Archive for aprile 2011

NANNI MORETTI E IL REMAKE DI VACANZE ROMANE

27 aprile 2011

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(Michel Piccoli nei panni della principessa Anna in "Habemus Papam" di Nanni Moretti)


La principessa Anna, reale di una nazione non specificata, affronta un viaggio diplomatico, visitando le grandi capitali del mondo, inclusa Roma. Una notte, sfinita dalla serie di obblighi che il suo ruolo le richiede, ha un collasso nervoso. Il suo medico le somministra un sedativo, ma, appena si ritrova sola nella sua stanza, la principessa decide di fuggire e inizia a vagabondare per le strade di Roma

Il resto qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Vacanze_romane

Nel remake di Moretti, anche il cardinale Melville, neo-eletto al soglio pontificio, ha un collasso nervoso dovuto a "deficit di adeguatezza" rispetto al ruolo e ai rituali in cui lo si vorrebbe imprigionare. Come Audrey Hepburn, fugge e inizia a vagabondare per le strade di Roma, dove ha modo di riflettere sui rimandi tra la figura dell'attore teatrale e quella di chi è costretto a recitare ruoli di effettivo potere nel gran teatro del mondo ("All the world's a stage" diceva già il melanconico Jacques nello scespiriano As you like it). A differenza di Audrey Hepburn, Michel Piccoli, dopo la breve vacanza romana, non si rassegna a rientrare nei ranghi ma, come già Celestino V, opta per una definitiva rinuncia al Soglio Pontificio. Non già per viltà, come in Dante, Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto/vidi e conobbi l'ombra di colui/che fece per viltade il gran rifiuto.», Inferno III, 58/60], ma per una ritrovata forma di coraggio: quello di accettare fino in fondo di adeguarsi al proprio umanissimo sentimento di inadeguatezza. Ah, se molti INADEGUATISSIMI potenti del mondo facessero la stessa cosa!!!

Erroneamente interpretato come un film contro la psicanalisi (di cui si offre una visione effettivamente risibile e bignamesca), il remake di Vacanze Romane è piaciuto a Natalia Aspesi ("È un film di un laico, o forse di un ateo che come tale ha profondo rispetto di chi crede, e che riesce, attraverso l’ironia, le invenzioni, l’eleganza, a suscitare una commozione, e allo stesso tempo un’angoscia, che sfiorano la fede molto più di tanti film d’intento religioso"), ma non a Mereghetti ("sceneggiatura ondivaga, prigioniera di uno spunto geniale che forse avrebbe avuto bisogno di una diversa elaborazione").

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FUORI LE MAXI NAVI DAL BACINO DI SAN MARCO!

26 aprile 2011

Egr. Ministro alla Cultura  Dott. Giancarlo Galan

Egr. Presidente della Regione del Veneto Dott. Luca Zaia

Gent. Presidente della Provincia di Venezia Dott.a Francesca Zaccariotto

Egr. Sindaco del Comune di Venezia Dott. Giorgio Orsoni

Egr. Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia Dott. Paolo Costa

Egr. Presidente Venezia Terminal Passeggeri Dott. Sandro Trevisanato

Egr. Comandante Capitaneria di Porto di Venezia C.A. Tiberio Piattelli

A mezzo Raccomandata A. R.

 TENETE LE MAXI-NAVI FUORI DAL BACINO DI SAN MARCO.

Ci rivolgiamo a Voi, ognuno per le specifiche competenze, perché riteniamo sia necessario che procediate quanto prima alla bonifica del Bacino di San Marco dal traffico delle navi-traghetto e delle navi da crociera. Riteniamo che il passaggio per il Bacino di San Marco di navi enormi (629 nel 2010), fuori scala, comporti gravi danni ai suoi abitanti, alla città ed alla laguna compromettendone la salute, il patrimonio monumentale e l’equilibrio ambientale. 

DANNI ALLA SALUTE DEI CITTADINI.

Non ci rassicurano le dichiarazioni dell’Autorità Portuale in merito ai fumi emanati dalle navi da crociera e, soprattutto, dalle navi-traghetto. Chiediamo vengano pubblicati i dati dei controlli effettuati dalla Capitaneria di Porto in “attuazione della direttiva 2005/33/CE in relazione al tenore di zolfo del combustibile marittimo” a partire dalla data della pubblicazione del Decreto Legislativo 205 del 9/11/2007.

Quando questi navigli sono ormeggiati in Marittima la qualità dell’aria nella zona ovest della città peggiora drasticamente, siamo quindi ancora ben lontani dall’aver raggiunto una situazione meno che accettabile. Chiediamo perciò un’applicazione più rigida del decreto.

Le misurazioni, ufficiali ma di parte, tranquillizzanti sulla rumorosità, sulle vibrazioni e sull’inquinamento da fonti elettromagnetiche non sono compatibili con il reale vissuto dei nostri concittadini e ospiti. Ancorché la riduzione della qualità della vita non sia commensurabile con alcuna strumentazione chiediamo verifiche da parte di organi indipendenti su tutti questi effetti della portualità.

Poiché è la concentrazione di navi contemporaneamente all’ormeggio che peggiora le condizioni ambientali chiediamo al Sindaco di pretendere una programmazione di arrivi maggiormente distribuiti nella settimana.

Conosciamo le iniziative (“Porto Verde”) che l’Autorità Portuale ha in progetto per minimizzare l’impatto ambientale delle attività portuali, ma non possiamo più accettare la tempistica che viene prospettata. Troppi i tre anni di recente annunciati per il trasloco del traffico traghetti verso il terminal di Fusina (385 navi nel 2010, anno della crisi greca, che hanno trasportato 162.000 veicoli transitanti sul Ponte della Libertà) senza che qualcosa venga fatto subito, per migliorare almeno la qualità dell’aria e la rumorosità, sia al passaggio che all’ormeggio.

Inaccettabile che la messa in sicurezza ambientale del porto non sia priorità emergenziale in un ecosistema come quello lagunare ed abbia invece scadenze inarrivabili. Chiediamo invece sia data priorità immediata ai finanziamenti per le finalità ambientali,troppo spesso le necessità economiche sono portate a giustificare qualsiasi scempio! 

DANNI ALLE STRUTTURE E AGLI EDIFICI CITTADINI ED IMPATTO VISUALE.

Vi è un gravissimo problema di moto ondoso: non si tratta dei treni d’onda minuziosamente misurati dal sistema di monitoraggio “stereo-fotogrammetrico” messo in funzione dall’Autorità Portuale ben sapendo che queste navi non fanno onde, ma degli effetti subacquei del risucchio (dissesto ed erosione) che ogni loro passaggio comporta; gli esiti sono devastanti, anche se non sempre immediatamente visibili, e coinvolgono tutte le strutture architettoniche sommerse, non solo in Bacino e in Canale della Giudecca, ma anche i molti canali afferenti, oltre che fondali e gengive di canali lagunari, velme e barene (ricordiamo qui solo la rottura dei quattro cavi d’ormeggio in acciaio di un ferry boat tranciati al passaggio di una nave da crociera proprio a causa del risucchio provocato nel novembre 2009).

Chiediamo, alla Capitaneria di Porto ed alle Autorità competenti, un immediato divieto ai passaggi con maree inferiori allo zero marino, livello sotto il quale i fenomeni di erosione aumentano enormemente.

Il tenore di zolfo emanato ancora dalle navi, come accennato, non smette di intaccare i marmi e le pietre della città contribuendo alla loro distruzione con il fenomeno della solfatazione.

Da approfondire e verificare anche l’effetto reale delle vibrazioni subite dagli edifici al passaggio delle navi; in special modo i traghetti provocano rumori e vibrazioni percepibili con diversi minuti d’anticipo anche a notevole distanza, effetti che sembrano tutt’altro che rassicuranti e sullo studio dei quali è necessario un approfondimento da parte di ente autonomo.

Non da ultimo pensiamo che le dimensioni di queste navi siano eccessive creando un impatto visuale estremamente negativo, un salto dimensionale che de-valorizza lo skyline urbano, che deprime il patrimonio architettonico e svilisce il paesaggio naturale e naturato. Su questi assunti chiediamo un pronto e doveroso intervento del Ministro alla Cultura, con la Sovraintendenza, per garantire la conservazione e la “tutela del patrimonio culturale” in base ai primi tre articoli del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Pensiamo sia necessario che la città si riappropri della Marittima e che questa abdichi al ruolo di grande porto passeggeri limitandosi al piccolo cabotaggio e al già richiesto porticciolo per yacht.

 DANNI ALLE ACQUE ED ALLA MORFOLOGIA DELLA LAGUNA.

Abbiamo già accennato agli effetti della sottopressione, delle correnti di risucchio, che il passaggio di navi di forte sezione immersa provoca sui margini dei canali urbani; tanto maggiori sono gli effetti negativi sui fondali e sulle gengive dei canali lagunari. Assistiamo quotidianamente ad un incessante lavoro di erosione di velme e barene che stanno scomparendo a velocità più che preoccupante. L’escavo dei canali per consentire e migliorare il passaggio a navi sproporzionate ed il moto ondoso anche da esse provocato comportano annualmente la perdita di milioni di metri cubi di sedimenti dalla nostra laguna che, così, sta velocemente trasformandosi in un braccio di mare.

Chiediamo anche verifiche da parte di organi indipendenti sull’inquinamento delle acque della laguna provocato dagli scarichi e dal rilascio di particelle di prodotti antivegetativi presenti sulle enormi superfici delle navi; non dimentichiamo poi i rischi continui di fuoriuscite di carburante e altri inquinanti.

Pensiamo perciò che l’intera laguna non possa più essere attraversata da navi di dimensioni inaccettabili per il suo equilibrio.

Non vogliamo che Venezia rinunci alla componente economica proveniente dalla portualità ma pretendiamo che ciò avvenga nel rispetto, se non nel miglioramento, dell’ambiente e della qualità della vita in città!

In questo senso chiediamo un’approfondita verifica dei reali benefici economici portati all’economia ed all’Amministrazione cittadina da questo traffico, sempre in aumento. Una recente esternazione del Sindaco di Jesolo, che vede le crociere come antagoniste al turismo balneare, ci spinge anche a chiedere se il tornaconto economico derivante dall’indotto del traffico crocieristico non sia concorrente a una diversa gestione di un turismo di qualità; se la quantità di fugaci visite non sia dannosa all’immagine di una città da scoprire, lentamente, per le sue intrinseche e numerose qualità

Quale stimolo al trasloco del Terminal dalla Marittima, proponiamo che venga studiata una tassa da far pagare quanto prima ai crocieristi perché pensiamo che essi debbano versare un contributo anche alla città, oltre alle imposte portuali incassate dall’Autorità Portuale senza ricadute sulla salvaguardia di Venezia, delicato organismo urbano e sociale inserito in un fragile ambiente lagunare.

Chiediamo infine a Comune e Provincia di avviare da subito con l’Autorità Portuale e la città un dibattito pubblico per un nuovo modello di sviluppo dell’attività portuale, finalmente compatibile con l’ambiente.

[Saverio Pastor, Venezia Civiltà Anfibia, Associazione Arzanà, 40xVenezia, Io Decido, Associazione Settemari, Circolo Culturale Olivolo, Pax in aqua, Associazione Vela al Terzo eccetera…]

 

ORA E SEMPRE RESISTENZA

25 aprile 2011

 

L’IKEA APRE ANCHE ALLA FAMIGLIA DI GIOVANARDI

24 aprile 2011

L'Ikea apre anche alla famiglia di Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Famiglia, e quello si incazza come una iena dicendo che tale pubblicità offende l'art. 29 della Costituzione! Poveri noi, non c'è resurrezione possibile per gli oscurantisti a tempo pieno…

CLEMATIS, TRAMONTO E ASCENSIONE

23 aprile 2011

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(In alto: la Clematis di nuovo in fiore, come ogni anno, sul mio terrazzo. Al centro: tramonto sulla laguna fotografato da una finestra di casa mia. In basso: Juan Carlos Garcia, The Ascension).

Buona Pasqua!

LO STUPRO PREMEDITATO DI VENEZIA

19 aprile 2011

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(Cristina Romieri introduce il dibattito sui "fatti e misfatti" del Lido di Venezia)

Lido di Venezia, 18 aprile 2011. Torno ora – depressissimo – dall’ennesima assemblea tenutasi al cinema Astra (sala piena) del Lido per dibatterne le prospettive di sviluppo. Da un lato i nostri politici assicurano di avere a cuore solo il rilancio dell’isola e la volontà di rinverdirne i perduti fasti balneari.  Dall’altro la realtà progettuale emersa dai vari interventi, per esempio quello del segretario dell’associazione “Pax in aqua” William Pinarello,  è la seguente:  una megadarsena da 1750 posti  barca a ridosso dell’oasi di San Nicoletto, per giunta cintata verso la spiaggia da un alto muro che coprirà la vista della sottile striscia della diga. Che meraviglia contemplarlo dalla spiaggia! Di là da esso un nastro d’asfalto largo circa venti  metri con cui favorire il viavai delle auto per raggiungere i natanti ormeggiati. Ogni quattro posti  barca è previsto un posto macchina. Per arrivare alla darsena occorrerà aggiungere tutto un retroterra di infrastrutture impattanti. Le auto arriveranno al Lido, ovviamente, via ferry-boat. Poiché il servizio è già discretamente problematico ora, si immagina di quanto potrà peggiorare dopo un tale incremento di passaggi. Magari l’amministrazione dovrà acquistare da qualche armatore greco qualche altra carretta del mare (come nell’esperienza già avvenuta) da adattare a ferry boat spendendo per ciascuna di esse il doppio del costo di un ferry nuovo di zecca commissionato in loco…  Ma la cosa che più ha inquietato i lidensi  è stato apprendere che l’inquinamento prodotto dalle imbarcazioni attirate nella darsena si estenderà fino all’hotel Excelsior. Infatti le onde di marea ruotano in senso anti-orario e tutti i reflui, bloccati dai works attualmente in progress,  verranno continuamente ri-sospinti proprio negli specchi d’acqua della balneazione. Al posto della bandiera blu, le spiagge del Lido non tarderanno a conquistare la  bandiera nera e i turisti scapperanno. Altro che nuovi fasti! Solo il definitivo declino dell’isola.  Il monoblocco , presidio sanitario da poco restaurato con circa 5 milioni di euro di danaro pubblico, verrà abbattuto perché senza questa concessione la nuova effettiva padrona del l’isola, la Est Capital dell’ineffabile professor Mossetto (candidato al prossimo premio Attila), non avrebbe accettato di acquistare il complesso dell’ex ospedale, transazione grazie alla quale il comune ha evitato per il rotto della cuffia la bancarotta. Con i soldi della svendita del monoblocco dovrebbero in teoria ripartire i lavori del nuovo e orrendo palazzo del cinema (il “sasso”), là dove oggi, al posto della pineta distrutta, si può solo ammirare una desolata voragine:  il Ground Zero de noantri. Ma la darsena non è il solo progetto immaginato per la soluzione finale del Lido. Ci sono i due piani ipogei di garage sotto le palazzine di quattro piani con cui verrà rimpiazzato l’attuale Parco delle Rose, e poi il Centro Benessere di Malamocco con cui verrà sancito l’addio per sempre al recupero della linea di fortificazioni dell’isola eccetera .

Uscendo dalla situazione contingente del Lido e allargando il discorso alla “città metropolitana”, faccio presente di aver seguito tutti i recenti dibattiti sul Pat (Piano di Assetto Territoriale) organizzati dalle varie associazioni ambientaliste o in vario modo interessate alla salvaguardia di Venezia e della sua laguna (Coordinamento Io Decido, Quaranta per Venezia, Venessia.com e via discorrendo) . Il quadro che ne ho tratto mi ha messo addosso un grave senso di indignazione. Il dio danaro trionferà contro ogni millantata intenzione di rinuncia a ulteriore “consumo di suolo” o di tutela dell’ambiente:  la città, già tripolare suo malgrado a dispetto di ogni sforzo unificatore (Venezia-Mestre-Marghera) diventerà quadripolare con l’aggiunta di Tessera City, una città tutta da inventare, ma per la quale sono già state previste infrastrutture imponenti . Grazie ad esse, si mira ad attirare gli investimenti di palazzinari e cementificatori  di ogni parte del mondo proprio laddove la gronda lagunare è più facilmente soggetta ad allagamenti. Bonificare Marghera, infatti, li invoglierebbe meno…   E che dire della fermata TAV contemplata all’altezza dell’aeroporto o della nuova direttrice Dese-Aeroporto-Murano-Arsenale-Lido da realizzarsi con probabile sublagunare, a costo di scardinare definitivamente il fondo della laguna? Nessuno che ascolti il grido d’allarme lanciato da Stefano Boato e da Armando Danella: senza una rapida inversione di rotta la laguna di Venezia è destinata a scomparire per sempre, trasformandosi in un braccio di mare (o baia marina) per la sempre più drammatica perdita dei sedimenti fini.  L’equilibrio idro-geologico della laguna dovrebbe essere considerato il problema prioritario. Qualunque intervento che comporti il rischio di  alterarne la stabilità dovrebbe essere automaticamente cassato. Bisogna trovare il coraggio di dire no al passaggio delle grandi navi in bacino San Marco. Quanto al Mose, non c’è naturalista che non sappia come esso sia perfettamente funzionale solo al disegno di favorire la Grande Portualità, con cui andrà a farsi definitivamente a benedire ogni progetto di conservazione della laguna.

Pensare che Venezia è amata da tutto il mondo proprio per le caratteristiche con cui ci è stata consegnata dalle generazioni precedenti, le stesse che i suoi figli degeneri stanno oggi facendo il possibile per stravolgere. La sua specificità va tutelata. Venezia deve restare la città della bellezza e della lentezza, con le sue tradizioni e il suo stile di vita. Solo conservandola, ripopolandola di residenti (e non di turisti) tenendola viva  e restaurandola continuamente potremo meritarci la gratitudine, anziché le maledizioni delle generazioni a cui a nostra volta dovremo inevitabilmente consegnarla…  se non vogliamo essere da esse considerati i loro “morti cani”.  Non pensiamo solo ai profitti immediati. Al diavolo il cemento e la velocità. Al diavolo gli affaristi senza scrupoli. Veneziani, svegliamoci dal torpore! Diciamo no al sacrificio premeditato di Venezia e della sua laguna. Esigiamo pubbliche consultazioni della cittadinanza ogni qualvolta siano in gioco decisioni cruciali per i destini futuri di questa irripetibile città.

Si veda anche:

http://salviamovenezia.wordpress.com/2011/04/20/un-appello-per-il-lido-di-venezia/

MAIREAD MAGUIRE SU VITTORIO ARRIGONI

18 aprile 2011

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(Il Premio Nobel per la pace Mairead Maguire)

«Miei cari Huwaida, Greta, e amici,

sono davvero addolorata di apprendere del rapimento ed uccisione a Gaza del nostro caro amico Vittorio Arrigoni. Ho avuto il sommo piacere di incontrare Vittorio quando arrivammo a Gaza con l’imbarcazione Free Gaza nell’ottobre 2008. Vittorio era tra le persone che ci accolsero al nostro arrivo al porto di Gaza. Ricordo che fece un grande sorriso mentre mi abbracciava e quando gli chiesi cosa stava facendo a Gaza mi spiegò che veniva dall’Italia e che lavorava a Gaza con ISM e Free Gaza. Mi ispirava la sua gioia, il suo entusiasmo e la sua grande energia così in evidenza, anche mentre ci raccontava della profonda sofferenza della popolazione di Gaza, con la quale aveva deciso di vivere e lavorare. Vorrei esprimere a sua madre (di cui mi parlava con tanto amore) a suo padre, alla famiglia, agli amici e a tutti i colleghi con cui lavorara a Gaza, in Italia e in tutto il mondo, il mio cordoglio più profondo per la sua morte. Credo che ci sia poco che io possa dire alla sua famiglia, mi auguro che trovino consolazione e pace nel sapere quanto Vittorio fosse amato da tutti coloro che sono entrati in contatto con lui durante la sua coraggiosa e breve esistenza. Lui amava la popolazione di Gaza, specialmente i bambini, ed avrà sempre un posto speciale nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la gioia e l’onore di essere stati in sua presenza ed averlo chiamato fratello o amico. A tutti i numerosi amici dell’International Solidarity Movement e Free Gaza Movement, che hanno conosciuto ed amato Vittorio, io auguro di trovare consolazione nel sapere che Vittorio ha vissuto la sua vita in pieno e sono sicura che lui ha trovato una profonda realizzazione nel lavorare con tutti voi, i suoi amici dei movimenti di solidarietà con Gaza e la Palestina. Sono certa che il più grande contributo che possiamo offrire ora alla memoria di Vittorio, sia di  continuare a lavorare a sostegno della popolazione di Gaza e della Palestina nella loro lotta per la libertà, la giustizia ed i diritti umani . 

Pace e amore,

Mairead Maguire 

RESTIAMO UMANI

16 aprile 2011

Miniatura

http://www.youtube.com/watch?v=SblB2O7AfP4&feature=related

Povero ragazzo. Ha dedicato la sua vita e la sua giovinezza alla causa della libertà, della pace e dell'autodeterminazione dei popoli. Chi l'ha ucciso o ne ha commissionato la morte dovrebbe gettarsi da solo in un forno.

IGNOBILE E INGIUSTO, LO DETESTO PER QUESTO…

15 aprile 2011

Miniatura

http://www.youtube.com/watch?v=6CfD1kqOz98

Visto ieri sera al cinema Astra del Lido di Venezia "Silvio Forever". Il titolo del film, come è noto, riprende quello dell'incredibile marcetta di Loriana Lana, paroliera personale del Premier:

«Silvio forever sarà, Silvio realtà, Silvio per sempre. Silvio fiducia ci dà, Silvio per noi, futuro e presente», con il coro che sottolinea: «Nobile e giusto, tu ci piaci per questo…».

Ascoltatela qui:

http://www.youtube.com/watch?v=m6P7OuUJaKA

Insomma un capolavoro di comicità involontaria.

Inquietante anche l'"autobiografia" che i due registi Roberto Faenza e Filippo Macelloni hanno ricavato dalle parole stesse effettivamente pronunciate da Silvio Berlusconi nel corso dei troppi anni in cui, nel bene e nel male, ha improntato di sé la scena politica italiana.

Ci si chiede sgomenti come tutto questo sia stato possibile, anzi… sia ancora possibile. Ci si sente all'interno di una rappresentazione teatrale della commedia dell'arte italiana, con la nuova maschera Silvio Berlusconi che impazza sulla scena gigionando sulla base del canovaccio che si è cucito in testa. 

Vabbè che, come diceva il buon Guglielmo Crollalanza, siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, ma ogni tanto anche qualche episodietto di risveglio, da parte dei trasognati spettatori giù in platea, non guasterebbe:- (

PASSATA LA NORMA MI-SALVO-IL-CULO

14 aprile 2011
Miniatura

http://www.youtube.com/watch?v=MA-EUE-M0Cs

Passata ieri, a ulteriore sconforto di chi abbia a cuore le sorti della Giustizia italiana, la cosiddetta "norma salvapremier" o "norma-mi-salvo-il-culo".

Ha commentato Paperblog:

«Nessuno al mondo adopera le armi di distrazione di massa come lui, e nessuno come Silvio ha killer pronti a tirare una revolverata dietro la nuca della Costituzione Italiana. Distratti, ma anche perennemente disattenti e assuefatti ai miracoli di “Polident”, gli italiani erano stati catturati fino a ieri dalle immagini provenienti dal Giappone, dai problemi di una centrale nucleare a un passo dalla fusione e dai bombardamenti dell’allegra brigata internazionale che cannoneggia la Libia senza sapere il perché. Per tener fede al detto “la vita continua” anche dopo il lutto peggiore, i parlamentari italiani, e nella fattispecie l’onorevole Maurizio Paniz, hanno ritenuto opportuno inserire un piccolo comma all’interno della riforma epocale della giustizia che porta il nome di Angelino Alfano, detto il  Marty Feldman di Montecitorio. Ve la ricordate quella che sembrava una boutade e che suonava come la norma “taglia-prescrizione per gli incensurati ultrasettantenni” con i capelli di plastica, la stampa del Duomo di Milano in faccia e amanti del bunga bunga? Quella che fece inferocire Sir BissGhedini perché non l’aveva pensata lui? È passata. Ieri. In commissione Giustizia della Camera… »

Il resto QUI