AL FIGLIO AUTISTICO

(Umberto Piersanti al Bastione Sangallo di Fano ieri pomeriggio)

È iniziato ieri pomeriggio, a FANO, il festival "La lunga estate degli anni ’60/la musica beat e la letteratura del decennio che ha cambiato il mondo."

Primo ospite di rilievo Umberto Piersanti, che ha rievocato gli anni '60 con humour e divertimento al Bastione Sangallo. Fra le poesie lette, naturalmente, anche "Alle ragazze degli anni '60", ma quella che ha commosso maggiormente il pubblico è stata "La giostra". Piersanti ha rivelato di avere un figlio autistico, Jacopo. Un giorno, durante una sagra, Jacopo scelse spontaneamente di salire su una giostra di cavalli di legno con pennacchi e tromba gialla, evitata da tutti gli altri, e mentre lo vedeva girare solitario suo padre ebbe la sensazione di poter cogliere in quella scena una sorta di "segno del destino" del ragazzo e della sua misteriosa condizione. Questi i versi finali:
  

"…

Jacopo che tra gli altri

passa, senza guardare,

dondola il grande corpo

e li sovrasta,

abbracciò un cavallo

e poi pendeva

dopo riuscì ad alzarsi,

rise forte

 

figlio che giri solo

nella giostra,

quegli altri la rifiutano

così antica e lenta,

ma il padre t’aspetta,

sgomento ed appartato

dietro il tronco,

che il tuo sorriso mite

t’accompagni

nel cerchio della giostra,

nella zattera dove stai

senza compagni "

          (marzo 2001)

La rievocazione degli anni '60 continua oggi e nei prossimi giorni con il seguente programma:

08/07 VEN.: Incontro con Massimo Raffaeli. Romanzi e antiromanzi. h 18.30 Bastione San Gallo. 60’s Experience in concerto h 22.30 / Largo Seneca, Lido di Fano

09/07 SAB.: Incontro con Franco Loi e Gualtiero De Santi h 18.30 Bastione San Gallo. Conferenza a tre voci sul beat italiano h 21.30 / Largo Seneca, Lido di Fano. Presentazione del volume “Al di qua, al di là del beat. Radici e dinamiche del beat italiano: le voci di tre testimoni”, di Umberto Bultrighini, Gene Guglielmi, Claudio Scarpa e della nuova rivista “Generazione Beat”. Premiazione concorso per i migliori abiti in stile anni ‘60 h 22.30 /Largo Seneca, Lido di Fano. 

Gene Guglielmi e I Tubi Lungimiranti in concerto h 23.00 / Largo Seneca, Lido di Fano.

11/07 LUN.: Tavola rotonda sulle dinamiche della musica beat h 21.15 / Ristorante Calamara, Molo di Ponente, con Dario Salvatori (giornalista, critico musicale, conduttore radiofonico, responsabile artistico del patrimonio sonoro della Rai), Alessandro Colombini (produttore musicale), Sergio Magri (leader del complesso I Delfini), Gene Guglielmi (cantante beat di protesta), Claudio Scarpa (giornalista, critico musicale, ideatore rivista “Generazione beat”), Gaetano Bonetta (docente di Storia contemporanea Università di Chieti e Pescara), Umberto Bultrighini (docente di Storia greca Università di Chieti e Pescara), Francesco Battisti (musicista e giornalista).

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17 Risposte to “AL FIGLIO AUTISTICO”

  1. utente anonimo Says:

    Beh, la figura del padre sgomento nascosto dietro il tronco mi pare faccia capire perfettamente come l'autismo sia una malattia mentale della società, appartenente a un'area che chiamerei "disturbi di riconoscimento della soggettività altrui", già affollata dai pregiudizi sull'identità sessuale. Prima o poi bisognerà decidersi a internare la società e curarla come si deve.

    Le persone autistiche, soprattutto all'estero, si aggregano in associazioni che rivendicano l'orgoglio del loro modo di essere, per esempio il 'Fronte di liberazione autistico' e l''Autism Network International'. Creano addirittura scuole per loro gestite da loro perché si sono rotti i coglioni.

    ciao

    andrea barbieri

  2. utente anonimo Says:

    Beh, la figura del padre sgomento nascosto dietro il tronco mi pare faccia capire perfettamente come l'autismo sia una malattia mentale della società, appartenente a un'area che chiamerei "disturbi di riconoscimento della soggettività altrui", già affollata dai pregiudizi sull'identità sessuale. Prima o poi bisognerà decidersi a internare la società e curarla come si deve.

    Le persone autistiche, soprattutto all'estero, si aggregano in associazioni che rivendicano l'orgoglio del loro modo di essere, per esempio il 'Fronte di liberazione autistico' e l''Autism Network International'. Creano addirittura scuole per loro gestite da loro perché si sono rotti i coglioni.

    ciao

    andrea barbieri

  3. Lioa Says:

    In effetti non ho condiviso proprio tutto del discorso a ruota libera di Piersanti, che ha pure citato una sua vecchia battuta vagamente omofoba…

  4. utente anonimo Says:

    Tu pensa che in una di queste associazioni si son fatti la maglietta con scritto: "siamo persone, non enigmi". Per me la letteratura è in quella frase, non negli arzigogoli di un normaloide.

    Insomma, dato che le immaginazioni di uno scrittore sgorgano in qualche modo dalla realtà, avere un'idea falsata di cosa sia la soggettività umana, delle possibilità dell'umano, produce un'immaginazione mutilata. Se fossi scrittore farei interagire nella loro pienezza, bellezza – quindi fuori dagli schemi interpretativi straight, cosa che nessuno scrittore ufficiale sa fare – tutte queste categorie dell'umano considerate 'spurie'.

    a.b.

  5. utente anonimo Says:

    Tu pensa che in una di queste associazioni si son fatti la maglietta con scritto: "siamo persone, non enigmi". Per me la letteratura è in quella frase, non negli arzigogoli di un normaloide.

    Insomma, dato che le immaginazioni di uno scrittore sgorgano in qualche modo dalla realtà, avere un'idea falsata di cosa sia la soggettività umana, delle possibilità dell'umano, produce un'immaginazione mutilata. Se fossi scrittore farei interagire nella loro pienezza, bellezza – quindi fuori dagli schemi interpretativi straight, cosa che nessuno scrittore ufficiale sa fare – tutte queste categorie dell'umano considerate 'spurie'.

    a.b.

  6. Lioa Says:

    Non dobbiamo dimenticare, comunque, che ci sono situazioni oggettivamente difficili: chi le vive in prima persona – in una società che è quella che è con i pregiudizi che ha  – il quotidiano può risultare davvero disagevole.  Dall'esterno tutto sembra facile e facilmente gestibile…

    Aggiungo solo che i versi da te citati possono essere interpretati in modi diversi. *-°

  7. Lioa Says:

    Non dobbiamo dimenticare, comunque, che ci sono situazioni oggettivamente difficili: chi le vive in prima persona – in una società che è quella che è con i pregiudizi che ha  – il quotidiano può risultare davvero disagevole.  Dall'esterno tutto sembra facile e facilmente gestibile…

    Aggiungo solo che i versi da te citati possono essere interpretati in modi diversi. *-°

  8. utente anonimo Says:

    Ho portato il punto di vista delle stesse persone autistiche. Dici che è troppo esterno?.
    a.b.

  9. utente anonimo Says:

    Ho portato il punto di vista delle stesse persone autistiche. Dici che è troppo esterno?.
    a.b.

  10. Lioa Says:

    Mi riferivo al tuo (= di te, che non mi pare abbia avuto esperienza di convivenza con familiari autistici) giudicare lo sgomento di un padre, magari determinato da riflessioni diverse da quelle da te ipotizzate…

  11. utente anonimo Says:

    C'è una fallacia 'ad hominem circostanziale' nel tuo ragionamento perché che io abbia o no esperienza di persone autistiche è irrilevante con la mia tesi.
    La mia tesi è semplicemente l'asserzione che esistono associazioni di persone autistiche che hanno lo scopo di difendere e promuovere un tipo di soggettività diverso dal mio e tuo.
    La mia tesi è vera. E implica che parte dei problemi legati all'autismo siano di origine sociale. Questo punto è molto difficile da far capire alle persone che tendono a calibrare tutto sulla propria 'normalità'.
    Niente di nuovo in ciò che dico, è lo stesso movimento critico che guidò Franco Basaglia per esempio.

    Come vedi ho semplicemente esposto un fatto. Il mio 'giudizio' lo congetturi tu attraverso un superpotere di lettura del pensiero che evidentemente ritieni di possedere.

    Se vuoi conoscere il mio sentimento sul padre del ragazzo autistico, è di massimo rispetto umano perché, come rilevi anche tu, è una situazione oggettivamente difficile. Il mio giudizio sui versi è che spingono a un modo di vedere pietistico, invece di forzare lo stereotipo di normalità. Mi piace molto di più la maglietta con scritto: siamo persone, non enigmi. Maglietta prodotta – lo ripeto – dalle stesse persone autistiche (non da mie elucubrazioni o arzigogoli pseudointellettuali).

    a.b.

  12. utente anonimo Says:

    C'è una fallacia 'ad hominem circostanziale' nel tuo ragionamento perché che io abbia o no esperienza di persone autistiche è irrilevante con la mia tesi.
    La mia tesi è semplicemente l'asserzione che esistono associazioni di persone autistiche che hanno lo scopo di difendere e promuovere un tipo di soggettività diverso dal mio e tuo.
    La mia tesi è vera. E implica che parte dei problemi legati all'autismo siano di origine sociale. Questo punto è molto difficile da far capire alle persone che tendono a calibrare tutto sulla propria 'normalità'.
    Niente di nuovo in ciò che dico, è lo stesso movimento critico che guidò Franco Basaglia per esempio.

    Come vedi ho semplicemente esposto un fatto. Il mio 'giudizio' lo congetturi tu attraverso un superpotere di lettura del pensiero che evidentemente ritieni di possedere.

    Se vuoi conoscere il mio sentimento sul padre del ragazzo autistico, è di massimo rispetto umano perché, come rilevi anche tu, è una situazione oggettivamente difficile. Il mio giudizio sui versi è che spingono a un modo di vedere pietistico, invece di forzare lo stereotipo di normalità. Mi piace molto di più la maglietta con scritto: siamo persone, non enigmi. Maglietta prodotta – lo ripeto – dalle stesse persone autistiche (non da mie elucubrazioni o arzigogoli pseudointellettuali).

    a.b.

  13. utente anonimo Says:

    Sopra ho usato la parola 'normaloide' soltanto per far capire quanto è facile creare stigmatizzazione nei discorsi. Infatti è bastato inserire quella parolina e subito c'è stata la levata di scudi. Bisognerebbe riflettere su questa cosa, sul 'fare cose con le parole'.
    a.b.

  14. utente anonimo Says:

    Sopra ho usato la parola 'normaloide' soltanto per far capire quanto è facile creare stigmatizzazione nei discorsi. Infatti è bastato inserire quella parolina e subito c'è stata la levata di scudi. Bisognerebbe riflettere su questa cosa, sul 'fare cose con le parole'.
    a.b.

  15. Lioa Says:

    Tranquillo. Nessun "oltraggio più o meno nascosto della persona che sostiene la tesi come strumento per negare la tesi stessa senza entrare nel suo merito".  Infatti condivido perfettamente la tua tesi, e anche la visione basagliana cui alludi (sai bene che non sono un grezzone). Voglio semplicemente dire: di belle teorie sono capaci tutti. Chi si opporrebbe all'ipotesi di un mondo pieno d'amore e di rispetto per tutti, ognuno con le proprie caratteristiche… o di un mondo in cui ognuno si soddasfacesse secondo le proprie necessità e via discorrendo. Poi ti ritrovi lo psicopatico violento in casa e sono solo cazzi tuoi…

  16. Lioa Says:

    Tranquillo. Nessun "oltraggio più o meno nascosto della persona che sostiene la tesi come strumento per negare la tesi stessa senza entrare nel suo merito".  Infatti condivido perfettamente la tua tesi, e anche la visione basagliana cui alludi (sai bene che non sono un grezzone). Voglio semplicemente dire: di belle teorie sono capaci tutti. Chi si opporrebbe all'ipotesi di un mondo pieno d'amore e di rispetto per tutti, ognuno con le proprie caratteristiche… o di un mondo in cui ognuno si soddasfacesse secondo le proprie necessità e via discorrendo. Poi ti ritrovi lo psicopatico violento in casa e sono solo cazzi tuoi…

  17. BOCL N. 42 (IL PADRE NECESSARIO) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] AL FIGLIO AUTISTICO […]

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