WITTGENSTEIN E IL TOPO DI DAVIS

 

"La passione per i romanzi gialli di Ludwig Wittgenstein era talmente forte che dal 1940 al 1951 molte delle cinquantasette lettere della corrispondenza tenuta con Norman Malcolm ruotano intorno alla spedizione di racconti polizieschi Detective Story degli editori Street & Smith, che Malcolm manda regolarmente dagli Stati Uniti a Wittgenstein, ricevendo in cambio entusiastiche manifestazioni di riconoscenza. Le detective stories in questo scambio epistolare appaiono una componente importante della cultura letteraria del filosofo, che scherza con l'amico sulla sua capacità di capirne già a un primo sguardo il valore. La passione per il giallo, o piuttosto per un suo sottogenere, le cosiddette hard boiled stories, non è però solo un gusto letterario, ma è anche strettamente legata all'attività filosofica dello stesso Wittgenstein…[cut]… Nella seconda e nella terza pate di questo saggio proporrò alcune risposte confrontandomi con il giallo preferito di Wittgenstein, la detetcive story di Norbert Davis Rendez-vous with fear o, come suona il più accattivante titolo originale americano che Wittgenstein non sembra conoscere, The Mouse in the Mountain. Cercherò di mostrare come il racconto eccentrico ed esilarante di Davis che Wittgenstein apprezzò tanto da consigliarlo ai suoi amici filosofi e da chiedere a Malcolm di metterlo in contatto con l'autore per poterlo ringraziare di persona, affronti, in modo affine a quello della filosofia wittgensteiniana, la questione dell'etica. Nel romanzo di Davis vi si ritrovano inoltre i temi centrali delle riflessioni più tarde dedicate da Wittgenstein alla filosofia della psicologia, a tal punto da rendere possibile ripercorrerli attraverso lo stesso svolgimento della trama del racconto, breve, ma densissimo di spunti filosofici…"

Così Sara Fortuna all'inizio del suo interessantissimo "Il giallo di Wittgenstein", di cui ho riportato ieri la quarta di copertina. Ho impiegato un mese a leggerlo, ma ne è valsa la pena. Nei 'Ringraziamenti' che precedono il saggio, Sara Fortuna dichiara che deve a Frank Paul Weber il titolo del libro. A un certo punto precisa:

"*Vorrei ringraziare Wittgenstein (e anche Kant). Potrà sembrare assurdo manifestare gratitudine a due filosofi che si conoscono soltanto attraverso le loro opere e che hanno la fama di essere malinconici misantropi. Ma questi due autori hanno sempre invitato a diffidare della filosofia nei libri e dell'illusione di poterla imparare come una qualsiasi dottrina. Per questo sono sempre perplessa quando si lavora in modo dogmatico sul loro pensiero e ho cercato invece un rapporto diverso, interpellandoli su tante questioni esistenziali, talvolta ben poco filosofiche, godendo dei loro consigli, spesso divertenti, imprevedibili e sempre portatori di libertà."

(Continua)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...