LA GROTTA DI SAN PATERNIANO

Ieri, finalmente, sono riuscito a visitare la grotta in cui San Paterniano, patrono di Fano, si rifugiò – o almeno così si dice – per sfuggire alle persecuzioni dioclezianee (secc. III-IV d.C.). Si trova all'interno dell'agriturismo "La Grotta", a Caminate, frazione di Fano, sulla sponda destra del fiume Metauro a circa 7 km dal mare.

L'urna con le reliquie di San Paterniano, invece, si trova a Fano, nella basilica dedicata al Santo.

Anche a Venezia, e proprio nel sestiere di San Marco, esisteva un'antica parrocchia di San Paternian, abbattuta nel 1810:

http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Paternian

"La tradizione fa risalire l'edificazione della chiesa veneziana di San Paterniano ai decenni finali del IX secolo, per iniziativa in particolare della nobile famiglia Andrearda, che avrebbe fatto innalzare un tempio in legno sul luogo ove già si venerava l'immagine del santo vescovo e protettore di Fano, da poco trafugata e portata a Venezia", come si legge qui:

siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodente…

Insomma, non sarei proprio l'unico anello di collegamento tra FANO e VENEZIA:-)


(Foto di Lucio Angelini)

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4 Risposte to “LA GROTTA DI SAN PATERNIANO”

  1. utente anonimo Says:

    In realtà il legame tra le due città è storicamente assai forte: i fanesi, che venivano periodicamente attaccati da Ravenna, ricorsero alla protezione di Venezia nel 1136 e furono i primi a promettere dedizione alla Serenissima. Cito dal Romanin:

    I consoli e tutto il popolo di Fano promettevano per sé e successori in perpetuo a Dio e a s.Marco apostolo ed Evangelista, non che al doge Pietro Polani, di esser fedeli al paro di ogni abitante di Venezia, e che ogni nuovo console sarebbe tenuto a giurare di aver a cuore l'onore e la salvezza di quella come della propria città, e difenderne nel proprietà come fossero quelle di qualunque Fanese;

    Tra i vari titoli dell'accordo (libero commercio dei Fanesi nelle terre venete, protezione alle navi veneziane che facevano spola con Ragusa, etc.) si stabiliva che la città di Fano avrebbe fornito un migliaio d'olio l'anno (la bibliotecaria della Federiciana mi dice che servivano per le lampade della Basilica di S.Marco, non ho verificato)

    ciao
    Federico

  2. Lioa Says:

    Sì sì, la mia era solo una battuta. Che Federico sei? Abiti a Fano?
     

  3. utente anonimo Says:

    Mi pareva l'occasione buona per scrivere due righe di storia della Dominante, anche per il lettore di passaggio. A Fano ci andato un paio di volte ad accompagnare la morosa in ricerche d'archivio, abito a Venezia. Non ci conosciamo ma ogni tanto sbircio nazione indiana e il tuo blog.
    Scuserai la mia terribile pedanteria 🙂

    Federico

  4. Lioa Says:

    Hai fatto benissimo. Saprai tutto di Fanum Fortunae e Colonia Julia Fanestris:

    http://www.comune.fano.ps.it/index.php?id=240&L=dnrsriahepwhxb
     

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