KARL MARX PLATZ SOSPENDE IL BLOG “CAZZEGGI LETTERARI”

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Scopro con più di un mese di ritardo che il mio povero blog è stato sospeso dal Karl Marx Platz,
  l’AGGREGATORE DELLA SINISTRA QUELLA VERA (sic)
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Vedi la colonna di destra di:
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Queste le spiegazioni:

Mercoledì 11 febbraio 2009

Sospeso il blog Cazzeggi Letterari

«Con molto rammarico comunico la prima sospensione (sperando di non dover ricorrere all’espulsione) della storia di Karl Marx Platz. Mi sembra doveroso, per trasparenza, comunicarlo alla comunità anche se avrei potuto omettere di comunicarlo. Il motivo della sospensione è la diffusione di notizie false relative all’inesistente genocidio tibetano. Riteniamo infatti che la diffusione di notizie false di questo tipo, figlie di un pregiudizio razzista, in questo caso anticinese, a loro volta amplificano questo tipo di razzismo. Una cosa è la libertà di esprimere la propria opinione su Wu Ming, sulla questione Palestinese, sull’accanimento e quant’altro… su cui posso essere d’accordo o meno… ma che rimangono opinioni. Altra cosa è diffondere deliberatamente falsità spacciandole per fatti reali. Soprattutto in materie così delicate. Non possiamo renderci complici di questo abominio. 
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28 Risposte to “KARL MARX PLATZ SOSPENDE IL BLOG “CAZZEGGI LETTERARI””

  1. rferrazzi Says:

    Oh che triste notizia! E adesso come faremo?

  2. Lioa Says:

    Tranquillo, ci ho fatto il callo. Mi hanno già radiato altri terribili sinistri: Loredana Lipperini, Wu Ming 1, Giuseppe Genna e via discorrendo:- )

  3. utente anonimo Says:

    Va bene, messo all’indice. Ricercato. Un “wanted” letterario.
    Qual’e’ la taglia? dead or live?

    Sergio Rufo.

  4. utente anonimo Says:

    La mia taglia è 54 o 56, a seconda dei capi d’abbigliamento e delle griffe (Coin, Oviesse eccetera):- )

  5. Lioa Says:

    Il commento n.4 è mio (di Lucio)

  6. utente anonimo Says:

    sarebbe stato corretto da parte tua linkare a tutta la discussione che abbiamo avuto in modo che i tuoi lettori si possano fare un’ opinione
    sulla veridicità o meno di questo presunto genocidio.
    chi ha intenzione di informarsi può farlo qui http://nuovalibertalia.blogspot.com/search/label/Tibet

    riguardo l’accusa che ti avrei escluso senza avviso… sei un bugiardo.
    i tuoi lettori possono giudicare leggendo qui. http://lucioangelini.splinder.com/post/19817023#cid-53786383

    altro che “Scopro con più di un mese di ritardo che il mio povero blog è stato sospeso dal Karl Marx Platz”!

    nei giorni precedenti a quel post ho scritto vari commenti per spiegarti come vanno realmente le cose in tibet. i tuoi lettori possono ancora leggere i miei commenti e i tuoi e giudicare chi ha insultato chi e chi ha portato argomenti solidi nella discussione.

    infine sul fatto che non te ne importa nulla della tua esclusione il fatto che ne parli dopo un mese, poi di nuovo il 20, poi di nuovo dopo 3 giorni mi fa pensare il contrario quando io invece avevo quasi dimenticato l’esistenza del tuo blog.

    stammi bene e muori pure tranquillo con le tue false verità.

    Jean Lafitte

  7. Lioa Says:

    @ Lafitte. Vero, mi avevi scritto: “Lucio non ti ho espulso , ti ho solo sospeso”. Ero andato a vedere nel blog e non avevo trovato niente. Mi ero detto: “Ci avrà ripensato, sarebbe trooooppo stronzo da parte sua!”.
    Solo nei giorni scorsi google mi ha indirizzato alla colonna di MarxPlatz con le “motivazioni della sentenza”. Di qui il mio commento datato 20 marzo e il post di oggi. Puoi essere così cortese da trasformate la mia sospensione in esclusione definitiva? A me le dittature piacciono davvero poco, comprese quelle di sinistra e non amo figurare tra i fautori della repressione cinese. Sono un comunista progressista e libertario. Ciao

  8. utente anonimo Says:

    la sospensione è stata in homepage dall’11 al 15 febbraio. e ti avevo pure avvisato sul tuo blog. più di così…
    non vuoi far parte di KMP, ce ne faremo una ragione.
    capiamo che tu sei tanto comunista da preferire alle dittature i regni teocratici e feudali dove viene praticata la schiavitù, è istituzionalizzato il rapimento dei minori e la loro “educazione” a suon di torture, frustate se non qualcosa di più piccante. sai i monaci tibetani… che persone pacifiche. prova a chiedere a padre Antonio D’Andrade…

    Jean Lafitte

  9. Lioa Says:

    Sono tanto comunista da appoggiare la lettera dei Club Alpini d’Europa al Club Alpino Cinese:

    http://lucioangelini.splinder.com/post/19002253/AL+CLUB+ALPINO+CINESE

  10. utente anonimo Says:

    Ma chi sono questi di sinistra?…..bella roba……azz altro che libertà…….quando inazisti hanno invaso l’italia i partigiani hanno combattuto…..credo che i tibetani abbiano tutto il diritto di avere la propria libertà…….per fotuna sono di sinistra ma non della sinistra di quei come si chiamano?………..tibet libero sempre

    Mario Azad

  11. utente anonimo Says:

    i partigiani lottavano contro i nazisti, non al loro fianco come i “pacifici” monaci tibetani. è storia.
    e aspetta di essere studiata. anche da voi.

    Jean Lafitte

  12. Lioa Says:

    Come ti ho scritto nel tuo aggregante blog, in questo momento non c’è molta intesa fra noi. Ma apprezzo il tuo roccioso idealismo, che non si sgretola davanti a nulla. Prova a farti un giretto in Tibet, così magari capisci quanto la storia e la cultura del popolo tibetano vengano attualmente rispettati dalla Cina, che fa il possibile per rendere i tibetani “minoranza” nel loro stesso territorio grazie alla vecchia tecnica degli innesti forzati di popolazione alloctona°-*

  13. utente anonimo Says:

    cercherò quanto prima di farmi un giretto in tibet magari senza andare a importunare i tibetani istigandoli a parlar male del governo cinese (un giochino che a loro conviene, è spesso pagato dal turista che mosso a “compassione” dopo aver sentito quello che voleva sentire sgancia una lauta mancia e si sente tanto più buono e radical chic).
    la cultura tibetana è foraggiata dal governo cinese che oltre a mantenere i monaci dei templi fa stampare a spese dello stato libri e riviste tibetane. i tibetani inoltre hanno più facile accesso alle cariche pubbliche o alle università essendo richiesto per loro un punteggio minore . ricevono borse di studio speciali etc… nelle scuole del tibet si insegna IN tibetano, anche per quei pochissimi bambini han che ci sono. nei tribunali e nella P.A. le attività sono svolte in tibetano. i tibetani nella regione rappresentano il 92,8 % dell’intera popolazione. altro che minoranza. altro che “innesti forzati”. quelli fanno parte della storia d’italia invece, vedasi libia ma anche istria.

    Jean Lafitte

  14. Lioa Says:

    Ok, ti vedo indottrinato al punto giusto. Che ognuno resti aggrappato alla propria scuola di pensiero. Ciao

  15. Lioa Says:

    P.S. Come agit-prop non sei male. Al soldo della Ci(n)a?

  16. utente anonimo Says:

    senti queste cose le ho studiate su libri di autori al di sopra di ogni sospetto di simpatie comuniste come Will Kymlicka (W. KYMLICKA, B. HE, Multiculturalism in Asia, Oxford University Press, Oxford, 2005)
    cito da questo libro a pag 72
    “Dal 1993 i libri scolastici sono
    scritti interamente in tibetano e dal 1997gli impiegati nelle varie scuole devono saper parlare
    tibetano. Nel 2000 anche gli istituti superiori hanno gradualmente iniziato ad usare la lingua
    indigena. Nonostante l’impulso riformatore sia stato frenato dal 1989 nel 1994 risultava che 7
    giornali, 11 magazine, 231 libri erano stati pubblicati i e ogni anno venivano girati 25 film in
    tibetano. Nel 2002 sono stati pubblicati in Tibet 474 libri, 20 quotidiani e 8 settimanali a fronte di
    400 libri, 14 quotidiani e 11 settimanali pubblicati in cinese”.

    Jean Lafitte

  17. Lioa Says:

    Ma Jian, TIRA FUORI LA LINGUA – Storie dal Tibet, Feltrinelli Editore.
    Il libro che ha costretto Ma Jian all’esilio. Un vivido ritratto del Tibet lontano dall’immagine mitica e stereotipata cui è di solito associato. Cinque racconti che mostrano come la povertà e la repressione politica abbiano annientato quella che un tempo era considerata una cultura ricca e brillante.Messo clamorosamente all’indice in Cina nel 1987 e soltanto ora pubblicato in Italia, Tira Fuori la Lingua ha costretto Ma Jian all’esilio, rendendogli impossibile ancora oggi pubblicare nel suo paese. Scritto poco dopo il viaggio in Tibet, raccontato in maniera vivida nel romanzo Polvere rossa, il libro è una straordinaria raccolta di racconti che parlano di un luogo davvero speciale, un Tibet incantevole e insieme terrificante, violento e bellissimo, perverso e seducente.

    L’annuncio della messa al bando dell’opera in Cina:

    “Tira fuori la lingua è un libro volgare e osceno che diffama l’immagine dei nostri compatrioti tibetani. Ma Jian non è in grado di descrivere i grandi passi avanti compiuti dal popolo tibetano nella realizzazione di un Tibet socialista unito e prospero. Il ritratto del Tibet che esce da quest’opera sudicia e ignobile non ha nulla a che vedere con la realtà, e altro non è che il prodotto dell’immaginazione dell’autore e del suo desiderio ossessivo di sesso e soldi… A nessuno dev’essere permesso leggere questo libro. Tutte le copie devono essere confiscate e distrutte immediatamente.”

  18. utente anonimo Says:

    vedi Lucio Ma Jian nel suo libro parla anche degli stupri rituali compiuti dai monaci . ma tu sembra aver rimosso questi “particolari”.
    altro che cultura ricca e brillante!
    è un libro poi piuttosto vecchiotto, stiamo parlando del tibet di oggi non di quello degli anni 70 o dei primi anni 80. La Cina è completamente cambiata da allora. è come parlare di Salvador Puig parlandone al presente. non ha molto senso.
    di certo Ma Jian con questo è altir libri simili è diventato ricco. W. Kymlicka invece senza bisogno di questi espedienti è considerato forse come il più importante studioso importanti studiosi in tema di multiculturalismo, diritti delle minoranze etc… , così com’è uno dei più brillanti rappresentati del pensiero liberale.
    mi sembra che le tue armi siano piuttosto spuntate…

    Jean Lafitte

  19. Lioa Says:

    Devo ripeterti che ho i resoconti di primissima mano di mia sorella, che è stata in Tibet almeno una decina di volte, ogni volta assistendo a un peggioramento della situazione in fatto di tutela del patrimonio culturale e di rispetto della tradizione tibetana? Innumerevoli i monasteri distrutti (ricordi le statue del Buddha abbattute dal furore iconoclasta dei coglioni talebani in Afganistan?)… ecco, stessa mentalità illuminata.

  20. Lioa Says:

    P.S. Nulla da obiettare circa il fatto che uno scrittore sia costretto all’esilio e un suo libro di racconti condannato al rogo? Tutto progressismo di sinistra?

  21. utente anonimo Says:

    senti, con tutta la simpatia posso avere per tua sorella i fatti , riportati da testi redatti dal fior fiore della elite delle accademie di mezzo mondo dicono il contrario.

    i monasteri furono distrutti durante la rivoluzione culturale e poi ricostruiti.

    sull'”esilio” del “povero” scrittore (che nel frattempo è diventato ricco vendendo spazzatura agli allocchi come te) mi sembra poca cosa in confronto alla pulizia etnica tentata dai seguaci del pacifico “dalai lama” contro i poveri cristi han e hui che cercano di sbarcare il lunario in un ambiente ostile da tutti i punti di vista come il tibet.

    Jean Lafitte

  22. Lioa Says:

    dici bene “di mezzo mondo” (Cina & sodali). L’altra metà dice esattamente il contrario. Non ti resta che andare a constatare de visu (sempreché ti facciano circolare: non si tratta più di paese libero).

  23. utente anonimo Says:

    il canada , la gb, gli usa, la francia…la stessa italia. tutti solidali con la cina? su non fare il bambino, non ne hai l’età…
    il tibet si entra liberamente , senza permesso, a tuo rischio e pericolo(se ti trovi in mezzo alle scorribande neonazi dei monaci son cazzi tuoi).
    “Non ti resta che andare a constatare de visu”
    sembri un disco rotto. de visu… vivo in una zona d’italia ad alta densità mafiosa ma non vedo cadaveri per le strade. queste cose si analizzano seriamente con anni di studi non facendoti una scampagnata.

    Jean Lafitte

  24. Lioa Says:

    … la stessa italia, dici. infatti qua in Italia sono tutti a favore della repressione in Tibet… va là, va là.
    Chiudiamola qua.

    P.S. Ho appena visto Saviano da Fazio: grande!!!

  25. utente anonimo Says:

    quale repressione? per fortuna non la pensano tutti così anche se purtroppo noi non abbiamo lo stesso spazio nei salotti televisivi radical scioc.
    riguardo saviano, non l’ho visto perché sta iniziando a diventare stucchevole come ha detto giustamente Ingroia. una cosa è parlare dei camorristi, altra cosa è fare il profeta che indica la via…
    che ha detto di interessante?

    Jean Lafitte

  26. Lioa Says:

    Ha detto che sei un ingenuo. Ciao

  27. utente anonimo Says:

    Chissà cosa pensa di te e tua sorella allora! JEAN

  28. BOCL N. 25 (HOARDING, ORDINE E DISORDINE) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] Dice: 23 marzo 2009 alle 10:46 […]

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