FIRMATE LA PETIZIONE DI WWW.LAGABBIANELLA.ORG

 

«Immaginate di essere un bambino che ha avuto la sfortuna di nascere in una famiglia che non lo cura. O, peggio, lo abusa. Mesi e anni di carenza d’amore. Mesi di tristezza abbandonica. Tanta trascuratezza e dolore che, alla fine, i servizi sociali, su parere del Tribunale per i Minori, vi tolgono – temporaneamente – da lì per mettervi in comunità. Dove il cibo è buono e il vestiario curato. Ma dove vi sentite solo. Passano i mesi, a volte anni. La solitudine diventa una corazza di sfiducia. “Se la mamma non mi ha voluto bene, se mi ha abbandonato, di chi altri mi potrò fidare?”. Immaginate che una coppia gentile si prenda cura di voi. Una coppia “affidataria”: così vi hanno detto. Conserverete il vostro cognome. Loro vi vorranno bene “a tempo”, per legge. Perché prima o poi tornerete a casa dai vostri veri genitori. Voi li sfidate, li mettete alla prova, fate i capricci. Non ci si può fidare, dopo essere stati soli così tanto. Ma lei, quella che farebbe la mamma, ma solo per un po’, vi piace. È simpatica, fa delle torte buonissime. E poi le storie che vi racconta alla sera, prima di dormire, non ve le ha mai raccontate nessuno. Non glielo dite, ma siete orgogliosi di camminare per la strada tenendole la mano. E lui, quello che farebbe il papà e non parla tanto, ma è buono (lo sentite a pelle) e ride con gli occhi, proprio lui a Natale vi ha fatto il regalo più bello del mondo: siete andati insieme al canile, per scegliere un cagnolino solo che cercasse anche lui una famiglia. E voi lo sapete bene, cosa vuol dire sentirsi abbandonati. Quel bastardino piccolino vi ha preso il cuore.”Questo”, avete detto. E Tobia è diventato il vostro compagno di giochi preferito. Sono passati tre anni. Quella è la mamma che volete, quello il papà di cui, adesso, vi fidate, perché vi capisce, senza tanto parlare, ancor più della mamma. E Tobia capisce più di tutti. A scuola, adesso, andate bene, le maestre sono contente. Ma un brutto giorno, la quasi-mamma piange. E il quasi-papà ha gli occhi rossi e non ha coraggio di guardarvi. Purtroppo, vi dicono, non possiamo più stare con te. L’affido è finito, sei stato dichiarato “adottabile”. Un’altra famiglia ti vorrà bene. “Ma io voglio stare qua, con voi!”. Niente da fare. Tornano quelli dei servizi sociali e ti portano nella nuova famiglia. Nessuno ti ha chiesto: “Tu, dove vuoi stare? Dove ti senti a casa? Dove hai trovato due genitori buoni?”. E Tobia, nemmeno Tobia è potuto venire con te. Urlate, piangete. “Si calmerà” sentite dire. Il mondo è nero adesso, nero. Come vi sentite? Abbandonato, orfano per legge. Perché la quasi-mamma e il quasi-papà non vi hanno difeso? Perché non vi hanno tenuto? E allora li odiate… In realtà, quei due genitori affidatari sono disperati quanto voi. Hanno fatto di tutto, ma non c’è stato verso. Per legge, i genitori affidatari non possono adottare in via definitiva il bambino che sia stato dichiarato adottabile. Lo sapevano prima che era un amore a termine. Per legge. Ma tu, bambino, non sai che esiste questa legge. Per te c’è un’unica disperazione: anche loro ti hanno abbandonato…

Gentili lettrici e lettori, questa è una storia paradigmatica, come centinaia di altre, purtroppo. I genitori affidatari non possono adottare, se non in casi particolarissimi. Se ritenete, come me, che il diritto di un bambino, dichiarato adottabile, debba salvaguardare in prima linea l’affetto, l’amore, la tenerezza, che nel frattempo si sono creati con la coppia affidataria, considerate la petizione al Parlamento che propone di aggiungere un piccolo inciso in calce all’articolo 4, comma 5, della Legge 149 del 2001, sull’affido:

"Qualora l’affidamento di un minore si risolva in un’adozione a causa del mancato recupero della famiglia d’origine, vanno protetti, salvo particolari e motivate eccezioni, i rapporti che nel frattempo si siano costituiti”.

Per farlo, su Internet andate sul sito:

www.lagabbianella.org

(ricordatevi org, perché c’è un sito omonimo che non c’entra nulla). Io ho firmato. L’opposto dell’amore non è l’odio. È l’indifferenza. Immaginate di essere quel bambino.» 

(Alessandra Graziottin, Gazzettino di ieri)

www.alessandragraziottin.it

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3 Risposte to “FIRMATE LA PETIZIONE DI WWW.LAGABBIANELLA.ORG”

  1. utente anonimo Says:

    Concordo pienamente con voi. Anch'io ho avuto da luglio 2006  a luglio 2008 in affido un bambino. Scaduti i 2 anni di affido,la madre del bambino ha fatto richiesta al tribunale di una proroga, mai concessa.In cambio abbiamo ottenuto un controllo della polizia giudiziaria voluto dalla Procura perchè avevano un sospetto di compravendita….ASSURDO! INACCETTABILE INCOMPRENSIBILE  PER ME E MIO MARITO CHE ABBIAMO AGITO PER AMORE E SOLIDARIETA'.        Dopo svariati mesi di perseguitazione (come li chiamo io,perchè altro non sono,dopo ansie e paure, dopo essere stati trattati come criminali) si sono resi conto che siamo brave persone come lo è anche la madre del bambino in questione.Ci è così stata proposta dal vice Procuratore, l'adozione speciale del bambino che con nostro immenso stupore e grande Amore, abbiamo accettato SOLO SE la madre naturale acconsentiva alla stessa adozione. La madre che ha ottimi rapporti con noi (da noi considerata una di famiglia) ha dato il suo assenso LIBERAMENTE.Sostiene che ormai, trascorsi già 3 anni e mezzo il bambino è troppo legato a noi, ormai siamo per Lui la sua famiglia e Lei non più rompere il suo mondo. Ma il Giudice che ha in mano il caso non ha accettato.Allorra mi chiedo :-dov'è la tutela del minore? Chi stanno Tutelando? Si rendono conto questi giudici del cavolo dei traumi che possono provocare ad un bambino che viene abbandonato nuovamente?QUESTO BAMBINO è CON ME DA QUANDO AVEVA SOLO 2 MESI,CI RENDIAMO CONTO ? Hanno pensato a mia figlia che ha soli 7 anni e considera …..il suo fratellino,nonostante sa benissimo essere figlio naturale di ……e che anche Lei chiama mamma alla mamma del suo fratellino? No!!!!!!!!! A dire del giudice i servizi sociali hanno sbagliato a farci questo affido, perchè un bambino così piccolo doveva seguire un'altro iter ,passando per il tribunale. I servizi sociali dicono (e ci siamo  documentati anche noi) che non hanno sbagliato? E io penso, seppure avessero sbagliato, ma non è così,  è passato troppo tempo;chi deve pagare le conseguenze di questo ipotetico errore? Un bambino amato da tutti? Anzi 2 bambini non dimentichiamoci di mia figlia.Concludo dicendo che non daremo il cognome a nostro figlio ma nel nostro cuore saremo sempre madre e figlio e questo nessun giudice MAI potrà impedirlo perchè noi lo seguiremo per il resto della nostra vita, anche in capo al mondo. M.t.

  2. Lioa Says:

    Ciao. Grazie per la testimonianza. Se vuoi parlarne con Carla Forcolin, fondatrice de La Gabbianella, l'indirizzo è:info@lagabbianella.org

  3. Lioa Says:

    P.S. Carla ha letto la tua testimonianza e mi dice:"Mi piacerebbe che la signora che ha scritto a te ci permettesse di mettere la sua testimonianza sul ns sito e che partecipasse al convegno a Roma, il 13, dove ho ancora posto e dove vorrei ci fossero soprattutto persone come lei. Domenica alle 10,30 circa sarà in radio, in un trasmissione di rai 1 che si chiama "doppio femminile".

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