COME CRIMINALIZZARE GLI ULTRAS DEL VENEZIA

Lunedì scorso su "gazzettino.it" il giornalista Paolo Calia ha firmato un articolo intitolato: «Treviso. Alta tensione e treni bloccati per cento tifosi del Venezia senza biglietto».


«TREVISO (21 novembre) – La linea del Piave, nel sabato ad alta tensione sul fronte della sicurezza, si è materializzata nella piccola stazione di Preganziol: lì è stata neutralizzata la minaccia degli ultras veneziani diretti a Treviso senza biglietto e con intenzioni bellicose per seguire Treviso-Venezia, partita della quinta serie del campionato di calcio… A Preganziol… la polizia ha fatto scendere gli ultras veneziani, tutti senza biglietto per lo stadio ma comunque intenzionati a raggiungere il Tenni nella speranza di trovare qualche varco. Una volta sotto le pensiline è cominciata l'identificazione. Poi la trattativa: «Fateci arrivare a Treviso», hanno chiesto. Ipotesi nemmeno presa in considerazione. Il proposito invece era di spedirli indietro. Qualcuno ha anche tentato di forzare il blocco, ma è stato subito neutralizzato con decisione dagli agenti… »

Il resto qui:

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=127561

Conoscendo personalmente uno dei 150 ultras, gli ho chiesto se le cose erano andate proprio così.

Risposta:
 «L'articolo è completamente fasullo, le cose non sono andate per niente così. Avevamo tutti il biglietto, non me l'hanno nemmeno controllato. 'Sto Calia ha fatto un libro su Gentilini vergognoso. I passeggeri del treno erano con noi. Il controllore del treno è stato denunciato dalla questura di Treviso. Avevamo ogni diritto di andare a Treviso, siamo stati sequestrati a Preganziol, dopo un'ora ci hanno detto che i trevigiani ci avrebbero lanciato di tutto e allora abbiamo deciso di tornare indietro, ma hanno fatto un cordone che ci impediva di tornare a casa, questo per un'ora, un sequestro in piena regola e sono letteralmente indignato. Non so con che criterio abbiano calcolato che 30 su 150 erano senza biglietto, lo tenevamo tutti in mano e lo sventolavamo, a me nessuno l'ha controllato. Il bello è che i giornalisti ti intervistano due ore , sorridono, ti dicono 'avete ragione' e poi saltano fuori con articoli così. Evviva la libertà di stampa e di circolazione, e comunque la polizia è stata ancora peggio, erano quelli della celere di Padova, quelli del g8 di Padova per intenderci. Nell'unico posto in cui non c'era la telecamera e senza nessun ordine hanno tirato manganellate a due ragazzi armati di… panino!, uno l'hanno colpito a un centimetro dall'occhio, per fortuna la cosa è durata un solo secondo perché siamo tutti corsi al binario dove si era ripresi di nuovo. Sono davvero amareggiato, mi pare di vivere in un paese sempre meno democratico, essere tifosi vuol dire essere un po' meno cittadini ma sai che negli stadi sperimentano prima quello che poi applicano alla gente comune, sono laboratori di repressione e questo mi spaventa davvero, io cerco di avere la coscienza sempre a posto ma mi interessa che anche chi ci governa, chi ci informa, chi ci dovrebbe proteggere (la polizia) ce l'abbia e purtroppo non è così.»

Scrive nel sito di gazzettino.it il commentatore Mar-ghe-gera:

«mi rivolgo direttamente al signor cronista: il suo articolo più che un pezzo giornalistico assomiglia ad una requisitoria da pubblico ministero e infarcito di giudizi pesantemente diffamatori nei confronti di 130 cittadini che intendevano civilmente dissentire da discutibili decisioni prese dal prefetto di tv su indicazione del CASMS di Roma. Attribuire a queste persone intenzioni violente ed aggressive è una sua personale opinione non suffragata da fatti e prove. I tifosi, liberi cittadini e non delinquenti, avevano dichiarato pubblicamente le loro intenzioni pacifiche e le modalità del loro viaggio, nel corso nella giornata poi, hanno sempre mantenuto un comportamento civile e pacifico, a dimostrazione che il loro intento era quello di poter arrivare nei pressi dello stadio e di incitare da fuori la loro squadra, non condividendo il clima di terrore che certe leggi e decisioni arbitrarie creano attorno al calcio. scelte repressive che anzichè abbassare le tensioni le creano e uccidono, così ha titolato il suo stesso giornale ieri, il calcio. il nodo, caro cronista è questo: al viminale c'è un ministro che, anzichè gestire le proteste, preferisce impedirle e criminalizzarle. Impedire a dei liberi cittadini di arrivare a treviso, sequestrando loro e tutti quelli che sono in treno, è puro arbitrio e lede i fondamentali diritti di movimento dei cittadini.
mentire, accusandoli di essere responsabili dei disagi conseguenti alle proprie scelte, è ancora più grave e squallido.» 

commento inviato il 21-11-2010 alle 18:05 da mar ghe gera

e più avanti:

"ci sono ultras e ultras. ci sono quelli che sfasciano tutto, mostrano svastiche, aggrediscono comuni cittadini e fanno uhuh come le scimmie e quelli che tifano per la loro squadra con passione senza eccessi, fanno progetti di solidarietà, aggregano giovani e difendono l'idea che il calcio sia uno sport e non un'industria altamente inquinante delle nostre coscienze".

Il commentatore Antonio:

«io, come molti altri ragazzi, ieri ero nel treno che, al contrario di quanto scritto dal sig Calia, era da una settimana che si sapeva essere quello delle 12,04 che partiva da venezia, e che avrebbe dovuto fermare a mestre, mogliano e treviso. quindi, gia dalle prime righe, noto faziosità e imprecisione da parte del vostro giornalista, che non solo ha errato nell'affermare che avremmo dovuto prendere il "solito treno locale", in quanto ribadisco, erano almeno 10 giorni che tutti (questure, giornali e singoli cittadini) sapevano qual era l'appuntamento, ma ha pure sbagliato nello scrivere che non avrebbe fermato a mogliano. in secondo luogo, è tutta l'impostazione dell'articolo che non riporta il reale andamento dei fatti, né il clima che si respirava per tutto il tempo in cui sono/siamo stati protagonisti di quanto accaduto. Il vero scandalo è che è stato impedito a 150 persone di recarsi a treviso nonostante non ci fosse un divieto a fare ciò, calpestando quindi i piu basilari diritti di ogni singolo cittadino. senza inoltre evidenziare che 150 persone sono state sequestrate per diverse ore, senza un motivo reale e senza avere spiegazioni. tralasciando infine che le stesse forze dell'ordine di venezia hanno elogiato il comportamento responsabile e civile delle persone vittime di questo abuso (cosa che il vostro articolo ha pensato bene non solo di non sottolineare, anzi ha cercato di stravolgere del tutto), chiedo che venga data una fedele e non inventata ricostruzione dei fatti.

commento inviato il 21-11-2010 alle 13:56 da antonio

Eleuterio:

Il comportamento della questura è stato RIDICOLO, una partita che poteva essere una festa con qualche sfottò, trasformata in un evento morto, posti di blocco su tutto il terraglio di uomini con il mitra, centinaia di uomini impegnati perfino la forestale, sequestri di persona secondo non si capisce bene che legge, blocco treni di linea, area intorno allo stadio presidiata da polizia in assetto antisommossa, mercato chiuso, io da veneziano sono andato a vedere di persona fino a sotto la curva biancoceleste come lo stato impiega i nostri soldi e mi sono domandato: ma se avessero fatto entrare i tifosi arancioneroverdi nella curva che non per niente è dedicata agli ospiti con tutte le accortezze del caso, non sarebbe stato molto meglio, molto meno dispendioso e molto più semplice?

commento inviato il 22-11-2010 alle 10:36 da Eleuterio Paraspruzzi

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