punto mi scapperebbe un rilancio del gioco immaginifico riguardante “l’intellettuale che non c’è”, ma ci sarà tempo e modo.)
    Darti del troll, e accusarti di animosità a fronte di uno spiccato vittimismo, è funzionale a tutti (lo dico per chi non avesse ancora compreso finalità e scopi delle etichettature).

    Ghega

  2. utente anonimo Says:

    Però chissà quante risate si saranno fatti tutti quanti… Lucio compreso, a vedere dai commenti.

    Sergio

  3. utente anonimo Says:

    Sì Sergio, fanno ridere come le parodie fatte alle superiori, ti senti super-figo per venti minuti e al cambio dell’ora si passa ad altro. Ugualo-ugualo. 🙂

    Ghega

  4. BOCL N. 40 (LA BUFALA DEL NEW ITALIAN EPIC 3.) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] INDOVINATE CHI RISCHIÒ DI SCRIVERE IL GRI (GRANDE ROMANZO ITALIANO)… […]

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