GRANDE GENNA ROSSO

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Se fossi un docente di complottologia, assegnerei senz’altro come prima tesi di laurea l’analisi comparata di due testi gemelli, ancorché "gemelli diversi": "L’organigramma" di Andrea Comotti (scoperto e pubblicato da Vibrisselibri al tempo in cui anch’io mi facevo il culo per la nobile "causa" editrice) e "Grande Madre Rossa" di Giuseppe Genna, uscito in prima battuta nel 2004 a 15 euro e riproposto ora da Mondadori-Segretissimo ad appena 3,90 euro [altro che il prezzo della fottutissima Lulu per "Medium", il famoso finto regalo di Genna ai suoi lettori nel marzo 2007: vedi

http://lucioangelini.splinder.com/post/11331766/GENNA-LULU%3A+LA+VENDETTA  ]

Entrambe le opere muovono da un’ esplosione a Milano, quella di Comotti reale (Banca dell’Agricoltura), quella di Genna squisitamente fictionale (Palazzo di Giustizia). Entrambe le opere ricostruiscono l’organizzazione alle spalle dell’eclatante (da éclater = scoppiare) fatto. Solo che Comotti opta per un’assai probabile Grande Madre Nera (vd il post di ieri), Genna per un’assai improbabile Grande Madre Rossa. Una curiosità: in questo caso la scrittura di Genna, in genere notoriamente pomposa, al confronto di quella studiatamente iperbarocca e neogaddiana di Comotti, appare addirittura sobria:-).

Prelevo da GMR:

«… Grande Madre Rossa è un gruppo eversivo che da più di un decennio opera in assoluta clandestinità su tutto il continente europeo. I membri attivi del gruppo sono appartenenti alla classe medio-alta [quella di Genna, ih ih ih. N.d.r.]e questo ha permesso di non venire mai identificati nel corso di indagini relative al terrorismo. Il sistema di clandestinità scelto è stato realizzato in due fasi: a) i membri della Grande Madre Rossa non hanno finora effettuato azioni, né dimostrative né omicide (se non attraverso intermediari non riconducibili all’organizzazione), lavorando nell’arco dinpiù di un decennio in assoluta segretezza e in sospettabilità; b) i membri di Grande Madre Rossa sono da questo momento in clandestinità effettiva, avendo ciascuno di loro abbandonato realmente le proprie coperture, fino a ora percepite quali esistenze nella norma da parenti, amici e conoscenti. Specificihiamo questo per comunicare che tutti gli appartenenti al gruppo risultano incensurati e ignoti alle forze di controllo poliziesco. In un momento opportuno, e non a mezzo di comunicati, forniremo le motivazioni ideologiche che ci hanno condotto alla scelta della clandestinità e dell’eversione…[cut]… Grande Madre Rossa è un gruppo internazionale, presente in ciascuna delle nazioni che compongono l’Unione Europea e che agisce con un cooddinamento rimasto finora segreto ai membri stessi dell’organizzazione… [cut]… La nostra è una lotta definitiva e totale che, per non ridursi a una vuota espressione, ha la scopo di annientare, distruggere, spaccare il sistema di controllo in senso politico, economico, militare, distruggendo quelle istituzioni culturali di cui il sistema di controllo si serve per rendere omogenee le élite del potere e dei mezzi di comunicazione, grazie alle quali esso si afferma ideologicamente… [cut]… Non nc’è nulla che le forze militari e di polizia possano fare per impedirci il perseguimento del nostro obiettivo. Il processo è ormai irreversibile… » (pp.155- 156)
 
«… La storia dell’insurrezione è la storia umana. Lei [il personaggio Margaret Leicester Savioli, n.d.r.] fa parte di un esercito muto, attonito, che percorre la storia come un brivido di vera vita. Lei e gli altri di Grande Madre Rossa sono l’avanguardia dell’onda [da non confondere con il recente movimento studentesco "L’onda", n.d.r.]: fanno vibrare la terra per spalancare la vera vita, farla fiottare dalla terra crepata. In questi tredici anni hanno lavorato silenziosamente al parto del nuovo mondo. Aggrediamo la specie per salvarla da se stessa. Estinguiamo la specie per trasformarla. [Cfr. (1)] Cancelliamo il male che abbiamo inflitto al pianeta. Cancelliamo l’umano, poiché lo amiamo… Noi non siamo pazzi. Noi esistiamo. Noi non siamo folli, invasati, millenaristi. Noi non siamo nichilisti. I nichilisti siete voi… La violenza che agiamo è un atto di immensa pietà[me cojjoni!, N.d.r.] » (p. 170)
 
«Grande Madre è un’espressione cinese. È l’espressione coloniale cinese. In carcere, ai tibetani, viene imposta la preghiera a Grande Madre: li torturano se non pregano la Grande Madre. Però va detto che ogni religione ha una sua Grande Madre. Sono infinite queste Grandi Madri!» (p.182)
 
«La motivazione che le masse non sono mai coscienti, mai ancora coscienti, a noi tutti rivoluzionari, sempre apparsi nella storia dell’uomo, UNICO MOTORE DELLA STORIA DELL’UOMO come forma incarnata di amore e pietà [aridajje, n.d.r.], noi rivoluzionari in fuga e in esilio oppure incarcerati nell’isolamento, nei bracci morti, nei collettivi per il lavaggio del cervello, nelle carceri e nell’illegalità – questa motivazione per cui gli uomini tutti, i poveri e i diseredati, non sono mai abbastanza coscienti e maturi ricorda la motivazione dei colonizzatori di sempre: i colonizzatori, l’altra maschera del mondo e della storia, i colonizzatori che ci sono da sempre, lungo l’intera storia dell’uomo, il contro motore che tende ad azzerare il nostro impulso verso il bene. Loro, i colonizzatori, andati ovunque, sparsi come termiti e metastasi per l’intero pianeta nel lungo arco della storia mana, andati con la medesima motivazione in Africa e Asia e ovunque, a installare il falso principio che le masse non sono ancora coscienti, vanno guidate, vanno colonizzate, non sanno abbastanza, non sanno gestire, non sanno evolvere: i neri, gli analfabeti, gli schiavi, i colonizzati, i torturati, gli oppressi, gli affamati, i popoli sofferenti sotto il dominio dei colonizzatori “non sono ancora pronti” per prendere nelle loro mani il proprio futuro come esseri umani. Noi abbiamo preso il nostro futuro nelle nostre mani. Noi regaliamo futuro agli esseri umani. La crescita è costante e naturale. Noi desideriamo uscire dal conflitto che noi provochiamo, entrando nella storia da transfughi e liberatori… La grande madre natura ha partorito la Grande Madre Rossa che partorisce nuovamente la grande madre natura. La crepa è aperta. L’evento sarà esplosivo, inatteso, sconvolgente… » (pp. 203-204)
(1) Cfr. «Ci rifiutiamo di ammettere che andiamo incontro all’ estinzione come specie. Certamente non nei prossimi giorni, e nemmeno nei prossimi anni, ma avverrà, avverrà in un futuro che è intollerabile immaginare, perché sarà senza di noi. È doloroso pensare che tutto quanto abbiamo costruito nelle nostre vite e – ancor più importante – in secoli di civiltà alla fine ammonterà a niente perché tutto diviene polvere, tutto si dissipa, presto o tardi. È accaduto ad altre civiltà, accadrà anche alla nostra. Altre specie umane si sono estinte prima di noi, verrà anche il nostro momento. Funziona così, è parte del tutto, la danza del mondo.» (Wu Ming, New Italian Epic).
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60 Risposte to “GRANDE GENNA ROSSO”

  1. idiotaignorante Says:

    E’ una impressione o Genna ha scritto una versione involontariamente demenziale di Fight Club?

  2. Lioa Says:

    Mah. Sicuramente Genna può aver letto anche Palahniuk (Fight Club è del 1996) ma non so se avesse bisogno proprio di “quella” suggestione per immaginare una GMR volta a scardinare la civiltà. Peraltro – come è noto – Genna ci ha da sempre la fissa delle ESPLOSIONI (anche terminologiche):-)

  3. kinglear Says:

    Non interessa Genna.
    Su Segretissimo poi: per la serie più in basso di così c’è solo Harmony.

    Mon Dieu!

  4. utente anonimo Says:

    Segretissimo? mai sentito nominare.
    I gialli Mondadori , invece, spesso. Ho sempre pensato che fosse una specie di serie b dell’editoria e probabilmente e’ cosi’: basta vedere i titoli e gli autori per immaginare il fascino di questa collana.
    Un Genna in Segretissimo, pero’, non me l’aspettavo: probabilmente devono vendere ancora qualche copia.
    Nel nome di Ishmael e’ un buon libro; Grande madre rossa e’ una bufala.

    Sergio Rufo

  5. kinglear Says:

    Credo che in Mondadori vogliano più che altro raccimolare un po’ di grana facendo leva su quei mille che stanno dietro a Genna. Che non sono i mille valorosi di Garibaldi, meglio mettere i puntini sulle “i”.
    Personalmente non trovo sia un onore finire tra i Gialli Mondadori. Finire addirittura in una collana come Segretissimo è davvero declassante: per la serie non sai scrivere, le tue storie sono inverosimili, però chissà perché sei qui e allora vediamo di smerciarti senza perderci troppo la faccia. In Segretissimo ci sono tutti titoli e autori che davvero non si capisce da dove diavolo siano stati tirati fuori: dal cappelo di qualche cappellaio matto!!!

  6. utente anonimo Says:

    Insomma i Gialli Mondadori come serie C o D di una volta. Segretissimo addirittura come l’Interegionale.

    Altro che retrocessi!

    Sergio Rufo

  7. utente anonimo Says:

    un paio di cose sull’aria che tira: new epic, ironia, editoria ovverossia: cazzari o tromboni?
    http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=attualita&Chiave=126

  8. kinglear Says:

    Il primo romanzo di Genna, “Catrame”, uscì nei gialli Mondadori, credo fosse il ’96 o ’97. Non vedo dove stia la sorpresa o la novità…

    Lector in fabula

  9. Lioa Says:

    @ SERGIO

    Sì, un po’ come uscire sul giornalino ciclostilato dell’oratorio o di quartiere. Tra l’altro GMR, per chi proprio non ne potesse fare a meno, la trova nei remainders a un prezzo stracciato, meno d’un segretissimo. E nell’usato: te la tirano dietro per due euro o meno, basta contrattare con il libraio. 🙂
    Bisogna essere scemi a dare 3,90 € in regalo a Mondadori per Segretissimo. Bacati di cervello in pratica. A guadagnarci è solo l’editore, all’autore va quasi niente, briciole. Non vedo perché dovrei regalare soldi a Mondadori, cioè a Pier Silvio Berlusconi. Fossi scemo.

    @ LECTOR
    Si parlava appunto di un esordio: per uno sconosciuto esordire in edicola è qualcosina.

    Non ricordo se era già uscito Generation@net nel 97. Comunque, che importa!

  10. Lioa Says:

    Trovo ridicola la polemica sulle collane in cui si viene collocati di volta in volta (copertina dura in prima battuta, poi paperback, poi edizioni supereconomiche). Una volta ceduti i diritti a Mondadori, è ovvio che l’editore ti commercializza come può e come vuole. Secondo me la distribuzione in edicola è in assoluto la più capillare e desiderabile*-°

  11. utente anonimo Says:

    @paradisodegli orchi. Stai facendo il giro dei blog letterari con il tuo spam. Abbiamo capito. Esisti anche tu. Ciao.

  12. Lioa Says:

    Lucio non e’ una questione di polemica sulle collane: in fondo chi se ne frega? E’ una considerazione, pero’, che viene spontanea quella selle collane da edicolanti o da abbonamento che si presentano da sole: sono capillari proprio perche’ raggiungono, quasi ad insaputa del lettore, il luogo dove solitamente si reca tutti i giorni. Per prendere, magari, le parole crociate, un cruciverba, un dvd, il quotidiano. Poi tanto che e’ li’ vede un Segretissimo o un Giallo Mondadori e puo’ capitare – mai dire mai – che si dica, massi’ tiriamo su anche questo. Come una rivista ne’ piu’ ne meno. In caso contrario chi mai le comprerebbe se non i collezionisti di farfalle?
    Potrebbe un domani anche finire, che il Segretissimo sia dato di resto per la moneta che manca: un po’ come capitava una volta con le caramelle dal droghiere.
    Beh, vorra’ dire pur qualcosa, o no?

    Sergio Rufo.

  13. utente anonimo Says:

    @Rufo. A me interessa solo che il testo sia ***integrale*** e il prezzo il più ragionevole possibile. Che la collana si chiami Segretissimo o Lampantissimo poco mi frega. Se trovo un titolo che mi interessa nell’edicola sottocasa, tanto meglio. Diffondessero in edicola anche “L’Organigramma” ne sarei solo felice. Ovvio che se trovo in edicola l’Opera Omnia di Giuseppe Iannozzi in cofanetto a 1 solo euro la lascio lì°-*

  14. Lioa Says:

    Non capisco l’esempio di Iannozzi, perche’ questo al contrario potrebbe valere per Iannozzi nei confronti dei tuoi di libri. Magari lui non li prenderebbe per cinquanta centesimi: fai tu.
    Tu dici: l’importante che il testo sia integrale. E io ti rispondo: ma del testo di emerite cazzate, anche se integrale, ce ne infischiamo assolutamente. Il problema di queste collane e’ sempre il medesimo: si pubblica di tutto di tutti e i risultati si vedono. Se vai a vedere la collana Mondadori Giallo ( sono piu’ o meno al numero 3000) c’e’ da mettersi le mani nei capelli: 2999 sono da buttare via.
    Del resto in italia si pubblicano 40000 titoli all’anno nuovi: ovvio che bisogna inventar collane, se no dove vuoi metterle tutte queste cianfrusaglie? E anche per quegli scrittori che dopo il boom mediatico, pubblicitario, esoterico, spirituale, mistico – e diciamolo pure, il boom idiota che piu’ idiota non si puo’ – spariscono e s’eclissano nel dimenticatoio , queste collane sono la via di fuga: la via della resurrezione, dell’alzati paralitico e cammina, del vieni fuori di li’, Lazzaro.
    In poche parole: la via del tenerli a galla.

    Sergio Rufo

  15. kinglear Says:

    @ Rufo. Liberi tutti, anche Iannozzi di non frequentare più questo blog, anziché solo prometterlo o minacciarlo (utinam… ). Abbiamo già trattato il tema del surplus di titoli, sempre preferibile – a mio avviso – a un censorio surminus. Nè mi stupisce che anche tra gli scrittori ci sia chi sale e chi scende. E’ l’altalena della vita. Ma non pensare che io compri tutto quello che vedo esposto in edicola. Al contrario… scelgo solo le cose che mi incuriosiscono davvero, per un motivo o per l’altro. La merce è tanta, ma le rese – come Annibale – sono sempre alle porte.

  16. kinglear Says:

    Ci sono numeri di Urania o del Giallo Mondadori che oggi valgono qualcosina, per il fatto che sono stati il n.1 di quella collana, o perché l’autore misconosciuto al momento della pubblicazione poi è praticamente scomparso dagli scaffali, nel senso che è stato l’oblio. Puo’ quindi darsi che anche Segretissimo, se il numero è fortunato, possa un domani diventare un numero da collezione. Ma attenzione: da collezione per la numerazione, non per l’autore. Il 1550: numero che in sé non dice niente. Fosse stato il n. 1 o il 666 o qualcosa del genere, e invece è un banalissimo 1550. In ogni caso non si sa mai: ma di dare 3,90 euro a Pier Silvio Berlusconi sinceramente no. Sono comunque quelle collane per cui l’editore investe un mimino, che è già tanto quando non ti si scolla il libro in mano: non mi stupirei se ci guadagnasse di più mandando al macero il non venduto. Stanno in edicola un 15 giorni se non erro o un mese. Un tempo ridicolo.
    Il mio droghiere non me le dà più le caramelle al posto di 1 o 2 centesimi di resto: manco se prego in cinese. 🙂 Piuttosto non mi dà il centesimo o due di resto, ma niente caramella. Che triste mondo il nostro. 😀

  17. Lioa Says:

    A proposito di Annibale, pare che Vien Diesel girerà un film dove lui sarà proprio Annibale. Bah! Gli hanno dato carta libera i produttori così l’attore ha accetato di portare sul grande schermo il condottiero che “scelse” di non conquistare Roma. Mah! 🙂

  18. utente anonimo Says:

    L’argomentazione “dare 3,90 euro a Berlusconi” è – in sé – talmente ridicola che penso solo uno sprovveduto (e un ignaro di editoria) come Iannozzi possa trovare il coraggio di cavalcarla. Qualcuno gli spieghi come si scompone, in genere, il prezzo di copertina. Se poi lui preferisce far arricchire gli indigenti proprietari di Lulu.com, fatti suoi*-°

  19. kinglear Says:

    @lioa
    spam lo dici a tua sorella

  20. kinglear Says:

    Sturati gli orecchi d’asino: io 3,90 € a Berlusconi non glieli do. Prezzo di copertina incluso. Tu libero di fare quello che vuoi coi tuoi danè. Entender amigo?
    Dài, animo e coraggio, a fine mese manca poco e a brevissimo tanta altra carta al macero. AH AH AH

  21. Lioa Says:

    Leggiti questo, Lucio il simpatico asinello ^_*

    http://mediablog.corriere.it/2009/04/editoria_nel_2008_perdite_quot.html

  22. Lioa Says:

    Non si stava parlando di calo delle vendite dei quotidiani, mi pare. OK. Fa niente. La pertinenza è un’opinione.

  23. kinglear Says:

    @commento 19. No no, lo dico proprio a te.

  24. Lioa Says:

    Segretissimo esce come “periodico” in edicola. C’è una pertinenza seppur trasversale, ma non per questo da ignorare o peggio da sottovalutare. Se calano le vendite dei giornali, credi forse che salgano quelle di Segretissimo? Sei un po’ un illuso se lo credi veramente. ^__*

  25. kinglear Says:

    Le vendite dei quotidiani calano perché riportano notizie già vecchie di qualche ora rispetto a TV, internet ecc. Per i libri il discorso è diverso.

  26. kinglear Says:

    Hai ragione: i libri invalidi non vendono e diventano segretissimi, così tanto che nessuno se li fila tranne Altieri. Editoria da macello.

  27. kinglear Says:

    Come la niupeppica: c’è voluto un coraggio fottuto per pubblicare quella schifezza, nella collana Stile Libero Einaudi, di cui chi è consulente editoriale? Vediamo se indovini. Sin tanto che avremmo simili personaggi a fare l’industria culturale rimarremo sempre nelle retrovie, presi per i fondelli da tutti. Semplicemente in Italia si vive di pressappochismo e non di meritocrazia: ecco perché siamo il peggio del peggio. Inutile fare sconti del 30%, del 25%, sui cataloghi: non ci sono cataloghi di libri validi su cui investire. Si dovrebbe cominciare a sfoltire i cataloghi, far fuori tanti sedicenti scrittori, e forse qualcuno tornerebbe a leggere. ‘Notte

  28. Lioa Says:

    Ah! Sai quanti libri sono allegati ai quotidiani? Una marea. Ma il bello dell’editoria da edicola è che perlopiù si tratta di classici. Perché mai investire in autori che non valgono una sega? e allegarli ai quotidiani per giunta? per fare che figura?
    Noi continuiamo coi wuminchia, con Moresco, con le scarpe e gli scarponi, e altre cazzatine così. Tutta robaccia buona per il macero e neanche.

    Stammi bene, Lucio. E dormici su. ^__*

  29. utente anonimo Says:

    (Così parlò Iannozzustra)

  30. kinglear Says:

    Molte cose da dire.
    Innanzitutto, Beppe, condivido la tua opinione sull’editoria italiana, sui rimedi da prendere, sulle collane da ” libri invalidi”, pero’ il discorso Berlusconiano al quale mai va’ dato un centesimo ( manco morto) per le sue pubblicazioni , mi sembra un poco forzato. Comprendo benissimo che la tua possa e voglia essere una provocazione, ma in questo caso non e’ facilmente attuabile.
    Con la presente ragnatela di societa’ che ne controllano altre ( un labirinto) si volesse negare al Silvio mago d’Italia ogni piccolo obolo, non la si finirebbe piu’.
    Berlusconi e gli scrittori truffaldini: stesso problema, stessa natura. Si potrebbe osare dire che non sono piu’ nemmeno loro il vero problema per l’italia e i lettori. Il vero problema sono gli italiani che si bevono politicamente un maghetto simile e si leggono pagliacciate di ogni risma.
    Ad ognuno il suo, cosi’ recita un vecchio dire popolare.

    Sergio Rufo

  31. kinglear Says:

    @ SERGIO

    Hai inteso bene, caro Sergio: non dare un soldo a Mondadori/Berlusconi è impossibile. Per quanto io mi adoprassi, in ogni caso dei danè glieli darei: ci sono troppissime società collegate, una ragnatela mostruosa, per cui anche se compro un chiodo, se mi ci fisso su e vado sino in fondo, finisce che scopro che quel chiodo è di una società collegata a delle società di Berlusconi. Un uomo che ha mezza Italia in mano non si puo’ boicottare in alcun modo. Forse solo in via teorica se tutti i 60 milioni di italiani si rivoltassero al monopolio berlusconiano. Impossibile.

    Ci vorrebbe una bella epurazione, far fuori a calci nel sedere tanti sédicenti scrittori e consulenti editoriali invalidi: forse così si tornerebbe a leggere. Oggi manca la qualità nell’editoria, la qualità scrittoria e non da ultimo quella fisica – perché non è possibile che un libro mi costi 15 €, ad esempio, e dopo due letture è da buttare. Osservava U. Eco che oggi i libri si stampano ma non sono fatti per durare, indipendentemente dai contenuti. Credo che l’editoria italiana abbia bisogno d’una bella epurazione ab imis.

    Gli italiani sono lobotomizzati: se si bevono le magie dei maghetti, allora sono lobotomizzati, non vedo che altro si potrebbe dire! Ma non credo che lo siano, non più di tanto. Ci sono invece dei gruppetti di persone che pensano veramente che Segretissimo sia la Letteratura e se lo accattano. Ma 1000 sono un bel niente. A ben pensarci, sono forse più le parole che io ho sprecato per Segretissimo che non le persone che si sono sbattute per trovare un Segretissimo in edicola.

  32. Lioa Says:

    Lucio, la verità fa male. Ed è bene che (ti) faccia male.

  33. Lioa Says:

    Hai dimenticato di precisare CHI dovrebbe epurare: immagino un comitato presieduto da te, la cui saggezza e il cui equilibrio sono noti all over the net. Va là, va’. Abbasso il qualunquismo.

  34. kinglear Says:

    P.S. Più che altro mi fa male l’attaccamento quasi morboso che mi dimostri:-/

  35. kinglear Says:

    Verrebbe da sé il processo di epurazione nei vicoli ciechi dell’editoria italiana: basterebbe che non si desse credito a club e mafiette varie. Caduti questi, sarebbero gli stessi vertici editoriali a non voler più certi personaggi al loro soldo.

  36. Lioa Says:

    Tu un giorno ti scagli contro la niupeppica. Il giorno dopo ti si fa notare che la niupeppica è in libreria anche grazie a Giulio Mozzi ed allora tu taci. Mi limito ad evidenziare le tue contraddizioni.

  37. kinglear Says:

    @ Klear. Smettila di giocare allo specchietto con tutto quello che dico a te. Ho dedicato alla New I.E. oltre venti post, mi pare.

    P.S. La decisione editoriale sulla pubblicabilità del saggio dei Wu Ming precede DI GRAN LUNGA l’ingresso di Mozzi in Stile Libero, saputone! Fai sempre il saccente con allusioni d’accatto o di bassa lega, manco avessi chissà che prestigio critico. Ora, per favore, torna di là da te.

  38. kinglear Says:

    Vedi, ti inalberi: dunque…
    La niupeppica è arrivat ain libreria, se non vado errato, giorno più giorno meno, nel febbraio 2009. Mozzi è consulente di Einaudi per la collana Stile Libero dal marzo 2008. A sentire te la decisione di pubblicare la niupeppica sarebbe stata presa “prima” del marzo 2008. Da quanto tempo è che si parla di niupeppica? Da quanto tempo è stato scritto quella robetta sulla niupeppica che è apparsa in rete e che poi è stata pubblicata con alcune varianti?
    La versione 2.0 della niupeppica è datata 18 settembre 2008.

    AMEN

    In rete, si è affermato come “logo” del dibattito sul NIE il profilo di Eracle che
    indossa la pelle del leone di Nemea. La belva, figlia di Tifone ed Echidna, era
    invulnerabile. La sua pelle non poteva essere perforata da alcuna arma. Da
    tempo terrorizzava e uccideva la popolazione dell’Argolide, sbranava pecore e
    mucche, riempiva l’aria coi suoi ruggiti. Affrontarlo fu la prima delle dodici
    fatiche di Eracle. Nella lotta l’eroe perse un dito, ma alla fine riuscì a
    strangolare la belva, e da quel momento ne indossò la pelle come armatura.
    …allegoria? Quale allegoria?
    Il mio stile è vecchio
    come la casa di Tiziano
    a Pieve di Cadore.

    Wu Ming 1, 14 settembre 2008

    DOPPIO AMEN

  39. Lioa Says:

    La versione 2.0 della niupeppica è datata 14 settembre 2008.

    Errore di battitura.

    TRIPLO AMEN

  40. utente anonimo Says:

    Sei troppo ignaro di organizzazione editoriale perché valga la pena discutere con te. Cmq ribadisco: NON GODI DELLA MIA STIMA, quindi diffondi il tuo verbo dai tuoi siti, non ho intenzione di continuare a replicare alle tue stronzate. Bye

  41. kinglear Says:

    Ahia Ahia! Lucio, ecco che fa capolino la parola magica che spunta dalla lampada del linguaggio aladinesco: qualunquismo.
    Una parolina inflazionata, stanca, esausta di essere detta ad ogni pie’ sospinto.
    In Italia, paese brancaleonesco che piu’ brancaleonesco non si puo’ nemmeno immaginare, la parolina ” qualunquismo” e’ diventata l’arma prediletta, preferita, dei ” senza arogomenti” .
    In italia, infatti, oramai non si puo’ piu’ dire l’ovvio e l’evidente che tu subito appena lo hai detto, vieni indicato, accusato, tacciato di essere un qualunquista.
    E’ un fenomeno paranormale che rasenta quasi il delirio: un po’ – per fare un esempio – come quando capita che il criminale non e’ piu’ colui che compie il reato ma il magistrato che lo persegue e lo denuncia. ( Berlusconi dixit)
    Eh si! capita proprio questo e quando tu – sempre per rimanere in questo ambito – ti dici , ma come? ma quello non dovrebbe finire in galera? non dovrebbe essere giustamente punito? ma che razza di paese e’ questo? – tu immancabilmente diventi un qualunquista.
    E’ dunque qualunquista chiunque ingenuamente dice quello che vede. Lo e’ talmente tanto che sorge spontaneo il dubbio: ma lo saro’ veramente? e la risposta che uno si da’ e’ in un certo senso desolante: ma no! non lo sono, il cuore della faccenda rimane che qui’ hanno capovolto l’andare delle cose. Il sole tramonta alla mattina e sorge alla sera: e’ qualunquismo negarlo.

    Cosi’ sui libri: qualunquista dire che l’editoria italiana e’ invasa, sommersa, travolta, infestata, da ombre mirabolanti che di scrittore non hanno niente. Non hanno niente nemmeno del piu’ pallido raccontastorie immaginabile: non hanno niente di niente, zero di zero, nada de nada.
    Dirlo pero’ e’ peccato.
    E allora che si fa? i piu’ fortunati, ma diciamolo francamente fino in fondo, continueranno a dire cio’ che vedono alla faccia di ogni possibile accusa di qualunquismo, anzi di piu’, fieri di esserlo.

    Sergio Rufo

  42. Lioa Says:

    Lucio, non è una questione di stima.
    E’ una questione di verità.
    La verità è questa e tu la neghi perché ti fa comodo negarla. Per amicizia nei confronti di Mozzi. O, se volessi essere malizioso, per chissà quali altri oscuri scopi. Ma io non sono malizioso: mi limito a fare delle osservazioni che chiunque puo’ fare.

    RINGRAZIAMO DUNQUE ANCHE GIULIO MOZZI CONSULENTE IN EINAUDI PER AVER DATO VOCE ALLA NIUPEPPICA.

    Non ti preoccupare, sui miei blog questa informazione c’è già da tempo.

  43. Lioa Says:

    @Rufo. Abbiamo già discusso altre volte delle due sole possibili alternative: 1) ognuno è libero di pubblicare quello che vuole; 2) meglio istituire un comitato di salute pubblica che decida che cosa può essere pubblicato e che cosa no.
    Resta il problema: chi dovrebbe comporlo? Tu? Iannozzi?
    Meglio l’inflazione dei titoli che la censura e la penuria. Tutto qua. L’importante è che il lettore o acquirente di libri resti LIBERO di comprare/scegliere di leggere ciò che più gli aggrada. Il resto è bla bla bla.

    P.S. Ma i reati restano reati e il collasso della giustizia italiana sta appunto nel fatto che nessuno pare in grado di far rispettare le leggi.

  44. kinglear Says:

    @kinglear. Ultima precisazione: quand’anche Giulio fosse entusiasta del saggio di Wuming, che fregherebbe a me? Non pretendo certo che tutti condividano le mie opinioni. ***Non ho – e non desidero avere – alcuna influenza sulle strategie editoriali dei consulenti Einaudi. Che ognuno faccia il suo mestiere. Il mio è stato quello di insegnante e ho cercato di essere all’altezza della situazione. Tanto mi basta.

  45. Lioa Says:

    Lucio, non me ne frega dei tuoi trascorsi di insegnante, non stiamo parlando di questo.

    Se parli di qualcosa, di qualsiasi cosa, ti interroghi. Io l’ho fatto, e tra le tante schifezze che sono venute fuori da sé, perché alla luce del sole, anche quella che la niupeppica è nella collana Stile Libero Einaudi, dove Giulio Mozzi è consulente proprio per questa collana. Tu puoi chiudere gli occhi e far finta di niente: ma la figura che ti fai non c’è bisogno neanche che te la dica io qual è. Tacere una fetta di verità vanifica tutto il resto, va da sé, spero tu te ne renda conto.

    Ora però mi sono stufato. Ho fame e vado a magnare.

    Ti lascio al tuo mestiere: che oggi qual è? quello di pensionato? di traduttore? di blogger?

    O di giudice parzialissimo?

    Alla prossima.

  46. Lioa Says:

    Proprio per contrastare la “logica del profitto” imperante presso TUTTE le case editrici, Giulio Mozzi – al di là dei ruoli per i quali è ufficialmente PAGATO – ha fondato Vibrisselibri, associazione di puro volontariato culturale, volta all’individuazione di opere meritevoli di essere poste in luce anche se con minima “speranza di vendita”. I Wuming, come ognuno sa TRANNE Iannozzi, appartengono alla scuderia Einaudi Stile Libero ***da anni*** e assicurano (buon per loro) il rientro delle spese e un margine, non so di quale entità, di profitto. Questa è la verità. Gli editori duri e puri non esistono più – forse non sono mai nemmeno esistiti – e quindi non mette conto parlarne.

  47. kinglear Says:

    Insomma dovrei dire: “Giulio Mozzi fa malissimo ad avere delle opinioni tutte sue. Dovrebbe adottare quelle del drittissimo Iannozzi”. OK, lo dico, purché questa ridicola discussione termini qua.

  48. Lioa Says:

    Non me ne frega un emerito piffero di vibrisselibri e se ha profitti o meno.

    Io parlo di Giulio Mozzi consulente editoriale in Einaudi dal marzo 2008, per la Collana Stile Libero, che avrà avuto il suo bel tornaconto a dire di sì ai wuminchia, per la logica della GRANDE FAMIGLIA, tutti insieme appassionatamente.

    La gente si sta ammazzando per avere la sua copia della niupeppica.

    Le critiche alla niupeppica, eccetto quelle degli amichetti, sono tutte negative e di più.

    Non mi sembra proprio che i wuminchia vendano chissà quanto, e DIO SIA LODATO LODATISSIMO.

    Non me ne frega niente: mi dici che sono in Einaudi da tempo. Che scoperta, Lucio: riceverai il Nobel per la Scienza per questa tua rivelazione.

    Il problema è e rimane che si pubblicano cagate pazzesche perchè c’è chi vuole che vengano pubblicate in una determinata collana. Mafiette culturali. T’è chiaro il concetto?

    Hai visto i titoli nella collana Stile Libero? Quelli degli ultimi 6 mesi? A parte John Fante, tutto il resto è da buttare.

    Statti bene.

  49. utente anonimo Says:

    Ok. Provo a riassumere il profondissimo Iannozzi-pensiero:

    1) L’editoria è in mano alle mafie.
    2) Le mafie la fanno gestire da incompetenti.
    3) Un autore che riesca a farsi pubblicare non è un autore, ma un raccomandato.
    4) I soli autori validi sono quelli che non riescono a farsi pubblicare.
    5) L’unica voce libera, ancorché clamans in deserto, è quella di Giuseppe Iannozzi, edito da Lulu.com. That’s it.

  50. kinglear Says:

    Bhe, Lucio, lo Iannozzi pensiero ( che non e’ solo il suo), a dire il vero, non e’ molto lontano dal vero, anzi, ci va tanto vicino da esserlo.
    La collana Stile Libero, nata un decennio fa, piu’ o meno, e’ andata via via a scemare in una accozzaglia generale. Se una volta attirava l’attenzione, ora la desta molto meno perche’ ripetitiva e faziosa nelle scelte.
    Prendi Lansdale, autore americano, buono nel suo genere, ma mediocre in generale: Stile Libero e’ riuscita a pubblicare, da un paio di anni a questa parte, una caterva di suoi titoli in una manciata di mesi. Ripetitiva alla nausea.
    E gli ultimi? tranne la grande Fred Vargas ( qui Beppe non sono d’accordo con te a dire che e’ niente) che hanno pubblicato? Ah, c’e’ un Nove con Puerto qualcosa.
    E se c’e’ un Nove, e’ uno schifo mio infinito.

    Sergio Rufo

  51. Lioa Says:

    Lucio, io sono indipendente da tutto e da tutti. Non sono un santo però. E che cazzo ti parli di qualcosa che non hai letto: sei buono solo tu a puntare tanto in basso. Parla piuttosto di Genna che prima ti fa finta di essere per l’editoria on demand e poi si sbatte da mf. E vedi di essere uomo una volta tanto e non un caporale di piombo. 2 campioni tutt’e 2, culo e camicia, senza borotalco.

    La collana Stile Libero, eccetto per pochissimi autori che non si contano nemmeno su una mano, è vergognosa, al pari di altre collane simili.

  52. kinglear Says:

    @ Rufo. Posso solo aggiungere che mai, dico mai, ribadisco MAI, ho comprato un libro sulla base della collana d’appartenenza. Chissenefrega delle collane e delle griffe editoriali? Se un autore mi interessa, lo compro anche se pubblicato da Sticazzi Editore. Punto e basta. A Iannozzi manco rispondo più, anche se non ha ancora deposto la speranza di potermi un giorno iannozzare come nei suoi sogni più bagnati*-°

  53. Lioa Says:

    Lucio, non ti preoccupare, se non mi rispondi ti comporti paro paro come Mozzi, che blatera contro la censura e che invece è il primo ad adoprarla. Bell’esempio di correttezza che è quell’uomo.

    Dicevo che tu non mi rispondi perché io ho maledettamente ragione: il problema, per te, è poi solo questo. Io capisco che sei amico di Mozzi e non c’è niente di male in questo; però non si può abiurare lo spirito critico per concedere a Mozzi una immunità. Mozzi ha portato la niupeppica in libreria e l’ha fatto coscientemente.E’ vano, per non dire ridicolo, che poi dia credito ad attività editoriali parallele fintamente francescane.

    Buon sabato

  54. kinglear Says:

    @Iannozzi. Quello che proprio NON RIESCI A CAPIRE è che io ho attaccato il saggio di Wu Ming, ma non mi permetterei mai di negare a chicchessia il diritto di pubblicare quello che vuole, se solo ci crede. O di negare il diritto di satira a qualsivoglia vignettista…

    In questo caso, comunque, Giulio Mozzi proprio non c’entra. Fidati. Oppure non fidarti e credi quello che ti pare. Ma se anche Giulio Mozzi c’entrasse qualcosa nella decisione di avallare la pubblicazione dell’opera in argomento, questo non inficerebbe minimamente la stima che ho per lui né modificherebbe in alcun modo il mio giudizio sul saggio. Chiaro? E soprattutto ricorda una cosa: IO NON SONO IANNOZZI. I TUOI NEMICI NON DEVONO NECESSARIAMENTE ESSERE ANCHE I MIEI NEMICI. Che ciascuno si faccia i cazzi propri.

  55. Lioa Says:

    Bene. Solo questo volevo sapere: colpiti e affondati, tu e Mozzi. Sei l’uomo del NI, un po’ sì e un po’ no, a seconda delle convenienza del momento.

    E adesso sì, ognuno i cazzi propri.

  56. kinglear Says:

    Un nuovo addio per sempre? Magari… Ma ormai non ci spero più.

  57. Lioa Says:

    No. Nessun addio.
    Non ci sperare.

    L’addio è limitato a questo post.

    Buon sabato

  58. utente anonimo Says:

    Un caso di stalking telematico, insomma. Cerca almeno di limitarti a un paio di commenti a post, anziché aprire le cateratte al solito flooding di banalità. Davvero non capisco come tu abbia potuto sviluppare una simile dipendenza da qualcuno che non ti apprezza minimamente…

  59. Anonimo Says:

    stessa collana su cui uscì DOOM, e con questo ho detto tutto.

  60. BOCL N. 40 (LA BUFALA DEL NEW ITALIAN EPIC 3.) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] GRANDE GENNA ROSSO […]

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