QUEL DEFICIENTE DEL CANE DEGLI OMODEO

(Piersandro Pallavicini)
 

«Mi sento uno stupido e forse lo sono, ma ho il cuore in gola. Così che adesso, quando scendo dalla Mini davanti a casa e mi arriva alle spalle lo scoppio di latrati di quel deficiente del cane degli Omodeo, io salto all’indietro con una specie di urlo disarticolato. Si lancia verso di me contro la rete metallica, il lupo coglione.
“Crepa!” gli ringhio io.
E lui giustamente abbaia di più, abbaia come un ossesso, e si lancia di nuovo contro la rete come se volesse sfondarla col muso pur di azzannarmi alla gola, e mi accompagna a quel modo lungo i dieci passi sul sentiero in ghiaietto che mi conducono alla porta di casa.
Càgat adòs!” gli strillo: nella surreale speranza che, usando il dialetto dei suoi insopportabili padroni, lo stupido pastore tedesco riesca a cogliere il significato. L’odioso cane Fonzie. Pronuncia Fonzi. Ribattezzato all’istante Stronzi.
Càgat adòs, marcione!” gli urlo ancora, provocandolo, con un’altra folle speranza: che il cane Stronzi, a forza di musate contro la rete, possa procurarsi almeno una commozione cerebrale…»

(Piersandro Pallavicini, African Inferno, Feltrinelli 2010, pp. 30-31)

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Una Risposta to “QUEL DEFICIENTE DEL CANE DEGLI OMODEO”

  1. BOCL N. 43 (PIERSANDRO PALLAVICINI: SIZE DOES MATTER!) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] QUEL DEFICIENTE DEL CANE DEGLI OMODEO […]

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