A CELESTINO V I TERREMOTI FANNO UN BAFFO

A essere pignoli Celestino V morì – solo e dimenticato – il 19 maggio del 1296 nella rocca di Fumone (Frosinone), dove era stato rinchiuso dal suo successore Bonifacio VIII,  ma se non lui, almeno la sua reliquia è riuscita a sopravvivere a due grossi terremoti: quello di questi giorni, in cui si è temuto che il crollo del soffitto della basilica di Collemaggio proprio nel punto in cui si trovava la teca con le sue spoglie non le avesse lasciato scampo (1), e quello del 1703, in cui venne giù il soffitto dell’edificio costruito nel 1287.

Insomma Celestino V ce l’ha fatta di nuovo. Ma visto che, nel suo breve pontificato, prima del "gran rifiuto" (= rinuncia all’aborrito mestiere di papa)

http://www.sulmona.org/pers/elezione.php

fece comunque in tempo ad emanare la bolla della perdonanza (assoluzione da ogni peccato per chiunque, confessato e comunicato, entri nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio dai vespri del 28 agosto a quelli del 29 di ogni anno) (2):

http://it.wikipedia.org/wiki/Perdonanza

http://www.perdonanza.it/celestino.asp

sarebbe bene che il prossimo agosto tutti quei costruttori, direttori di cantieri, controllori edili & compagnia bella che si sono macchiati del peccato di simulazione di antisismicità (= anziché armare il cemento delle nuove costruzioni aquilane per renderle antisismiche, lo hanno disarmato per lucrare sul risparmio dei materiali ) approfittassero dell’ indulgenza plenaria celestiniana per darsi una bella sciacquata all’animaccia… (3)

Fosse per me, comunque, altro che perdonanza! Infliggerei a ciascuno degli implicati nel cosiddetto business del calcestruzzo un vero e proprio terremoto ad personam, esattamente sotto i loro piedi, facendogli crollare addosso la casa. Devono solo ringraziare che non sono Dio… °-*

Dicevano ieri sera in tivù ad Anno Zero che è tempo di tornare a una cultura delle responsabilità individuali. Si sono sbriciolati l’ospedale, la prefettura, la questura, il tribunale, la casa dello studente proprio perché costruiti con sistemi fintamente anti-sismici? Che i costruttori vengano individuati e puniti! Così come chi ruba o sperpera il danaro pubblico e chi – in generale – approfitta del proprio incarico politico per perseguire il mero tornaconto personale, anziché il bene collettivo. Poi, certo, le disgrazie sono disgrazie, contro l’imprevedibile c’è poco da fare, ma almeno quel poco bisogna farlo…

(1) Ieri la teca che contiene le spoglie di Papa Celestino V è stata trasferita dal
complesso di Collemaggio, gravemente danneggiato dal terremoto, al torrione accanto alla basilica. L’operazione di salvataggio è stata condotta da Vigili del Fuoco, Protezione Civile, con la collaborazione della Guardia di Finanza e sotto la supervisione del rettore della Basilica di Collemaggio, don Nunzio Spinelli. «Si tratta di un altro grande miracolo di papa Celestino V – ha commentato Fabio Carapezza Guttuso, responsabile Commissione Sicurezza Beni Culturali -. Le spoglie di Celestino sono state conservate in perfetta sicurezza». (Corriere.it)

(2) La Bolla del Perdono rimane esposta per un giorno intero all’interno della Basilica di Collemaggio e viene riportata in Comune la sera del 29 agosto, dopo la chiusura della Porta Santa, operata dall’Arcivescovo dell’Aquila. L’autenticità della Bolla della Perdonanza, la cui commemorazione è accompagnata, da circa 20 anni, da una settimana di feste, concerti, rassegne, convegni e mostre, è stata confermata dal Vaticano. Nel 1967, infatti, Papa Paolo VI, all’atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie, ha confermato quella di Celestino V, annoverandola al primo posto dell’elencazione ufficiale.

3) La Bolla di San Pietro Celestino, che introduceva i concetti di pace,solidarietà e riconciliazione, poneva solo due condizioni per ottenere il perdono. L’ingresso nella basilica di Collemaggio, nell’arco di tempo compreso tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno, e l’essere "veramente pentiti e confessati".

(Immagine da http://farm1.static.flickr.com/62/209949807_78b2e1a408.jpg?v=0 )

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3 Risposte to “A CELESTINO V I TERREMOTI FANNO UN BAFFO”

  1. utente anonimo Says:

    Siamo davvero uno strano paese!
    Tanti anni fa una sera per caso in TV ho conosciuto Marco Paolini nella sua orazione civile sul Vajont.
    Mi stupì la grande capacità di riepilogare nel suo lungo racconto la smisurata sequenza delle omissioni dolose e colpose, dei piccoli errori, la cialtroneria di qualcuno ed il mancato coraggio di altri, e il “popolo” – questo magma che specialmente ora piace tanto – sistematicamente non ascoltato…
    E alla fine la tragedia… si può dire annunciata?
    E anche stavolta come è stata creata la miscela esplosiva?
    Sono gli errori umani che creano le stragi, si continua a costruire male ed in zone non idonee sotto il profilo idrogeologico.
    Io non ho mai partecipato ad un piano di evacuazione in tutta la mia vita, mai fatto a scuola, mai fatto in Tribunale, mai fatto nell’ufficio dove lavoro….
    Mai… si confida sempre nella provvidenza!
    E questa non è dietrologia è “davantologia”!

    Un saluto ed un bacio
    Marzia

  2. Lioa Says:

    Ciao dolce Marzia. Spero tu a bbia passato una bella Pasqua. Rientro uora uora da Fano…

  3. utente anonimo Says:

    Buona, grazie Lucio, sono stata tanto sul divano pigrando con la mia micia, mi sono rimessa un po’ in pari con i dvd comprati ed accumulati… una vera goduria!
    Un abbraccio
    Marzia

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