Archive for maggio 2010

ENNESIMO SEGNO DEI TEMPI NUOVI…

28 maggio 2010

Ilmiolibro.it si allinea in anticipo alle imminenti leggi-bavaglio.

Ho appena ricevuto dallo staff de Ilmiolibro.it la seguente comunicazione:

«Gentile utente,

abbiamo riscontrato che la sua opera

“La bufala del New Italian Epic”

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http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=375851

contiene contenuti che sono potenzialmente diffamatori e potenzialmente violano i diritti di terzi.

La preghiamo pertanto di togliere nei prossimi giorni il libro dalla
vetrina del sito ilmiolibro.it

In alternativa, saremo costretti noi a farlo in relazione a quanto previsto agli articoli 6 e 8 delle condizioni e termini generali di utilizzo da lei sottoscritte

Grazie per la collaborazione,
Un cordiale saluto

Lo staff di ilmiolibro.it»

MIA RISPOSTA:

«Stento a credere a quanto mi comunicate. Il diritto alla satira esiste o me lo sono soltanto sognato? Grazie. Lucio Angelini»

(Immagine da http://www.liberainformazione.org/img/legge-bavaglio.jpg )

IL CAVALLO DI BERLUSCONI

28 maggio 2010

Se qualche giorno fa qualcuno non riusciva a chiudere occhio perché roso dalla curiosità di sapere che cosa stesse leggendo il cavaliere Berlusconi, ora può mettersi il cuore in pace. È stato lui stesso a svelare il segreto ieri alla conferenza stampa del vertice Ocse:  "I diari" di Mussolini.

Ci ricorda Wikipedia:

Diari di Mussolini

Con questo termine ci si riferisce ad almeno due casi di falsificazione di documenti creati da falsari che sfruttarono testimonianze storiche che riportano l’uso di Mussolini di possedere un diario.

Falso del 1957 [modifica]

Una prima falsificazione risale al 1957 quando Rosa e Amalia Panvini, madre e figlia, affermarono di aver reperito trenta volumi di diari. Il materiale fu autenticato anche da Vittorio Mussolini [1] Sulle prime proprio l’elevato numero di volumi sembrò un elemento a favore dell’autenticità. I contenuti però si dimostrarono poco consistenti e di seconda mano.

Falso del 2007 [modifica]

L’11 febbraio 2007 Marcello Dell’Utri annuncia di aver ricevuto dai figli di un partigiano deceduto (di cui si rifiuta di rivelare il nome) cinque presunti diari manoscritti da Benito Mussolini, contenenti appunti dal 1935 al 1939. Alcuni storici quali Francesco Perfetti inizialmente furono possibilisti, altri come Giovanni Sabatucci, Valerio Castronovo e Denis Mack Smith si esprimono al riguardo con scetticismo. Pochi giorni più tardi L’espresso annuncia, in seguito ad uno studio approfondito, il palese falso dei diari. Dopo diversi mesi di attenti studi condotti da uno dei più autorevoli storici del fascismo Emilio Gentile ed il presidente dei grafologi italiani Roberto Travaglini, che constatarono delle macroscopiche discrepanze storiche ed una calligrafia non riconducibile a Mussolini…" [Eccetera]

Falsi o non falsi che i suddetti Diari siano, il cavaliere per antonomasia non ha mancato di citarne una frase adatta ad assicurargli la solita inebriante cavalcata sui quotidiani di tutto il mondo:

"Io non ho nessun potere – ha detto Berlusconi citando il Duce – forse ce l’hanno i gerarchi, ma non io. Io posso solo decidere se far andare il mio cavallo a destra o a sinistra, ma nient’altro’. "Lo stesso succede a me – ha continuato Berlusconi – tanto che tutti hanno il diritto sia di criticarmi che di insultarmi…".

Quanto al diritto di criticarlo, va precisato che la legge sul bavaglio alla stampa attualmente in discussione in Parlamento sta provvedendo alla grande. E in ogni caso, cattivo gusto per cattivo gusto, sarebbe bene ricordare al Cavaliere Botulinato la triste parabola percorsa dal suo idolo: dalle adunate oceaniche

a…

(Immagine tratta da http://www.giovanileonardiani.it/wp-content/uploads/2008/02/berlusconi-napoleone-2-sm.jpg )

I MIEI ILLUSTRATORI: GABRIELA SANNA

27 maggio 2010
lucin1web da te. Y.E.onDOMReady(show_notes_initially);
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Ciao, bambini. Sapete chi sono?
Un vecchio qualsiasi. Mi chiamo Lucio. Ma potete aprirmi e trovare dentro di me gli altri Lucio che sono stato: il Lucio quarantenne, il Lucio giovane sposo,
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img066 da te. Y.E.onDOMReady(show_notes_initially);
F.decorate(_ge(‘photo_notes’), F._photo_notes).notes_go_go_go(4643134835, ‘http://farm4.static.flickr.com/3415/4643134835_1b2b61bb29_t.jpg’, ‘3.1444’); .
il Lucio adolescente, fino al Lucio più piccino, il più interno di tutti. Alcuni credono che vivere sia come percorrere una lunga strada o attraversare una successione di stanze, lasciandosi alle spalle ogni volta la stanza precedente. Invece, se proprio volete che ve lo dica, noi siamo un po’ come quelle bambole russe di legno, le Matrioske, contenute una nell’altra. Nessuna viene abbandonata. L’ultima bambola, la più grande ed esterna, continua a portarsi dentro tutte le precedenti, fino alla più minuscola.
Anch’io, quindi, bambini, ho dentro di me il Lucio che andava alle elementari, il Lucio della scuola materna, fino al più piccino di tutti, Lucino… sì, mi chiamavano così, da piccolo: anzi, in dialetto fanese, Lucìn! E se voglio, posso anche salutarlo, il Lucio piccolo nascosto nella parte più interna di me:
“Ciao Lucìn, sono qua fuori, nel bambolotto esterno. Stai bene lì dentro, al calduccio? Mi raccomando, fai il bravo!”
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lucin2web da te. Y.E.onDOMReady(show_notes_initially);
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Insomma, non dobbiamo dimenticarci degli altri noi stessi che siamo stati e che ci portiamo dentro, altrimenti sono guai. Quando un grande tratta male un piccino, per esempio, è perché non ricorda che dentro di lui si nasconde il bambino che era stato un tempo.
Certo, un giorno moriremo (un giorno lontano, molto lontano!), ma quando l’ultimo bambolo metterà le ali e salirà in cielo, porterà con sé, nel volo, anche tutti gli altri bamboli che ha dentro. Non vi pare bello? Ciao.
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Lucin3 da te. Y.E.onDOMReady(show_notes_initially);
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(Le tre bozze di illustrazioni riportate nel post sono di Gabriela Sanna) 
(Sì, Gabriela con una sola elle)

MILENA GABBANELLI CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO

25 maggio 2010

Report Milena Gabanelli contro legge bavaglio1:22Contro la legge bavaglio – Milena Gabanelli

(Clicca sull’immagine per vedere il video)

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Ddl intercettazioni, la museruola per blog e web 2.0

di Arturo di Corinto

«E così siamo arrivati alla museruola per blog e affini. Dopo le proposte legislative volte a impedire la denuncia del racket in maniera anonima sui blog antimafia, dopo quella di trasformare i provider in sceriffi di Internet contro il peer to peer sapendo che la crisi della musica non dipende da quello, dopo le proposte di cancellare il passato scottante che riemerge grazie ai motori di ricerca, invocando per politici e imprenditori il diritto all’oblio, dopo l’intervento sull’inasprimento delle sanzioni per la diffamazione a mezzo Internet, il governo vuole una nuova legge anti-Internet. Nel Ddl intercettazioni in discussione in questi giorni presso la Commissione Giustizia al Senato c’è in infatti una norma che è passata sotto silenzio a causa dell’enormità di tutte le altre – forti limitazioni e sanzioni all’uso delle intercettazioni per la stampa – ed è l’articolo 28 del disegno di legge 1611 che, ripescato dalla legge sulla stampa dell’8 febbraio del 1948, la aggiorna e la applica anche all’informazione amatoriale su Internet. Che cosa dice questa norma? Che

Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. E aggiunge con una serie di specifiche in legalese che i contravventori alla norma saranno punti con una multa salatissima."

Molti blogger si sono allarmati per questo articolo e l’hanno fatto sapere manifestando in piazza Navona a Roma il luglio scorso, e ad ottobre con la Fnsi, perché è in gioco la possibilità stessa di fare informazione e comunicazione per il puro piacere di farlo. Ed è in gioco quello stesso pluralismo informativo cui il web 2.0 oggi fortemente contribuisce. Ovviamente la norma non riguarderebbe solo i blog, visto che i termini “siti informatici, telematica e informatica” usati nel dispositivo sono tanto generali da comprendere ogni forma di espressione digitale… [cut]… In un paese dove a causa dell’anomalia di un capo del governo che è anche il maggiore editore del paese, sono spesso i comici a spiegare le leggi contorte del governo, i semplici cittadini a difendere la Costituzione, i siti indipendenti a denunciare le illegalità, non ci possiamo proprio permettere di perdere la voce dei senza voce

Da http://www.ultimenotizie.tv/notizie-scienze/ddl-intercettazioni-la-museruola-per-blog-e-web-2-0.html

LEGGI FASCISTISSIME:

http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_fascistissime

Ci siamo quasi???

IL DIROTTAMENTO

24 maggio 2010

Dalla lettera di dimissioni di Maria Luisa Busi al direttore del Tg 1 Augusto Minzolini:

"Caro direttore,  ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me  una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori… Oggi l’informazione del Tg1 è un’informazione parziale e di parte. Dov’è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti  perché negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo.
E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale. L’Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un’informazione di parte – un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo – e l’infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale. Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.  Nell’affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori… "

(Immagine da http://static.blogo.it/tvblog/Immagine10_12.png )

IL DANZAUTORE STIAN DANIELSEN AL TEATRO FONDAMENTE NOVE DI VENEZIA

22 maggio 2010

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Un travolgente vulcano di energia, questo danzautore norvegese di 24 anni che ieri sera, in canottiera bossiana, si è esibito al Teatro Fondamente Nove di Venezia.
Qui un po’ di notizie su di lui:

http://www.teatrofondamentanuove.it/index.php/component/content/article/128-stian-danielsen

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"Stian Danielsen è protagonista di un periodo di residenza coreografica a Venezia, durante la quale lavorerà al nuovo pezzo, il solo "I Reckon", su musiche del compositore Øystein Figenschou… Riguardo alla nuova creazione, dice lo stesso Danielsen: ‘attraverso spostamenti continui di qualità fisiche, questo lavoro esplora gli stati emozionali e corporali che emergono in un uomo quando si incontra con se stesso. Questi stati si presentano come un costante flusso di cambiamenti coscienti e incoscienti e la coreografia cerca di raccontare piccole storie sull’incontro con se stessi e i propri dintorni, in momenti che si disintegrano costantemente".

Dopo la strabiliante performance, Stian ha accettato di conversare con lo scelto pubblico (c’ero pure io:- ) ), insieme al direttore del teatro Enrico Bettinello (l’ultimo a destra nella foto) e al curatore di progetti internazionali per la promozione della cultura della danza contemporanea Roberto Casarotto (a sinistra).

Una signora, dopo i complimenti per la sua bravura, ha però criticato il "costume di scena" eccessivamente casual, riguardo al quale il danzautore ha ammesso di non aver compiuto alcuna particolare ricerca. Per parte mia, da vecchio alpinista quale sono, avrei voluto raccomandare a Stian (ma mi sono trattenuto in tempo) di evitare di schiantarsi di colpo sul pavimento con le ginocchia, come fa in certi momenti. Le ginocchia sono delicate. Rischia di spaccarsi le rotule, quel matto, travolto dalla propria stessa vitalità*-°

MARIO DONATIELLO OMAGGIA DODI MOSCATI

21 maggio 2010

Mario Azad Donatiello Pan pentito.wmv3:39

(Clicca sull’immagine) 

Da una conversazione con Mario "Azad" Donatiello via skype:

lucio: buongiorno, signor azad. tutto bene?
marioazad: buongiorno, uomo in altalena.
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Qui tutto bene, grazie. Lì da te? Stavo per vedere se avevi pubblicato qualche altra cosa sul blog.
lucio: sì, ho un post sui Saguaro.
marioazad: mandami il link.
lucio:
http://lucioangelini.splinder.com/post/22705876/20-semi-di-saguaro-a-un-euro-su-ebay
marioazad: il deserto di Sonora… 🙂
lucio: eh sì, appena ho 5000 euro da buttare ci vado.
marioazad: non saranno carciofi, ma potrebbe essere qualsiasi pianta. ahahah.
lucio: pare si tratti di azienda vivaistica seria. comunque ho ordinato i semi perché, in caso di fregatura, ci rimetto solo pochi euro.
marioazad: scherzavo… i 5000 euro li avrai alla fine delle riprese del film "The Tourist". state lavorando tanto.
lucio: la produzione è qui da mesi, ma io ho fatto solo 4 giornate. il mio cachet è ben lontano da quello della Jolie:- ). A proposito di cachet, sei contento che Veronica Lario beccherà 573 mila euro al mese da Silvio? Al mese!!!
marioazad: diciamo che non me ne può fregar di meno… se entrambi stessero zitti ne guadagneremmo tutti.
lucio: vuoi mettere la soddisfazione di un cassa-integrato nell’apprendere che almeno Veronica potrà mantenersi dignitosamente?
marioazad: sì, certo… cassa-integrati e precettati non le faranno mancare la loro solidarietà.
lucio: la fatica di vivere con silvio per trent’anni va premiata.
marioazad: e noi che lo sopportiamo da 15 anni?
lucio: ci spetta la metà del mensile di Veronica.
marioazad: seeeeeeeeeeee. tra poco inizio un bel giro di spettacolini tra napoli, roma, pisa eccetera.
lucio: benissimo.
marioazad: hai sentito il brano Pan Pentito?
lucio: che è?
lucio: vado a vedere.
marioazad: ok.
lucio: bella ballata, sto ascoltando.
marioazad: mi piace tantissimo. è un tradizionale toscano rielaborato dalla compianta Dodi Moscati.
lucio: ti è congeniale.
marioazad: senti la batteria sotto?… sono spazzole per batteria e un secchio di plastica.
lucio: davvero? che simpatico che sei.
marioazad: in senso ironico?
lucio: no no, letterale. magari lo segnalo sull’autorevole
Cazzeggi Letterari, se mi autorizzi.
marioazad: sei autorizzato a tutto.
lucio: ok. salvo le frasi utili di questa conversazione.
marioazad: e non hai bisogno di autorizzazioni.
lucio: perfetto. grazie mille. buona giornata.
marioazad: stammi bene.

PERCHÉ I POETI

19 maggio 2010

(Serena Nono)

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Un’altra artista fortemente investita da quello che Vito Mancuso chiama “il vento sottile dello spirito" (vedi post precedente) è certamente Serena Nono che sabato scorso (giornata effettivamente di gran vento e pioggia:- ) ), all’oratorio di San Ludovico qui a Venezia ha inaugurato la mostra "Perché i poeti" [senza punto interrogativo: la congiunzione introduce una subordinata causale, N.d.R.].
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Si tratta di sette dipinti in cui la pittrice e regista veneziana riprende il tema, per lei notoriamente centrale, della preghiera e delle figure oranti ("Figure oranti" è anche il titolo di una mostra precedente). In “Perché i poeti” le posture dei vari soggetti immersi nella preghiera convergono verso un altare che, come ricorda il foglietto di presentazione, è "lasciato vuoto a manifestare, nell’assenza, il mistero della fede".
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Dalla mostra "Perché i poeti" da te.
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 E non dimentichiamo che già in "VIA DELLA CROCE", il film realizzato con gli ex barboni della Casa dell’Ospitalità di S. Alvise e presentato l’anno scorso alla Mostra del Cinema di Venezia, Serena Nono aveva affrontato il discorso del "viaggio tremendo del Nazareno verso la morte in croce, dove Dio sembra non esserci". (cfr. http://www.viadellacroce.org/?page_id=5 )
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"Ma che c’entrano i poeti con la preghiera?" si domanda il viandante che, sceso il ponte di San Sebastiano, raggiunga l’oratorio di San Ludovico. .
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(Il bozzetto, pubblicato su Facebook con la didascalia "Ecco dov’è l’oratorio di San Ludovico", è della stessa Serena Nono).
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La risposta non è soffiata nel vento (ancorché dello spirito), ma di nuovo nel foglietto di presentazione della mostra. Vi si ricorda, infatti, che Serena Nono non aveva in mente tanto il Sergio Corazzini del "Perché tu mi dici poeta? Io non sono che un piccolo fanciullo che piange… ", quanto il poeta del filosofo Martin Heidegger (e forse un cincinino anche del filosofo Cacciari del recente "Io sono il Signore Dio tuo", Il Mulino editore), laddove scrive:
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"Essere poeti in tempo indigente vuol dire: cantando, prestare attenzione alla traccia degli dei fuggiti. Ecco perché, nel tempo della notte del mondo, il poeta dice il sacro".
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Sottilizza Wikipedia:
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"La preghiera è solitamente considerata come il momento in cui l’uomo ‘parla’ al sacro, mentre la fase inversa è la meditazione, durante la quale è il sacro che ‘parla’ all’uomo." (http://it.wikipedia.org/wiki/Preghiera )
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Ma essere poeti in tempo indigente, aggiungerebbe con una strizzatina d’occhio l’inviato speciale del blog "Cazzeggi Letterari", significherebbe essere doppiamente indigenti (cfr. il detto "Carmina non dant panem"), ossia probabilmente condannati al ricovero nella Casa degli Ospiti di S. Alvise, anche se segretamente confortati dalla speranza che una regista pietosa, mossa dal vento bruciante dello spirito, possa un giorno coinvolgerli in una serie di tableaux vivants illustranti le stazioni della Via Crucis… E lì il circolo si chiuderebbe:- )

Scherzi a parte, complimenti a Serena Nono per la profondità e serietà della sua ricerca pittorico-spirituale. Come scrisse Carmelo Mezzasalma: "Dipingere e pregare diventano per Serena Nono il luogo per eccellenza della sua interiorità sofferta, ma carica di uno slancio che muove la nostra indifferenza e ci commuove in virtù anche di quel tratto del suo pennello che scava dentro le sue figure con determinazione, partecipazione e abbandono".

(La foto di Serena Nono è di Lucio Angelini)

RICORDANDO “TITTI” (CESARINA VIGHY)

17 maggio 2010

Salone del libro 2010. Ricordando Cesarina VighyGiovanni Tesi e Marino SinibaldiVito MancusoSandra PetrignaniFazi

Salone del Libro di Torino 2010.

Affollatissimo, ieri mattina alle 12.00, lo stand di Fazi editore per il ricordo di Cesarina Vighy, morta recentemente di SLA. Scriveva l’autrice di L’ultima estate, il romanzo con cui debuttò 73enne vincendo il Campiello Opera Prima 2009:

"Camminare eretti e parlare, due facoltà che hanno fatto della scimmia un uomo: io le sto perdendo entrambe. Restano l’inutile pollice sovrapponibile e l’insopportabile coscienza di me… "

e più giù:

"Dicono che si nasca incendiari e si muoia pompieri. A me è successo il contrario: brucerei tutto, adesso". 

Di se stessa come moglie e madre precisava a pag. 118 dello stesso bio-docu-romanzo: 

"Mi sono sposata, ho avuto una figlia, ho volantinato per l’aborto. Con questo credevo di aver pagato, di aver compensato gli errori. In verità sono stata una moglie mediocre, di carne fredda, e soprattutto una madre manchevole. Le cattive figlie diventano cattive madri perché vogliono dare il contrario di quanto hanno ricevuto e quindi sbagliano due volte. Mandai la mia piccola a una scuola ambitissima che praticava lo snobismo alla rovescia: sita in una landa desolante, accanto a una fabbrica che produceva veleno per topi, tutto il suo sessantottismo consisteva nel rifiutare fermamente le tabelline. Non le parlai mai di dio e di religioni: risultato, scambiava – e scambia tuttora – Mosè con Noè. La lasciai crescere insomma come un cavallino selvaggio, convinta che la natura le avrebbe insegnato la vita e invece quella, maligna e matrigna com’è, le ha spostato continuamente i segnali stradali, confondendola e impaurendola. Ma non voglio parlare della mia famiglia. È viva, è sana, se la caverà. I miei fantasmi invece, di cui rappresento l’unica possibilità di tornare per un attimo in vita, mi aspettano ed esigono un piccolo autodafé… "

e soprattutto:

"Eccoci qua dopo anni di quiete che si potrebbero chiamare anni felici se solo sapessimo, mentre la si vive, che quella è la felicità."

Ma Alice Di Stefano, il cavallino selvaggio,

Alice Di Stefano

non pare affatto confusa sull’amore ricevuto da sua madre. È soprattutto lei, infatti, a continuare a lottare perché la figura grandissima di Cesarina Vighy riceva il meritato lustro.

Sottolinea l’editore Elido Fazi, nella postfazione alla raccolta di email Scendo. Buon proseguimento:  

"Alice è stata l’angelo che ha ‘montato’, come una paziente orologiaia, il testo, e spesso anche la Musa (o Musetta) ispiratrice di Cesarina. Il libro è anche suo oltre che dell’autrice, ovviamente… insieme al papà Giancarlo addirittura è riuscita a recuperare alcune vecchie mail da un hard-disk danneggiato."

I relatori intervenuti al Cesarina Vighy Memorial Day (Giorgio De Rienzo, Vito Mancuso, Giovanni Tesio, Sandra Petrignani, Marino Sinibaldi) hanno ricordato ciascuno a proprio modo la figura della scrittrice. Questi gli aggettivi o le espressioni ricorrenti: "imprevedibile", "fuori dagli schemi", "femminista", "dotata di un forte senso della libertà e della giustizia", "anticlericale", "virile" (Sandra Petrignani), "laicissima ma perennemente accesa dal vento sottile dello spirito" (Vito Mancuso).

La notizia più consolante è stata quella anticipata da Giovanni Desio. Come scrittrice, Cesarina Vighy non ci ha ancora dato tutto. Dopo L’ultima estate e il recentissimo Scendo. Buon Proseguimento, infatti, ci attende una nuova opera, forse ancora più amazing delle precedenti: una raccolta di poesie.

(Foto di Lucio Angelini)

TU CHIAMALE SE VUOI… SODDISFAZIO-O-O-O-NI

15 maggio 2010

bruttacattiva.

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Fu il mio libro d’esordio come autore per ragazzi nel lontano 1993. Ebbene, a distanza di tanti anni, scopro in rete il seguente appello:

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100407032809AAhx8i3

Risultati di ricerca

Alice Alice

«Qualcuno mi può dare il riassunto "quella brutta cattiva della mamma"di Lucio Angelini 3 punti a chi mi rix?
Mi potete dare un sito o un riassunto del libro"quella brutta cattiva della mamma" di Lucio Angelini,3 punti a tutti quelli che mi rispondono
Grazie!!

Dettagli aggiuntivi

ho sbagliato 2 punti!!!!!
(scs)
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Altra piccola soddisfazione (notate il prezzo!) qui:
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Angelini Grande Grosso E Giuggiolone Signum Scuola

 
Condizioni dell’oggetto:
Chiusa il: 08 mag 201013:56:24 CEST
 

Prezzo: EUR 31,50