UNA SCULTURA DISEDUCATIVA

Non vi ricordate il nome dell’autore del "Ragazzo con la rana", la controversa scultura installata alla Punta della Dogana di Venezia? Be’, pensate al cantante Ray Charles, invertite i due elementi e avrete di colpo il nome che vi serve: Charles Ray.

Conclusa la Biennale, la statua è sempre lì, ma a Venezia si ingrossano le file di quanti ne chiedono a gran voce la rimozione e sostituzione con l’originaria lanterna.

Lampione di Punta della Dogana: NOI lo vorremmo indietro!!!

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Una protesta del tutto particolare è quella di Cristina Romieri, nota animalista e ambientalista veneziana, di cui il 1°giugno scorso è apparsa sul Gazzettino di Venezia la seguente lettera:

VIA IL RAGAZZO CON LA RANA     

«Aderiamo alla richiesta già sottoscritta da molti abitanti per rimuovere il “Ragazzo con la rana” di Charles Ray dalla Punta della Dogana, facendo ritornare ai veneziani (già abbastanza espropriati) l’originale lanterna. Da subito, giusto un anno fa, avevamo espresso la nostra contrarietà a tale collocazione (oltretutto prorogata, come le due mostre della collezione Pinault) anche perché per noi è una scultura profondamente diseducativa nei confronti degli animali. La rana è un essere vivente e senziente, non un oggetto da tenere appeso a testa in giù, quasi a “vivisezionarlo” mentalmente. Già nella quotidiana realtà subisce torture (a scopi pseudo-scientifici) e sadismi. "È un giovane – aveva spiegato Pinault a proposito del ragazzo con la rana – che guarda lontano come fa Venezia". Guardare lontano per noi significa soprattutto rispettare gli esseri viventi, rane comprese. E costruire per la nostra città un futuro che si armonizzi con la sua anima, senza svendita alcuna.»
     

(Cristina Romieri, Associazione Vegetariana)

(Foto in alto di Lucio Angelini)      

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4 Risposte to “UNA SCULTURA DISEDUCATIVA”

  1. rferrazzi Says:

    Senza voler urtare la sensibilità degli animalisti, spero mi sia permesso dichiarare che nulla fregami delle rane. Apprezzo anche il figurativismo della statua. Ma è intollerabile che sia collocata sulla Punta della Dogana. Che ci azzecca? Cosa starebbe a significare? O forse l'ego dello scultore arriva al punto di invertire l'ordine dei fattori fino a credere che la Dogana sia stata costruita per fare da scenario alla sua scultura? E il sindaco, cosa ne dice? Lucio, vuoi vedere che ti tocca rimpiangere Brunetta?

  2. rferrazzi Says:

    Senza voler urtare la sensibilità degli animalisti, spero mi sia permesso dichiarare che nulla fregami delle rane. Apprezzo anche il figurativismo della statua. Ma è intollerabile che sia collocata sulla Punta della Dogana. Che ci azzecca? Cosa starebbe a significare? O forse l'ego dello scultore arriva al punto di invertire l'ordine dei fattori fino a credere che la Dogana sia stata costruita per fare da scenario alla sua scultura? E il sindaco, cosa ne dice? Lucio, vuoi vedere che ti tocca rimpiangere Brunetta?

  3. Lioa Says:

    @ Ferrazzi. Pensa che, per proteggere la scultura da writers e altri vandali, le è persino stato assicurato un servizio di vigilanza H24, con turni di guardia piuttosto costosi. Ma si sa che quando si tratta di danaro pubblico non si bada a spese. La miglior sede per la scultura è il museo di Punta della Dogana, appena qualche passo indietro. Ma forse il vero scopo dell'operazione era dotare anche Venezia – come Copengahen – di un suo Sirenetto dalle Belle Chiappe*-°

  4. BOCL N. 47 (VENEZIA) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] UNA SCULTURA DISEDUCATIVA […]

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