Archive for gennaio 2010

NIENTE FIORI PER IL GIOVANE HOLDEN

29 gennaio 2010

“I hope to hell that when I do die somebody has the sense to just dump me in the river or something. Anything except sticking me in a goddam cemetary. People coming and putting a bunch of flowers on your stomach on Sunday, and all that crap. Who wants flowers when you’re dead? Nobody.”

"Spero con tutta l’anima che quando morirò qualcuno avrà tanto buonsenso da scaraventarmi nel fiume o qualcosa del genere. Qualunque cosa, piuttosto che ficcarmi in un dannato cimitero. La gente che la domenica viene a mettervi un mazzo di fiori sulla pancia e tutte quelle cretinate. Chi li vuole i fiori, quando sei morto? Nessuno." (Il Giovane Holden, cap. XX)

Addolorato per la morte di Jerome David SALINGER, cui devo quantomeno una fuga dal collegio (per la suggestione derivatami dal suo Acchiappatore nella Segale) ripropongo i due post che gli dedicai nel 2008:

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/19522045/QUI+BENE+LATUIT+BENE+VIXIT

e

http://www.lucioangelini.splinder.com/post/15905692/IL+GIOVANE+HOLDEN+SI+LAUREA+E+

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OMAGGIO A MARIO CREVATO-SELVAGGI

27 gennaio 2010

dorafumet

Mario Crevato-Selvaggi fu il mio primo illustratore. Era più giovane di me e gli era piaciuta la versione hard del mio romanzo “Dora Squarcialenzuola” (ne esiste una versione soft, un’altra addirittura per ragazzi e un’ultima in forma di racconto di poche pagine, l’unica pubblicata). Mario era un talento promettentissimo e voleva trasporre “Dora Squarcialenzuola” a fumetti. Preparò alcune tavole-prova che mi lasciò, poi scomparve e in qualche modo ci perdemmo di vista. Ieri pomeriggio, rovistando nel sottotetto, ho ritrovato in una cartella le tavole del suo giovanile progetto, e mi sono parse di nuovo fantastiche. Ciao Mario.   .

.Ed ecco l’incipit di “Dora Squarcialenzuola”:

«Vedi, carino, tutto è dannatamente prevedibile e triste. La tua visita non è diversa da altre. Ti illudi che in me sia facile o gradevole naufragare. Leggende, è vero, salgono e scendono da ogni parte intorno alla mia persona, ma – te ne sarai accorto -, non sono più molto in forma. Sono, al contrario, vecchia e malandata. E voi, dannati proseliti, non volete prenderne atto. Allora andiamo avanti. La sceneggiata è la solita. Tu smetterai di tremacchiare, io ti mostrerò la lingua. Vedi, dirò, questa è la mia famosa lingua: ispida, piacevolmente abrasiva e caldissima… »

[Se qualche editore serio volesse esaminare il testo… 🙂 ]

I DIECI GIORNI DI TOMMASO CACCIARI. DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA

25 gennaio 2010

Vins.
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Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha un nipotino irrequieto (Tommaso Cacciari, figlio di suo fratello Paolo)

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che, invitato a contribuire al volumetto “SE IO FOSSI SINDACO”, edito da Venice is not sinking,

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http://www.veniceisnotsinking.it/

ha firmato il seguente programma di lavoro per i suoi eventuali primi dieci giorni:- )

Il primo giorno del mio insediamento manderei la forza civica (credo siano i vigili urbani) a prelevare ed espellere dalla città il CdA del Consorzio Venezia Nuova, mettendo fine alla devastazione sconsiderata delle bocche di porto. Confiscando i beni (pubblici) del potente monopolio (privato) di costruttori e cementificatori, inizierei le opere necessarie a combattere le acque alte tutte (non solo quelle eccezionali!) con interventi veloci, efficaci ed economici che dopo anni di dibattiti solo i ciechi si ostinano a non vedere.

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Il secondo giorno negherei alle mostruose meganavi porta turisti o porta petrolio l’accesso alla nostra fragile città: non solo perché sono orribili, oscurano il sole, intorbidiscono le acque, ma perché dobbiamo alzare i fondali dei canali portuali, vere autostrade per l’onda di marea ed impedire che la Laguna diventi un braccio di mare. Dobbiamo anche salvare i nostri polmoni: una nave emette le stesse emissioni di 14.000 automobili.

Il terzo giorno accetterei l’offerta di militari governativi per un’operazione di peacekeeping nelle nostre acque: lagunari a sbancare barene finte, isole di fanghi e argini di cemento per garantire la libera circolazione delle acque, la “respirazione” della Laguna: e caschi blu a fermare le onde, con buona pace delle nostre mafiette di lance, lancini e lancioni.

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Il quarto sarebbe il giorno delle verifiche: se Gianni (settant’anni suonati) partendo dalla Bucintoro arriva sano e salvo con la sua mascareta alla Giudecca, festa: musica, regate, fuochi d’artificio e tuffi dalle rive. Una giornata di gioia per ricordare il ritrovato rapporto della città con le sue acque, fondamento del suo “miracolo” e del suo splendore.

Il quinto, sesto e settimo giorno mi dedicherei, per bloccare e invertire l’esodo, alla ricerca e all’immissione di nuova cittadinanza. In due mosse. Casa: tutti devono averne una dignitosa ad un costo dignitoso, anche i precari, i migranti o gli studenti (oggi ignorati dalle graduatorie) che devono aver la possibilità di scegliere se diventare cittadini veneziani anche dopo gli studi o il periodo di lavoro. Reddito (garantito): se Venezia è la città più cara d’Italia, d’Europa, del mondo… come facciamo a viverci? I soldi li prenderei agli albergatori, ai tour operators e a tutti coloro che in questi decenni hanno usato l’immagine della nostra città prendendo a costo zero bellezze artistiche e ambientali e rivendendole ai prezzi più alti del mondo. È ora che restituiscano qualcosa.

L’ottavo giorno ripristinerei tutti i vecchi traghetti de palada, così che i cittadini possano muoversi più agilmente per la città e possano recuperare il contatto con questa magica imbarcazione. Certo dovrebbe costare meno (con tutto quello che si risparmia col fisco…) e bisognerebbe prima imporre un corso accelerato ai nostri amati gondolieri, non di voga, ma di educazione, quel tanto che basta per non essere accolto a bestemmie dopo un quarto d’ora che aspetti il traghetto a San Stae.

Il nono giorno decreterei la chiusura di ogni impianto nocivo del petrolchimico e la riconversione di tutto il polo industriale in produzioni compatibili e sostenibili, per la creazione di posti di lavoro contro la crisi e per evitare di saltare tutti in aria se i signori della Dow Chemical, come hanno fatto a Bhopal, dovessero trovare poco convenienti le manutenzioni ai vetusti impianti.

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Il decimo giorno, se fossi ancora vivo, dichiarerei l’indipendenza.

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                                 (Tommaso Cacciari, studente-lavoratore)

GrandiNav2.

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POVERA ITALIA, SEMPRE PIÙ PARADISO PER CHI DELINQUE

22 gennaio 2010
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È passata anche al Senato la LEGGE DEL MENGA (chi ce l’ha nel cul se lo tenga).
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Povera Italia, sempre più paradiso per chi delinque… e sempre più inferno per chi subisce un torto.

DIALOGHETTO AL VELENO CON MARCO CANDIDA

21 gennaio 2010

 

Nell’articolo “Senso e significatività
 
http://lamaniaperlalfabeto.splinder.com/post/22060881/Senso+e+significativita%27
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Marco Candida blatera di una  “bolla dorata d’autorialità” che lo accompagnerebbe ovunque vada privandolo del piacere di un rapporto alla pari con l’interlocutore,  e aggiunge che, per uscire da detta bolla e mettere a proprio agio l’interlocutore, ultimamente si premura di tacere della propria opera omnia per circoscriversi ad autore di un librettino horror per ragazzi da poco uscito per una casa piccola piccola. “Altrimenti”, spiega, “per parlare dei miei altri libri dovrei cominciare un discorso molto più ampio che mi porterebbe inevitabilmente a dominare troppo  la conversazione – e questo non lo voglio fare. Cerco anche di pormi in una posizione di inferiorità…  Sono convinto infatti che soltanto essendo totalmente alla pari con chi dialoga con me e forse un pochino al di sotto potrò sperare a un certo punto, se se ne presenta la necessità, di ergermi per un istante al di sopra di lui e imprimergli con tutta la forza del mondo un messaggio che possa essergli d’aiuto.”
 
Gli ho risposto:
 
Andare in giro a rivelare di essere scrittori (gli ennesimi) oggi come oggi, non fa affatto sembrare automaticamente superiori, semmai solo un po’ patetici (salvo i casi di conclamato e raggiunto prestigio, e mi spiace dirti che non rientri ancora tra questi): nella testa dell’interlocutore non può che formarsi la muta interiezione “Poareto!”*-°
 
Lui:
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Ti sbagli di grosso, Angelini, se hai pubblicato opere di finzione le cose cambiano.
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Io:
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Forse in peggio, certo. Sottolineo un’altra minchiata: “Così non solo gli dico che ho scritto un romanzo dell’orrore ma aggiungo anche che è un ***romanzo per ragazzi***”. E se ti scambiano per Joanne Kathleen Rowling?
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Lui:
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Siccome non puoi attaccare Joanne Kathleen Rowling (che per inciso non so nemmeno chi sia) allora te la prendi con me. Ad ogni modo che tu mi adori, che mi detesti o che mi ignori sapere che ho pubblicato delle opere di finzione cambia le cose.
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Io:
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Nella *maggior parte dei casi* – oggi come oggi (60.000 nuovi titoli all’anno!) – pubblicare o non pubblicare è la stessa cosa. Chiudiamola qua.
P.S. La Rowling è l’autrice di Harry Potter, a cui somigli un po’ fisicamente, ma non moralmente:- )
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Lui:
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Uno scrittore in Italia che pubblica un libro e vuole fare lo scrittore siccome non può fare il professore di scrittura creativa [?] cercherà di trovare spazio dove la scrittura c’è (per mettere a servizio le sue qualità: non per chissà quali scopi malvagi) e quindi si rivolgerà agli editori, magari al giornalismo. Se nella migliore delle ipotesi ce la fa, il sistema creerà una specie di mostro e in qualche modo lo danneggerà come autore. Perché se vogliamo essere onesti un autore che rivesta anche un ruolo importante riceverà degli elogi più facilmente degli altri autori – ossia la sua autorialità verrà alterata ulteriormente. Allora facciamo qualcosa…
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Io:
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Sì, facciamo qualcosa. Diamoci una ridimensionata.
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Lui:
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Va bene, Angelini. Dopo questo show passi tu a raccogliere le monete con il cappello? Grazie, perché io adesso ho altro da fare.
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Io
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Ok. Ma prima lascia che ti faccia una TERRIBILE (tua definizione) domanda: di che cosa parlano i tuoi libri? Ti autorizzo ad allargarti in un discorso molto ampio che ti porterà INEVITABILMENTE (l’hai detto tu) a DOMINARE TROPPO la conversazione. Sono pronto ad avere soggezione di te*-°
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Lui:
 
Il fatto è che se io metto in soggezione una persona io quella persona la annullo.
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Io:
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Immagino un incontro su un treno tra MC e JKR.
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“Lo sa che io sono uno scrittore italiano?”
“Davvero? E di che cosa parlano i suoi libri?”
“Ah, sciocchezzuole. Robetta horror per ragazzi. Ma non voglio seccarla con la mia Autorialità. Lei, invece, di che si occupa?”
“Io sono Joanne Kathleen Rowling.”
“Mi perdoni, il suo nome non mi dice nulla.”
“Non c’è problema. Come si trova qui in America?”
Eccetera.

Lui:
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Lucio, è un peccato così grande non conoscere il nome di un’autrice? Cavoli, provi orrore e indignazione praticamente per qualsiasi cosa che dico e scrivo! Per te probabilmente dovrei andarmi a nascondere sotto terra e non uscire più! Vuoi sentirmi dire che non sono uno scrittore? Vuoi che mi metta in ginocchio sui ceci? Dimmi, cosa devo fare, perché tu la smetta di attaccarmi (o nella migliore delle occasioni di sfottermi come se fossimo all’oratorio)?
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Io:
 
Hai delle reazioni sempre esagerate o fuori dalle righe. Riassumendo: non preoccuparti di “umiliarti” o auto-degradarti al miserabile rango di “scrittore per ragazzi” (spero tu conosca almeno Hans Christian Andersen) per avere un rapporto sincero con chicchessia. Non sei ancora nessuno e nessuno si imbarazzerà all’idea di conversare con te. Aspetta almeno di aver raggiunto il credito, chessò io?, di un Michele Mari… prima di immaginare di incutere un senso di reverente timore in chicchessia.
P.S. Non ti sto ATTACCANDO. Sto semplicemente cercando di “imprimerti con tutta la forza del mondo un messaggio che possa esserti d’aiuto”, grazie all’uso di “parole nude e le meno corrotte possibili” (come dire che per avere uno scambio sincero mi sono spogliato di proposito della mia imbarazzante autorialità):- )
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GIULIO MOZZI
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Basta così. [E ha chiuso i commenti al post:

IL BLOG PIÙ SEGUITO DEL MONDO FA RITIRARE AVATAR DAI CINEMA CINESI

20 gennaio 2010

From http://msn.ent.ynet.com/

(Han Han)

Se volete dare un’occhiata al blog più seguito del mondo, quello del giovane Han Han, è qui:

http://blog.sina.com.cn/twocold

Ecco che cosa scrive oggi:-)

近日,全国开始打击手机低俗涉黄短信。在上上一篇文章中(从次序上来讲的确是上上篇,但是从视觉上来讲却是上一篇),我说到我将发各种黄段子给各个朋友,看看这个尺度到底在哪里,因为难得我们国家有这么仁慈的惩罚手段,在违背了政府的意愿以后只需要停机,而不是像贵州村民一样直接停尸。既然只需要停机,为什么不试试呢。

 

但是我很后悔,因为这个行为破坏了我和很多朋友之间的感情,不少朋友在这两天直接质问我,为什么我没有收到黄段子,难道你不把我当朋友么?其实不是这样的,有可能你本人很黄,但我的黄段子不够黄,被你当成了一个普通笑话,有可能你本人不黄,但我的黄段子足够黄,被中国移动直接屏蔽,并不是每一个朋友我都发,因为很多朋友平时


La stampa occidentale odierna riporta invece la notizia dell’improvviso ritiro di "Avatar" dai cinema cinesi e della conseguente feroce incazzatura dei sino-cinefili più libertofili. 

Leggo, per esempio, su Repubblica.it:

«Secondo alcuni giornali, i funzionari della propaganda avrebbero visto nel film riferimenti alle repressioni di Pechino contro le minoranze di tibetani e uighuri dello Xinjiang. Secondo altri, milioni di cinesi avrebbero inteso l’invasione di Pandora, rappresentata nel film, come una metafora degli sfratti forzati da case e terreni da parte di autorità e speculatori cinesi. Questa lettura, in particolare, era stata proposta nei giorni scorsi online da Han Han, romanziere e pilota popolarissimo in Cina, autore del blog più seguito del mondo. »

UN INCENDIO DI PORPORA E ORO

18 gennaio 2010

https://i1.wp.com/russiatrek.net/images/altai.gif

 

Leggo in rete:

"Secondo me, oggi, la cosa più facile è scrivere un romanzo storico. Ecco il pentalogo:

1) Scegli un momento/contesto storico.
2) Copia-incolla de qua.
3) Copia-incolla de là.
4) Trascegli circa duecento cartelle dalle cinquantamila raccolte nei primi due giorni.
5) Infilaci qualche personaggio, esordisci con qualche frase ad effetto del tipo "Oltre le f
inestre aperte, il cielo è un incendio di porpora e oro", agita il tutto e spedisci all’editore:-) "

NEW AMERICAN EPIC: LO SCORREGGIONE “AVATAR” DI JAMES CAMERON ANNICHILISCE E DISINTEGRA LA SCORREGGINA DEL NEW ITALIAN EPIC

16 gennaio 2010

 avatar2                                                                               

NEW AMERICAN EPIC: LO SCORREGGIONE “AVATAR” DI JAMES CAMERON ANNICHILISCE E DISINTEGRA LA SCORREGGINA DEL NEW ITALIAN EPIC°-*
 
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Visto il film ieri pomeriggio: stormi di ippogrifi, rupi ariostesche, ossessivo digrignar di denti, imponenti verzure pluviali, l’eroe del film in peace-keeping mission sul pianeta Pandora, mentre il Ferdinando Cortez della situazione, attratto dall’oro della situazione (il pregiato minerale Unobtainium) non si perita di sterminare gli umanoidi Na’Vi; ma l’amore – Berlusconi docet – alla fine vince sull’odio: il cattivissimo comandante dell’avamposto umano su Pandora, nemico dell’integrazione con gli alieni, fa la fine di San Sebastiano…
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Il tutto condito da straordinari effetti speciali di nuova generazione in 3D.

COME PRESENTARSI A UN EDITORE

15 gennaio 2010

Lo spunto di questo post mi è offerto dall’annuncio di un seminario che Giulio Mozzi terrà a Padova su
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                             “Come presentarsi a un editore”.
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(Sabato 6 marzo 2010, dalle 15 alle 19, e domenica 7 marzo 2010, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17)
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La via più pratica e più trendy, in my humble opinion, sarebbe quella di affidare la mediazione a un agente letterario, non fosse che…
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Prendiamo Andrew Wylie, per esempio, che la mia nemica per la pelle Loredana Lipperini (il suo suggeritore Wu Ming 1 deve averle parlato male del colore della mia pelle, n.d.r.) ha di recente definito "il più potente, rispettato e temuto agente letterario del mondo” (Lipperatura, mercoledì 13 gennaio 2010).
Ebbene, come ha commentato tale Sick Seeker:
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«Siamo sempre là. Uno va su http://www.wylieagency.com/
clicca su “submissions” e viene fuori la solita solfa:
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“The Wylie Agency does not currently accept unsolicited submissions."
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Meno male, dunque, che sarà un editor di Einaudi-Stile Libero della stazza di Giulio Mozzi a suggerirci il modo giusto di presentarci agli editori…
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Lo stesso Giulio Mozzi ha ribadito l’annuncio anche su Facebook, dove gli ho risposto:
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«Puoi anticiparci uno dei segreti su come ci si debba presentare a un editore? Stavo pensando a una tenuta tipo Mago Otelma, con tiara vescovile in testa e vestaglia di seta lucente…»
 
E lui:
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«Lucio, punterei su qualcosa di più sobrio. Hai presente la sfilata di moda ecclesiastica in "Roma di Fellini"?» [Lui, da giovane, indossava maglioni lunghi fino alle ginocchia, N.d.r.]
 
http://www.youtube.com/watch?v=CYzRL9YIswQ&feature=player_embedded
 
Titolava, invece, Il Giornale il 14 gennaio scorso:
 
«Come sparare al Papa e diventare milionari: il ritorno di Alì Agca»
 
["Pentimento a volte fa rima con investimento. Se non ci credete chiedetelo ad Alì Agca, un signore così tormentato dal rimorso per i quattro colpi sparati a Papa Giovanni Paolo II da aver bisogno di qualche milione di euro per rinfrescarsi la memoria e raccontarci qualche nuova strampalata verità su quei giorni lontani. E sì, ci risiamo, il tormentone fra poco sarà di nuovo in mezzo a noi. Il 52enne ex Lupo grigio, l’uomo che il 13 maggio 1981 sparò al pontefice, il prossimo 18 gennaio sarà di nuovo libero, di nuovo pronto a travolgerci con le sue improbabili rivelazioni. Stavolta però a pagamento. E che pagamento. Il listino prezzi stilato nella celletta di Kartal, il carcere di massima sicurezza a sud est di Istanbul dove sta finendo di scontare la pena a dieci anni per l’assassinio di un giornalista turco, è gia arrivato per lettera al Sunday Times. E i prezzi per una verità inedita, ma pur vecchia di trent’anni, non sono proprio da saldo. Per una lunga ed esclusiva chiacchierata televisiva il fallito attentatore sostiene di non poter pretendere, bontà sua, meno di un milione e 400mila euro. Per due libri, uno dei quali tutto incentrato sull’emozionante resoconto di vita trascorsa per la gran parte in galera, si parte dai 3 milioni e mezzo…"]
http://www.ilgiornale.it/esteri/come_sparare_papa__e_diventare_milionari__il_ritorno_ali_agca/vaticano-giovanni_paolo_ii-ali_agca/11-01-2010/articolo-id=412815-page=0-comments=1
 
Insomma, il miglior modo di presentarsi a un editore parrebbe quello di aver cura di farlo solo dopo aver tentato di far fuori qualcuno che conti. A riprova del fatto che non importa tanto il "come" scrivere una storia o il "come" presentarla a un editore, quanto l’avere una intrigante (?) storia da raccontare*-°

 

 

 
 
(Immagine da http://images.virgilio.it/sg/notizie1024/upload/sfi/sfilata_ecclesiastica.jpg )

REPLICA A BENIAMINO PLACIDO

13 gennaio 2010

 

bruttacattiva.

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Dopo la pubblicazione su laRepubblica del pezzo "Evviva i romanzieri dilettanti" (vedi il post precedente), scrissi una seconda e ultima lettera a Beniamino Placido.  E i crudeli attacchi ai poveri wannabe-writer, finalmente, cessarono:-)

 

«Gentile Beniamino Placido,

mi oppongo, mi oppongo, mi oppongo. Ha solo simulato la  “pubblica ammenda” che Le avevo chiesto (già il titolo “Evviva i romanzieri dilettanti” è un’evidente presa per i fondelli), ricadendo nello stesso errore e nella stessa aprioristicità che Le avevo contestato nella mia lettera precedente. Le evidenzio, peraltro, alcune contraddizioni del suo Nautilus dell’11 giugno: “Che cosa fare di tutti questi romanzieri, poeti, violinisti, artisti mancati?… Perché non lavorate, invece?”. Sa perfettamente che, in genere, chi coltiva la scrittura svolge anche un regolare lavoro. Lei stesso, a un certo punto, citando la Dupont, afferma: “in difesa del commercialista che ha scritto un libro di poesie; del negoziante che ha scritto un romanzo; dell’impiegato che tiene nel cassetto poesie racconti saggi…” È noto, infatti, che il “pascersi di fantasie velleitarie”, come lo chiama Lei, difficilmente sfama nel senso non strettamente metaforico del termine. Io stesso ho insegnato per più di vent’anni (e con grande senso del dovere), prima di cambiare professione. Quanto a Garibaldi romanziere, Mussolini violinista, Hitler pittore ecc. che avrebbero fatto  “di peggio” per non essere stati incoraggiati nelle loro velleità artistiche, ci si potrebbe rallegrare, invertendo il ragionamento, del fatto che Lei, invece (si parva licet componere magnis) lo sia stato: chissà che cosa non avrebbe combinato, altrimenti! Contesto, infine, l’affermazione che si scriva per “diventare importanti”. Scrivere, come sa perfettamente, è un atto di comunicazione e, in quanto tale, ha senso solo se alla figura del mittente si affianca quella del destinatario (che non può coincidere, non serve che glielo spieghi, con la zia Carolina). Nemmeno Lei avrebbe scritto  esclusivamente per se stesso. Quand’ero inedito, non mi interessava un fico secco la prospettiva di diventare socialmente importante: volevo semplicemente procurarmi un mio (per quanto piccolo) pubblico di lettori, dando con ciò senso agli atti di comunicazione – quella letteraria – per i quali mi sentivo portato. A differenza di Lei, ringrazio Dio per esserci riuscito, proprio in considerazione della scarsità di nicchie in offerta rispetto alla sovrabbondanza di santi che ne fanno domanda. Mi guardo bene, invece, dal disprezzare a priori (ecco il punto!) chi coltiva segretamente la speranza di occuparne una. Il disprezzo va riservato, semmai, ai numerosi occupanti abusiviAvrei voglia di raccomandarLe una seconda penitenza: istituire il “Premio Beniamino Placido” per autori inediti, ma lascio perdere. Cordiali saluti.

                             Lucio Angelini