ECCO I MIEI PRONOSTICI PER IL CAMPIELLO

(Ernesto Ferrero, primo classificato)

(Andrea Molesini, secondo classificato)

L'altra sera sono andato al Telecom Future Centre di Venezia per la presentazione dei cinque finalisti al Premio Campiello (Maria Pia Ammirati, Ernesto Ferrero, Giuseppe Lupo, Federica Manzon, Andrea Molesini). Malgrado la presenza delle quote rosa, penso proprio che vincerà un maschio: o Ernesto Ferrero ("Disegnare il vento") o Andrea Molesini, che proviene dalla letteratura per ragazzi ("Non tutti i bastardi sono di Vienna"). Sono tutti e due molto bravi. Ferrero nel suo libro racconta l'ultimo viaggio del capitano Salgari, di cui è stato condomino a Torino e che secondo lui ha aiutato gli italiani, insieme a Collodi e De Amicis, a sviluppare l'immaginazione. Il senso del suo libro – ha spiegato – è un elogio della fatica e dell'applicazione sempre necessarie a raggiungere risultati (letterari e non) di rilievo. Molesini ha invece puntato sull'irruzione della Storia con la S maiuscola nelle piccole storie private degli abitanti di un paesino del Friuli ai tempi di Caporetto. Il suo è anche un libro di formazione in cui un 17enne impara una grande verità: i forti sono deboli. Giuseppe Lupo ("L'ultima sposa di Palmira") non mi è piaciuto: parla male, anche se è docente universitario. Spero scriva meglio. La Ammirati ("Se tu fossi qui") si è concentrata sul dolore e sull'elaborazione del lutto: a occhi e croce… che palle. La Manzon, in "Di fama e di sventura" parla di un ragazzino che ha il dono di leggere nel cuore degli altri, grazie al quale si fa strada nel mondo della… finanza. "Ciapa!", direbbero a Venezia.

Del veneziano Molesini posso raccontare un aneddoto che mi coinvolge di striscio. Esordì come scrittore per ragazzi con "Quando ai veneziani crebbe la coda" che propose invano a Orietta Fatucci di Einaudi Ragazzi. Glielo rifiutò. Allora lo passò a Margherita Forestan di Mondadori Ragazzi che invece glielo pubblicò. Parallelamente io avevo proposto alla Forestan "Quella bruttacattiva della mamma!" che fu rifiutato. Allora lo passai alla Fatucci che invece lo accettò. Un giorno incontrai Molesini in Strada Nova a Venezia e lo invitai a casa mia, dove mi feci autografare il suo libro per mio figlio, ancora piccolo.

(Foto di Lucio Angelini)

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