VIVA LE MARCHE

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(Il blogger marchigiano Lucio Angelini bighellona sui colli dietro Fano)
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Pare che l’America stia scoprendo le Marche, annoverate tra i cinque migliori paradisi a livello mondiale… ancorché per pensionati*-°
Così, almeno, il Corriere della Sera, riprendendo un’indagine della rivista AARP:
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AARP The Magazine Travels the Globe to Reveal the Top 5 Best Places to Retire Abroad
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[Le Marche (pronounced "lay markay"), bordering the Adriatic, is a lovely land of vineyards, snow-capped mountains, and splendid beaches (which you won’t find in Umbria). "Nature lovers will get more pristine beauty for their money in Le Marche than anywhere else in central Italy," writes John Moretti in Living Abroad in Italy. It also prides itself on some of the best fish dishes in the country—and is trendy enough to have snagged Dustin Hoffman as a tourism spokesman. Whereas Le Marche can’t match the fabled art treasures of Rome or Florence, the walled city of Urbino boasts Renaissance architecture considered among the most impressive in Italy—minus the crush of tourists.

John Williams, 62, a chiropractor from Pennsylvania, moved here 23 years ago and now lives on a three-acre country home in the village of Senigallia, just off the beach, with his wife and two teenage children. There they tend a grove of centuries-old olive trees, from which they make their own oil. "I came intending to visit for six months and stayed," he says. "I wouldn’t think of living anywhere else." Excluding the cost of housing, a minimum annual income of $20,000 is feasible, he reports, though higher incomes are more realistic. "What I like best is having beautiful beaches and mountains within 45 minutes of each other," Williams says. "There’s such a variety of choices, it’s like a permanent vacation."]

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8 Risposte to “VIVA LE MARCHE”

  1. utente anonimo Says:

    Io un'estate sono stato in un piccolo villaggio vacanze a Grottammare. E' un posto  semplice e delizioso.Ma la mattina non andavo in spiaggia, salivo in auto e puntavo alla cieca verso l'interno. Dopo un po' mi ritrovavo  tra cento colline, un paesaggio dolcissimo e a perdita d'occhio. Il bello è che all'epoca non c'erano gps e perciò al primo bar, di solito con annesso giardino, chiedevo indicazioni e poi mi fermavo a prendere un caffè, tirare due spire e leggere Repubblica.Fano invece era la meta di una rovente giornata di viaggio. Nei primi 60 un parente aveva messo su un bell'albergo a Milano Marittima. Si partiva da Napoli di primo mattino e si arrivava a Roma con l'Autosole. Da qui,  sbagliando strada almeno un paio di volte, si prendeva la statale per Spoleto, via Orte e poi Narni, si sostava alla Fonti del Clitunno, perchè mio padre era fanatico di Carducci, e si pranzava  alle gole del Metauro. L'arrivo a Fano avveniva nel tardo pomeriggio, dopo che la Ondine Renualt  si era arrampicata lungo picchi assolati penetrando valli  in chiaroscuro.Si alloggiava  in  una linda pensione sul mare. La mattina seguente, fatta una svogliata colazione, mi catapultavo in questa spiaggia che, va a capire il motivo,  adesso ricordo segnata da un alto pendio sabbioso.  A mezzogiorno mamma mi chiamava dall'alto della duna e ancora bagnato mi ficcava nella Ondine, I cui sedili ricoperti di  plastica bollivano al sole.Ciao Marche!Carlo Capone

  2. Lioa Says:

    Forse la spiaggia ti pareva in forte pendenza perché eri piccino e rintronato dal viaggio.  Sicuro che non confondi Fano con il Conero? Cmq negli ultimi anni sono stati fatti imponenti lavori di restauro e oggi Fano è una cittadina ancora più piacevole che in passato, malgrado l'innesto di una colonia di circa 5000 napoletani:-)

  3. utente anonimo Says:

    No era Fano, sicuro. Penso che tu abbia ragione sulla dimensionalità del ricordo. Da un tre o 4 anni sono tornato in vacanza in Romagna. Mi riprometto sempre di andare a Fano (ma anche a Pesaro,  che mi è ugualmente cara nel ricordo) e poi non succede.Anche qui in Piemonte, mia patria adottiva, c'è questo problema dell'innesto di cui parli (se ne ho inteso bene la natura). Una cosa orrenda, furono trasportati di peso un 20-30 anni fa, credo per questioni politico-lavorative, e oggi vivono in un ghetto vociante esprimendosi  in un criptocampano.Per fortuna non praticano il malaffare, solo che stanno lì, in parte senza lavoro, impermeabili a qualunque influsso esterno.Carlo C.

  4. utente anonimo Says:

    Ad Ascoli penso che i pensionati americani si troverebbero benissimo, strade e case piene di loro simili, anche qualche zombi ogni tanto, dato che i giovani emigrano dappertutto pur di non rimanere li'.

  5. utente anonimo Says:

    viva le marchette!

  6. Lioa Says:

    Carlo, parli così perché tu sei della Bassa Marca:-)

  7. utente anonimo Says:

    No, della Marca Sporca.

  8. what i think Says:

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