I DIECI GIORNI DI TOMMASO CACCIARI. DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA

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Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha un nipotino irrequieto (Tommaso Cacciari, figlio di suo fratello Paolo)

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che, invitato a contribuire al volumetto “SE IO FOSSI SINDACO”, edito da Venice is not sinking,

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http://www.veniceisnotsinking.it/

ha firmato il seguente programma di lavoro per i suoi eventuali primi dieci giorni:- )

Il primo giorno del mio insediamento manderei la forza civica (credo siano i vigili urbani) a prelevare ed espellere dalla città il CdA del Consorzio Venezia Nuova, mettendo fine alla devastazione sconsiderata delle bocche di porto. Confiscando i beni (pubblici) del potente monopolio (privato) di costruttori e cementificatori, inizierei le opere necessarie a combattere le acque alte tutte (non solo quelle eccezionali!) con interventi veloci, efficaci ed economici che dopo anni di dibattiti solo i ciechi si ostinano a non vedere.

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Il secondo giorno negherei alle mostruose meganavi porta turisti o porta petrolio l’accesso alla nostra fragile città: non solo perché sono orribili, oscurano il sole, intorbidiscono le acque, ma perché dobbiamo alzare i fondali dei canali portuali, vere autostrade per l’onda di marea ed impedire che la Laguna diventi un braccio di mare. Dobbiamo anche salvare i nostri polmoni: una nave emette le stesse emissioni di 14.000 automobili.

Il terzo giorno accetterei l’offerta di militari governativi per un’operazione di peacekeeping nelle nostre acque: lagunari a sbancare barene finte, isole di fanghi e argini di cemento per garantire la libera circolazione delle acque, la “respirazione” della Laguna: e caschi blu a fermare le onde, con buona pace delle nostre mafiette di lance, lancini e lancioni.

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Il quarto sarebbe il giorno delle verifiche: se Gianni (settant’anni suonati) partendo dalla Bucintoro arriva sano e salvo con la sua mascareta alla Giudecca, festa: musica, regate, fuochi d’artificio e tuffi dalle rive. Una giornata di gioia per ricordare il ritrovato rapporto della città con le sue acque, fondamento del suo “miracolo” e del suo splendore.

Il quinto, sesto e settimo giorno mi dedicherei, per bloccare e invertire l’esodo, alla ricerca e all’immissione di nuova cittadinanza. In due mosse. Casa: tutti devono averne una dignitosa ad un costo dignitoso, anche i precari, i migranti o gli studenti (oggi ignorati dalle graduatorie) che devono aver la possibilità di scegliere se diventare cittadini veneziani anche dopo gli studi o il periodo di lavoro. Reddito (garantito): se Venezia è la città più cara d’Italia, d’Europa, del mondo… come facciamo a viverci? I soldi li prenderei agli albergatori, ai tour operators e a tutti coloro che in questi decenni hanno usato l’immagine della nostra città prendendo a costo zero bellezze artistiche e ambientali e rivendendole ai prezzi più alti del mondo. È ora che restituiscano qualcosa.

L’ottavo giorno ripristinerei tutti i vecchi traghetti de palada, così che i cittadini possano muoversi più agilmente per la città e possano recuperare il contatto con questa magica imbarcazione. Certo dovrebbe costare meno (con tutto quello che si risparmia col fisco…) e bisognerebbe prima imporre un corso accelerato ai nostri amati gondolieri, non di voga, ma di educazione, quel tanto che basta per non essere accolto a bestemmie dopo un quarto d’ora che aspetti il traghetto a San Stae.

Il nono giorno decreterei la chiusura di ogni impianto nocivo del petrolchimico e la riconversione di tutto il polo industriale in produzioni compatibili e sostenibili, per la creazione di posti di lavoro contro la crisi e per evitare di saltare tutti in aria se i signori della Dow Chemical, come hanno fatto a Bhopal, dovessero trovare poco convenienti le manutenzioni ai vetusti impianti.

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Il decimo giorno, se fossi ancora vivo, dichiarerei l’indipendenza.

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                                 (Tommaso Cacciari, studente-lavoratore)

GrandiNav2.

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15 Risposte to “I DIECI GIORNI DI TOMMASO CACCIARI. DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA”

  1. utente anonimo Says:

    Molto coraggioso, ma temo che quello del decimo giorno sia purtroppo troppo vicino al vero; a parte che molte cose elencate non spettano al sindaco e non sono nei suoi poteri, ma se nache fosse per qualche traversa regione possibile, temo che faranno a gara per trovare un "assassin" per liquidare il problema piu’ velocemente possibile.
    Auguri

  2. utente anonimo Says:

     Ragazzo irrequieto? Ha elencato con determinazione e coerenza tutti i principali problemi da risolvere della nostra citta’, cosa che non hanno fatto i protagonisti delle primarie in corsa per il sindaco. Approvo ed apprezzo!! bye

  3. Lioa Says:

    TOMMY FOR MAYOR! TOMMY FOR MAYOR!!! *-°

  4. rferrazzi Says:

    Non entro nel merito perché non sono veneziano (purtroppo). Mi limito a segnalare una inesattezza: il genocidio di Bhopal non dipese dalla Dow Chemical ma dalla Union Carbide. La Dow rilevò Carbide dopo che il disatro di Bhopal l’aveva portata al fallimento. 

  5. Lioa Says:

    Riccardo, non è questo il punto. Ti basti sapere che una fuoriuscita di fosgene dagli impianti di Marghera provocherebe la morta istantanea di tutti gli abitanti del territorio circostante per un raggio di vari chilometri…

  6. utente anonimo Says:

    Forse un pò troppo estremista….ma tante cose oggettivamente giuste anche se non condivisibili in toto.
    Quella poi sulla eduicazione dei gondolieri… quanto è vera.

  7. utente anonimo Says:

    Approvo tutto.
    ..tranne lo “studente-lavoratore”:(quanto a lavoratore, bé meglio lasciar perdere.)

  8. Lioa Says:

    Be’, nel suo piccolo almeno si batte per i valori in cui crede. Poi, si sa, i giovani d’oggi escono dall’adolescenza intorno ai quarant’anni:- )

  9. utente anonimo Says:

    In effetti i punti di questo programma ricalcano molti punti di vista già sentiti nella campagna elettorale. Alcuni sono molto condivisibili.
    Non condivido invece lo stile di vita di Tommaso, che tra l'altro se si fosse comportato un po' meglio, avrebbe potuto influire sulle politiche dello zio, avendo un canale preferenziale per arrivare alla stanza dei bottoni.
    Inoltre stia tranquillo, se è ancora vivo dopo aver fatto di tutto di più, perfino in Danimarca, nessuno lo farà fuori prematuramente, nemmeno se dovesse per magia sostituirsi allo zio.

  10. Lioa Says:

    Escludo che esistano programmi elettoriali così azzeccati e perfetti. Ovvio che chiunque può promettere ***con la bocca*** quello che poi non si realizzerà mai, dato lo stato di avanzamento dei (devastanti) lavori in atto.

    Il merito di Tommy, se non altro, è di aver messo nitidamente a fuoco i reali problemi di Venezia. Di sicuro nessun sindaco, chiunque sia o sarà, ha poteri sufficientemente forti da contrastare gli interessi miliardari delle lobby coinvolte nella trasformazione di Venezia in un'appendice di Gardaland.

  11. utente anonimo Says:

    a distanza di un'anno sfratti una famiglia…..
    hasta la victoria siempre….

  12. Lioa Says:

    non ho ben capito quello che vuoi dire…
    alludi ai nuovi 140 sfratti in corso?

  13. utente anonimo Says:

    NO, A QUESTO:mexce

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/20-gennaio-2011/paolo-cacciari-sfratta-famiglia-l-appartamento-serve-miei-figli–181298075557.shtml

  14. Lioa Says:

    @Be', è un caso delicato, ma credo che chiunque darebbe la casa prima al proprio figlio che ad altri; sicuramente la signora, di cui deve occuparsi il Comune, e non i privati, non verrà lasciata in mezzo a una strada. a me, in ogni caso, interessa il programma in sé, indipendentemente da chi l'abbia firmato.

  15. BOCL N. 47 (VENEZIA) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] I DIECI GIORNI DI TOMMASO CACCIARI. DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA […]

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