Archive for dicembre 2009

PRESIDENTE CHE PENSA A SÉ/SE NE IMPIPA DI TUTTI NOI…

31 dicembre 2009

(Andrea Vantini, il poeta che dell’elmo di Silvio s’è cinta la testa)

Leggo su  http://www.corriere.it di oggi:

"Il problema è tutto metrico. Perché bisogna trasformare la frase «presidente siamo con te/meno male che Silvio c’è» in «presidente siamo con te/meno male che noi ci siamo». La rima salta e allora modificare il ritornello, mantenendone intatta l’orecchiabilità, diventa un grattacapo. Lo sa bene Andrea Vantini. Lui è l’autore dell’inno azzurro dedicato a Silvio Berlusconi. E per fare cosa gradita al Cavaliere, da una decina di giorni a questa parte, lavora incessantemente a una nuova versione dell’inno."


Qualcuno può aiutare il menestrello del Cavaliere che, nella sua casa di Pescantina, "si dedica, anima e corpo, giorno e notte", alla nuova versione dell’inno azzurro?

Io propongo:

"Presidente che pensa a sé/ se ne impipa di tutti noi" *-°





(Immagine da http://www.tetrisblog.tv/images/6pt/vantini2.jpg )

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MI SONO FATTO UNO SCHERZO PER NATALE:- )

25 dicembre 2009
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http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=375851

DIAVOLO D’UN BERLUSCONI!

24 dicembre 2009

«… Nel nostro Paese c’è “un diavolo” al Governo che pensa di usare le istituzioni solo per farsi gli affari suoi. Che vuole addirittura cambiare la Costituzione perché nella Carta non è previsto che lui non può essere processato. Nella Costituzione c’è scritto, invece, che “tutti devono essere uguali di fronte alla legge” e che nessuno deve commettere reati… » 

(Da: http://www.youtube.com/watch?v=ZZVYUUb5p2g )

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(Foto in alto da http://www.kaosedizioni.com/media_cornadeldiavolo.jpg )

 

POSSO FARE LA LINGUACCIA ALLA CASSAZIONE?

22 dicembre 2009

 Cassazione: linguaccia e' reato

La notizia più demenziale degli ultimi tempi? Questa:
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(ANSA) – ROMA, 18 DIC – Fare la linguaccia, per dileggiare qualcuno, è un reato. Lo sottolinea la Cassazione che ha confermato la condanna ad un agricoltore. L’uomo era entrato nel campo del vicino, col quale aveva frequenti litigi, e gli aveva fatto la linguaccia. L’altro lo aveva fotografato e con l’immagine in mano era andato a denunciarlo davanti al giudice di pace che lo aveva condannato ad un risarcimento danni. Senza successo il contadino ha sostenuto in Cassazione che il suo gesto era solo una ‘smorfia’.
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A CHRISTMAS’ CAROL

20 dicembre 2009

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"… Lo perdonerà? Giovanni Paolo II andò a trovare Alì Agca nella sua cella e poi disse: «Ho parlato con lui come si parla con un fratello, al quale ho perdonato». Adesso, non è escluso che la liturgia del perdono berlusconiano non preveda anche una capatina del Cavaliere nella cella di San Vittore, per farsi dare direttamente dal Tartaglia la risposta alla domanda che in questi giorni il premier continuamente rivolge a se stesso e al mondo: «Ma come si fa a odiare uno come me, che fa solo del bene e non conosce il male?». Il suo super-fan don Verzè, e altri collaboratori del Cavaliere, non escludono che prima o poi – e sarebbe davvero berlusconiano se accadesse la notte della Vigilia davanti al presepe – la vittima possa andare a porgere la sua assoluzione al carnefice."

Da "Berlusconi pensa al colpo di Natale: visita a Tartaglia con perdono"

http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=24857&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

L’AMORE VINCE!!!

Vd:  http://www.youtube.com/watch?v=Jz4u-l74sOQ

(Immagine da http://samuelatgilgal.wordpress.com/2008/12/16/redemption-a-christmas-carol/ )

DISCORSO DAL CESSO

19 dicembre 2009

Discorso dal Cesso9:27

«Cari amici, vi parlo dal cesso. Lo faccio per simboleggiare quel cesso di paese che potrebbe diventare l’Italia se le norme che… »

IL RESTO QUI:

http://www.byoblu.com/post/2009/12/16/Il-Discorso-del-cesso.aspx

QUA SOTTO, UNA COVER DEL VECCHIO SUC- CESSO DEI CAMALEONTI

"È L’ORA DELL’AMORE"

FACEBOOK PIÙ PERICOLOSO DEI GRUPPI EXTRAPARLAMENTARI DEGLI ANNI SETTANTA

18 dicembre 2009
(Il presidente del Senato Renato Schifani)
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«In ogni parte della città, si videro le porte delle case e le muraglie, per lunghissimi tratti, intrise di non so che sudiceria, giallognola, biancastra, sparsavi come con delle spugne. O sia stato un gusto sciocco di far nascere uno spavento piú rumoroso e piú generale, o sia stato un piú reo disegno d’accrescer la pubblica confusione, o non saprei che altro; la cosa è attestata di maniera, che ci parrebbe men ragionevole l’attribuirla a un sogno di molti, che al fatto d’alcuni: fatto, del resto, che non sarebbe stato, né il primo né l’ultimo di tal genere. Il Ripamonti, che spesso, su questo particolare dell’unzioni, deride, e piu spesso deplora la credulità popolare, qui afferma d’aver veduto quell’impiastramento, e lo descrive. Nella lettera sopraccitata, i signori della Sanità raccontan la cosa ne’ medesimi termini; parlan di visite, d’esperimenti fatti con quella materia sopra de’ cani, e senza cattivo effetto; aggiungono, esser loro opinione, che cotale temerità sia piú tosto proceduta da insolenza, che da fine scelerato: pensiero che indica in loro, fino a quel tempo, pacatezza d’animo bastante per non vedere ciò che non ci fosse stato. L’altre memorie contemporanee, raccontando la cosa, accennano anche, essere stata, sulle prime, opinion di molti, che fosse fatta per burla, per bizzarria; nessuna parla di nessuno che la negasse; e n’avrebbero parlato certamente, se ce ne fosse stati; se non altro, per chiamarli stravaganti. Ho creduto che non fosse fuor di proposito il riferire e il mettere insieme questi particolari, in parte poco noti, in parte affatto ignorati, d’un celebre delirio; perche, negli errori e massime negli errori di molti, ciò che è piú interessante e piú utile a osservarsi, mi pare che sia appunto la strada che hanno fatta, l’apparenze, i modi con cui hanno potuto entrar nelle menti, e dominarle. La città già agitata ne fu sottosopra: i padroni delle case, con paglia accesa, abbruciacchiavano gli spazi unti; i passeggieri si fermavano, guardavano, inorridivano, fremevano. I forestieri, sospetti per questo solo, e che allora si conoscevan facilmente al vestiario, venivano arrestati nelle strade dal popolo, e condotti alla giustizia. Si fecero interrogatòri, esami d’arrestati, d’arrestatori, di testimoni; non si trovò reo nessuno: le menti erano ancor capaci di dubitare, d’esaminare, d’intendere. Il tribunale della sanità pubblicò una grida, con la quale prometteva premio e impunità a chi mettesse in chiaro l’autore o gli autori del fatto. Ad ogni modo non parendoci conueniente, dicono que’ signori nella citata lettera, che porta la data del 21 di maggio, ma che fu evidentemente scritta il 19, giorno segnato nella grida stampata, che questo delitto in qualsiuoglia modo resti impunito, massime in tempo tanto pericoloso e sospettoso, per consolatione e quiete di questo Popolo, e per cauare indicio del fatto, habbiamo oggi publicata grida, etc. Nella grida stessa però, nessun cenno, almen chiaro, di quella ragionevole e acquietante congettura, che partecipavano al governatore: silenzio che accusa a un tempo una preoccupazione furiosa nel popolo, e in loro una condiscendenza, tanto piu biasimevole, quanto piú poteva esser perniciosa. Mentre il tribunale cercava, molti nel pubblico, come accade, avevan già trovato. Coloro che credevano esser quella un’unzione velenosa, chi voleva che la fosse una vendetta di don Gonzalo Fernandez de Cordova, per gl’insulti ricevuti nella sua partenza, chi un ritrovato del cardinal di Richelieu, per spopolar Milano, e impadronirsene senza fatica; altri, e non si sa per quali ragioni, ne volevano autore il conte di Collalto, Wallenstein, questo, quell’altro gentiluomo milanese. Non mancavan, come abbiam detto, di quelli che non vedevano in quel fatto altro che uno sciocco scherzo, e l’attribuivano a scolari, a signori, a ufiziali che s’annoiassero all’assedio di Casale. Il non veder poi, come si sarà temuto, che ne seguisse addirittura un infettamento, un eccidio universale, fu probabilmente cagione che quel primo spavento s’andasse per allora acquietando, e la cosa fosse o paresse messa in oblìo.» (Manzoni, I Promessi Sposi, cap. xxxi)

BAVAGLIO NORMATIVO ALLA RETE

17 dicembre 2009

 

Mi scrive Enzo Di Frenna di DIRITTO ALLA RETE

Piace la mia  idea (1) di usare il corpo fermo e in silenzio, come risposta al golpe digitale pensato dal Governo piduista per imbavagliare la Internet italiana. Ieri ne parlava Repubblica on line qui.

Con Alessandro Gilioli, Pippo Civati, l’avvocato Guido Scorza e Luisa Capelli (Meltemi editore) ci stiamo coordinando per una manifestazione il 23 dicembre a Roma, con un alto impatto mediatico. Saremo tutti sdraiati a terra. Immobili e in silenzio, come ci vorebbe il Governo Berlusconi.

A breve vi diremo dove e a che ora.

AGGIORNAMENTO

Salve a tutti,

abbiamo avuto i permesi per piazza del Popolo, lato Pincio, dalle ore 17 alle 19, mercoledì 23 dicembre 2009.

Luisa Capelli ha evidenziato in Questura che:

1 – si tratta di una manifestazione silenziosa (saremo tutti sdraiati a terra per un minuto) ed è stato marcato la staticità della protesta.

2 – il simbolo che useremo è il bavaglio (ce ne saranno tanti che distribuiremo, ma se potete prepararne un pò anche voi con vecchi lenzuoli bianchi è meglio!!!)

3 – In Questura abbiamo riferito l’assenza di musica e oratori.

Ci saranno anche i ragazzi del No B Day (il popolo viola).

A breve mi arriverà l’ok per far partire il TAM TAM in Rete il più possibile, ovunque possibile, con ogni mezzo possibile.

Chi volesse organizzare dei sit in, sdraiati a terra nella propria città, in silenzio, con un cartello "Libera Rete in libero Stato", lo può fare, e soprattutto usate la telecamera per postare su You Tube. (esempio: "Libera Rete in libero Stato: 23 dicembre 2009 – Parma)

Stanno arrivando tantissime adesioni e avremo il sostegno di
alcuni media che annunceranno il sit in contro i provvedimenti
annuciati dal Governo per imbavagliare la Rete.

Vi segnalo intanto il bellissimo video di Claudio Messora "Discorso dal Cesso" (Byoblu.com) che ha aderito subito all’iniziativa e ci aiuterà a amplificare il tam tam.

AGGIORNAMENTO

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/libera-rete-in-libero-stato/2117507&ref=hpsp

Ci siamo. E’ partito on line il TAM TAM per l’evento che stiamo
organizzando mercoledì 23 dicembre a Roma, in piazza del Popolo, dalle
ore 17 alle 19. Io, Alessandro Gilioli, Guido Scorza (Diritto alla Rete Network), Luisa Capelli (Meltemi Editore), Gianfranco Mascia e il suo gruppo del No B Day, Pippo Civati, Claudio Messora e molti altri: tutti connessi per promuovere l’evento in Rete.

Ci sdraieremo in silenzio, per 1 minuto. Poi disegneremo col gessetto la sagoma dei nostri corpi e scriveremo dentro il nome del nostro blog. Porteremo tanti bavagli bianchi. Lo slogan sarà "Libera Rete in libero Stato". L’iniziativa è promossa Diritto alla Rete e dall’Istituto per le Politiche dell’Innovazione. Fate girare ovunque sia possibile!!

La forza del messaggio sta nel silenzio. Nessuno può interpretare, manipolare, provocare. Tanti corpi fermi a terra: il popolo della Rete in piazza del Popolo.

(1) LA MIA IDEA: tutti fermi, immobili, come il ragazzo di Tienamenn dell’89, davanti a un luogo simbolico (sull’Aventino a Roma?), come risposta al tentativo del Governo di immobilizzarci con il bavaglio normativo alla Rete. In 100-200 sull’Aventino. In questo modo, evitiamo provocazioni e possibili strumentalizzazioni.

Visita Diritto alla Rete al: http://dirittoallarete.ning.com/?xg_source=msg_mes_network

 

DA DOVE VIENE TANTO ODIO? DALLA RETE, OF COURSE

16 dicembre 2009

http://negroski.files.wordpress.com/2008/06/silvio-berlusconi-santo.jpg

http://www.ilprimoamore.com/testo_1660.html

http://www.ilprimoamore.com/testo_1661.html

http://www.ilprimoamore.com/testo_1662.html

"Il suo volto verde e inespressivo, insanguinato nella metà inferiore, non è quello del tiranno, ma di un personaggio da Muppet Show. Tartaglia che gli dà la statuetta sul naso e lui che chiede al prete perché lo odiano sono come le due natiche dello stesso culo: la scorreggia che ne esce è una sola."

(Nazione Indiana, commentarium al post "Il corpo ferito del capo":

http://www.nazioneindiana.com/2009/12/14/il-corpo-ferito-del-capo/ )

http://filcusum.files.wordpress.com/2008/07/di_pietro.jpg

                                         https://lucioangelini.files.wordpress.com/2009/12/cicchitto_p2.jpg?w=178

(Immagine in alto da http://negroski.files.wordpress.com/2008/06/silvio-berlusconi-santo.jpg )

(Immagine al centro da: http://filcusum.files.wordpress.com/2008/07/di_pietro.jpg )

(Immagine in basso da https://lucioangelini.files.wordpress.com/2009/12/cicchitto_p2.jpg?w=178 )

ASTE ON LINE PRO BERLUSCONI

15 dicembre 2009

https://i2.wp.com/www.amicib.org/wp-content/uploads/sindone.jpg

Premetto che disapprovo in toto il lancio di un souvenir gugliato sui denti di un avversario politico (così come disapprovo in toto l’uso del potere politico a fini personali), ma diverse mail mi hanno avvertito della creazione di gruppi di sostegno a Berlusconi con la semplice tecnica del cambio di nome a gruppi pre-esistenti.

"Mi viene segnalato un gruppo di facebook denominato "Sosteniamo SILVIO BERLUSCONI contro i FAN di Massimo Tartaglia", che vanta attualmente ben 384.000 iscritti. Colto da iniziale stupore per il numero elevato di utenti, mi dico "Cavolo! allora esistono anche i sostenitori di Silvio in rete! A fronte dei "soli" (ma purtroppo tanti) 50.000 fan di Tartaglia, 384.000 è proprio un bel numero!". Ma il mio stupore diventa incredulità quando scopro che ANCHE IO SONO ISCRITTO A QUESTO GRUPPO!… cerco di ricordare se per caso mi sono iscritto involontariamente… ma leggendo bene fra i vari post (prima che vengano cancellati dagli amministratori) scopro che il gruppo si chiamava in precedenza "MADE IN ITALY".

MONICA VIOLA. Grazie alla segnalazione di Fabiomassimo Lozzi, Andreina Lombardi Bom e Simonetta Melani che mi hanno fatto scoprire che ero inconsapevolmente iscritta a un gruppo contro il maltrattamento di B, che un tempo era quello contro il maltrattamento degli animali. Questa cosa è gravissima, da denuncia: è un gruppo che conta quasi 2 milioni di persone! Denunciamo tutti e controlliamo a cosa siamo iscritti… grazie!

"Robert Knezovich. SEGNALIAMO a tutti questo GRUPPO FALSO:

http://www.facebook.com/group.php?v=feed&story_fbid=203039071242&gid=26844886242#/group.php?v=wall&gid=26844886242

Hanno cambiato titolo al gruppo trasformandolo da aste on line a sostenitori di berlusconi.

Da www.corriere.it

IL CASO – []…] ma sul popolare social network sono nati anche parecchi gruppi di sostegno al Cavaliere: da "In carcere Tartaglia" a "Ergastolo per Tartaglia" fino a "Solidarietà per la vile aggressione". Il più numeroso è «Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia»: in poche ore avrebbe raccolto oltre 380 mila iscritti. Ma in questo caso si tratta di un falso: un gruppo già esistente, cioè, e al quale è stato cambiato nome (ci sono foto e riferimenti relativi a date precedenti). «Questo gruppo è un imbroglio – afferma una delle "iscritte" in bacheca. – Ieri si occupava di tutt’altro, ha cambiato nome per imbrogliare sul numero degli iscritti, guardate i vecchi post». Un altro denuncia: «Il gruppo era: "Aboliamo il Superenalotto e diamo i soldi ai terremotati dell’abruzzo". Vergogna». Altri navigatori sostengono invece che si trattasse di un gruppo di aste online e dedicato al made in Italy. «Alcuni amministratori hanno cambiato nome al gruppo senza informare gli iscritti – denuncia il senatore dell’Italia dei Valori al Senato, Stefano Pedica. – Capita così che chi abbia aderito a una causa si ritrovi, improvvisamente, membro a sostegno o contro Tartaglia». In effetti, sono migliaia i navigatori che si sono trovati iscritti al gruppo senza saperlo.