IL LIDO: UN PONTE FRA VENEZIA E LA GRECIA

Presentazione del nuovo libro di Daniela Simionato-Putz ieri pomeriggio a Villa Laguna, qui al Lido di Venezia:

"IL LIDO: UN PONTE TRA VENEZIA E LA GRECIA", Vianello Editore.

Dall’Introduzione:

"Quando agli inizi del 1900 il territorio lidense venne totalmente trasformato, diventando uno dei luoghi di vacanza della più ricca e mondana società europea, molte delle nuove strade, su cui si affacciano lussuose ville ed alberghi ‘Liberty’ circondati da giardini e frutteti, furono chiamate con i nomi di quei porti e quelle isole dell’Adriatico e dell’Egeo dove, più a lungo ed intensamente, la Repubblica della Serenissima visse la sua straordinaria storia…".

La toponomastica del Lido ricorda molti dei luoghi entrati a far parte dello "spessore del passato". Una delle aree centrali del Lido è costituita, infatti, dalla via e piazzetta Lepanto (in ricordo della battaglia del 1571 che bloccò l’avanzata ottomana), ma abbiamo anche via Corfù, via Famagosta, via Corinto, via Negroponte, via Lemno, via Cipro, via Nicosia, via Morea, via Isola di Chio, via Candia, via Modone e Corone, via Rodi,  via Zante, Riva di Corinto e via discorrendo.

"Dopo il Mille, il territorio a nord, protetto dal Forte di Sant’Andrea, ricoprì un ruolo di fondamentale importanza nella storia della Repubblica. Esso infatti divenne il punto strategico, proteso fra laguna e mare, su cui erano state costruite attrezzature adeguate a garantire la sosta e le operazioni d’imbarco dei Crociati, dei Cavalieri e dei Pellegrini in partenza per la Terra Santa. Nel cosiddetto Serraglio potevano sostare anche 3000 soldati in attesa che venissero armate le Galee ed approntate le Cocche che partivano in convogli detti Le Mude, più frequentemente nel mese di maggio, dopo la Festa della Sensa (Ascensione), durante la quale si celebrava lo Sposalizio del Mare. Il Lido, quindi, divenne un ‘ponte’ fra Venezia e i Paesi al di là dell’Adriatico e giù fino all’Egeo, sulla via di Costantinopoli fino a raggiungere le città lontane di Tana e Trebisonda" (pp. 9-10).

(Daniela Simionato-Putz, già autrice della "Guida del Lido di Venezia e Pellestrina" e di "Curiosi percorsi fra storici alberghi sull’acqua")

Alla presentazione è intervenuta anche l’attrice Ottavia Piccolo, che ha eletto il Lido a proprio luogo di residenza. Abita in zona San Nicoletto e la si incontra spesso alla Coop:- )

Gli abitanti del Lido, purtroppo, sono ancora sotto choc per il traumatico impatto dei nuovi approdi all’isola, fortemente deprecati nei giorni scorsi dal neo responsabile del Polo Museale Vittorio Sgarbi. Proprio ieri è apparsa sul Gazzettino di Venezia questa mia lettera di protesta:

«Per una volta sono d’accordo con Sgarbi. Qualunque architetto dotato di un minimo di senso di rispetto per il paesaggio, progettando i nuovi approdi del Lido, avrebbe valorizzato la cosa più importante: la vista impagabile sulla laguna fino a San Marco. Invece no, è stata scelta la soluzione più idiota: impedire tale vista con gabbioni sovradimensionati e interminabili. Le tettoie dell’ultimo dei più bassi, peraltro, finiscono SOTTO la vela: che genialata! In altri paesi si rimane sbalorditi dalla bellezza di certe architetture moderne. A Venezia tutto ciò che viene aggiunto è puntualmente all’insegna del pacchiano e dell’obbrobrioso.»

(I nuovi approdi del Lido)

Insomma pare che i politici e gli imprenditori veneziani ce la stiano mettendo davvero tutta a peggiorare l’esistente:-(((
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