I LOVE ROSSO FLOYD

"E poi un appunto metodo… metodosofico… come cazzo si dice? Comunque è questo: è facile vedere le cose dalla fine, ti sembra che il destino sia evidente dall'inizio, scolpito a lettere di fuoco nella pietra, così i prescelti hanno sùbito una luce speciale, e chi si ferma per strada ti sembra un poveretto, un suicida: come, sei sulla barca della gloria e scendi? Ci pensavo ascoltando tutti i vostri racconti sui primi compagni dei Pink Floyd, quando non si chiamavano ancora Pink Floyd… Si crea un film altamente drammatico, un film dove tutto è fatale, un incontro, una parola detta per caso… Così chi arriva alla gloria ci arriva perché doveva, perché era speciale, e noi giù ad adorare… "

(Michele Mari, Rosso Floyd, Einaudi, p. 212)

[Domani la recensione:-)]

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