GRAZIE, ROBERTO!

Spero abbiate tutti visto Roberto Saviano ieri sera a "Che tempo che fa". Era lì, con la sua faccia seria e i suoi occhi profondi, e non certo a menare il can per l’aia o per le sponde del fiume Mohawk. Mi tornava in mente la misera rivendicazione di Wu Ming 1 letta poche ore prima su ‘Il primo amore’:
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http://www.ilprimoamore.com/testo_1399.html  )
 
«Laddove il non-apparire-nei-media di Wu Ming è un nitido atto di diserzione dalle abitudini autoriali, Scarpa [e, immagino, anche Roberto Saviano, N.d.r.] di primo acchito mi appare come "uno dei troppi che parlano di sé"… »
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(Ma che diserzione e diserzione! Ma che anti-autorialità e anti-autorialità! Proprio lui, il paraculissimo stratega dei media, prezzemolo della rete per eccellenza, che spaccia per anonimato un regolarissimo nom de plume quale Wu Ming 1, in nulla diverso – una volta memorizzato – da altri pseudonimi quali Alberto Moravia o Sveva Casati Modignani ! Suvvia, siamo seri.)
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Poi mi è tornato in mente un mio vecchio post del 2006:
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"Roberto Saviano a Gomorra. Dai blog al book. E che book!"
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(http://lucioangelini.splinder.com/post/8062198/ROBERTO+SAVIANO+A+GOMORRA)
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E il commento che proprio Roberto Saviano firmò in coda al post:
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5) grazie Lucio, per le belle parole. rs 

                                                                                                               18 Maggio 2006 – 09:10 
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a cui risposi, nel commento n. 6:
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6) Grazie a te per quello che fai! Tutta la mia ammirazione. Un abbraccio.

                                                                                                                18 Maggio 2006 – 12:07

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Oggi, a distanza di quasi tre anni, tengo a ribadire la mia riconoscenza di cittadino anti-mafioso con la stessa forza di allora:
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«Grazie, Roberto… e non lasciarti infinocchiare dai tromboni del New Italian Epic, che approfittano del tuo meritatissimo – ed espiatissimo – successo per risplendere di luce riflessa.»
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(Clicca sull’immagine qui sopra per l’intervista integrale)
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(Immagine da http://www.topnews.in/files/roberto-saviano.jpg )
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80 Risposte to “GRAZIE, ROBERTO!”

  1. kinglear Says:

    No, non l’ho visto. Sapevo che c’era e proprio per questo non l’ho visto. E sempre coerente con me stesso, di Saviano non ho mai avuto una grande opinione, men che meno di Gomorra che è brodino riscaldato. Lo so, è la millesima volta che lo dico e tu ti disgiungi dalle mie opinioni.

    E i wuminchia oramai non mi fanno manco più ridere. Per me che finiscano i loro giorni nell’indifferenza. Fa’ qualcosa di concreto piuttosto che chiamarli solo tromboni: boicottali come ho invitato sui miei blog.

  2. Lioa Says:

    @Kinglear. Sono contento tu non abbia visto Saviano. In tutta franchezza, non te ne ritengo degno.

  3. kinglear Says:

    Pensavo però di mettermi in mezzo alla strada, chessò, in mezzo a Via Roma e gridare a squarciagola che in Torino c’è la massoneria. Vuoi vedere che l’urlo arriva fino in via Biancamano ai tipi Einaudi che mi propongono di scrivere un libro sulla massoneria con tanto di prefazione di Roberto Bui? Ovvio che tutto questo accadrebbe se prima non mi fanno fuori i massoni.

    Se vuoi puoi santificarlo Robertino Saviano. Ma temo tu l’abbia già fatto: così accanto a San Gennaro c’è Saviano, e sempre preghi che la tua gondola non affondi. AH AH AH

  4. Lioa Says:

    @Kinglear. Puoi fare tutti i tentativi che vuoi, ma risparmiami ulteriori stronzate su una persona del coraggio e della serietà di Saviano. Te lo chiedo davvero. Non desidero proseguire in un botta e risposta di questo livello. Grazie.

  5. utente anonimo Says:

    Ma Lucio non puoi chiudere una discussione cosi’, dai.
    Beppe ha ragione, almeno questa e’ la mia opinione.
    E non ha ragione nel dire che Saviano e’ quello che e’ (bla bla bla) ma ha sacrosanta ragione nell’esprimere un dissenso che – nell’attuale mania Savianesca – ha qualcosa di eretico.
    A me Saviano non piace per niente e te ne spiego subito la ragione: prima di lui e molto prima di lui tanti altri autori hanno scritto su fenomeni criminali di portata nazionale.
    Lodato, ad esempio, da decenni aggiorna la sua opera contro la mafia. ( Treanta anni di mafia e’ l’ultimo) E altri ancora.
    Hanno fatto nomi, descritto situazioni, lavorato vicino ai magistrati; interviste, articoli sui giornali, mille altre cose.
    Eppure non sono stati supportati da tutta una massa strumentale e mediatica.
    Io non dico che Saviano abbia scritto stronzate: dico che Saviano e’ stato iper sopravalutato sia sul piano letterario (la sua e’ un’opera rindondante) sia sul piano sociale. Ha semplicemente riportato analisi gia’ sapute e risapute . Saviano e’ un’opera di riporto.
    E non vale nemmeno l’obiezione che comunque rimane importante il fatto che cosi’ in moltissimi sanno e hanno saputo: scusa, che dimostrerebbe questo? dimostra, se mai dimostra qualcosa, che allora anni e anni di lavoro di magistrati, polizia investigativa ( sulla loro pelle), intercettatori ambientali e telefonici, sono stati paurosamente sottovalutati. Nessuno di loro e’ stato trasportato sui binari mediatici di un Saviano e cosi’ nessuno di loro ha avuto questo ” lancio pubblicitario”.
    E fa niente che loro non facevano letteratura o non erano artisti, non e’ questo il punto: rimane il fatto che hanno lavorato contro la mafia e la camorra per anni e anni, decenni diciamo.

    La puntata di ieri ? mah.
    Basterebbe pensare all’uscita finale…: piu’ mediatica di cosi’.

    Sergio Rufo

  6. Lioa Says:

    @ Rufo. Semplicemente io e Kinglear, su Saviano, ci eravamo detti già tutto altre volte, e, dal momento che le nostre posizioni sono rimaste le stesse, a me non va ricominciare ogni volta da capo. Dissento, ovviamente, anche dalle tue obiezioni, a cui ha risposto Saviano in prima persona. Ovvio che non si può piacere a chiunque, ma sulla buona fede di Saviano, cui non si perdona il successo, anche se pagato duramente, sarei pronto a mettere la mano sul fuoco. Sulla buona fede del lunatico Kinglear, invece, non metterei sul fuoco nemmeno una braciola di maiale*-°

  7. utente anonimo Says:

    Ritengo che spettacoli come quello di ieri sera non aiutino la lotta alle mafie, anzi, credo che il prodotto faziano tenti di mettere in risalto una forma di eroismo – più volte citato – che contrasta con quello che intendo io per denuncia sociale.
    Così come dice Sergio, ci sono persone che ogni giorno fanno nomi ed esprimono in piazza la realtà senza passare per i riflettori, senza considerarsi eroi né vittime e, soprattutto, senza protezione di sorta.
    Sono persone, quelle sì, che sono costrette ad andare via e, cosa ancora più grave, a tacere perchè hanno smosso qualcosa di veramente grande.
    Ho visto la trasmissione e, sinceramente, non ne ho tratto una riflessione positiva considerato che, secondo me, uno scrittore che fa denuncia sociale continua a scrivere senza soffermarsi allo specchio.

    julia

  8. utente anonimo Says:

    Io non entro certo nel merito della tua discussione con Kinglear.
    Ho preso spunto da quella solamente perche’ solo voi due stavate discutendo di questo tema.
    Per tornare a Saviano immagino che tu non sia d’accordo: per carita! ci mancherebbe altro. Ci sono centinaia di migliaia di persone che la pensano come te.
    Le ho trovate persino negli autogrill dove una volta si compravano sigarette e caffe’, ora anche Saviano…

    Cosa ha detto Saviano ieri sera? cosa ha risposto? tanto per cominciare se noti bene la mania Saviano va’ a ondate.
    Da due anni a questa parte e’ un sali scendi: o te lo ritrovi dappertutto in tv, alla radio, ospite qui’ e ospite la’, nei telegiornali regionali, nazionali, internazionali, ( autogrill compresi) oppure per mesi non ne parla piu’ nessuno.
    E’ cosi’, se ci fai caso: a ondate.
    Tre mesi fa l’ultima. Se ne usci’ con la bella sparata, me ne vado, fuggo, scappo. Poi ricomparve come un’ossessione per tutto il periodo di Novembre Dicembre, a destra e a manca ( polemica con Maroni), poi riconfermo’: me ne vado, scappo, fuggo lontano.
    Silenzio per due tre mesi e ieri zac, eccolo qui’ di nuovo.
    Ma non era scappato? fuggito lontano?
    Io credo che questo ragazzo non sia riuscito ad arginare questa sua strumentalizzazione: e’ questo il suo punto debole. Non so se in malafede o per ingenuita’, non saprei dirlo, ma poco m’interessa.
    M’interessa piuttosto la solita manfrina della letteratura commerciale che cavalca tutto e tutti: e persino temi cosi’ drammatici diventono sbandieramenti da Euromercato.
    Che domande ha fatto Fazio ieri sera? in fondo le stesse che si sentono da tre anni a questa parte.
    Hai venduto due milioni di copie …( si trova anche in farmacia oramai); grande successo; la tua paura; il potere della parola; la letteratura come denuncia; e poi i cortigiani Auster e Grossman, ingaggiati – puta caso – per incensare quello che gia’ tutti hanno incensato: l’immenso valore di questa opera.

    Mi sembra che l’ondata Saviano si stia esaurendo: arrivera’ il punto, prima o poi, che tutti ma proprio tutti lo avranno letto: dopo che faranno?

    Sergio Rufo

  9. Lioa Says:

    @Julia. Saviano ha chiarito come, di quella che è ormai diventata per lui una non-vita, consideri vita solo i momenti in cui la sua parola contro la mafia possa almeno essere riverberata al maggior numero di persone possibile. Non può tornare indietro e non ha altra scelta che “realizzare il suo dharma”, come è stato ricordato durante la trasmissione. Certo, se ad ascoltarlo ci fossero solo orecchie maliziose (lo fa per narcisismo, lo fa per primadonnismo…) tanto varrebbe arrendersi e lasciarsi far fuori…:- (

  10. utente anonimo Says:

    Sai che succede ora a Saviano, Lucio? Quello che è già successo a Rushdie ad esempio, di essere ricordato per le sue sortite pubbliche che per quello che realmente ha denunciato.
    Lo stesso accade con Saviano, ogni sfruttamento della sua immagine per la spettacolarizzazione della denuncia sortisce l’effetto contrario. Si parla del suo eroismo, della sua prigionia, e si esce fuori dal tema.
    La documentazione iniziale, l’analisi dei fatti di Casal di Principe e la triste storia dell’assassinio di Don Peppino passano in secondo piano se l’espressione che hai scelto è quella di uno scrittore vittima del suo dire.
    Mi ricordo che la storia di Don Peppino mi fu raccontata da una persona molto attiva nella lotta alle mafie, in un centro sociale sperduto in quel di ravenna, una persona che non ha guardie del corpo e che da anni gira l’italia per fare nomi e cognomi.
    Saviano fa bene a “vivere” parlando, ma fa bene quando lo fa in un’aula magna davanti ai giovani, in un incontro con gli anziani o in una piazza dove tutti possano essere al suo fianco.
    La sua scorta, diventata la sua famiglia, non avrebbe bisogno di farlo uscire di scena attorniandolo perchè il popolo stesso costituirebbe la sua scorta, saremmo noi stessi a salvaguardare la sua vita.
    Come accade nelle tante parti del mondo in cui una persona si alza e parla. Non è più sola.

    A buon intenditor…

  11. utente anonimo Says:

    E intanto che ci sono aggiungo:
    negli anni 90, nel pieno della recrudiscenza delle stragi mafiose ( Borsellio e Falcone per citare i due piu’ famosi) il pool di Palermo in collabolarione con la polizia investigativa ( e diciamolo una buona volta che ci sono anche loro!!! poveri cristi che lavorano rischiando la pelle come diceva Pasolini) intraprese una lotta furibonda con Cosa Nostra.
    Cosa successe ai vari Borsellino, Falcone? cosa successe ai vari Ingroia, Scarpinato – per fare altri nomi- e successivamente a Caselli? Successe che l’ondata mediatica non ci fu, anzi.
    Gli ostacolarono in tutti i modi; furono inquisiti loro stessi; furono messi alla gogna.
    Cosa successe a quelle decine di poliziotti morti uccisi in agguati mafiosi? funerali di stato, quattro parole di retorica, quattro ipocrite lacrime.
    Lasciati soli come cani; sottratti alla visibilita’ mediatica; quasi nascosti come fossero una vergona, come fossero loro i criminali; dimenticati nelle magistrature; occupati a fare fotocopie ( Falcone si faceva da solo le fotocopie!); spostati da una magistratura all’altra.
    Dimenticati, insomma.
    V’e’ di piu’: poliziotti denigrati sempre dallo stesso pregiudizio stupido popolare: usano sistemi coercitivi , bisogna indagare ( come si permettono di interrogare un figlio di un mafioso?), ma guarda caso, dopo pochi mesi alcuni di loro furono uccisi dalla mafia.
    E furono tanti. E non andarono in tv, non andarono alla radio, non avevano copertine.
    Ecco perche’ non credo alla fondatezza di una vera lotta alla criminalita’ intesa in questo modo: e’ la visibilita’, e’ la sua strumentalizzazione che va’ a ingrossare tutti quei sistemi apparati che girano intorno ad essa, a essere il vero ” messaggio” di ora.
    Stanno cavalcando la tigre quando la stessa tigre, la mediaticita’, li ha gia’ sbranati ( giornalista del Manifesto dixit…).
    Saviano dovrebbe si andarsene e ne avrebbe tutte le ragioni, ma innanzitutto dovrebbe andaresene da questo circo mediatico.
    ( Giornali, tv, Matrix, Porta a Porta ecc.ecc.)
    Se i suoi lettori gli sono fedeli continueranno a leggerlo, non si preoccupi.

    Sergio Rufo

  12. utente anonimo Says:

    ho dimenticato di firmarmi, il commento 10 è mio

    julia

  13. Lioa Says:

    E io confermo quanto già detto nel commento n.9. Ovvio che i morti ammazzati hanno tutta la mia pietas e tutto il mio rispetto, così come continuerà ad avere la mia incondizionata ammirazione chiunque si batta perché la macabra lista non abbia ad allungarsi all’infinito.

  14. Lioa Says:

    Andrea Comotti mi incarica di postare il suo commento:

    *** Sì, ho visto e sentito Saviano ieri… e sono rimasto mesmerizzato dai suoi occhi provati ma “in piedi” e ancor più dalle sue mani tibetanamente congiunte sulla bocca e sul naso e ancor più più dal tono della sua voce, illustrante e dolente…

    Non ho letto il suo libro perché in questo momento non posso/voglio leggere altro che quanto vado raccogliendo per il mio lavoro… ma ho seguito la persona Saviano in tivù e altrove… il mio credito alla sua sincerità e al suo coraggio non ha mai minimamente vacillato…

    Molte volte mi sono chiesto, se invece che nella pacifica e fertile Lombardia fossi nato nella terra dimenticata e guerreggiata di Saviano, che avrei fatto?… perché fare lì vuol dire mettere all’asta la propria vita, tagliarsi tutti i ponti e non solo quelli… basta vedere le risposte pollice/alluce verso dei suoi giovani conterranei… la mia risposta retorica non me la sono data, lui la sua concreta sì…, Andrea Comotti. ***

    andrea comotti”

  15. utente anonimo Says:

    Ho letto il tuo post del 2006 e ora leggo questo commento del Sig. Comotti e mi rendo sempre più conto che, invece di intellettuali militanti, siete alla ricerca di miti da ammirare e da seguire.
    Dì pure al Sig. Comotti che la sua Lombardia non è poi così pacifica…e che, se solo aprisse un po’ gli occhi, di argomenti per cui “farsi odiare” dai propri conterranei ne troverebbe, altroché.

    julia

  16. utente anonimo Says:

    Ho letto il tuo post del 2006 e ora leggo questo commento del Sig. Comotti e mi rendo sempre più conto che, invece di intellettuali militanti, siete alla ricerca di miti da ammirare e da seguire.
    Dì pure al Sig. Comotti che la sua Lombardia non è poi così pacifica…e che, se solo aprisse un po’ gli occhi, di argomenti per cui “farsi odiare” dai propri conterranei ne troverebbe, altroché.

    julia

  17. utente anonimo Says:

    Antonio Ingroia ha dichiarato: «Spero che Roberto Saviano riesca a liberarsi dal personaggio che gli è stato appiccicato addosso, icona del professionista anticamorra. È opportuno utilizzare i media per poter lanciare messaggi positivi soprattutto ai giovani. Non bisogna, però, apparire come coloro che vogliono fare professionismo. Saviano ha dimostrato di essere bravo e intelligente. Immagino che riuscirà ad avere un livello di consapevolezza tale da poter rilanciare d’ora in avanti la sua immagine»

    Sottoscrivo.

    Sergio Rufo

  18. kinglear Says:

    Lucio, io ho fatto delle provocazioni. E’ il mio modo di agire quando una cosa non mi garba. Ma non sono provocazioni fini a sé stesse.

    Saviano sta diventando sempre più una icona, mitizzata: quando Lindo Ferretti non era ancora andato di test cantava “non fate di me un idolo o mi brucerò”. Saviano è stato mitizzato dai media, dai politici (dalla sinistra bertonittiana soprattutto), e non da ultimo dal popolo che pensa a Saviano come a un Superman. Ma il popolo non ha colpa: è un soggetto passivo, vessato, che crede a quello che i media dicono, quindi se domani gli dicessero che Saviano è Gesù ci crederebbero. In realtà quest’ultimo passo l’hanno già fatto, almeno in parte, e difatti Saviano è finito nel Presepe.

    Ce lo siamo detti tante volte: Saviano non è altro che un prodotto dei media e io ancora non mi spiego, se è così intelligente come si dice, perché ci sta al gioco di farsi gettare le noccioline come una scimmia per apparire su RaiTre o su Repubblica, ecc. ecc. Vive di comparsate continuando a reiterare fatti di cui tutti sanno, o di cui si è detto in altre pubblicazioni. Saviano ha scritto un libro – rivisto e corretto da qualcun altro – che per metà è fiction, per l’altra metà giornalismo ma raccattato da denunce che erano già state fatte. A tutt’oggi Gomorra manca di una esaustiva bibliografia, delle fonti a cui Saviano ha attinto. E ciò di per sé è gravissimo, disonestà da parte dell’editore, ma a questo punto anche di Saviano che dopo tanto venduto continua a fare finta di niente: ed eppure gli è stato chiesto reiteratamente che una bibliografia sarebbe davvero tanto ma tanto necessaria. Ma niente.
    L’editore continua a tenere l’edizione a 15 e passa Euro: oramai Gomorra è solo un becero business. Altro che camorristico non avere a tutt’oggi una edizione esaustiva con una bibliografia, e nemmeno una edizione economica.

    Il film Gomorra ospitava tre camorristi: per il momento sono 3. Credo bene che l’America l’ha bocciato e l’ha rispedito a casa. Ci sono idioti che ancora si interrogano sul perché Gomorra non è piaciuto agli americani: forse perché non sono così fessi come certi italioti credono. Gomorra è un film brutto: in tutti sensi brutto… ancor meglio, è un filmaccio inutile, brutto nella regia, brutto nella storia che non rispetta il libro. E oltretutto, gravissimo, un film fatto con dei camorristi un film che dovrebbe denunciare la camorra. Ma siamo uomini o caporali?!

    Per quel che me ne frega Saviano può fare la comparsa a vita: sembra che la cosa gli piaccia. Arriverà un momento che si sarà stanchi delle sue reiterate comparsate o che lui sarà stufo di mangiare le noccioline che gli si buttano. O potrà anche succedere che domani sarà su Televattelapesca a 90 anni a fare ancora la comparsa per qualche teleimbonitore o teleopinionista che sia.

    Dissociati pure, come al solito quando si tocca Saviano: oramai pure tu sei vittima del mito che gli è stato cucito addosso. Ma tutto questo non serve alla lotta alla camorra, semmai serve solo ai media e a rafforzarla la delinquenza.

    Saviano parla di silenzio.
    Ma che diavolo?
    Perché non parla dei tanti autori che hanno denunciato gli affari della camorra? e che l’hanno fatto prima di lui?
    Perché?
    Perché tace?
    Perché sta in silenzio?
    No, non in silenzio.
    Va in televisione ad accusare gli altri che saremmo noi complici perché stiamo in silenzio.
    No, qui nessuno sta in silenzio.
    Qui c’è solo un Saviano prodotto dei media – ma non si sa fino a che punto a questo “punto”.
    Lui che fa tutte queste comparsate, perché non dice di chi ha scritto di mafia, camorra, e che è servito a Gomorra?
    Molto più comodo per Saviano dire che c’è silenzio.

    “Io non dimenticherò mai quello che di bene mi è stato fatto”. Saviano ringrazia “la Spagna, Parigi, Israele ma non ringrazio chi mi ha rifiutato la casa, gli amici che hanno liquidato la mia causa come se me la fossi cercata”.

    “Mi dà fastidio l’accusa di essermi arricchito. Sono i lettori che mi danno la possibilità di vivere e pagare gli avvocati”. E continua a citare Biagi: “Sei arrivato davvero quando fanno un falso del tuo libro e ti accusano di plagio’ e io ce li ho tutti e due”.

    “Questa battaglia non è la mia battaglia ma la battaglia di molti e va anche bene se per una volta succede il miracolo che grandi interessi economici si fondano con l’interesse del paese, che grandi editori di libri, televisivi, si uniscano per combattere la camorra”.

    Saviano ha strarotto le palle.

    Sì, ti dissoci e blablabla.

  19. kinglear Says:

    Per fortuna leggo che non sono l’unico che pensa certe cose.
    Per fortuna ci sono persone che ragionano con la loro propria testa al di là delle mitizzazioni mediatiche, come questo thread dimostra.

    Sì, Lucio, dissociati.

  20. Lioa Says:

    @ Kinglear. Inutile che ti ripeta che ho orrore dei tuoi commenti. Anche di me, a seconda delle volte, hai detto tutto e il contrario di tutto, non dimenticarlo. Saviano sa molto bene che, appena l’attenzione mediatica si sarà abbassata, lo faranno fuori. Benissimo ha fatto Fazio – e l’ha anche dichiarato pubblicamente – a invitarlo per tener desta l’attenzione sui rischi che l’uomo corre per aver semplicemente scritto un libro. La tiratura iniziale fu di 5000. Il successo non è MAI PREMEDITATO. Colpisce a caso e molto spesso è un dono avvelenato. Dopodiché provaci tu a diventare Saviano, se trovi che sia così facile giocare a un gioco simile.

  21. Menzinger Says:

    Il personaggio non mi ispira affatto simpatia ma confesso di non conoscerlo veramente. Ho il suo libro e mi sono ripromesso di leggerlo prima di esprimere qualsiasi giudizio (compreso il precedente, del tutto immotivato ma nato “a pelle”). Se riesco a trovare la forza di leggerlo, magari divento anch’io un suo sostenitore.

  22. kinglear Says:

    Come ti ho detto, per fortuna non sono il solo a pensare quello che ho ribadito. AMEN.

  23. Lioa Says:

    Nemmeno i mafiosi sono soli, se per questo.

  24. kinglear Says:

    Se mi dai del mafioso, Lucio, te ne assumi tutte le responsabilità. Questo lo sai, vero?

    Buon pro ti faccia.

  25. Lioa Says:

    Rileggi bene, prima di abbandonarti ai soliti sbalzi d’umore. Comunque, per tua maggiore tranquillità, sarebbe meglio desistessi definitivamente dal frequentare questo blog, come più volte ingannevolmente promesso.

  26. kinglear Says:

    Ho letto bene, non ti preoccupare. Ti ripeto: se mi dai del mafioso, vedi allora di farlo bene, perché è ovvio che te ne assumi tutte le responsabilità.

  27. Lioa Says:

    Al di là della tua interpretazione paranoica, intendevo dire che dichiararsi “non i soli a pensarla in un certo modo” non comporta necessariamente la conseguenza logica “quindi sono nel giusto”. Anche i mafiosi, nel loro piccolo, potrebbero accampare la stessa scusante, data la diffusione della mentalità anti-statale: non per questo li considero giusti. Per quanto mi riguarda, rimanessi anche il solo a fidarmi della sincerità di Saviano, continuerei a sentirmi dalla parte corretta della vicenda, che a te piaccia o no. E ora adieu (spero).

  28. kinglear Says:

    In tuo “intendevo dire” è a dir poco infelice.

  29. utente anonimo Says:

    Scusa Lucio, ritengo che si possa parlare di Saviano senza usare la pancia.
    Riesci a rispondere alle mie riflessioni senza diventare demagogico?
    Considerato che ho ben motivato la ragione per cui non condivido il modo in cui Saviano porta la sua denuncia, mi aspetto da te una risposta circostanziata e non commenti che sottintendono un mancato schieramento.
    Intendo dire che se ti parlo di mito non puoi rispondermi con mafia.

    julia

    – spero tu abbia portato il mio messaggio al Sig. Comotti –

  30. kinglear Says:

    Pure io ho esposto delle profonde perplessità motivandole: ma sembra che Lucio più che additarmi mafioso non sia capace di fare.

    Ribadisco: sin tanto che questi punti non saranno chiariti, per me Saviano rimane un personaggio molto poco trasparente e onesto:

    – Gomorra manca di una bibliografia; in 3 anni né Saviano né l’editore se ne sono preoccupati, non ostante la richiesta gli sia arrivata più volte e da più parti;

    – Gomorra, dopo 3 anni, non è ancora in edizione economica; viene tenuto a prezzo pieno;

    – il film Gomorra ha ospitato 3 camorristi veri, di vecchia data, militanti, e nessuno tranne pochi si sono indignati; per fortuna in America il film è stato bocciato; ma ancora oggi in Italia c’è chi si interroga sul perché Gomorra non è piaciuto in USA;

    – Saviano accusa tutti gli italiani “di un silenzio colpevole”: dovremmo forse fare come lui, che per promuovere il libro ha gridato in mezzo alle strade di Napoli che lui sfidava la Camorra? Come risultato è stato minacciato di morte e noi italiani paghiamo perché adesso venga protetto dalla scorta, in quanto i camorristi si sono inalberati e non poco per l’affronto che gl’ha fatto Saviano con la sua spacconeria;

    – Saviano continua a fare la comparsa “pagata” in tv, su giornali, a banchetti politici, poi si lamenta degli italiani che non sono con lui;

    – la lotta alla delinquenza deve venire dallo Stato in primis; i cittadini possono ribellarsi ma non mettendo a rischio la propria pelle e quella di quanti gli stanno accanto; con manifestazioni, questo sì, ma sempre nel rispetto della legge.

    Sperando che Lucio non mi dia ancora del mafioso per aver esposto critiche, non condivisibili quanto uno vuole, ma fortemente argomentate.

    Iannozzi

  31. utente anonimo Says:

    Julia, secondo me criticare un fenomeno tipo Saviano non significa assolutamente non schierarsi.
    Che significherebbe mai un argomento simile?
    O forse leggere un libro e applaudirlo fino all’isteria significa essere schierati attivamente?
    Non credo.

    Beppe. Ho letto il tuo ultimo intervento.
    Premesso che condivido assolutamente la tua posizione su questo tema , per quanto riguarda la questione del film che non e’ piaciuto negli Usa, si e’ risposto, tra le tante motivazioni, che un tema simile non puo’ essere capito oltreoceano. Per me si commenta da sola questa giustificazione.
    La realta’ deve essere ben altra dato che gli Usa conoscono benissimo – e ne sono direttamente interessati dagli anni 30 – il fenomeno mafia.

    Saviano dice che gli italiani tacciono colpevolmente? Onestamente mi lascia indifferente un appunto simile: hai ragione. Che dovremmo fare? Oltre a leggere il libro, oltre a modificare il proprio atteggiamento civile ed etico nelle piccole circostanze che potrebbero avere una collusione con fenomeni “poco chiari”, l’italiano medio di piu’ non puo’ fare.
    Ai tempi del pool antimafia a Palermo ricorreva una festa nella quale si era soliti regalare ai bambini una pistola giocattolo.
    La coscienza negativa di un atteggiamento simile desto’ una presa di posizione nelle chiese palermitane. Alcuni preti, come contro altare a questa festa, decisero di organizzare il giorno successivo a questa ricorrenza, un altra festa.
    Riunivano i bimbi nell’oratorio e bruciavano le pistole giocattolo in un gran falo’ .
    Con il passare degli anni ed in una nuova dialettica tra genitori figli e istituzioni religiose, questa festa non fu piu’ festeggaita con questo regalo.
    Come si vede gli italiani medi, la gente comune poco star e poco vip, non hanno bisogno di urlare e gridare: hanno bisogno di una nuova dialettica costruttiva, propositiva, sentita nel proprio quotidiano che e’ ben diverso da una piazza o da una televisione.
    I grandi clamori da piazza, infatti, se poi non sono intimamente ripetuti nella propria vita diventano, in modo ineludibile , fenomeni d’isteria.
    Quello che sta succedendo con Saviano: isteria mediatica.

    Sergio Rufo

  32. Lioa Says:

    @ Julia. La mitizzazione è un processo inevitabile, dopo che si sono venduti 2,5 milioni di copie del proprio libro d’esordio, si sono ricevute minacce di morte e si circola rigorosamente sotto scorta. Non posso rivelarti dove attingo informazioni e fiducia, ma sono assolutamente d’accordo con Saviano nel voler QUANTOMENO raggiungere il maggior numero di orecchie, visto che ormai gli sono negate altre soddisfazioni. Non dimenticare che lo stesso Salinger è diventato un mito ***malgré soi*** pur non apparendo in pubblico dai tempi del ‘Giovane Holden’. Vado di fretta. Poi magari aggiungo altre cose. Di Kinglear perennemente in malafede (secondo me, certo) non voglio più occuparmni, ma quello proprio non ce la fa a staccarsi da ‘sto blog. Ciao

  33. utente anonimo Says:

    Il mito e’ la proiezione estrema di un ideale umano che non trova corrispondenza nella realta’: un ideale si autocostituisce in tal modo in un mondo parallelo o al di sopra del reale: il ” pensiero a posto del fatto storico “, questo e’ il mito.
    Il mito di un libro e di un autore come Saviano: e’ tutta un’altra questione . E’ una dinamica che niente ha a che vedere con il processo di mitizzazione: piuttosto e’ la dinamica della pubblicita’ estrema, del ” lancio”, dell’immagine, della visibilita’.
    Saviano ha venduto due milioni di copie? e allora? anche Wilbur Smith vende milioni di copie ma questo non dimostra la profondita’ della sua opera, anzi.
    Piuttosto dimostra il contrario: l’attitudine dell’aderire al primo ” eroe” inventato dal sistema.
    Dove manca una coscienza popolare, una forte tavola di valori , o mancano “dei” tradizionali, la’ nascono i feticci da venerare.
    In un certo senso e’ un gioco di ” potere”.
    Il caso Saviano e’ emblematico: come fa giustamente notare Kinglear, non esiste l’edizione economica dopo anni di pubblicazione.
    V’e’ di piu’. E’ appena uscito l’audiolibro con la voce di Saviano stesso: 23 euro di copertina.
    Non basta leggerlo, bisogna anche ascoltarlo e quando non bastera’ neppure questo, faranno il videolibro dvd. Bisognera’ vederlo.
    Ah, questi miti!
    Miti buoni per una ulteriore mistificazione. Il sistema e non solo quello editoriale- si potrebbe dire – ha inventato l’arte dell’invenzione: ogni tanto inventa e butta li’ un nuovo feticcio, una nuova statuetta, un nuovo idolo. S’inventa un nuovo ” valore” da vendere.

    In questo modo e’ andata a finire: persino i valori etici e di costume diventano ” consumismo”. Ecco perche’ in italia, alla fin della fiera, sono cento anni che si convive con certi fenomeni ( criminali, sociali, politici) e mentre se ne parla a dismisura, nulla si fa: e’ la filosofia del non credere a niente e all’inverso del comprare tutto.
    Bovinamente.

    Sergio Rufo

    Ps: Julia, probabilmente avevo frainteso il tuo ultimo post nel quale ti rivolgevi a Lucio.
    Mi scuso.

  34. Lioa Says:

    @ Rufo, non sono d’accordo. Il mito di Saviano si è creato da sé, fuori da ogni programmazione. Solo in un secondo momento la Mondadori ci ha dato dentro. E giacché si vive nella civiltà dei consumi, meglio consumare ‘Gomorra’, che almeno qualche sana riflessione la stimola, che consumare Melissa P.
    Puoi riassumermi che cosa faresti tu, se fossi nei panni di Saviano? Grazie.

  35. utente anonimo Says:

    Dato che non sono Saviano scrittore il problema non si pone; semmai si pone il problema di me come lettore dato che il mio ruolo e’ questo.
    Vedi Lucio, se fossimo un poco maliziosi lo penseremmo ma non lo diremmo ma dato che maliziosi non siamo allora lo diciamo: all’inizio questo ” boom!” gli ha fatto comodo, comodissimo, super comodo. E a ben ragione , sia chiaro!
    Saviano ha messo la cosa su due piani: la denuncia e la vanita’ dello scrittore tanto da confonderli in un tutt’uno non riuscendo piu’ a rinunciarvi.
    Ha ragione Julia: continui a scrivere in santa pace. Se e’ vera la potenza della parola ( la letteratura, comunque,
    non ha mai cambiato il decorso storico: la storia e’ incurante delle parole) allora – se crede a questo – continui a scrivere senza mille comparsate.
    Ci sono scrittori che segnano l’animo di milioni di lettori, eppure non li vedi. Li leggi e basta.
    Perche’ per Saviano non dovrebbe essere lo stesso? forse perche’ non riesce a svilupparsi oltre? forse perche’ non scrittore? o forse , infine, perche’ non riesce a superare il proprio ruolo e a capovolgersi in altro?
    Se cosi’ fosse , Lucio, e’ chiaro che il fenomeno Saviano scomparira’ o verra’ ridimensionato nello stesso momento che il can can mediatico smettera’ di battere la gran cassa.
    Come vedi la cosa non e’ cosi’ difficile se lo volesse.

    Sergio Rufo

  36. kinglear Says:

    @ SERGIO

    Esatto, isteria mediatica, caro Sergio.

    All’inizio (forse) Saviano ha fatto veramente qualche cosa, pur reiterando argomentazioni e fatti già esposti da altri autori – da lui mai nominati in bibliografia: ha ri-sensibilizzato il popolo verso il problema camorra, il quale ha cominciato ad indignarsi proiettandosi in piazza. Ma all’indignazione iniziale ha fatto seguito la mitizzazione del personaggio Saviano delegando ad esso il problema camorra: ne è esempio e prova che Saviano finisce dritto nel Presepe, quasi fosse un santo. Saviano più del poco che ha fatto, con gran can-can dei media, non può; tuttavia a Saviano va bene continuare a battere cassa, a tacere sulle pecche evidenti di Gomorra, ecc. ecc. Oggi è sol più una comparsa per ogni partito politico il caro buon vecchio Saviano che punta l’indice e china il capo sotto il plauso pagante di Che tempo che fa, con finta umiltà. Ricordiamoci infatti di Saviano che per le strade di Napoli sbraitava come un ossesso che “lui” sfidava la camorra.

    In America, e parliamo dell’America più hollywoodiana, Gomorra non è piaciuto non perché il tema camorra e delinquenza non fosse sentito, ma per tutt’altre ragioni com’è facile intuire: gli americani, a differenza di noi, se c’è uno scandalo verificato lo prendono molto sul serio e puniscono. Gomorra aveva 3 camorristi nel cast: nessuno ha detto niente, l’Italia ha continuato a tesserne le lodi, e l’America l’ha subito sbattuto fuori dalla competizione senza neanche farglieli vedere da lontano gli Oscar. Gli USA non hanno giustamente accettato che un film contro ospitasse 3 camorristi dentro. La motivazione gli USA non l’hanno data in maniera ufficiale, e semplicemente hanno detto che il film non gl’è piaciuto: fine. E’ stata questa una batosta per regista e autore (Saviano) non da poco.

    Per il momento (sono 3 anni oramai dall’uscita di Gomorra) Saviano vive di vanità: si ripete in ogni occasione, sia sulle colonne dei giornali, sia in televisione. Adesso accusa il popolo che a sua detta sarebbe colpevole di silenzio. Un po’ fa ridere questo Saviano qui, un po’ fa pena e un po’ fa girare le palle.

    Comunque chi vivrà vedrà… La prossima uscita in libreria di Saviano? Probabilmente una raccolta di quegli articoli che in questi anni hano girato intorno a Gomorra.

    Per ora abbiamo Gomorra film, Gomorra in edizione Strade Blu, Gomorra in dvd, l’audiolibro Gomorra, diversi gingilli made in Naples… E Saviano continua ad arricchirsi con le sue comparsate ora a destra ora a sinistra, con puntate al centro anche giusto per non guastare i rapporti con nessuno, e deve dire grazie a giornali, tv, radio, banchetti politici, ecc. ecc. Ma la camorra va avanti. A sgominare i Casalesi ci pensano le Forze dell’Ordine – giustamente perché hanno scelto il mestiere – che ogni giorno rischiano la vita, mentre Saviano se ne sta bello bello sotto scorta (pagata coi contributi degli italiani) ad additare gli italiani di silenzio colpevole. Direi che ce n’è fin troppo per far girare le balle a chiunque.

    Cari saluti a e e Julia

    Beppe

  37. Lioa Says:

    Davvero, in Italia, tutto si perdona, ma non il successo. “… però, che astio e che spocchia… certo che tu hai una gran pazienza… “, mi ha scritto – per fortuna – Andrea Comotti.

    @ Rufo. Ho come l’impressione che tu non legga le mie risposte. Immagino che, se mai Saviano venisse fatto fuori (Dio non voglia), sarebbe tutto un coro di “Ben gli sta, così impara a scherzare con il fuoco”. Che sconforto.

  38. utente anonimo Says:

    Lucio, sono completamente con te su Saviano. Non ho letto Gomorra, mi riprometto di farlo. Che un ragazzo di 30 anni raggiunga tutte queste persone e tanti altri giovani scrivendo di criminalita’ organizzata, nel nostro tempo disgregato, nella nostra societa’ sfasciata e indifferente a tutto, e’ quasi un miracolo di cui bisognerebbe solo gioire. Senza parlare della sua vita sotto scorta, che questi commentatori sembrano ignorare o mettono da parte come fosse robetta. Vorrei che facessero cambio con Saviano per una settimana, forse allora cambierebbero tono.

  39. utente anonimo Says:

    p.s.: sono kalle (imperdonabile, non ho il tuo link nel mio blog, ora provvedo)

  40. Lioa Says:

    @ Kalle. Grazie. Lo so che tu hai la testa sulle spalle (mica sulle palle, come certi malevoli che dico io:- ) )
    Il programma è stato seguito da 4,5 milioni di spettatori (un’ “orazione civile” paragonata a quella storica di Paolini sul Vajont).

  41. kinglear Says:

    Tu Lucio sei recidivo: dai del mafioso e della testa di cazzo.

    Continua così e poi uno, o più di uno, se le rompe sul serio le scatole…

    Ed è l’ultimo avvertimento.

  42. Lioa Says:

    L’ultimo avvertimento PRIMA DI CHE COSA, di grazia? Di dirmi il solito addio per sempre? Lo vedi che frequentare questo blog non ti fa bene? Resta a casa tua, dammi retta.

  43. sabrinamanca Says:

    Tutta invidia.

  44. kinglear Says:

    …di ricevere LA TORTA IN FACCIA.

    AH AH AH

  45. kinglear Says:

    Non ti dirò addio
    per sempre
    L’ultima volta
    abbiamo consumato
    un’eternità
    a scollarci di dosso
    baci botte e sudore

    AH AH AH

  46. kinglear Says:

    E ripare il contatore del tuo blog. E’ più matto del cappellaio di Alice. AH AH AH

  47. kinglear Says:

    Lucio, te l’ho dedicata sul mio blog la poesiola. Ma per sapere la dedica dovrai per forza di cose venire a vedere, altrimenti non saprai mai in che modo te l’ho dedicata. AH AH AH

  48. Lioa Says:

    Dagli scoppi d’ira repentini e immotivati agli altrettanti repentini e immotivati scoppi di risa… mah. Poveraccio.

  49. kinglear Says:

    TVB LUCIO

    AH AH AH

    Una risata distruggerà il mondo e i blogger. 😀

    AH AH AH

  50. kinglear Says:

    Sono felice oggi, ti perdono tutto tutto tutto. ^___^

  51. Lioa Says:

    Spegniti, spegniti, breve pistola.

  52. utente anonimo Says:

    All’anonimo del commento #38:
    Così come ho detto a Lucio mi preme segnalarle che mi sta molto a cuore la lotta alle mafie, e segnalo che non ho bisogno di fare a cambio con Saviano visto che l’ultima minaccia di Forza Nuova l’ho ricevuta tre giorni fa per un esposto alla procura della repubblica firmato con il mio nome e cognome.

    Quello che intendo portare alla vostra attenzione è la necessità di pensare alla denuncia a “luci spente”, a colui/colei che ha le capacità per portare avanti battaglie senza dover usare il circo mediatico, a coloro che giorno dopo giorno sono in trincea anche nella nostra Italia, in Lombardia, in Veneto, in Campania, da sud a nord.
    Non ho bisogno di miti io, né di segnalarmi come mosca bianca. Molte persone sono al centro della scena senza dover apparire.

    Ora, quello che ho detto è scritto chiaro, mi sembra di ribadire l’ovvio.
    Restate davanti alla tv ad applaudire il vostro beniamino. Io spero di vederlo tra la nostra gente in piazza ad accompagnare i tanti cantastorie che non firmano autografi.

    Vi riporto una parabola della lucida Adriana Zarri, intellettuale e teologa, dal Manifesto di ieri:

    “Il maestro arricchito”
    In un villaggio c’era uno scrittore buono e saggio che insegnava ai bambini a coltivare la terra. Tutti lo consultavano e sempre ricevevano ottimi consigli. Il maestro era poverissimo, aveva solo una coperta per coprirsi, spesso rosicchiata dai topi. Un passante provò compassione per il maestro e gli regalò un gatto per catturare i topi. Gli abitanti del villaggio portavano il latte per nutrire il gatto. Un giorno, un ricco pellegrino, gli regalò una mucca per fornire latte al gatto, i compaesani costruirono una stalla per la mucca. “Ma è possibile che la mucca abbia un tetto e il maestro no?” Si domandarono. Allora gli costruirono una piccola pagoda. Da quel momento il maestro non ebbe più tempo per meditare e scrivere, doveva allevare la mucca che forniva il latte al gatto che cacciava i topi. Gli abitanti del villaggio gli mandarono allora una donna per curare la mucca. Ormai il maestro era ricco, ma non riusciva più a trovare il proprio equilibrio. Prese in moglie la donna. Presto cominciò a arrabbiarsi, a bestemmiare, a spettegolare, a bere, a picchiare la gente, a correre dietro le ragazze dell’età di sua figlia. Così finì il tranquillo percorso religioso del maestro”.

    julia

  53. utente anonimo Says:

    L’immaginazione e’ sempre una cattiva consigliera, Lucio, se dettata da fissazioni. Tu ad esempio ne hai una: quella di non volere capire il tema di questo discorso ed il discorso – te lo rammento dato che te lo scordi – e’ l’isteria mediatica del fenomeno commerciale Saviano che nulla ha a che vedere con Saviano persona e uomo.
    E’ anche scorretto – sia detto per inciso – argomentare in questo modo: che razza di discorso e’ – infatti – quello che fa leva su una possibile “disgrazia” che nessuno si augura? o , peggio ancora , prevedere giudizi cosi’ cinici come lasci sottintendere dalle tue parole?
    Ne sei cosi sicuro poi? o forse coloro che ora smaniano per Saviano saranno i primi a dimenticarsene?
    Lo sai che nella piazza di Palermo dove nacquero Borsellino e Falcone hanno persino tolto la targa ricordo? Lo sai o no? Eppure tutti smaniavano istericamente per loro.
    Dunque Lucio non facciamo salti in la’ in possibilita’ non ancora accadute, perche’ discorso sterile e un poco strumentale e che ricorda tanto quel giocatore ( sconfortato) che non avendo buone carte in mano in questa partita, pensa gia’ alla prossima.

    Sergio Rufo

  54. utente anonimo Says:

    Una parabola splendida, Julia.

    Kinglear: in questo discorso abbiamo la stessa identica opinione.
    A proposito: dimmi che era una battuta la prossima pubblicazione di articoli su Gomorra. Ancora? e a che prezzo? forse altra edizione superlux?

    Sergio Rufo

  55. Lioa Says:

    Dunque: se l’accusa è che io viva di miti, o che – apprezzando gli interventi mediatici di Saviano – dimentichi altri e più oscuri, ma non meno eroici contributi, siete completamente fuori strada, Julia & Sergio. Essendo, tuttavia, ormai Saviano diventato Saviano, approvo completamente le sue strategie attuali. Fa benissimo a megafonare – ora che può farlo – quanto gli stava già a cuore anche quando poteva esprimersi solo sul blog Nazione Indiana (è nato lì). Sulla trasmissione che tanto vi ha disturbato, trascrivo e sottoscrivo l’opinione di Edoardo Pittalis apparsa su ‘Il Gazzettino’ di oggi:

    “La trasmissione su e con Roberto Saviano ha confermato che può esistere una tv civile, contro la volgarità. Tre ore di programma il cui risultato è andato oltre le previsioni: lo speciale condotto da Fabio Fazio (bisogna dare atto al presentatore che si è tenuto quasi in disparte) è stato il più seguito della serata con quasi 5 milioni di telespettatori e un gradimento altissimo. Un monologo quasi teatrale, portato avanti con passione civile e intelligenza. Sicuramente un fortissimo atto d’accusa nei confronti di tutti coloro che fiancheggiano in qualche modo la criminalità organizzata. Senza la connivenza del potere di qualsiasi genere nessuna camorra potrebbe prosperare così a lungo. In questa direzione si è inserita la parentesi satirica di un bravo Albanese. Qualcosa non ha funzionato anche con certa stampa e, non a caso, Saviano ha citato titoli di giornali francamente allucinanti. Come quello che definisce “infame” il pentito appena ammazzato (è la stessa definizione che ne dà la criminalità) o come quello che descrive don Peppino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla camorra, “a letto con due donne”. Un titolo che serve unicamente per screditare la figura di un prete ammazzato perché scomodo, difficile da corrompere e, soprattutto, tanto coraggioso da denunciare ogni domenica dall’altare i criminali con nome e cognome. Il silenzio e la diffamazione sono armi terribili nelle mani della criminalità organizzata. Saviano ha anche risposto a chi lo ha accusato di essersi arricchito parlando male della sua terra, oppure di plagio, o ancora: di strumentalizzare il dolore della sua gente. «Questa battaglia non è la mia battaglia», ha risposto lo scrittore denunciando due cose: che deve diventare una battaglia collettiva; che la mafia è penetrata e sta penetrando in altre regioni. Affermazione che ha destato la reazione scomposta di qualche prefetto emiliano subito contraddetto dalla magistratura. Per una volta in tv non è stata la volgarità a trionfare, a dimostrazione che bastano intelligenza e fantasia per sovvertire tendenze date per scontate. Sicuramente lo speciale è stato costruito ad alto livello, non capita infatti tutti i giorni di mettere insieme a parlare di letteratura e di attualità scrittori del calibro di David Grossman e Paul Auster. Oltre naturalmente allo stesso Saviano che non sarà ancora autore del livello degli altri due, ma ha scritto un best-seller tradotto in decine di lingue e che solo in Italia viaggia verso i due milioni e mezzo di copie vendute. Saviano si è limitato a raccontare la sua lotta alla camorra che gli è costata minacce di morte che lo costringono a una vita sotto scorta e praticamente priva di ogni libertà. Paga un prezzo alto semplicemente per aver detto la verità. Il programma è servito a far capire che la tv non è tutta uguale, che share non è una parolaccia e che si possono fare ascolti con buoni programmi che portano perfino pubblicità. Del Noce non è stato elegantissimo dicendo che il successo era dovuto a “un mercoledì senza calcio”; rilievo giusto che però valeva per tutte le altre reti. Non è la prima volta che la cultura fa centro: a gennaio lo speciale su Fabrizio De Andrè aveva fatto segnare un record; Marco Paolini su la “7” con il “Sergente” di Rigoni Stern ha conquistato un 6% di ascolti. Per non parlare dei 12 milioni di telespettatori conquistati da Roberto Benigni con le sue letture del “Paradiso” dantesco. È un problema di idee e di fantasia. Non è vero che il pubblico guarda tutto quello che gli si offre; il telespettatore sa scegliere e sa riconoscere un buon programma. E non si offende se si dimenticano di inserire culi-tette-parolacce. ”

  56. kinglear Says:

    Lucio, tu continui demagogicamente a non rispondere: ti sei arroccato nella tua mitizzazione – al pari di un wuminchia qualsiasi – e continui imperterrito a far finta di parlare citando l’altrui pensiero. Sergio, Julia e anche io, abbiamo fatto osservazioni che meriterebbero una accoglienza critica da parte tua, non una clownesca mitizzazione dell’isteria – di cui sei vittima – dando a tutti della testa di cazzo e mafiosi.

    Ma lascio perdere per saggezza: ho capito che le domande scomode nonché le osservazioni critiche non ti piacciono, al pari di coloro che accusi di censurarti.

    Aggiustati il contatore: continua a non funzionare.

  57. Lioa Says:

    @Kinglear. Desisti, ti prego. Trovo ridicoli gli appunti che muovi a Saviano, con particolare riferimento al film (chissenefrega?) e alla questione, del tutto ininfluente rispetto alla grandezza del libro, delle fonti. Ti va di chiuderla qui? Rinnovo, inoltre, per l’ennesima volta l’invito a non piazzarmi immagini nei commenti. Purtroppo, almeno finora, è stato come chiederlo al muro.

  58. kinglear Says:

    E’ ininfluente che Saviano a preso a mani piene da altri autori, da altri libri che non sono Gomorra, per scrivere il suo? Ininfluente?
    Se Gomorra vale il poco che vale è perché Saviano ha preso – rubato – a piene mani. L’altra metà che non vale un emerito cazzo è pura fiction, della peggiore per giunta. Tutto il poco denunciato da Saviano è stato rubacchiato un po’ qua e un po’ la senza che Saviano o chi per esse abbia mai detto un’acca; senza aver mai dato a Cesare quel che è di Cesare.

    Mi facci il piacere, Lucio.

    Aggiusta il contatore. Come vedi non si muove.

  59. Lioa Says:

    @ Kinglear. Assodato che su “Gomorra” siamo esattamente agli antipodi, e che la mia fiducia nelle tue capacità di critico letterario è vicina allo zero assoluto, chiudiamola qua. Vuoi arricchire a dismisura ed essere invitato da Fazio? Perfetto. Fai come Saviano. Non dovrebbe volerci molto, a tuo dire. Tanti auguri.

  60. kinglear Says:

    Non hai capito niente. O meglio: la sordità ha preso il posto della ragione.

    Io ti dico una cosa, tu rispondi tutt’altro. Sembra d’avere a che fare con lo smemorato di Collegno.

    Non mi interessa quello che tu pensi o non pensi di me, come critico e persona. Non ti ho chiesto questo. Ti ho invece fatto degli appunti a cui tu, alla maniera dei wuminchia, hai sviato. Fa’ un po’ tu dove l’hai rimessa l’onestà critica.

    Aggiusta il contatore: continua a non funzionare.

  61. Lioa Says:

    OK. Mi hai sgamato. Sono come e peggio di Wu Ming 1 (che su “Gomorra” – se non altro – ha fatto una bella analisi qui:

    http://www.ilprimoamore.com/testo_1399.html

    da cui:

    ***Esiste, in un’opera come Gomorra, il diritto di qualcuno di definirsi ‘proprietario’ di una notizia? Quali limiti non può superare l’autorità dell’autore? Come, e in che modo, anche legalmente, le notizie trascendono chi le ha scritte, diventano voce collettiva? Forse sono pippe mie, ma la questione non mi pare irrilevante.”

    Premesso che secondo me Gomorra è un romanzo (gli UNO sono tutti futuri romanzi) e Di Meo ha sbagliato ad adire le vie legali, questa non è la prima volta che testimoni diretti “decostruiscono” l’io narrante del libro. Lo fanno menando scandalo, il che è assurdo e ingiusto, ma, così agendo, ci aiutano a capire la dirompenza di quell’operazione retorica (“dare dell’io a qualcun altro”), gettano nuova luce su come Saviano abbia lavorato. La loro è filologia-guerriglia involontaria.
    Cito da un’intervista a Di Meo (corsivi miei):
    “A un certo punto lui descrive, minuziosamente, alcuni atteggiamenti tenuti dal boss durante il processo. Ma Saviano non c’era, lo sanno tutti che non era in aula. Però dopo che gli ho raccontato le fasi salienti dello show in aula, lui se ne è appropriato e l’ha raccontata come fosse un’esperienza vissuta in prima persona.” [27]
    Saviano ha usato la “presa diretta” dell’io polifonico anche per raccontare il funerale di Annalisa Durante, e questo è stato il movente di un’altra polemica, innescata dalla giornalista free-lance Matilde Andolfo. [28]

    Quello che molti non vogliono capire è che Gomorra è un’opera letteraria, non giornalistica. Saviano vi compie sapienti operazioni retoriche e poetiche, si preoccupa di come comunicare il “cosa”, e forza in molte direzioni per ottenere il suo scopo. Ciò non rende la realtà descritta meno reale, al contrario: ce la fa esperire più da vicino. Saviano ci sbatte in faccia la verità come nessun reportage “oggettivo” avrebbe mai potuto fare. La parresìa non è assenza di retoriche. Esistono tanti modi di “parlar franco”, di perforare il muro delle omissioni e delle reticenze. Tanti modi, e alcuni possono essere più efficaci di altri.
    Rimuovendo questo aspetto, costringendo nel mero autobiografismo l’io narrante del libro, difficilmente si potrà capire come mai questo libro, come mai adesso, come mai con questi risultati.***

    Comunque hai senz’altro ragione tu. Stop. Fine.

  62. utente anonimo Says:

    Lucio, tu dici:

    “Essendo, tuttavia, ormai Saviano diventato Saviano, approvo completamente le sue strategie attuali. Fa benissimo a megafonare – ora che può farlo – quanto gli stava già a cuore anche quando poteva esprimersi solo sul blog Nazione Indiana (è nato lì)”.

    Io rispetto questo tuo pensiero, non lo condivido ma lo rispetto.
    Leggo anch’io Saviano dai tempi di Nazione Indiana, intendo dire dai tempi in cui la leggevo, e ho condiviso moltissimo di quello che scriveva. Lo facevo forte della sua esperienza sul campo, lo vedevo parte attiva di quel gruppo anticamorrista di cui faceva parte.
    Lo riconoscevo nella denuncia che mi trova partecipe, una persona che vive attivamente il suo territorio e che esprime ciò che la realtà porge, ostacolando le censure e gli insabbiamenti.

    E’ questo il punto, sai? Vivere il territorio e parlare della realtà.

    Lui lo ha fatto e ora non lo fa più, e non solo perchè è in regime di protezione ma perchè è divenuto “singolo”.
    Ti sembrerà assurdo visto che sta vivendo un tempo di notorietà e successo – se così si può chiamare la riuscita del suo lavoro in termini economici – ma in questo momento Saviano è solo.

    Lo è perchè non ha mantenuto quella forza, quel gruppo, quel collettivo che doveva supportarlo, sostenerlo; lo è perchè la scelta editoriale gli ha giocato un brutto tiro: lo ha relegato nello scomodo antro della “denuncia in solitaria”.

    Ricordi quello che dicevamo sulla voce collettiva e la voce singola quando parlavamo nella stanza dei WuMing? Bene, la scelta di Saviano gli ha comportato una classificazione, quella che Ingroia ben rappresenta quando parla di “professionista”.

    Io continuo a chiedermi perchè non abbia scelto di portare avanti la sua denuncia attraverso il suo gruppo e, maliziosamente, mi rispondo dicendo che il contratto Mondadori deve averlo allettato.

    Tutto quello che viene dopo è scelta di mercato, che lui, essendo solo, non riesce più a gestire.

    Ora, la realtà che deve rappresentare è ben diversa (infatti, se ricordi bene, ciò che scriveva su Nazione Indiana è ben diverso da ciò che ha scritto in Gomorra); questa diversità è dovuta al fatto che il “maestro” è stato allontanato dal suo territorio e vede la “sua” realtà, quella che lo vuole voce singola.

    Paradossalmente, quanto più lo innalzate ad eroe tanto più lo rinchiudete in quell’antro di denuncia in solitaria.

    Dobbiamo invitarlo ad uscire dal suo personaggio e fargli vivere di nuovo la piazza.

    julia

  63. kinglear Says:

    I wuminchia come critici adesso ti tornano utili: da ladri di notizie qual sono, ora che devi portare l’acqua al tuo mulino, adesso i wuminchia li rieleggi portatori di verità.

    La conosco quella recensione da paraculi: è vergognosa. Le notizie appartengono a chi le ha raccolte e diffuse per primo. Diventano collettive ma hanno un proprietario sempre, uno che si è fatto il culo per averle, uno che ha forse rischiato anche la vita per avere certe informazioni: hanno un cazzo di proprietario. E se i wuminchia non l’hanno capito sono dei ladri di notizie oltre che dei gran tromboni, della pessima specie.
    Ma anche Saviano non l’ha capito: non ha meriti Saviano, se non quello di aver rubacchiato qua e là e d’esser stato portato in Mondadori non per meritocrazia. Il merito non è suo. Lui ha solo il merito d’aver starnazzato in mezzo alle strade di Napoli e di essere finito sotto scorta, una scorta che sono i danari dei contribuenti italiani a pagargli.

    Continui a parlare con la bocca di altri: capisco che non hai un tuo pensiero. Ecco perché non ti funziona il contatore.

  64. Lioa Says:

    @ Julia. Dimentichi un piccolo particolare. Come giornalista che va in prima persona sul campo, Saviano si è bruciato. Come potrebbe infilarsi in certi ambienti, magari travestito da manovale, se la sua faccia è ormai riconoscibile a mezzo chilometro di distanza? E tu, circoleresti senza scorta nel tuo territorio, dopo che sono arrivate minacce di morte a te e ai tuoi famigliari? Non ha altra alternativa che parlare da posizioni protette, di dove può comunque continuare a moltiplicare i proseliti della legalità, anche a rischio di sentirsi rinfacciare: “Troppo comodo farlo di lassù. Scendi in piazza e fatti ammazzare”.
    Proprio di recente, in ogni caso, è apparso a sorpresa tra i 150mila antimafia a Napoli.

    Per quanto mi riguarda, tranquillizzati. Sono più disincantato e pratico di quanto non pensi e non passo certo le mie giornate a coltivare miti astratti.

  65. Lioa Says:

    @Kinglear. Ti ho dato ragione su tutto il fronte (come si fa, in genere, per prudenza, con i matti). Che altri cazzi vuoi da me?

  66. utente anonimo Says:

    Vedi Lucio, abbiamo due modi diversi di intendere la piazza.

    Invitare Saviano a tornarci non è un invito a “farsi ammazzare”, come dici tu.
    Al contrario, il tornare in piazza è un invito a farlo tornare a vivere.

    Quello che non vedi in quello che vedo io è la presenza di tutti in quella piazza lì. Lui tornerebbe nella piazza in cui operano già moltissime persone – non quelle della bellissima manifestazione della settimana scorsa a Napoli, ma quelle che ora, in questo momento, sono lì a lavorare alla legalità – e sarebbe accolto, credimi, a braccia aperte. Le sue inchieste potrebbero appoggiare moltissimo le nostre lotte in strada, e saremmo noi le sue guardie del corpo.

    Mi è successo, credimi, nella pericolosissima argentina dei dittatori. E’ successo in migliaia di altre piazze, e continua a succedermi anche in questo quartiere popolare in cui battersi per l’inclusione sociale significa rompere schemi che non devono essere toccati.
    Eppure siamo qui, quasi invisibili ma non scomparsi, pieni di minacce e di attacchi ma con voce potente, esclusi dai media e dalle istituzioni ma vivi.

    Spiegami bene come puoi tu, da bravo lettore e sostenitore, aiutare a vivere Saviano?

    Molte persone al mondo sono sopravvissute mettendo il corpo, anche se ciò ha significato morire per la causa. Chi denuncia sa bene che, per prima cosa, rompe un equilibrio che può portarlo all’intimidazione, uno lo spera almeno, proprio perchè quell’equilibrio deve rompersi.
    Quindi denuncio perchè VOGLIO sradicare un’ingiustizia, un sistema, e quest’azione non può trovarmi impreparata.
    Trovo il modo di renderla collettiva, pur firmandola, ma la condivido perchè diventi voce forte.
    E’ così che sopravvivo.

    Se Saviano trova il coraggio di uscire dal bunker noi lo sosterremo.

    julia

  67. Lioa Says:

    @ Vero. Continuiamo a non capirci. La lotta va avanti, è certo, ma Saviano non è più spendibile nelle forme che dici tu; solo in quelle medatiche attuali. Prendiamo Rushdie. Copio da wikipedia:

    ***La pubblicazione del libro Versetti Satanici provocò una fatwa di Khomeyni che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di bestemmia. Un privato cittadino offrì una taglia per la morte dello scrittore, tollerata dal regime khomeynista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi in Gran Bretagna e vivendo sotto protezione.

    Il traduttore giapponese del romanzo fu però ucciso da emissari del regime iraniano [senza fonte] e quello italiano fu ferito.

    La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008, in quanto “la condanna a morte dell’Imam Khomeini contro Salman Rushdie ha un significato storico per l’islam e non è semplicemente una condanna a morte”***.

    Che ognuno faccia la sua parte dov’è e com’è. Saviano estenda il proselitismo da dove può. (Figurati se basterebbe la protezione del suo quartiere, in un caso come il suo!!!)
    Tu, e noi, e tutti gli uomini di buona volontà… dalle rispettive postazioni esistenziali. Ciao.

  68. utente anonimo Says:

    Saviano non è più spendibile?
    Quindi è destinato alla reclusione in nome di ciò che ha scritto?
    Mi auguro per lui che non sia così, anzi, a questo punto mi sento di dirgli che, allora, il suo intento è stato vano perchè è caduto vittima del suo dire.

    Spiegami bene in che modo puoi sostenerlo tu come lettore, Lucio, mi interessa saperlo.

    julia

  69. Lioa Says:

    @ Julia. Se anche il suo contributo si fermasse a “Gomorra” (con l’enorme indotto emozionale suscitato) direi che Saviano ha già dato più che abbastanza. Riuscisse a recuperare un po’ di pace e un po’ di privacy, anche all’estero, sarei solo felice per lui. Qualunque altra cosa decida di fare, l’importante è che la decida autonomamente, dopo aver riflettuto bene sul da farsi, al di là dei consigli miei, tuoi o di chiunque altro. Come lettore, continuerò a comprare i suoi libri (qualunque direzione assumerà la sua scrittura) perché – a parte tutto – lo ritengo letterariamente dotato. Sicuramente non cointribuirò a frustrarlo dicendogli che è in malafede, che fa il divo (proprio lui, il più sobrio di tutti quelli che scrivono), che ‘Gomorra’ è stato inutile e che chiunque sarebbe in grado di riscaldare un brodino come quello. Tutta la mia gratitudine a Saviano, invece, come da post.

  70. utente anonimo Says:

    a proposito di tromboni editoria ironia etc
    michele lupo
    http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=attualita&Chiave=126

  71. Lioa Says:

    Ho letto tutti i 70 commenti. Devo dire che le risposte di Lucio alle domande sollevategli si limitano a citazioni. Ma quando si ha un blog e si fanno certe affermazioni bisogna anche difenderle e argomentarle, e non limitarsi a: questo dice così, quest’altro dice così, ecc.
     
    Per me Saviano è una vittima in mano al potente sistema mediatico, un buon propellente per la depontenzialità dell’azione collettiva.
    Non è un eroe, né un Santo. In questo senso l’uomo si sta perdendo.
    In questo periodo, in questa nazione, stanno accadendo cose strane e Saviano mi convinco sempre di più che sia stato strumentalizzato per fini che ancora molti non hanno chiari. E forse nemmeno lui.
    È un giornalista che ha raccolto delle informazioni da alcune fonti e le ha mischiate nella fiction. Il fatto di non citare le fonti è, come sostiene Kingler, abbastanza strano.
    Il fatto che sia un giornalista e non uno scrittore lo conferma il suo secondo libro, L’inferno e la bellezza.
    Chi conosce l’operato di Rosario Crocetta, dei magistrati, delle forze dell’ordine (ricordate ULTIMO?) si stupisce del fatto che i media non ne danno la stessa importanza di Saviano. Perché per il cittadino medio non hanno la stessa importanza di Saviano?
    No! Semplicemente perché l’80 per cento della popolazione italiana riceve informazione dalla tv e quindi non conosce altro che quello che appare nella scatoletta magica. Perché non si parla diffusamente del movimento LIBERA di Ciotti?
    Mi dispiace Lucio, ma questo è evidente, per quanto possa essere importante il romanzo GOMORRA, Saviano è diventato un’icona, alla stessa stregua di Marylin Monroe nei dipinti di Andy Warhol.
    Monopolizzare l’attenzione su un singolo personaggio dà l’idea che l’unica azione possibile possa solo essere quella individuale e non quella collettiva. Così si spengono i riflettori sulla comunità che combatte e si ci concentra solo su un singolo personaggio. E quel personaggio diventa un eroe.
    Un esempio?
    L’ultima puntata speciale di “che tempo che fa” sull’ultimo libro di Saviano.
    Singolarità portate alla ribalta.
    Non è il singolo che combatte contro le organizzazioni criminali ma un pool. Falcone e Borsellino facevano gruppo e questo faceva paura, non la parola. Non il verbo. GOMORRA non propone soluzioni.
    La camorra aveva bisogno di un romanzo in grande stile per entrare nell’immaginario collettivo con la stessa forza della mafia.
    GOMORRA ha avuto questa controindicazione.
    Per la camorra, Saviano non è pericoloso. è un cavallo di troia.
    La sua narrazione ha fornito loro quell’aurea mitologica che le mancava.
    Sandokan è una leggenda simile a quella del Padrino.
    Perché GOMORRA non è un saggio. È un romanzo.
    (Ora qualcuno dirà ah vuoi dire che è complice!!! No! Saviano non è complice, ma non è nemmeno Dio. Quindi può anche ignorare o non conoscere altri meccanismi più grandi di lui e del sistema che denuncia).
    C’è chi pensa che grazie a Saviano si sono conosciuti fatti ignoti. Questo non è vero (vedesi domanda riguardo alle fonti?). Davvero c’è chi crede che solo Saviano conosceva questi fatti?
    Io credo fortemente che Saviano in questo senso è innocente perché spinto dalla sua passione non ha percepito certi meccanismi sottesi alla sua azione. E perchè certe opere hanno anche un peso. Ma qui la discussione è altra.
     
    Una domanda, che spero Lucio non eluda con citazioni o mutismo come ha fatto con gli altri commentatori. Saviano non è perfetto. L’uomo per definizione e essenza, è fallace e finito.
    Domandatevi se GOMORRA avrebbe avuto la stessa propulsione commerciale senza la minaccia di morte?
    E allora se la camorra ha paura delle sue parole perché alzare l’attenzione sul personaggio, perchè questo polverone?
    Si cita il caso dello scrittore dei Versi Satanici, ma qualcuno ha lettoquel libro??? Io scometto che soltanto 2 persone su dieci sono riusciti a leggerlo. Tanto è atsruso.

    Dopo la vendita di due milioni e mezzo di copie perché non esiste una copia economica del romanzo GOMORRA?
    Se il romanzo GOMORRA è così importante per aprire le coscienze dei giovani, per trasmettere una mentalità rispettosa delle leggi, per far conoscere la verità, perché non si mette il testo on-line usufruendo della licenza common, dato che è stata definita “una battaglia collettiva” e dato che sono già state vendute 2 milioni e mezzo di copie?
    E su Googlebook?  
     
    Io noto un circolo vizioso di connivenze, stabili da decenni oramai, che come un organismo assorbono l’anomalia rendendola parte integrante e parte innocua, riutilizzandola a proprio vantaggio.
    Come insegna il patto Stato-Mafia.
    Uccidere? A che pro, se tutto è business e ci sono dentro tutti.
     
     

  72. utente anonimo Says:

    All’ anonimo del commento 71. Certo, Saviano è ANCHE – ormai – una coperta che ognuno tira dalla propria parte (e anche tu dalla tua). L’importante è che Gomorra  sia stato scritto e abbia segnato sia la storia letteraria, sia quella civile del nostro tempo. A proposito, Saviano è ancora attivo: hai firmato il suo appello?

    http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391117

    Ciao.

  73. Lioa Says:

    Certo che l’ho firmato l’appello.
    Mica sono come te che vedo solo bianco o nero.
    Come al solito, zero argomentazioni, Lino.
    Di fatto io non ho tirato il Saviano uomo da nessuna parte, ho fatto un ragionamento su ciò che gira intorno al romanzo.
    Un ragionamento che tu non riesci minimamente a scalfire.
    Dire che Gomorra ha segnato la storia letteraria e civile del nostro paese non significa niente. Non è una risposta che giustifica il prezzo di copertina.
    Sai anche il film "Il Padrino" ha fatto storia, e allora?
    E poi sono associazioni come Libera che segnano la coscienza civile di un paese.  

  74. utente anonimo Says:

    "Non è una risposta che giustifica il prezzo di copertina", "Scrive per Mondadori che è di Berlusconi", "Non svela le fonti cui attinge"…  sono osservazioni che – francamente – considero oziose. Ovvio che Saviano da solo, senza le forze dell’ordine, senza i magistrati, e soprattutto senza una presa di coscienza collettiva (quella che lui ha contribuito a risvegliare) non sposterebbe di un dito il problema. Ma sia lode anche a singole individualità come la sua, capaci di far riflettere molte persone. Ce ne fossero…

    P.S. Non mi chiamo Lino, ma Lucio.

  75. Lioa Says:

    Lucio sono le tue risposte oziose. Non riesci a contraddire il mio ragionamneto se non usando lo stesso sistema dei parlamentari di destra. I quali si limitano a dire o non è vero o a ripetere la stessa sinfonia. Ripeti meccanicamente parole vuote come "ozioso". Ma non argomenti perchè non cambia il prezzo di copertina o la mia riflessione sull’importanza di gomorra.
    Mi sa che a te Gomorra non ti ha aiutato minimamente a riflettere. Lo usi come la maggioranza di questa popolazione: lo tenetelì sulla libreria per dire "io so", "io mica ignoro". Come si fa con il crocefisso. Un simbolo per lavare le nostre coscienze. E dire che siamo dalla parte giusta.
     

  76. Lioa Says:

    In sostanza che cosa vorresti che ti dicessi? Che sarebbe stato meglio che Saviano non scrivesse e pubblicasse il suo libro? Come sai meglio di me, peraltro, di Gomorra circolano copie tarocche a bassissimo prezzo in cui sono state alterate intere parti. Se il tuo problema è il prezzo di copertina, leggi il libro in biblioteca o fattelo prestare. Prova ad andare a teatro: due ore di intrattenimento a prezzi ben più salati!

    Comunque il fulcro del tuo ragionamento è questo:

    1) Saviano è diventato un’icona, alla stessa stregua di Marylin Monroe nei dipinti di Andy Warhol.

    Certo, ANCHE un’icona. Come Che Guevara e chiunque abbia avuto una risonanza di grosse proporzioni. E allora?
    2) Monopolizzare l’attenzione su un singolo personaggio dà l’idea che l’unica azione possibile possa solo essere quella individuale e non quella collettiva.
    Scusa, chi ha monopolizzato l’attenzione solo su Saviano? Forse tu, mi pare. Io no di sicuro. Saviano è un elemento fra mile altri. Ciao e… basta seghe, ok?

  77. utente anonimo Says:

    mille

  78. Lioa Says:

    Allora non hai letto bene il post,
    forse citando:
    "Chi conosce l’operato di Rosario Crocetta, dei magistrati, delle forze dell’ordine (ricordate ULTIMO?) si stupisce del fatto che i media non ne danno la stessa importanza di Saviano. Perché per il cittadino medio non hanno la stessa importanza di Saviano?
    No! Semplicemente perché l’80 per cento della popolazione italiana riceve informazione dalla tv e quindi non conosce altro che quello che appare nella scatoletta magica. Perché non si parla diffusamente del movimento LIBERA di Ciotti?
    Mi dispiace Lucio, ma questo è evidente, per quanto possa essere importante il romanzo GOMORRA, Saviano è diventato un’icona, alla stessa stregua di Marylin Monroe nei dipinti di Andy Warhol. Monopolizzare l’attenzione su un singolo personaggio dà l’idea che l’unica azione possibile possa solo essere quella individuale e non quella collettiva. Così si spengono i riflettori sulla comunità che combatte e si ci concentra solo su un singolo personaggio. E quel personaggio diventa un eroe.
    Un esempio? L’ultima puntata speciale di “che tempo che fa” sull’ultimo libro di Saviano.
    Singolarità portate alla ribalta.
    Non è il singolo che combatte contro le organizzazioni criminali ma un pool. Falcone e Borsellino facevano gruppo e questo faceva paura, non la parola. Non il verbo. GOMORRA non propone soluzioni.
    La camorra aveva bisogno di un romanzo in grande stile per entrare nell’immaginario collettivo con la stessa forza della mafia.
    GOMORRA ha avuto questa controindicazione.
    Per la camorra, Saviano non è pericoloso. è un cavallo di troia.
    La sua narrazione ha fornito loro quell’aurea mitologica che le mancava.
    Sandokan è una leggenda simile a quella del Padrino.
    Perché GOMORRA non è un saggio. È un romanzo.
    (Ora qualcuno dirà ah vuoi dire che è complice!!! No! Saviano non è complice, ma non è nemmeno Dio. Quindi può anche ignorare o non conoscere altri meccanismi più grandi di lui e del sistema che denuncia).
    C’è chi pensa che grazie a Saviano si sono conosciuti fatti ignoti. Questo non è vero (vedesi domanda riguardo alle fonti?). Davvero c’è chi crede che solo Saviano conosceva questi fatti?
    Io credo fortemente che Saviano in questo senso è innocente perché spinto dalla sua passione non ha percepito certi meccanismi sottesi alla sua azione. E perchè certe opere hanno anche un peso. Ma qui la discussione è altra.
    Una domanda, che spero Lucio non eluda con citazioni o mutismo come ha fatto con gli altri commentatori. Saviano non è perfetto. L’uomo per definizione e essenza, è fallace e finito.
    Domandatevi se GOMORRA avrebbe avuto la stessa propulsione commerciale senza la minaccia di morte?
    E allora se la camorra ha paura delle sue parole perché alzare l’attenzione sul personaggio, perchè questo polverone?"

    e continua…

    L’unico punto che hai sottolineato è quello della manipolazionem ma mi chiedi chi? Ma te scrivi i post e dimentichi il loro contenuto?
    Parliamo di media, okay.
    Hai visto per caso qualche puntata specilae di Fazio su Libera o sull’operato di Rosario Crocetta?
    E poi la contrapposizione tra Saviano e Che Guevara, non fa altro che confermare quello che ho detto! Depotenziomento. Adoriamo simboli e dimentichiamo l’azione.

    E riguardo il prezzo citi ancora esempi ma non argomenti il perchè della non diminuizione del costo del romanzo.
    Perchè devo acquistare una copia tarocca?
    Ma tu la combatti la criminalità o usi a tua convenienza gli argomenti per dimostrare che sei un bravo cittadino????
    Critichi i Wu Ming (come ci adoperiamo per cause senza rilievo!) ma loro praticano la doppia licenza, pechè Saviano non la impone alla mondadori.
    Perchè non impedisce che se io e altri ragazzi vogiamo fare uno spettacolo teatrale su Gomorra non siamo obbligati a pagare io diritti d’autore?

    Non preoccuparti questo è il mio ultimo commento, ti lasciò alle tue seghe mentali, e che tutto torni come prima.
    Sì, tornati a occupare dei Wu Ming e della Lipparini o come diavolo si chiama.
    Vinci la tua battaglia e continua a sognare…

     

  79. Anonimo Says:

    Ho capito. Il tuo problema è che Rosario Crocetta vada da Fazio. Prova a scrivere in redazione a "Che tempo che fa", magari ti accontentano. Ciao

  80. BOCL N. 40 (LA BUFALA DEL NEW ITALIAN EPIC 3.) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] GRAZIE, ROBERTO!  […]

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