COME FU CHE MICHELE MARI DIVENNE UN SERIAL KILLER

[ LADYHAWKE POSTER ]

Nel film del 1985 LADYHAWKE, di Richard Donner, il capitano Etienne Navarre e la sua amata Isabeau d’Anjou vengono colpiti da una maledizione. Il malvagio vescovo di Aquila, infatti, invaghitosi di Isabeau, non sopporta l'idea di saperla felice insieme a Navarre. Da un patto col diavolo ottiene che i due innamorati siano "always together, eternally apart" (sempre insieme ma eternamente separati): di giorno lei sarà lo splendido falco che Etienne Navarre cura e protegge, di notte lui sarà un feroce lupo nero docile solo alle carezze di Isabeau. Nessuno dei due avrà coscienza della propria semivita in forma animale e solo all'alba e al crepuscolo di ogni giorno Etienne e Isabeau potranno scorgersi per un attimo senza mai riuscire nemmeno a sfiorarsi. La maledizione potrà essere spezzata – a detta del vecchio monaco Imperius –  solo se i due innamorati potranno comparire insieme davanti al vescovo in un giorno senza notte e in una notte senza giorno. Si scoprirà, più avanti nel film, che l'allusione è a una eclissi di sole… 

La storia non dovette dispiacere a Michele Mari che, nel 2007, dedicò ben cento poesie d'amore alla propria "Ladyhawke": una compagna di liceo di cui si era innamorato tanto perdutamente quanto astrattamente, ovvero senza poterla mai sfiorare (e ancora meno "trapanare", come si evince da una delle poesie riportate sotto).

Leggiamo alle pagg. 54-55

La fiaba degli amanti
cui un maleficio tolse
d’incontrarsi
        (donna di notte lei
                 e con la luce falco
       lui con la luce uomo
                e nottetempo lupo)
ci  piacque tanto che per un bel pezzo
ci siamo firmati Knightwolf e Ladyhawke
finché capimmo
l’inutilità della speranza di ritrovarci insieme
nell’umano
Il nostro più ambizioso traguardo
essendo di confondere
il pelo con le piume
 
(Come se un lupo
fosse mai uscito indenne da una fiaba
come se in ogni falco
non si ripetesse degli Alberighi
l’antico scelo)

 
E a pagina 8: 

È dalla fine del liceo
che come un fantoccio
della classe di Kantor
siedo al mio banco nella III A
e chi mi ci ha inchiodato
sei stata tu
un attimo prima che l’ultima campanella
ci mandasse nel mondo

 
Trent'anni dopo l'amore di Knightwolf/Mari è ancora saldo:

Se fin dall’inizio mi avessero informato
che dopo più di trent’anni
senza aver niente in cambio
ancora ti avrei amata
avrei risposto
“Logico e piano, sir”

Leggiamo, peraltro, a pag. 19 

Il mio amore è un trapano tremendo
con punte
      al tungsteno
                 al molibdeno
                      al vanadio
che fanno paura soltanto a vedersi
 
Il guaio è che da ragazzo
mi han fregato il mandrino
e ancora
lo sto cercando.

Infine la tragica ammissione di colpevolezza:

Come un serial killer
faccio pagare alle altre donne
la colpa
di non essere te

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4 Risposte to “COME FU CHE MICHELE MARI DIVENNE UN SERIAL KILLER”

  1. rferrazzi Says:

    Grande favola Ladyhawke! L'unica cosa che disapprovo è il nome Isabeau: è un nome maschile! Ma Michelle Pfeiffer è così bella che fuga ogni sospetto…

  2. utente anonimo Says:

    Tieni presente che di notte Isabeau diventa un falco (che nel film, curiosamente, è un'aquila, mentre la città di L'Aquila diventa Aguillon… mah, bah, che dire? 🙂

  3. utente anonimo Says:

    Pardon, DI GIORNO (diventa un falco).

  4. BOCL N. 30 (CATTIVO FIN DALL’INIZIO?) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] COME FU CHE MICHELE MARI DIVENNE UN SERIAL KILLER […]

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