Archive for giugno 2011

RAUL MONTANARI SUL CINICO LORENZO

30 giugno 2011

"… il cinico Lorenzo, straordinario nei racconti – ma sul serio! – e deludente invece quando ha voluto cominciare anche lui il suo romanzo e ha portato al corso un paio di capitoli che abbiamo letto e commentato insieme. Non è la prima volta che succede: sarà la decima, almeno. Mi capita di trovare questi grandi scattisti, questi talenti dei cento metri ovvero delle cinque-sei pagine, che quando devono allungare si smarriscono. È una bella scalogna. Ci sono scritture sublimi, grintose, magnifiche, che però sembrano nate solo per le misure brevi. Al contrario, sono stato più volte sorpreso vedendomi consegnare, da allievi che consideravo mediocri, dattiloscritti di cento e passa pagine che magari non valevano chissà che, ma avevano il sapore, gli spazi, il giusto passo del romanzo. Il romanzo non è più lungo del racconto. È più largo. Ci va dentro più vita, più descrizioni, più cose che non sono soltanto in funzione della trama."

(Raul Montanari, L'esordiente, Dalai editore, p. 115)

L’ECONOMISTA GIAVAZZI SUL SACCO DEL LIDO DI VENEZIA

29 giugno 2011


 

Scrive l’autorevole economista Francesco GIAVAZZI qua:

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002379.html

“Per finanziare la costruzione a Venezia di un nuovo Palazzo del Cinema da cento milioni (iniziali) è stata concepita una complessa operazione immobiliare con la dismissione di un vecchio ospedale, anomalie e procedure poco trasparenti, nomina di un commissario governativo e aste vinte dalle aziende che già costruiscono le dighe del Mose. Alla fine, in un crescendo dei costi e cambi di progetto, verrà cementificata l’intera isola del Lido. Senza che sia costruito alcun Palazzo del Cinema. Una storia esemplare di sprechi, ma con un probabile utile record per il fondo privato che ha realizzato l’operazione.”

Rimando all’articolo integrale, peraltro ripreso sia da La Nuova Venezia di ieri, sia da Il Piccolo di Trieste.

Bisognerebbe che per il reato di SPERPERO DI DANARO PUBBLICO i responsabili finissero dritti dritti in galera.

SUBLIME PERFORMANCE DI MARINA E VITTORIO

28 giugno 2011

http://tv.repubblica.it/copertina/pipi-addosso-a-sgarbi-lui-si-infuria/71540?video

TEMA: COME HO PASSATO LA DOMENICA

27 giugno 2011

Ricognizione del percorso scelto dalla Giovane Montagna di Venezia per il giro B del 24 luglio prossimo (il giro A è costituito dalla ferrata Formenton alla Tofana di Dentro o Tofana III).

Giro tofanico ad anello che inizia dal parcheggio del Ristorante Piè Tofana (1675 m). Di lì si imbocca il sentiero 410 lungo la val Drusciè, che immette nel 409 (il tratto è stato denominato "Sentiero Indro Montanelli", con andamento pressoché pianeggiante tra larici, abeti, cembri e pini mughi). All'incrocio con il 446 verso le Tonde de Cianderou lo si sceglie salendo a sinistra. Massima elevazione dell'anello: Ra Zestes (2420 m), poi forcella di Ra Valles (2300 m.) e virata a dx per il 407 (in mezzo ai Dos de Tofana) che riconduce a Piètofana. Panorami stupendi su Cortina e le magnifiche cime che le fanno corona. Giro altamente "remunerativo" (come si suol dire), con affacci sullo sgomentante Canalon de Ra Ola. Dislivello totale: 745 m. Caldamente consigliato.

Venezia e le Dolomiti sono un patrimonio che mi auguro questa sempre più dissennata umanità saprà conservare ancora a lungo…

VENEZIA. BIENNALE ARTE 2011. ILLUMINAZIONI.

25 giugno 2011


(Foto di Lucio Angelini)

SUPPLICA AGLI AMMINISTRATORI VENEZIANI

24 giugno 2011

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(L’assessore Micelli all’aeroporto del Lido per l’incontro su “Quale disegno urbano per il Lido di Venezia?”)

Dopo aver presenziato a un’infinità di convegni, confronti, assemblee sui futuri progetti per Venezia e il Lido (buon ultimo quello di ieri pomeriggio all’aeroporto Nicelli), sono giunto a una semplice conclusione: meglio sarebbe per tutti i veneziani e per i lidensi in particolare che amministratori vecchi e nuovi la smettessero di progettare alcunché e si occupassero della semplice manutenzione dell’esistente. Dovunque mettano le mani, infatti, creano danni irreversibili con ingente sperpero di danaro pubblico. Ora cercano di far passare per RILANCIO DEL LIDO la mera svendita dell’isola all’Est Capital, il cui solo scopo sarà massimizzare i profitti degli investitori privati senza alcun riguardo per le esigenze dei residenti. Riassumo: al Lido si viene soprattutto a fare il bagno d’estate. La nuova darsena e le dissennate cementificazioni concepite dall’agenzia del nuovo Attila professor Mossetto inquineranno inesorabilmente le acque di balneazione con reflui d’ogni sorta, che il giro anti-orario delle correnti spingerà su tutto il litorale fino all’Excelsior e oltre. A quel punto ciò che inizierà sarà non già il rilancio, bensì il progressivo decadimento dell’isola, in cui nessuno verrà più a trascorrere alcuna vacanza.
L’assessore Micelli – specializzato nell’indorare qualsiasi tipo di pillola gli venga impartito di far ingurgitare a chi lo va ad ascoltare – non ha mancato nemmeno oggi di magnificare il progetto di un nuovo Palazzo del Cinema per rilanciare la Mostra, come se in quattro anni non fossero già stati sperperati quaranta milioni di denaro pubblico con il solo risultato di aver creato una voragine.
Amministratori vecchi e nuovi, vi supplico: non progettate più nulla! Se vi resta un po’ d’amore per Venezia, smettetela di aggiungere schifezza a schifezza (nuovi imbarcaderi del Lido, Blue Moon, Grande Buco nel piazzale del Casinò), limitatevi alla mera conservazione dell’esistente. Farete migliore figura e vi risparmierete le maledizioni dei posteri.

ECCO I MIEI PRONOSTICI PER IL CAMPIELLO

23 giugno 2011

(Ernesto Ferrero, primo classificato)

(Andrea Molesini, secondo classificato)

L'altra sera sono andato al Telecom Future Centre di Venezia per la presentazione dei cinque finalisti al Premio Campiello (Maria Pia Ammirati, Ernesto Ferrero, Giuseppe Lupo, Federica Manzon, Andrea Molesini). Malgrado la presenza delle quote rosa, penso proprio che vincerà un maschio: o Ernesto Ferrero ("Disegnare il vento") o Andrea Molesini, che proviene dalla letteratura per ragazzi ("Non tutti i bastardi sono di Vienna"). Sono tutti e due molto bravi. Ferrero nel suo libro racconta l'ultimo viaggio del capitano Salgari, di cui è stato condomino a Torino e che secondo lui ha aiutato gli italiani, insieme a Collodi e De Amicis, a sviluppare l'immaginazione. Il senso del suo libro – ha spiegato – è un elogio della fatica e dell'applicazione sempre necessarie a raggiungere risultati (letterari e non) di rilievo. Molesini ha invece puntato sull'irruzione della Storia con la S maiuscola nelle piccole storie private degli abitanti di un paesino del Friuli ai tempi di Caporetto. Il suo è anche un libro di formazione in cui un 17enne impara una grande verità: i forti sono deboli. Giuseppe Lupo ("L'ultima sposa di Palmira") non mi è piaciuto: parla male, anche se è docente universitario. Spero scriva meglio. La Ammirati ("Se tu fossi qui") si è concentrata sul dolore e sull'elaborazione del lutto: a occhi e croce… che palle. La Manzon, in "Di fama e di sventura" parla di un ragazzino che ha il dono di leggere nel cuore degli altri, grazie al quale si fa strada nel mondo della… finanza. "Ciapa!", direbbero a Venezia.

Del veneziano Molesini posso raccontare un aneddoto che mi coinvolge di striscio. Esordì come scrittore per ragazzi con "Quando ai veneziani crebbe la coda" che propose invano a Orietta Fatucci di Einaudi Ragazzi. Glielo rifiutò. Allora lo passò a Margherita Forestan di Mondadori Ragazzi che invece glielo pubblicò. Parallelamente io avevo proposto alla Forestan "Quella bruttacattiva della mamma!" che fu rifiutato. Allora lo passai alla Fatucci che invece lo accettò. Un giorno incontrai Molesini in Strada Nova a Venezia e lo invitai a casa mia, dove mi feci autografare il suo libro per mio figlio, ancora piccolo.

(Foto di Lucio Angelini)

LE IMPROBABILI BRIGATE ROSSE DI GAJA CENCIARELLI

21 giugno 2011

(Gaja Cenciarelli, autrice di "Sangue del suo sangue")

Nel confusissimo prologo (che essendo datato 9 aprile 2006 in realtà anticipa l’epilogo della vicenda) un improbabile drappello di quattro BR fuori tempo massimo ammazza la scorta del politico Chialastri, e forse anche il politico stesso (non si capisce ancora bene). Sono presenti in scena tale Margherita Scarabosio, figlia di un generale trucidato da brigatisti di migliore annata nel secolo precedente (il 12 gennaio 1986, come si preciserà più avanti) e suo fratello Massimiliano…

Un bel salto indietro nel tempo e inizia il romanzo. La studentessa Margherita fa i compiti anche per l'amato compagno di banco Pierfrancesco, che a detta della madre ricorda Marlon Brando da giovane (Cfr. “Ogni scarrafone è 'bbello a mamma soia”). Più tardi, nel  parco del Valentino, Pierfrancesco ficca la lingua in bocca a Margherita, ma il preliminare è interrotto dall’arrivo di Massimiliano, che prima divide gli incauti limonatori a suon di pugni, poi grida a sua sorella:  “E tu, troia, vieni a casa con me”. Pierfrancesco torna a casa sanguinante, allunga la mano sul comodino e afferra – manco fosse il giovane Pierferdi Casini – una Bibbia. Boh.

Un salto ancora più indietro nel tempo e si viene a sapere che Massimiliano, da piccolo, era stato scoraggiato dal dedicarsi alla lettura dei libri a suon di calci nello stomaco. Da chi? Proprio da suo padre,  il generale Rodolfo Scarabosio, futura vittima delle BR. Costui  intendeva piuttosto educarlo a un virile disprezzo per le donne, che a suo dire occorreva “far rigare dritto”. Insomma una povera macchietta maschilista priva di sfumature. Massimiliano introietta l’idea di doversi allenare a far rigare dritto le donne infliggendo brutalità a sua sorella.

“Dopo la morte del padre, al liceo la guardavano tutti [Margherita] con una sorta di timore” (p. 32), ma Massimiliano continua imperterrito a chiamarla “brutta troia” e a seviziarla nottetempo con un coltello [Nottetempo è anche il nome della casa editrice, N.d.r.], per dissuaderla dalla frequentazione di “quel pezzo di merda”. Essere presa a calci nei fianchi o alle costole diventa per lei una triste routine notturna. Boh.

Il 30 luglio 1986 gli inquietanti fratelli Scarabosio restano orfani anche della madre, investita da un tram in via Po. “Mamma mia!”, esclama il lettore. “Che altro può succedere?”.  Succede che Massimiliano inizia a lavorare come rappresentante di articoli odontotecnici, senza  per questo desistere dall’angariare sua sorella. Nel frattempo, il giovane Marlon Brando si trasferisce a Roma per l’università.

A p. 46 entra in scena Milla Baravelli, nativa di Senigallia, che si trapianta a sua volta a Roma per lavorare presso la Inter Pares. [“Inter Pares” fa venire in mente "Extra Omnes”, titolo di un precedente romanzo della Cenciarelli, N.d.r.]. L’azienda gestisce tre call center ed è amministrata da Bruno Chialastri, uno squallido intrallazzatore con il pallino della politica. Il Chialastri imposta la propria campagna elettorale su demagogiche promesse stereotipate (“certezza della pena”, “meno tasse per tutti” e via discorrendo) ma ha l’accortezza di appuntarsi all’occhiello il fiore di un Comitato di Sostegno ai Famigliari delle Vittime delle BR [nel 2006???].  Milla, guarda caso, si è  laureata in lettere proprio con una tesi sulla letteratura italiana negli anni di piombo [letteratura notoriamente inesistente, o quantomeno di nessun peso, checché ne dica Demetrio Paolin nel saggio “Una tragedia negata” citato nei ringraziamenti, N.d.r.].

Alla Inter Pares Milla si sente sempre più demotivata, finché conosce Antonio, che la introduce in una cerchia di motivatissimi ammiratori delle BR d'antan/nemici giurati del politico Chialastri. Anche Pierfrancesco, dopo l’università, trova lavoro alla Inter Pares, dove convince Chialastri ad assumere come presidentessa del Comitato per il Sostegno ai Famigliari delle Vittime delle BR proprio la sua ex compagna di banco Margherita, particolarmente adatta al ruolo in quanto figlia di un generale rimasto vittima delle BR. Ed è così che anche Margherita – tu guarda i casi della vita! – confluisce a Roma. Il suo crudele fratello ci resta di merda e si sfoga picchiando il proprio partner sessuale, un “frocio” che per dileggio chiama "Ritina" (vezzeggiativo di  Margherita). Tutti i personaggi partecipano alla sarabanda finale dell’assalto al Chialastri e alla sua scorta…

Mi fermo qui. Confesso che voglio molto bene a Gaja Cenciarelli, con cui ho condiviso l’elettrizzante (almeno per un po’) esperienza di Vibrisselibri (lei era caporedattrice, io coordinatore del comitato di lettura), ma devo dire che questa sua nuova opera mi ha lasciato imbarazzantemente perplesso. Dirò di più: mi è suonata terribilmente phoney (falsa) e persino un tantino ridicola. Mi spiace per Demetrio Paolin, ma la stagione degli anni di piombo ha perso una nuova occasione per essere cantata a dovere. La quarta di copertina recita: "Sangue del suo sangue rovescia i luoghi comuni sul terrorismo…". Secondo me non rovescia un bel niente, anzi aggiunge confusione a confusione. Boh.

Per fortuna di Gaja, tuttavia, questa è solo la mia humble opinion, che non conta davvero nulla e potrà essere contraddetta da chiunque in qualsiasi momento, a Fahrenheit come a Timbuctù. *-°

LUCIO ANGELINI NELL’INDIFFERENZIATO

19 giugno 2011

Tiziano Scarpa ad Artnightvenezia http://virgo.unive.it/artnightvenezia/  sabato scorso alle 18.30 nel cortile di Ca' Foscari

Lucio

Lucio Angelini – sempre ad Artnightvenezia – accetta di scoprire una carta tra i tarocchi creati per la manifestazione dall'artista Anita Sieff. Esce la carta "Death" (Morte), ma la cartomante gli assicura che non si tratta di una carta tragica. Questo il suo significato:

Saprà egli morire (= falciare le illusioni del passato) e rinascere con dignità?
🙂

ESCE IL SECONDO VOLUME DI “CURIOSI PERCORSI”

18 giugno 2011

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L'autrice dell'opera in due volumi, Daniela Simionato Putz

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Daniela Simionato Putz con Lou Embo, curatrice della parte fotografica dei volumi, e gli editori.

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L'autrice con il direttore dell'albergo Al Sole, la direttrice dell'albergo Ca' Sagredo (in cui il secondo volume è stato presentato ieri pomeriggio) e Ottavia Piccolo.