AND THE WINNER IS… MARCO CANDIDA

(Da sx a dx: Marco Candida e Giulio Mozzi)

Secondo IL SOLE 24 ORE (ma la scelta è di Michela Murgia), i migliori libri di narrativa italiana usciti nel 2010 sono i seguenti:

IL PRIMO PASSO NEL BOSCO
Alessandro De Roma Il maestrale
pagg. 208 | € 17,00

HO RUBATO LA PIOGGIA
Elisa Ruotolo
Nottetempo
pagg. 164 | € 14,00

CHIEDO SCUSA
Francesco Abate e Valerio Mastrofranco
Einaudi
pagg. 236 | € 17,50

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2010-12-11/letteratura-italiana-152620.shtml

Secondo Aleksandar Hemon il miglior rappresentante della fiction italiana 2010, degno quindi di apparire nell'annuale BEST EUROPEAN FICTION 2011 (il BEF si prende sempre con un anno di anticipo), è Marco Candida (con un brano tratto da Il diario dei sogni, Las Vegas editore).

BEF 2010

Per essere inseriti nell'annuale raccolta della Dalkey Archive bisogna seguire le SUBMISSION GUIDELINES indicate qui:

http://www.dalkeyarchive.com/aboutus/?fa=Submission

We prefer submissions to be sent by e-mail, directed to submissions@dalkeyarchive.com.

Ecco come è andata. L'anno scorso Elizabeth Harris, traduttrice di Giulio Mozzi, inviò un testo di Mozzi alla Dalkey Archive e nell'edizione BEF 2010 fu scelto proprio lui come miglior autore italiano. Allora il suo allievo (nelle scuole di scrittura creativa svoltesi a Tortona) Marco Candida, forse nel tentativo di superare il maestro, scrisse a Elizabeth e – non contento – ci si fidanzò. Questa volta l'esimia traduttrice inviò alla Dalkey Archive un testo di Candida. Casualmente, per il 2011, è stato scelto proprio lui.

Ha osservato Emanuele Bozzi sul Corriere della Sera:

"Lo strano caso di un romanziere sconosciuto in mezzo alle voci della meglio Europa".

Avevo osservato anch'io nel blog di Gulio Mozzi:

http://vibrisse.wordpress.com/2010/11/24/best-european-fiction-2011/#comments

"Sarebbe bello che Hemon spiegasse se ha scelto Candida fra altri dieci, fra altri cento, fra altri mille o solo perché il suo testo gli è piaciuto tout court. In tal caso resta scorrettissimo titolare l’antologia 'Best European fiction 2011'. Se l’Italia è rappresentata solo da Marco Candida, è più che lecito – per un osservatore anche distratto – domandarsi: e tutti gli altri e pur notevolissimi autori italiani 2011 (= 2010) che fine hanno fatto? Sono stati presi in considerazione solo quelli già tradotti in inglese o solo quelli di cui qualcuno si è preso la briga di inviare il testo tradotto? Questo il punto essenziale. Mi par di intuire che solo una manciata abbia inviato a Hemon una traduzione inglese del proprio lavoro… in linea di massima autori non vincolati per contratto alle grandi case editrici."

Giulio Mozzi ha ammesso:

"Un volume che s’intitola 'Best European Fiction' accampa sicuramente una pretesa; e dovrebbe argomentare tale pretesa (in linea di massima: spiegando come sono stati selezionati i testi). E su questo c’è poco da dire: il BEF dell’anno scorso non argomentava un bel niente; quello di quest’anno non so – non mi è ancora arrivato."

E Marco:

"Giulio, consideriamo il titolo dell’antologia 'Under 25'. Se vogliamo guardare alla lettera è il titolo più neutro e oggettivo possibile, significa semplicemente 'Categoria sotto i venticinque anni di età'. Già, ma questo titolo si riferisce a quella particolare e problematica categoria che sono da sempre gli scrittori. Dunque Pier Vittorio Tondelli aveva selezionato un gruppo di testi di giovani di meno venticinque anni e aveva detto: 'Signori miei, questi giovani sono già scrittori'. Se teniamo conto di questo, il titolo neutro e oggettivo 'Under 25' assume sfumature assai più provocatorie. Naturalmente anche allora si sarebbe potuto obiettare: 'sì, ma secondo Pier Vittorio Tondelli'…”.

Mio commento:

"C’è una bella differenza tra chiamare un’antologia 'Under 25' e “***BEST*** EUROPEAN FICTION 2011'. Certo, potrei organizzare anch’io un concorso di bellezza qui a Fano e assegnare il titolo di MISS EURASIA 2011 alla commessa più decente che decidesse di iscriversi. Di qui al considerarla davvero la più bella dell’Eurasia ce ne correrebbe… Quanto a Hemon, credo d’aver capito il tipo. Bel furbacchione. Ciao"

Comunque siano andate le cose, e mie malignità a parte, auguro a Marco Candida la più veloce stileliberizzazione possibile (il suo vero sogno, benché non registrato nella tediosa lista del  'Diario dei sogni'), adesso che si è portato a casa questo sorprendente risultato*-°

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37 Risposte to “AND THE WINNER IS… MARCO CANDIDA”

  1. unpoapolide Says:

    Arrivo qui da NI. E sì, ok, per Marco Candida è andata così. Ma quello che mi chiedo, in tutta questa storia (che a me piace), è quanti contributi di autori e autrici del nostro paese Hemon ha potuto leggere. Mi sembra ovvio che non abbia potuto leggere tutti i 50 mila titoli che ogni anno escono in Italia. E, seppure si può sindacare sul metodo delle segnalazioni, certo questo facilita il compito del curatore, anche perché in tutta Europa usciranno centinaia di migliaia di libri di narrativa ogni anno, immagino. Non si può fare una colpa a Candida e Harris di aver mandato il proprio contributo. Piuttosto, in quanti hanno mandato segnalazioni di autori e autrici italiani? E se non è stato fatto, per quale motivo? Eppure, come si vede, è un buon mezzo pubblicitario, mi sembra. Voglio dire, sarei molto più curioso di sapere tra quanti contributi italiani è stato scelto il brano di Candida. Com'è andata, si sa. Ma sarebbe potuta andare diversamente? Se non si gareggia, non si vince. Buon per Candida, quest'anno. E magari il prossimo anno Hemon si dovrà leggere migliaia di pezzi di italiani (sempre che non l'abbia fatto anche quest'anno). No?

    ndr

  2. XmarcocandidaX Says:

    Lucio, almeno metti un link al mio blog!

  3. XmarcocandidaX Says:

    Ricordo solo che l'anno scorso nel Best European Fiction 2010 e' stato incluso un racconto di Giulio Mozzi. Cosa segnalata in un articolo su Repubblica dallo scrittore Giorgio Falco. Quindi dell'esistenza del Best European Fiction si era gia' data notizia. Tutta questa attenzione alla parola "Best" poi a me sembra morbosa e il segno di un Paese (l'Italia) profondatamente ferito da tutte le storie di corruzione, furberie che lo hanno attraversato.

  4. utente anonimo Says:

    forse, banalmente, bisognerebbe ammettere che il testo di marco è risultato abbastanza buono da essere considerato degno di comparire in una simile antologia. certo, probabilmente non è il risultato di una selezione di un campione altamente significativo della produzione italiana del 2010, ma sicuramente è possibile per noi fare una valutazione comparativa con i pezzi degli altri scrittori compresi nell'antologia. bisognerebbe leggere l'antologia nel suo insieme. se risultasse che raccoglie dei buoni pezzi, magari (al netto delle polemiche) si potrà concludere che anche il pezzo di marco ne è all'altezza? il mondo delle lettere è segnato dalle intense attività promozionali degli autori riguardo ai propri  lavori. che ciò piaccia o meno (a me poco, per esempio), perché rimproverare solo a marco di credere in sé stesso e di provare a convincere del valore dei suoi romanzi chiunque gli capiti a tiro? o quello che brucia è che lui qualcuno l'ha convinto?
    (P.S. per sgombrare il campo da equivoci: non sono una fan incondizionata di marco. se dovessi esprimermi quantitativamente, è più quel che non mi piace dei suoi testi di quello che mi piace. però, in quello che ho letto, ho sempre trovato delle pagine molto molto belle. a ben vedere, in effetti, non sono stupita che possa ben figurare in una antologia perché è capace di grandi acuti. per la tenuta sulla lunga distanza, probabilmente, si farà. è un giudizio mio, personale e opinabile. è che non mi piacciono i discorsi che sembrano un po' invidiosi. confondono le acque. )

  5. utente anonimo Says:

    scusate, non mi sono firmata. il #4 l'ho scritto io.
    paolab.

  6. utente anonimo Says:

    Che Giulio Mozzi comparisse nell'edizione 2010 non stupì nessuno, date le quotazioni del personaggio. I problemi nascono con CANDIDA, di cui si mormora che stia facendo carriera con l'uccello. (sto scherzando). ihihih

  7. Lioa Says:

    @ unpoapolide e paolab.  Be', il fatto che la stessa traduttrice abbia piazzato due suoi autori per due anni di seguito suscita più di una perplessità, ma tutto può essere. L'unica cosa di cui sono sicuro è che "Il diario dei ogni" non mi pare ***nemmeno alla lontana*** il miglior testo dell'anno*-°

  8. Lioa Says:

    @marco. Eccoti accontentato:

    http://lamaniaperlalfabeto.splinder.com/

  9. utente anonimo Says:

    D'altra parte, Lucio, se Marco e io siamo le vette della narrativa italiana d'oggi, che ci possiamo fare?

    giulio

  10. Lioa Says:

    @ Giulio. Bene, portati il pupillo in Stile Libero e siate felici:-)

  11. utente anonimo Says:

    Lucio, Lucio: Marco Candida non è il mio "pupillo". E' un artista del quale ho stima, molta stima. Tutto qui.
    (E, naturalmente, mica decido io chi viene pubblicato in Stile libero. Io posso solo suggerire).

    giulio mozzi

  12. Lioa Says:

    @Giulio. In effetti intendevo dire "portati il pupo" in Stile Libero… tanto lo spiritus di Repetti e Cesari "tenerissima coquit"*-°

  13. ferrucci Says:

    Ciao, Lucio: sei sempre in forma, e questo mi fa molto piacere.

    Voglio solo osservare che, come l'inserimento di Mozzi l'anno precedente non servì minimamente a elevare la sua visibilità e il suo accreditamento, meno che mai l'inserimento del suo discepolo oggi in questa sconosciuta antologia potrà servire a dargli un briciolo di visibilità. Nessuno s'è accorto di nulla e il loro status resterà il medesimo.
    Ci vuole ben altro, per farsi strada.
    Un caro saluto.

  14. Lioa Says:

    Be', se l'uscita sull'antologia dalkeyarchiviana a Marco porterà bene, buon per lui. Non è che desideri il suo male. Eccepivo – fondamentalmente – solo sull'apoditticità di quel "Best"*-°

     

  15. ferrucci Says:

    Infatti, l'apoditticità di quel "Best", conferita a una pubblicazione del genere, ne rivela tutta l'inconsistenza *-°

  16. XmarcocandidaX Says:

    Ferrucci scrive: "Ci vuol ben altro, per farsi strada"

    Questo pero' e' benaltrismo! Di fatto lei pone un giudizio di inutilita' su ogni risultato raggiunto, come sulla legittimita' della questione tutta intera, rimandandola sine die. Nell'arte si puo' dire con tutto, si puo' negare il valore di qualsiasi risultato ragionando con tesi benaltriste! Si puo' dire: "Ha venduto un milione di copie, ma ci vuole ben altro per dimostrare di essere di valore!". Chi puo' negarlo, in fondo? "E' stato insignito di quel premio, ma ci vuol ben altro per dimostrare di essere di valore!". Di nuovo, chi puo' davvero negarlo? Si puo' fare con tutto nell'arte! Non discuta la parola 'Best". Ne discuta piuttosto i contenuti, senza negarli a priori.

    Faccio una riflessione. Quando diciamo che in Italia "non si riconoscono i meriti" bisogna chiarire che questo significa non soltanto che si fanno delle ingiustizie non riconoscendo i meriti quando sono evidenti a tutti (tutti li sanno ma tacciono), ma anche che non si riconoscono i meriti semplicemente perche' non si vede nessun merito. Il problema in questo caso e' che si puo' rischiare di essere ciechi e presuntuosi. Ad esempio si puo' pensare, come fa Ferrucci, che solo chi segue un "certo percorso" (che pero' Ferrucci non spiega, limitandosi a liquidare tutto con un: "Ci vuole ben altro") puo' essere a ragione ritenuto degno di lode. Ma cosi' si rischia per l'appunto di essere ciechi e presuntuosi. I modi per dimostrare valore possono essere moltissimi e le variabili moltissime e nell'arte, forse, va fatta l'operazione opposta a quella di squalificare ogni risultato: di ogni risultato va tenuto conto. E' cosi' che il Corriere della Sera ha ragionato. Si sono detti: "Se un autore cosi' piccolo e' finito in un'antologia cosi' grande, con autori cosi' importanti, curata da un autore cosi' importante, con la prefazione di un autore cosi' importante, evidentemente del merito c'e'". Si tenga presente che il giornalista che ha scritto l'articolo sul Corrirere della Sera si e' fatto mandare il Best European Fiction in redazione e l'articolo non e' stato scritto e pubblicato dall'oggi al domani. 

    Ripeto ancora una volta che negli Stati Uniti esiste una forte tradizione di antologie che si intitolano "Best". Sono curate dai migliori e ci finiscono i migliori. Non e' detto che questi "migliori" siano conosciutissimi, a volte possono apparire in queste antologie in veste di giovani promesse, semplicemente perche' il curatore li stima, grazie a segnalazioni, se ne e' sentito parlare molto bene, qualche autore ha speso parole importanti su di loro. Credo che sia una differenza culturale e basta. In Italia alcuni (pochissimi per la verita' e sempre i soliti; quelli che ce l'hanno con me anche se pubblico gli auguri di buon compleanno a mia mamma sul giornale della parrocchia) trovano la parola 'Best" pretenziosa. Negli Stati Uniti non ci badano. Poi i testi inclusi nell'antologia quest'anno sono veramente molto belli.  

  17. ferrucci Says:

    Ribadisco: ci vuole ben altro, per farsi strada.
    Farsi strada non significa necessariamente esser degno di lode: come vediamo da qualche tempo, oggi in Italia si fa strada soprattutto a colpi di tette e di culi. Spostando il concetto in campo editoriale, un "certo percorso"  potrebbe essere sedurre la direttrice editoriale di un importante editore. Nel caso specifico, dunque, dopo aver mirato a una rivista straniera non resta che alzare il tiro.

  18. XmarcocandidaX Says:

    Ferrucci, in nome di Dio, la smetta! Non e' una direttrice di rivista straniera! E' solo una donna che insegna e traduce. Sono sicuramente stato fortunato a incontrarla, ma il risultato che abbiamo raggiunto insieme e' stato eccezionale a prescindere. NON SONO AL CAPONE! Non ho nessun potere qui negli Stati Uniti d'America! E non sono con la figlia o la nipote di Al Capone! Le e' chiaro? Le e' chiaro che nella vita esistono concetti come grinta, fascino, capacita', intuizione? Le e' chiaro che io non navigo esattamente nell'oro?  Le e' chiaro che senza l'aiuto degli altri, senza una buona parola di qualcuno non si va da nessuna parte? Lo vuole ammettere a se stesso o vuole continuare a fare il fregnacciaro per il resto dei suoi giorni? Tiri fuori 'sti coglioni e vada per il mondo e lo cambi invece di accusare prima questo o poi quello di quanto sbagliano! Sono i vigliacchi che parlano come lei!

  19. ferrucci Says:

    "Le e' chiaro che nella vita esistono concetti come grinta, fascino, capacita', intuizione?"

    Certo che mi è chiaro:  io, modestamente, li incarno tutti e quattro. E so che l'aiuto degli altri e la buona parola di qualcuno servono, altroché se lo so.
    E allora?

  20. utente anonimo Says:

    Okay, there's only so much of this a girl can take. Would you people please leave Marco alone?

    He published something in an anthology. It was a good thing. Not just for Marco, but for me, a fairly unknown translator who is trying to become known in the US publishing world. I chose to translate Giulio Mozzi's work and Marco Candida's work because as far as I'm concerned their writing is fantastic: stylistically challenging for a tanslator, imagistic, thematically complex, humane. Lots of fun to translate. I've been fortunate in getting their work published here in the States: the level of journals–as well as Dalkey Archive's anthology–where they've been published suggests that these are two exceptional writers; all of the places where I've published my translations are competitive and accept unsolicited work only rarely (an example: Kenyon Review accepts less than .5 % of the fiction submitted each year). 

    I have no connections; I wish I did. I know no one at Dalkey. Any connection I have to Dalkey at this point is through the merit of the authors I've translated and through the merit of my translations themselves. I've worked my butt off to do a good job with these two authors' work; and of course they've worked extremely hard to be such terrific writers.

    Ignore "best" in the title of Dalkey's anthology. It's a marketing ploy to get more books sold: Houghton Mifflin has a series titled "Best American Short Stories," so Dalkey, a small, nonprofit, experimental literary press, based their title on this series to promote sales. The stories in the anthology are terrific and both issues are receiving fantastic reviews. The work for the anthologies was submitted by publishing houses or translators; Aleksandar Hemon chose the works he peferred, Giulio's and Marco's, luckily for us, were among his choices.

    Now, stop complaining and criticizing. And stop insulting Marco and me. And mind your own business about our relationship.

    Elizabeth Harris

  21. Lioa Says:

    @Elizabeth. Grazie per essere scesa in campo al fianco del delicato fidanzato, ma non serviva. Hai solo confermato parola per parola quello che sostengo io: il superlativo "best" è solo "a marketing ploy (1)  to get more books sold", perché l'antologia – degna finché vuoi – non è altro che l'ennesima raccolta di testi ritenuti interessanti dal curatore di turno. Aleksandar Hemon, intendo dire, sarà anche il Barberi-Squarotti:-) d'America, ma non ha affatto vagliato il meglio della produzione europea esistente nei vari mercati nazionali, bensì solo il meglio dei testi a lui "submitted", non importa se nella traduzione di una soccorrevole morosa o di questo o quel traduttore ingaggiato per vile danaro.
    Quanto a voi due, che posso dire se non "auguri e figli maschi!"? (anzi "del sesso che preferite", non vorrei essere scambiato per maschilista).
    Un abbraccio.

    (1) ploy = an action calculated to frustrate an opponent or gain an advantage indirectly or deviously; a maneuver.

  22. utente anonimo Says:

    Lucio, ho pubblicato un breve romanzo sperimentale, che risulti gradevole alla lettura sia ai bambini che agli adulti. Tu che sei un'autorità nel campo della narrativa per l'infanzia, potresti dargli un'occhiata? Magari qualche raccolta di Best potrebbe prenderlo in considerazione.
    Grazie per la cortese attenzione.
    Felice Muolo
    Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta. Editore Fermenti.

  23. utente anonimo Says:

    Ho dimenticato il link: http://www.felicemuolo.it

  24. Lioa Says:

    Macché autorità d'egitto. C'è chi assicura che io sia solo uno spregevole troll. Comunque dopo le feste provo a cercarlo in libreria*-°

  25. utente anonimo Says:

    Se mi dai l'indirizzo, lo spedisco.
    Grazie, comunque.
    Felice Muolo

  26. XmarcocandidaX Says:

    Elizabeth e' finita in questa discussione perche' ho lasciato nei commenti del mio facebook il link a questo pezzo. Ci ha cliccato, ha letto i commenti, e' rimasta orripilata ed e' intervenuta. Altrimenti questo blog Elizabeth non lo avrebbe visitato in mille anni. Ripeto che l'antologia e' curata da Aleksandar Hemon con la prefazione di Colum Maccan. E' stampata in venticinquemila copie, distribuita negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, nelle librerie e nelle biblioteche. Si sta parlando addirittura di tradurla. Ha ricevuto recensioni positivissime dal New Tork Times, dal Los Angeles Time, dal Guardian, dal Pubblisher Weekly, dal Time… e in Italia dal Corriere della Sera. Tra l'altro stiamo parlando di un'antologia che non hai nemmeno letto – anzi che non avete nemmeno letto, tutti coloro, dico, che hanno preso parte a questa discussione. Non e' vero, come concludi tu, Angelini, che Hemon ha preso in considerazione solo il materiale pervenuto. Ti avevo gia' spiegato, nei cinquanta commenti su Vibrisse, come sono andate le cose l'anno scorso. Sono stati valutati tra gli altri autori come Tiziano Scarpa e Diego Marani. Solo questi due nomi bastano per dare un'idea che il lavoro e' serio. Tra gli autori inclusi quest'anno ci sono Ingo Schulze e Hilary Mantel – e altri autori importanti. Essendo stati inclusi nell'antologia autori realmente importanti, e testi veramente belli, ed essendo il nome del curatore e quello del prefatore molto importanti, diventa piu' credibile che questa antologia possa esibire sulla copertina la parola "Best".

  27. Lioa Says:

    @Marco. Dici: "Altrimenti questo blog Elizabeth non lo avrebbe visitato in mille anni". Certo. Un po' quello che sarebbe accaduto ad Hemon nei confronti del tuo testo, non glielo avesse spiaccicato sotto il naso lei. Tutto è dovuto al Caso, come vedi.

    Ma non ripeterci per l'ennesima volta che sei diventato una celebrità mondiale e che nei migliori salotti letterari del pianeta non si parla che di te. Abbiamo abbastanza capito che… le cose non stanno esattamente così :-), altrimenti di dimeneresti di meno.

  28. Lioa Says:

    @ Felice. Via Sandro Gallo 45 B 30126 Venezia.

  29. XmarcocandidaX Says:

    Angelini, ti ricordo che questa e' una discussione pubblica e che le cose che dici restano. Percio' io mi vedo costretto a intervenire per fare precisazioni le piu' oggettive possibili. Dopodiche' ogni interpretazione e' possibile.

  30. Lioa Says:

    Oddio, quando mi chiama Angelini è incazzato nero*-°

  31. ferrucci Says:

    "fare precisazioni le piu' oggettive possibili":

    Dio, cosa mi tocca sentire.

  32. XmarcocandidaX Says:

    Ferrucci, se se ne va in giro a fare commenti come quelli che ha lasciato qui a me, allora capisco bene il motivo per il quale ha disabilitato i commenti sul suo blog! Le cose che dico sono verificabili. Verificabili, ha capito? Quello che dice lei e Angelini e' da querela istantanea.

  33. XmarcocandidaX Says:

    Pero' almeno per Angelini c'e' l'attenuante che sta facendo satira. E' lei che mi pare stia prendendo un po' troppo seriamente il tutto! Non che le cose che dice le consideri realmente offensive, sia chiaro. Sto parlando in via del tutto ipotetica.

  34. ferrucci Says:

    Anch'io sto parlando in via del tutto ipotetica.
    E allora?

  35. fabio painnet blade Says:

    Mi intrometto nella controversiaq fra Marco Candida e Lucio Angelini senza alcuna velleità o la necessaria autorità per esprimere mediazioni, ma solo con l’intento di inquadrare meglio i margini di un problema che valuto di grande attualità letteraria. Non sono nemmeno un assiduo frequentatore della rete che provo a seguire nelle sue controverse dinamiche solo da pochi mesi. Forse un anno, non di più. Mi esprimo pertanto coi mezzi di cui dispongo, come semplice osservatore e col solo proposito di apprendere, magari, qualcosa di nuovo.
    La diatriba in atto mi ha trasmesso per la verità una nota di sconforto e perplessità, forse per la malcelata imprudenza dei giovani bloggers (a loro volta autori) impegnati in questo confronto serrato, forse per la sensazione che senza la loro ingenuità una digressione del genere non avrebbe avuto modo di nascere.
    Ho provato quindi ad appropriarmi di ulteriori elementi risalendo la china fino al sito dell’Angelini. Noto che le prime incomprensioni fra quest’ultimo e lo scrittore in erba Marco Candida risalgono ad almeno un anno fa. Non ho tardato quindi a rendermi conto che l’appellativo di ingenuo, se non direttamente di idiota, calzi meglio al sottoscritto che ai relativi autori. La mia principale preoccupazione è attualmente quella di non sversare nel dibattito ulteriore brodaglia polemica, conscio del rischio di poter ingarbugliare ulteriormente la matassa. Le mie affermazioni perciò non vorrebbero attenersi a un calco provocatorio, tutt’altro.
    Devo dire però che sono rimasto alquanto stupito dalla posizione ‘sulla difensiva’ di Marco Candida, anche se a questo punto non posso astenermi dal domandargli (senza strascichi polemici, lo ripeto), se davvero crede che i ‘sospetti’ agitati dall’ ANgelini facciano parte solo della sua personale acredine, anzichè di una comune riflessione sullo stato attuale dell’imprenditoria di settore, o meglio, sui meccanismi che determinano i flussi di mercato e quindi sullo spinoso problema della valutazione di qualità di un opera. Aldilà di una asciutta e necessaria interrogazione su tali logiche promozionali, sono ora convinto, non possano sussistere margini di confronto. Angelini insomma, in uno stile sopportabilissimo, agita dubbi assai vivi nel nostro immaginario ( parlo come lettore), palesa forse ruggini accantonate o incertezze che gli si può imputare, casomai di compendiare in maniera pedissequa e sufficiente, ma non infondata. La mia perplessità sull’utilità di un siffatto scambio d’opinioni è inoltre avvallata da una sintetica risposta di Mozzi sul tema che avrebbe dovuto chiudere la questione da tempo e che, in termini forse più contorti, ho provato a riproporre nel mio precedente post. Ma allora non avevo letto l’assunto di Mozzi che suona pressappoco così: “Un volume che s’intitola ‘Best European Fiction’ accampa sicuramente una pretesa; e dovrebbe argomentare tale pretesa (in linea di massima: spiegando come sono stati selezionati i testi). E su questo c’è poco da dire: il BEF dell’anno scorso non argomentava un bel niente…”
    Quindi Mozzi aveva già liquidato il problema poiché ‘argomentare i criteri di selezione’ significa, in sintesi, fornire utili parametri di critica letteraria ‘condivisi’. Senza questi, credo che ogni ulteriore polemica non può che apparire superflua. Detto così parrebbe ovvio, tuttavia la questione centrale continua ad essere quella dell’ accettazione e la ‘condivisibilità’ di suddetti criteri. Personalmente sono convinto che persino le strategie della cosiddetta GRANDE DISTRIBUZIONE palesino analoghe incongruenze. Ognuno insomma applica paletti secondo una propria utilità, con vincoli spesso viziati da iniquità ideologiche (ma questo è un’altro scottante paragrafo della questione). L’autorità di tali giudizi editoriali si regge pertanto su un assurdo dispotismo fondato sul controllo e l’appropriazione degli spazi mediatici(sulla quantità, sulla forza). Per questo motivo in precedenza ho parlato di ‘legge della giungla’ , e di un humus ideale in cui le Grosse imprese amano sguazzare e decidere le sorti degli autori. In questo modo le promozioni caldeggiate da questi organi seguiteranno ad accaparrarsi le più ambite porzioni del mercato, con buona pace di coloro che non si allineano ai modelli, come ben sa il buon Valter Binaghi. Parlare a tal proposito di ‘circuiti specifici’ non credo sia una bestemmia e non credo nemmeno equilibrata la scontrosa suscettibilità di Marco Candida. Concepire l’esistenza di questi circuiti non deve essere ritenuto offensivo ma solo un buon esercizio di raziocinio. Ciò non implica certo un attestato di disistima verso quegli autori che, in buona fede, entro determinati ‘circuiti’ possono anche capitarci, ma da parte loro è bene – a mio avviso – tentare nuove verifiche e guadagnarsi la fama sulla base del talento e non dei riconoscimenti accademici. Sul sito di Angelini, stavolta in data recente, rilevo un riferimento decisivo, utile forse a far chiarezza sulla deriva presa dal discorso. Alludo alla selezione offerta dal quotidiano ‘Il sole 24 ore’. Anche qui il mio scetticismo trova appigli favorevoli, poichè, nemmeno l’attendibilità – supposta a priori – di questa testata sembra volersi attenere alle solide ‘argomentazioni’ di cui diceva MOzzi, ovvero all’uso o allo studio del problema dei parametri. Conoscendo due dei tre testi citati, posso affermare senza timore di smentita, che un autore (Francesco Abate) e una casa editrice (IL MAESTRALE di Nuoro), non possono considerarsi distanti (ideologicamente e geograficamente) dalla premiata ditta di MIchela Murgia, un dato, questo, che sobilla rapporti di fratellanza o compiacenze reciproche più o meno conosciute ( come tempo addietro attestava la fertile intuizione di Valter Binaghi, oggi costretto ad un sofferto, ma meditato karakiri in rete) ma proprio per questo poco attendibili .
    Per attenermi a vincoli di political correct, posso aggiungere, per esperienza diretta, che la casa editrice in questione, fornisce costantemente, scrupolose analisi ai manoscritti presi in visione ed inoltre che lo stesso francesco Abate abbia composto un testo di sensibile e rilevante spessore, ben meritevole di lettura (a mio parere). Ciò va di sicuro a loro merito, tuttavia non deve bastare a diradare le fumose pretese di una casta di Editori che preferiscono operare su base selettiva arbitraria. Perchè il problema di fondo – per noi fruitori almeno – non si discosta di un millimetro da quello di poter accedere ad una cultura riconosciuta tale da un apparato di valutazione sostanzialmente condiviso entro più ampi ‘circuiti’, se Candida mi passa il termine. Saluti a tutti. fpb

  36. NUOVO DIALOGHETTO AL VELENO CON MARCO CANDIDA « CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] https://lucioangelini.wordpress.com/2010/12/13/and-the-winner-is-marco-candida/ […]

  37. BOCL N. 43 (CANDIDA COME TE) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] Dice: 13 dicembre 2010 alle 11:15   Arrivo qui da NI. E sì, ok, per Marco Candida è andata così. Ma quello che mi chiedo, in […]

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