L’ALBERO DELLA VITA

Difficilmente provo il desiderio di tornare a vedere un film a distanza di soli due giorni dalla prima volta. Mi è successo con "The tree of life" di Malick, palma d'oro al recente festival di Cannes, visto martedì scorso e poi di nuovo ieri pomeriggio. Mamma mia che splendore! Musica e immagini sublimi, geniale idea di intrecciare la storia del mondo con la storia di una famiglia texana, lirismo ed epicità,  evocazione di un'infanzia nella sua tappa fondamentale (il conflitto edipico con il padre, la voglia di gridargli "lei [la mamma] ama solo me!" e la preghiera all'altro Padre, quello che abita lassù fra le nubi, di ucciderlo o farlo sparire); e i primi dubbi religiosi "Perché dovrei essere buono se Lui non lo è?", la disillusione sugli adulti, che impongono regole  a cui essi non credono o che violano per primi. Ma è soprattutto la mano registica quella che mi ha consentito di abbandonarmi con incantato trasporto al fluire delle immagini sulla bellezza della natura che ci circonda, e che così spesso non riusciamo a cogliere  ("Quand'è che mi hai toccato il cuore per la prima volta?"). Insomma, andatelo a vedere. A me è parso magnifico, anche se altri – magari con pari esagerazione – l'hanno trovato noioso o eccessivamente ambizioso o appesantito da velleitarie sontuosità*-°

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Una Risposta to “L’ALBERO DELLA VITA”

  1. LaLupa67 Says:

    La tua recensione mi ha convinto abbondantemente.
    Andrò a vederlo.
    Ciao, buona giornata!

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