FRANCO LOI E UMBERTO BULTRIGHINI A FANO

(Il poeta Franco Loi)

Ancora un incontro prezioso sabato scorso a Fano per gli appuntamenti letterari del programma  "La lunga estate degli anni '60": quello con l'ottantunenne, ma sempre giovanissimo, Franco Loi, che presentava "Da bambino il cielo"

Introdotto dal critico Gualtiero De Santi (parlatore tutt'altro che irresistibile, a dire il vero), Franco Loi ha raccontato di quando, da bambino, giocava a ripetere più volte – a voce alta – certe parole comuni fino alla perdita del loro significato razionale e alla scoperta delle emozioni suscitate dal loro puro suono. "Il suono", ha dichiarato Loi, "mette in movimento l'interiorità e svela aspetti di cui non eravamo coscienti. Soprattutto in poesia i suoni sono più importanti dei significati apparenti. La poesia è uno dei mezzi più potenti di cui l'uomo dispone per accrescere la propria consapevolezza. Come diceva Petrarca, infatti, la poesia è 'sacra scrittura', dove 'sacro' va inteso secondo l'etimo indoeuropeo 'sac' = lontananza. Chi riempie la lontananza, compie qualcosa di sacro…".  Eccetera. 

Qui una mia rudimentale registrazione di un momento dell'incontro:

http://www.youtube.com/watch?v=WdTkD9tbESE  

Da bambino il cielo (copio dal pieghevole, non avendo ancora letto l'opera) è "il romanzo di una vita nel quale la memoria si intreccia con la storia e illumina il presente, e i destini individuali si riverberano in un percorso collettivo: la guerra, la ripresa, il partito comunista abbandonato con delusione, il '68".

Il concerto serale dedicato alla musica beat degli anni '60 è stato anticipato dalla presentazione di un altro libro: quello del fanese Umberto Bultrighini, oggi docente di storia greca all'università di Chieti, mia vecchia conoscenza dei tempi del liceo.  Adolescente creativo e "poietico" (già allora traduceva in un "fare concreto" le proprie passioni per la poesia e la musica), fondò nel 1964 il complesso "I tubi lungimiranti", che lungimiranti si sono rivelati davvero, visto che la sera di sabato scorso si sono esibiti di nuovo con sorprendente energia.

Il libro (oltre 400 pagine) è stato scritto in collaborazione con Gene Guglielmi (di cui molti ricordano il successo degli anni '60 "I capelli lunghi") e Claudio Scarpa, ideatore della rivista "Generazione beat". Non ho ancora letto il saggio e ne riparlerò.

Stasera 11 luglio, alle 21.15, al ristorante Calamara sul Molo di Ponente, è prevista una tavola rotonda sulle dinamiche della musica beat con Dario Salvatori e altri addetti ai lavori.

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