TIZIANO SCARPA CONTRO GLI ZOMBIE DELLA LIRICA

Scarpa

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«Nel teatro gran parte dei finanziamenti pubblici se li mangia l’opera, le risorse vanno tutte lì. La lirica è una sciagura! Non m’interessa, la vedo come una cosa triste, penso che bisognerebbe congedarsi dalla lirica, fare qualche dvd e smetterla: è una cosa che non ha più senso fare. L’Italia si è accorta di Emma Dante perché ha fatto la Carmen alla Scala! È umiliante che un’artista come lei debba fare le invenzioni sul già pronto. È il male della nostra epoca, un messaggio tristissimo…lo dico proprio perché c’è questa situazione coi finanziamenti: se fossimo ricchissimi potremmo fare di tutto, ma non è così. Non credo che rimettere in scena per l’ennesima volta la Carmen sia cultura. Così si uccide il teatro contemporaneo. Bisognerebbe tentare strade alternative: per esempio il musical. È l’equivalente dell’opera lirica nel passato. È una formula dove si potrebbe inventare qualcosa di nuovo. Non dico il musical alla Cocciante, che non è proprio di mio gusto, però se gli artisti fossero meno criptici e più ambiziosi e si mettessero a fare musical, se i musicisti contemporanei si misurassero con il musical forse potrebbe essere una strada, altrimenti continueremo sempre con questo fossile vivente (l’opera lirica, ndr), questi vampiri, questi zombie che succhiano artisticamente le nostre vite: i mostri sacri dell’800 ci tengono col piede sulla testa. Ma d’altronde è questa la condanna della nostra epoca: quando nell’800 è bruciata la Fenice l’hanno rifatta moderna, noi l’abbiamo rifatta uguale!»

(Da http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/2-gennaio-2010/musica-lirica-sciagura-sottrae-risorse-tutta-l-arte-1602235545987.shtml )

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7 Risposte to “TIZIANO SCARPA CONTRO GLI ZOMBIE DELLA LIRICA”

  1. utente anonimo Says:

     Sono d’accordo . Meno OPERA e più OPERETTA che potrebbe essere assai piacevole !

  2. kinglear Says:

    Guarda, solo perché sono ospite sul tuo blog, Lucio, mi limito a mandare al diavolo ‘sto scarpone bucato ignorante che la cultura lui ce l’ha in quel posto e solo quella capisce.

    Rasserena però il fatto di sapere che è considerato poco o niente e che se lo filano ancor meno persone. Un po’ mi fa tristezza. No, neanche. E’ uno dei tanti cancheri italiani che andrebbero estirpati senza pietà alcuna.

    Ecco a che è buono. A niente. Questa è PORCHERIA. PORCHERIA. PORCHERIA. PORCHERIA. E’ PORNOGRAFIA DI QUART’ORDINE E NEMMENO. SCHIFEZZA.

    Quando ce vò ce vò.

  3. Lioa Says:

    @ Re  Lear. Ho capito, sei il tipo che quando si fa la barba allo specchio si canta:

    "Chi son? Sono un poeta.
    Che cosa faccio? Scrivo.
    E come vivo? Vivo.
    In povertà mia lieta
    scialo da gran signore
    rime ed inni d’amore.
    Per sogni, per chimere
    e per castelli in aria
    l’anima ho milionaria."

    :- )
     

  4. kinglear Says:

    Esatto. Ci hai proprio preso. E guai a chi tocca la musica lirica, Puccini, Verdi, Leoncavallo, Wagner, Rossini, Bellini, etc. etc. Chi non apprezza l’Opera molto semplicemente ha un buco al posto dell’anima.
    E questo non significa che non apprezzi i musical, tutt’altro: ma lirica e musical sono su piani diversi in ogni senso. Due forme d’arte, e dichiarare che la lirica è una sciagura è solo l’idiziozia di uno per fortuna. Sai che cosa funziona ancora? La musica pop non vende, non più. I cantanti vanno avanti soprattutto grazie ai concerti. Ma la musica lirica si vende, è un mercato florido tanto al loggione che su disco. Non conosce mode e usura del tempo. Così il jazz e il blues, che seppur con un pubblico selezionato continuano a vivere bene senza perdere colpi. Anzi, c’è per nostra fortuna la riscoperta della buona musica, del jazz e del blues, anche da parte degli italiani, perlomeno da quelli stufi di cazzate, di Subsonica, Nek e affini. E’ dunque un bene più che mai finanziabile che siamo nel mondo invidiati per Caruso, Pavarotti, Bocelli, Gigli, Del Monaco, Di Stefano, che sono immortali per destino, per volontà divina.

    E’ tristissimo Scarpa. Ma mi rallegro che se lo fila sì e no qualche poveretto nei pressi di Venezia e dintorni. Come venditore di guide turistiche forse potrebbe funzionare il caro vecchio Scarpa.

  5. Lioa Says:

    Dunque: 1) Scarpa è comunque libero di esprimere la propria opinione sul modo in cui dovrebbero essere distribuiti i magri fondi destinati alla cultura; 2) non è detto che chi non piace a te, non possa piacere ad altri. Magari nemmeno Scarpa apprezza la tua scrittura, vuoi mai? :- )

  6. kinglear Says:

    Certo. Che urli e strepiti pure quanto vuole. Non sarò di certo io a negargli la sacrosanta libertà di parlare.

    I fondi per la cultura, hai detto bene: Scarpa, e non solo, non sanno che cosa sia la Cultura, con la "C" maiuscola.

    I fondi devono solo essere gestiti con acume e quel poco che c’è si puo’ dividere. Ma pensare di togliere all’Opera e dirla inutile perché due o tre c’hanno il mal de panza è solo da stupidi.

    Si eviti ad esempio che uno come Soria rubi per anni migliaia di Euro per farsi nemmeno un mese di prigione e tornare a casa bello bello. Questi sono i veri problemi, dei fondi che mancano. Che fine hanno fatto i soldi rubati? Che lo Stato si impegni a recuperarli e a reimpegnarli per la cultura.

    Dubito che Scarpa mi legga. Ma non è questo il punto. 

  7. utente anonimo Says:

    Leggo oggi e del tutto casualmente, da Corriere del Veneto 2.1.2010, le esternazioni di Tiziano Scarpa, scrittore e violinista. Dire che sono esterrefatto è dire poco. Penso che Scarpa sia assolutamente disinformato sull’argomento, ma se così fosse, perché sparare a vanvera? Prima di usare frasi apodittiche del tipo “La lirica è una sciagura” oppure “bisognerebbe congedarsi dalla lirica … che non ha più senso fare”, è necessario documentarsi. Subito dopo tira in ballo la regista Emma Dante con queste parole «È umiliante che un’artista come lei debba fare le invenzioni sul già pronto». Ma non ha sentito le bordate di fischi che le ha tributato la Scala? Non è stata certo una bella cosa, ma se non ci fosse stato il m° Baremboim a sostenerla fisicamente non sarebbe nemmeno uscita.Esiste un Popolo Lirico stanziale e migratore e quello migratore va dappertutto: Verona, Macerata, Pesaro, Torre del Lago,Giardino di Boboli, Caracalla. E che dire del Maggio Musicale Fiorentino, del Festival verdiano di Parma, Opera Festival all’Abbazia di San Galgano, eccetera. Tutto ciò porta un indotto considerevole per chi trae guadagno dal turismo (alberghi e ristoranti).L’Italia è il paese del melodramma che, tra l’altro, esportiamo. In Italia c’è una gran voglia di lirica non solo da parte degli anziani, ma anche da parte dei giovani: chi frequenta i teatri lo può confermare.In fondo però mi sfiora qualcosa più di un dubbio. È probabile che abbia voluto farsi notare Tiziano Scarpa: ripeto il nome, perché se così fosse godrà di più.

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