LA BEFFA A CASTELVECCHI EDITORE E LA BEFFA A EINAUDI STILE LIBERO

A ruota libera. Miseria del lettore di TAZ: autocritica dell'ideologia underground.

"A ruota libera. Miseria del lettore di TAZ: autocritica dell’ideologia underground", a cura di Belletati F.P.,  Castelvecchi editore, Roma, 1996

«Nel ’93 uscì un libro intitolato TAZ (Temporary Autonomous Zones) dell’americano Peter Lamborn Wilson, direttore della rivista newyorchese Semiotext(e), sotto lo pseudonimo di Hakim Bey. Testo che influenzerà moltissimo le culture "gggiovanili", radicali o meno, e non solo, tanto che per un periodo venne agitato, quasi fosse un nuovo "libretto rosso", dal vandalo metropolitano, passando per Jovanotti, fino a intellettuali come l’antropologo francese George Lapassade. Si trattava in realtà di un libro che metteva insieme sincreticamente molte cose diverse e, come più tardi molti intellettuali converranno, alquanto modesto. Luther Blissett per spazzare via quello che era diventato un vero e proprio odioso cliché dell’underground, mandò all’editore Castelvecchi, specializzato in questo genere di pubblicazioni, la finta traduzione di alcuni inesistenti testi inediti in Italia di Hakim Bey, firmandosi con lo pseudonimo Fabrizio P. Belletati. Accanto ai testi finti c’erano anche dei testi reali facilmente reperibili su Internet che servivano a rendere più verosimile l’operazione. Castelvecchi pensando di avere tra le mani un piccolo gioiello lo pubblicò senza esitazioni col titolo A Ruota Libera-miseria del lettore di TAZ, autocritica dell’ideologia underground. Luther Blissett aveva imitato lo stile barocco dell’autore americano e portato all’eccesso certe sue caratteristiche teoriche, puntando ad evidenziare la sua pochezza intellettuale e a metterlo contro i suoi seguaci. Il libro pullulava inoltre di occulte citazioni da film di Totò e alcuni testi erano parti riadattate di uno scritto di Stalin. Il libro nonostante tutto verrà accolto favorevolmente (!) dall’ambiente cui era indirizzato, rivelando come questo approcciasse alla teoria più per il nome che porta che per i suoi effettivi contenuti, ma anche da giornalisti come Benedetto Vecchi (Il manifesto) e Angelo Quattrocchi (Liberazione). Quando Luther ha rivendicato il libro come una sua beffa al conformismo dell’underground e all’editore Castelvecchi, Quattrocchi affermò dal suo giornale di non credere a una parola della rivendicazione. Si venne così a creare per un po’ di giorni uno spassoso botta e risposta tra la giornalista di Repubblica Loredana Lipperini e Quattrocchi, sulle pagine culturali dei loro rispettivi giornali, in cui la prima cercava di convincere il giornalista comunista dell’effettiva paternità blissettiana del libro di Bey riportando numerose prove e accusandolo di non saper accettare una beffa salutare. Quattrocchi si è dovuto arrendere alla prova più evidente: le occulte citazioni "totoiste" di Blissett. In un passaggio, infatti, il finto Bey riportava la citazione di un certo Lee Mortais che letto a voce alta…»

Da http://www.lutherblissett.net/archive/392_it.html 

Vedi anche: «PERCHÉ HO SCRITTO UN FALSO LIBRO DI HAKIM BEY
E COME HO GABBATO I CONFORMISTI DELLA "CONTROCULTURA"» (
Una rivendicazione di Luther Blissett)

(Qui  http://www.lutherblissett.net/archive/171_it.html )

(La beffa a Einaudi Stile Libero: un saggio su un movimento inesistente, il New Italian Epic, 2009)

Dai commenti al post di ieri:

#1   17 Marzo 2009 – 14:21
 
.
«Lucio, con questi articoli stai facendo un’operazione interessante: dimostrare i fondamenti, gli antichi vizi e strumenti procedurali (sempre attuali). Il prodotto finito non è nato dal nulla ed ha, perché aveva, sempre il solito costrutto. L’errore che secondo me i critici compiono è proprio quello di considerare la niupippepica come un oggetto nuovo con il quale confrontarsi in qualche modo. Lo chiamo errore poiché annovero ai critici la capacità (a questo punto presunta) di analizzare strutture e forme anche nel loro evolvere. L’errore nasce da un lassismo culturale, e accademico: non frequentare le fonti. Attraverso la citazione di chi cita le fonti (per economia intellettuale) si è perduto il contatto con i fenomeni. Non mi dilungo in merito alle mistificazioni che possono insorgere da questo mancato contatto. Seguendo tutto "il pasticciaccio" non posso che notare una pigrizia in chi critica e la pigrizia è attaccabile, è un punto debole. A un lavoro mal fatto si risponde con altrettanta cattiva prassi ed è qui che scatta il riconoscimento e una legittimazione reciproca, qui si sancisce il "patto tra mediocri". Credo sia questo ciò che il tuo operato metta in evidenza, ovvero la mancanza di solidi stumenti di analisi e la presenza di strumenti di analisi velleitari, personalistici, improvvisati, raffazzonati intorno alle proprie doti o interessi. (A questo punto mi scapperebbe un rilancio del gioco immaginifico riguardante "l’intellettuale che non c’è", ma ci sarà tempo e modo.) Darti del troll, e accusarti di animosità a fronte di uno spiccato vittimismo, è funzionale a tutti (lo dico per chi non avesse ancora compreso finalità e scopi delle etichettature). Ghega»
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13 Risposte to “LA BEFFA A CASTELVECCHI EDITORE E LA BEFFA A EINAUDI STILE LIBERO”

  1. utente anonimo Says:

    L’errore di confrontarsi con un oggetto nuovo in qualche modo. ( a tutti i costi)
    L’errore di dare cosi’ rilevanza ed esistenza al niente.

    Un assedio, piuttosto, ma di indifferenza e cadranno loro stessi nel loro niente.

    Una volta un generale Romano assediando una roccaforte in Giudea si vide , un giorno, arrivare un ambasciatore nemico che cosi’ gli parlo’:
    ” e’ inutile che usiate le vostre armi, le vostre legioni, la vostra potenza militare. I vostri soldati non servono a niente.
    Noi abbiamo viveri e acqua per potere resistere ad un assedio di dieci anni e tutti i vostri sforzi saranno vani.”
    Il generale Romano per niente turbato stette un po’ in silenzio e poi cosi’ gli rispose:
    ” Potete resistere per dieci anni? bene, allora vorra’ dire, che vi prenderemo all’undicesimo anno”
    Licenzio’ l’ambasciatore nemico ed incomincio’ ad aspettare.

    Carattere Romano!

    Con le roccaforti letterarie che resistono ad oltranza nella loro arroganza cosi’ bisogna fare: un assedio d’indifferenza, calmo, tranquillo, senza frenesia, senza sforzi, senza lance o senza dardi.
    Li prenderemo quandro franeranno sul loro stesso niente.

    Sergio Rufo

  2. Lioa Says:

    Sì, ma se nel frattempo qualche trolletto di passaggio grida che il re è nudo non guasta…

  3. utente anonimo Says:

    Io non capisco Lucio come tu possa addirittura adottare il loro stesso linguaggio: troll? ma chi se ne frega, scusa.
    Diciamo dissidente, resistente, disubbidiente – discolo se vuoi – ma troll!!!
    Non solo la letteratura si e’ inventata i circoli chiusi, i club privee’, ma addirittura questi intellettuali telematici si sono scritti anche una colonna sonora: se la cantano e suonano da soli, insomma.
    E tu che fai? trolleggi come dicono loro.

    Aprissi un blog ( cosa che mai mi e’ passata per la testa) incomincerei a chiamarlo ” Brigate letterarie”.
    Se vuoi abbattere un sistema devi usare un linguaggio tuo, personale, se non finisce come e’ finita: dialoghi esiliranti.

    Sergio Rufo

  4. Lioa Says:

    Ovvio che uso il termine “troll” in senso ironico. Sono stato degradato a troll (dopo aver ricevuto svariati elogi proprio da loro) appunto da quando ho iniziato a smascherarne la malafede. Li considero un po’ i Vanna Marchi o i Mamma Ebe della rete*-°

  5. utente anonimo Says:

    Se avessi il tempo, Lucio, rileggerei la vostra Odissea sui vari blog.
    Oltre che divertente sarebbe – credo – uno spaccato modello di quanto avviene in questi circoli letterari.
    Uno dissente e diventa subito un pirla.
    Anni fa in un forum di letteratura , frequentato per un po’, pian piano arrivarono parecchi scrittori abbastanza importanti.
    Con alcuni potevi discutere ( uno solo, Valerio Varesi ) con altri, di cui mi esimo dal fare i nomi per buon gusto, non potevi: se dissentivi dalle loro opere ed opinioni o se non li avevi mai letti, eri immancabilmente un cretino.
    Questi sono gli scrittori che vedete in tv, che predicano, che sorridono, che sono ” intellettuali” a loro modo.
    Diciamo che hanno inflazionato questo termine.

    Io non credo, pero’, che il gioco valga la candela. Mi sono accorto che una volta infilato in questo ingranaggio non si esce piu’: anzi, dimentichi persino i libri e incominci a volare su discussioni assurde ( polemiche, litigi, risse verbali).
    E allora sono tornato a non leggere piu’ questi blog. Ti diro’, e’ meglio.
    In compenso quando parlo dei Wu Ming , per fare un esempio, mi piace ancora parlare di 54 o di Manituana come ne parlavo una volta: da semplice ignorante lettore.
    Tutte le beghe ” dietro ” non mi appartengono.
    Ho imparato che dove abbonda la dottrina e la parola, la’ scarseggia il contenuto: e’ come una confezione coloratissima senza il cioccolato dentro.
    Da quando vengo qui’ con Julia, sto seguendo queste beghe wumminghiane ( e’ inevitabile) ma spero che ogni tanto si parli di uno scrittore, di un libro, di un autore.

    Tempo fa lessi i tuoi commenti e quelli di Iannozzi Beppe su Nazione indiana e su altri siti: mi piacquero e lo dissi a Julia.
    Ora penso pero’, che stiate specando un poco il vostro spirito, la vostra energia su una battaglia assurda.
    E’ una questione di misura, tutto qui.
    Io non vi considero troll: piuttosto disubbidienti, preferisco.

    Il fatto che io ogni tanto dissenti dalla vostra battaglia non significa che non la condividi, ma e’ il modo che mi lascia un poco perplesso.
    Comunque queste sono solo delle mie opinioni.
    Voi conoscete meglio di me i ” nemici” ed immagino che sappiate come fare.

    Sergio Rufo

  6. Lioa Says:

    @Rufo. Credo che la miniserie su Wu Ming 1, cui ho dedicato fin troppe energie, finirà presto. Se ti è piaciuto ‘Manituana’ puoi leggere:
    http://lucioangelini.splinder.com/post/11649702/DONNE%2C+DU+DU+DU%2C+IN+CERCA+DI+G

    o
    http://www.lucioangelini.splinder.com/post/11426264

    (c’è persino un commento autografo di Wu Ming 1)

  7. utente anonimo Says:

    La ricostuzione della beffa è veramente manipolata. In realtà RB, principale attivista e “capetto” dei Blissett, era ancora in ottimi rapporti con me al tempo, prima che le cose si guastassero per via del processo “Musti/Bambini di Satana”, con lo zampino (anzi, lo zampone) di Francesco Coniglio. La cosa fu congegnata insieme alla nostra casa editrice, in cui lavorava allora l’attuale editor di DeriveApprodi Sergio Bianchi, che non avrà difficoltà a confermarlo. E ci divertimmo un mondo. La presa per il culo era rivolta agli amici/nemici/cugini di Shake. Poi taroccammo il tutto, e io mi dichiarai completamente ignaro. Visto che c’ero, e che c’era anche Sergio Bianchi, trovo la modalità di manipolazione dei fatti un’altra deliziosa “sòla”, e chissà che non ci sia lo zampino di RB stesso, che vuole sempre raccontare le cose come pare a lui. Cordialità
    Alberto Castelvecchi

  8. Lioa Says:

    @ Alberto Castelvecchi. Grazie per la precisazione, cui ho dato evidenza in un post a sé.

  9. utente anonimo Says:

    Oh, mi sono accorta ora del commento ripreso nel post, grazie Lucio.

    Ghega

  10. BOCL N. 40 (LA BUFALA DEL NEW ITALIAN EPIC 3.) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

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  11. BOCL N. 46 (LOREDANA LIPPERINI: LA NOTTE DELLA BLOGGER) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] https://lucioangelini.wordpress.com/2009/03/18/la-beffa-a-castelvecchi-editore-e-la-beffa-a-einaudi-s… […]

  12. Www.rebelmouse.Com Says:

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  13. battery operated Face cleansing Brush with heated Says:

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