MASSIMO CACCIARI PRESENTA A VENEZIA “IL TERZO PARADISO” DI MICHELANGELO PISTOLETTO

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(Massimo Cacciari, Michelangelo Pistoletto e Paolo Coltro alla presentazione di "Il Terzo Paradiso")
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Avete presente il pittore e scultore Michelangelo Pistoletto, quello che all’ultima Biennale infranse 22 specchi in due performance?
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No?
Be’, rileggete qui:
 
da cui:
 
«Gli specchi hanno segnato la sua ricerca («portare l’arte ai bordi della vita per verificare l’intero sistema in cui entrambe si muovevano, è stato lo scopo e il risultato dei miei quadri specchianti», ha scritto un po’ d’anni fa), perché oggi ha deciso di distruggerli?»
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«Li distruggo, ma farlo in realtà è un modo per moltiplicarli. Ogni frammento di specchio ha le stesse proprietà di quello grande e crea, a suo modo un piccolo universo: mi sembra in linea con “Fare mondi” che è il tema dato dal curatore Daniel Birnbaum alla Biennale. Anche se l’idea mi era venuta per una richiesta, l’anno scorso, della Triennale giapponese di Yokohama».

«Ma cosa rimarrà di questa performance ai visitatori della kermesse?»
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«Dietro agli specchi ci sono teli neri su cui molti frammenti rimarranno fissati quasi come stelle in un cielo notturno: questo vedranno gli spettatori che non possono assistere alle perfomance».

Adesso Michelangelo Pistoletto ha scritto un libro intitolato "IL TERZO PARADISO", Marsilio editore.

«Cos’è il Terzo Paradiso? È l’accoppiamento fertile tra il primo e il secondo paradiso. Il primo è il Paradiso Terrestre, che precede il morso della mela. È il paradiso naturale dove tutto è regolato dall’intelligenza della natura. Il secondo è il Paradiso Artificiale, quello sviluppato dall’intelligenza umana attraverso un processo lentissimo che ha raggiunto nel corso degli ultimi due secoli una dimensione sempre più vasta ed esclusiva. Questo paradiso è fatto di bisogni artificiali, di comodità artificiali, di piaceri artificiali e di ogni altra forma di artificio. Si è formato un vero e proprio mondo artificiale che continua a crescere consumando e deteriorando in modo sempre più drastico il pianeta naturale. Il pericolo di una sempre più imminente tragica collisione fra queste due sfere è ormai annunciato in ogni modo. Ed è per evitare di proseguire verso questo catastrofico avvenimento che si deve concepire il progetto globale che chiamo Terzo Paradiso.» (Da http://www.pistoletto.it/it/crono26.htm )

Sabato scorso alle 18.30 il libro è stato presentato da Massimo Cacciari alla 

Caffetteria L’Ombra del Leone
Ca’ Giustinian, San Marco 1364/a, Venezia
Sede della Biennale di Venezia
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nel contesto di «Autori all’Ombra del Leone», iniziativa con la quale la Biennale apre lo spazio prestigioso di Ca’ Giustinian agli autori e a tutti coloro che condividono la passione per la lettura.
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Il Terzo Paradiso è il libro in cui Pistoletto "… propone una riconciliazione tra uomo e mondo, tra individuo e società… A partire dalla cieca ferocia della guerra, l’autore sente l’urgenza di richiamare l’essere umano ai valori fondamentali dell’esistenza, quali la solidarietà e la condivisione, proponendo delle soluzioni e delle alternative a un malessere sociale, ambientale e storico. La metafora ricorrente tra le pagine del libro è quella dello specchio, protagonista di numerosi lavori dell’artista. È infatti dalla frammentazione dello specchio che ha origine la moltiplicazione di mondi infiniti, ognuno riflettente la propria parte di universo, ognuno inserito in un contesto specifico, tutti però accomunati dallo stesso luogo che ci ospita, il mondo. Dal problema dell’ambiente a quello dell’istruzione, dall’analisi della crescita demografica alle difficoltà delle giovani generazioni di trovare una collocazione all’interno della società, Pistoletto attraversa, con trasparenza e coraggio, i nodi sociali, ricordando l’importanza della responsabilità individuale.»  (Dal foglio di presentazione distribuito in sala).
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E Massimo Cacciari (moderato dal giornalista Paolo Coltro) che ha detto?
Sintetizzo un po’ alla rinfusa: l’ex sindaco di Venezia ha parlato di arte come strumento di formazione politica, di concretezza determinata del fare (techné)(1), di arte capace di produrre oggetti specifici e anche mondi; di arte che dovrebbe educare politicamente all’armonizzazione (ars e armonia hanno la stessa radice, mentre paradiso significa giardino); dell’arte povera di Pistoletto, che fin dagli anni ’60 mirava a rimuovere ogni retorica auratica dall’opera d’arte per protendersi invece verso l’essenzialità.
"Il nostro cervello è qualcosa di finito ma che pensa all’infinito. Il Terzo Paradiso – ha ricordato Cacciari – è tale se nell’infinito si riesce a collocare un hortus conclusus (la terra) da custodire e curare, anziché da devastare."
Cacciari ha poi citato le réseau pensant di Pascal, aggiungendo che quello di Adamo ed Eva fu un ovvio peccato giacché i due, vivendo in un hortus conclusus, non potevano che sognare la trasgressione. Ma se concepiamo il nostro destino su questa terra, non possiamo che averne cura. Il discorso di Pistoletto non è utopistico, ma eutopistico (eutopia = luogo in cui si può stare bene). La libertà serve soprattutto a diventare responsabili: si è veramente liberi se "ci si sa legare a", mentre chi difende ossessivamente il proprio idioma è il vero idiota (etimologicamente: chi si isola). Gli effetti socio-politici dell’arte sono stati e sempre saranno straordinari. Le forme della rappresentazione artistica, che elabora simboli in relazione con idee precise, creano impatto, effettualità. L’uomo si oltrepassa sempre, non è contenibile, ha un cuore inquieto che non si ferma mai, ma dobbiamo dare forma al nostro procedere. E l’arte ne dà testimonianza. Lo sviluppo tout court è esiziale per la sopravvivenza della terra e della nostra specie.
Pistoletto, da par suo, ha chiarito che se non si salva la terra, non si salva nemmeno la scienza che va sempre avanti: non c’è scienza senza l’uomo, e il suo simbolo del terzo paradiso è destinato a tutti, a cominciare dagli insegnanti e dalle scuole. La parola va usata come conduttrice di visioni, e il simbolo può diventare parola, creare visioni. Concentrare la ricchezza per escludere dalla ricchezza non ha alcun senso. Un padre che accumuli scorte di cibo per non condividerle con i propri figli sarebbe un padre insensato. Così la parte di umanità che accaparra per sé le risorse destinate a tutti è esecrabile. Bisogna educare alla domesticità, non alla predazione.
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Con il “Nuovo Segno d’Infinito” si disegnano tre cerchi: quello centrale rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso.
(Michelangelo Pistoletto)

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