LOREDANA LIPPERINI E IL MERDA

(Loredana Lipperini)

Il 5 ottobre scorso Nazione Indiana ha pubblicato il dolente «URLO» di Francesco Pecoraro:

http://www.nazioneindiana.com/2011/10/05/urlo-2/#comment-157216
 

"Anni e anni a ragionare sul Merda & sulla Mutazione Antropologica. Anni coi nuovi barbari a Porto Cervo… Anni che all’estero col Merda ci facevamo figure appunto di merda… Anni che il Merda ha detto buzzicona alla Merkel, ha baciato la mano a Gheddafi… Anni che, mentre gli Intellettuali facevano l’analisi, tutti gli altri votavano per il Merda… Gli anni delle Prostate delle Pompette del Fondo Tinta del Trapianto Porcellanato. Anni approvati col Voto di Fiducia. Anni che nel 2013 ne saranno passati venti." (Testo tagliato e compattato)

Secondo quanto sostenuto da Loredana Lipperini in Lipperatura il 4 ottobre scorso a proposito di Nonciclopedia (sulla solita traccia teoretica predispostale dal ghost-philosopher Wu Ming1), dovrebbe trattarsi di un indifendibile uso della Rete "concepita come mezzo per poter dire tutte le porcate che saltano in mente, magari anche a scopo di vendetta personale".

In un commento ha infatti precisato: 

"Una cosa è essere 'politicamente scorretti'. Un’altra è usare il web per dare del frocio a X, della zoccola a Y, e dello sporco ebreo a Z" [o del merda a Berlusconi, si deduce. N.d.R.].

poi anche:

"Nonciclopedia non fa satira, ma raccoglie nonsense e sciocchezze varie, che possono piacere o meno, ma su cui c’è poco da discutere se diventano aggressive e diffamanti. E se qualche volta ci scappa una bella battuta, non è certo sufficiente a farci chiamare satira quella roba lì. La diffamazione è un reato, punto. Il che è vero indipendentemente dall’età di chi scrive su Nonciclopedia: che siano nativi o migranti poco importa."

Ho commentato: 

"Ricordo che alla voce 'Capezzone' su Nonciclopedia si leggeva 'alias Cazzopene'. Da denuncia immediata, dunque: falso e diffamante… ma quanto vero! Ahi ahi, senza nulla togliere alla Lipperini, non ne condividerò mai lo zdanovismo."

e più giù:

"Se io chiamo Bossi 'leccaculo' di Berlusconi, è ovvio che, ALLA LETTERA, non dico il vero, quindi diffamo, o quantomeno non ho modo di documentare una reale pratica di rimming da parte di Bossi nei confronti di Berlusconi… ma… ma…"

Tale UGO ha precisato:

"Inutile paludarsi dietro espressioni arzigoglate: o si prende una posizione ecumenica sulla libertà d’espressione e si tollerano anche spazi che ci offendono; o davvero si lascia a qualcuno il potere di decidere."

e più avanti:

"Wuming 1 (con tutto il rispetto) non ha spiegato niente che non fosse ovvio a chiunque: perché ci siano i danni del maiuscolo Fascismo ci vogliono i minuscoli fascisti e perché ci siano i fascisti ci vuole una microbica mentalità tale. Il che vale per qualsiasi processo e si attaglia anche ai motivi per cui esiste e si vende la Nutella. Ci voleva la filosofia confusionaria dei continentali per comprendere queste banalità contrabbandate per intuizioni di saggezza?"

A quel punto mi sono permesso la seguente osservazione:

"Quando la Lippa cita Wu Ming1, suo notorio guru spirituale, oltre che guru di se stesso, scade un po’ nello scontatismo".

La Lipperini, che tutto sopporta tranne che le si tocchi colui che ai suoi occhi rappresenta ciò che Ron Hubbard rappresenta agli occhi di un seguace di Scientology, mi ha CENSURATO lì per lì, rimuovendo il commento.

P.S. Inutile dire che Wu Ming 1, nel blog della Lippa, ha campo libero e può offendere impunemente chi vuole (ultimo esempio, il commentatore Ienax).

Per approfondire:

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/10/04/i-conformisti/

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/10/06/deleuze-era-un-passerotto/#comments

—-

(Foto tratta da http://www.librinews.com)

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22 Risposte to “LOREDANA LIPPERINI E IL MERDA”

  1. kinglear Says:

    Ha censurato anche me perché ho osato dire contro lo scientologista WU BIP1 evidenziando come lui in primis si è macchiato della più pacchiana arrogante stalinista satira mascherandosi con mille nomi fittizi, minacciando attraverso email con nomi fittizi, con blog come quello VMO, in compagnia di Genna con altri blog creati e poi cancellati (come se io fossi fesso e non abbia tenuto tutte le pagine web e tutte le false email di WU1, complete in tutto e per tutto), in luogo di commento su diverse piattaforme. mailing list, forum, etc. etc. Se ti interessa i commenti censurati sono sul mio blog, perché io da gran bastardo qual sono e non fidandomi di nessuno in rete qualsiasi cosa che invio la registro, per cui se la pulzella Loredana sperava che quei miei commenti da lei censurati con bieca strategia stalinista non venissero fuori, bene, gli ha detto male: non si puo' parlare di censura quando ci si mette nella condizione di essere poi i primi a censurare. Tutto ciò oltreché molto stalinista e orwelliano porta grandissimo discredito e ignominia a quella sedicente sinistra che indice battaglie sì, ma solo per il suo 'circondario di interessi spesse volte privatissimi'. Quello che stanno facendo credono forse che aiuterà loro per i loro più che mai personalissimi interessi? Io penso proprio di no: le porcate di cui sono capaci ora le conoscono anche gli asini, inutile che applichino la censura, che si nascondano dietro un dito, ci fanno solamente un figura di quelle da guinnes dei primati, cioè da Fattoria degli animali.

  2. Lioa Says:

    Dunque: la Lipperini conduce battaglie nobilissime, ha parecchi meriti culturali ma indubbiamente anche il torto di tagliare di colpo la lingua a quanti non apprezzano certi suoi punti di vista. Per carità, nel suo blog può fare quello che vuole, ma guai ad averla come Ministro della Cultura… (con lo pseudo-stalinista Wu Ming 1 come segretario particolare, magari). 

  3. kinglear Says:

    Anche se le battaglie condotte, di primo acchito, possono sembrare nobili, purtroppo – non so se ne hanno coscienza – vengono pesantemente invalidate da certi loro comportamenti che di nobile non hanno proprio niente, e che sono senza giri di parole in forma stalinista. Sartre, a suo tempo, nascondeva e invitava a nascondere quelle che erano le mancanze del partito: in pratica assolveva i delitti, perché era suo opinione che per il bene del partito certe cose non dovessero essere denunciate. Non era però dello stesso avviso Camus, che al contrario di Sartre, con grande nobiltà nonché coraggio, denunciava anche i delitti e le ingiustizie in seno al comunismo. Lo stesso fece Orwell. Quando si denuncia uno stato di cose negativo, bisogna in primis guardare alle proprie mancanze; diversamente è mia opinione che certe battaglie sia meglio non iniziarle proprio, perché invalide, portate avanti zoppicando e nascondendo il marcio che c'è in seno alle proprie posizioni. 

    Oddio, Ministro della Cultura la pulzella e Wu BIP1 segretario: immagine agghiacciante, proprio orwelliana. Ho un brivido di terrore lungo la schiena che non accenna a scemare.

  4. Lioa Says:

    Naturalmente nemmeno oggi (sono già tre giorni di fila) la Lippa ha mancato di citare Giap e Wu Ming 1, di cui è puntuale megafono. Il mio commento:

    "Evviva Steve Jobs e i doni che ci ha lasciato. Abbasso chi si fa lunghe pippe per ripetere il vecchio “Est modus in rebus”. Ovvio, no? E’ un po’ la vecchia storia degli usi e abusi del coltello, utilissimo in sé, ma criticabile quando lo si adopera per tagliare la lingua ai dissenzienti…

    Postato venerdì, 7 ottobre 2011 alle 11:23 am da Lucio Angelini

    è ancora in MODERAZIONE. Dubito che apparirà mai.

  5. kinglear Says:

    Non apparirà mai come non apparirà mai il mio, che più o meno dice la stessa cosa che hai lasciato detta tu. Adesso si scagliano contro Steve Jobs. Fortuna che sono un gruppetto di per sé innocuo. La ridicolaggine è che poi proprio La Repubblica sponsorizza iPad; e la pulzella non è la prima volta che parla bene della lettura online… Come dar credito a queste persone? Si scagliano contro Jobs ma, ci scommetto, hanno tutti iPhone e iPad, tanto più che la testata per cui la pulzella di tanto in tanto scrive un articolo ha in home page la pubblicità ad iPad, etc. etc. Un semplice commesso si è suicidato e non lavorava in una multinazionale o per Jobs: no, faceva il panettiere, è partito di testa e se levata la vita. Dovrei forse pensare che per colpa del suo lavoro, del suo datore di lavoro, il panettiere si è tolto la vita? perché aveva orari da panettiere?

    Forse ci meritiamo proprio Forza Gnocca. Tu pensa se al potere ci andasse gente del genere, finiremmo come la Russia di Putin. :-(((

  6. Lioa Says:

    L'unica consolazione è che ad ogni epifania nel commentarium della Lippa Wu Ming 1 si dà la zappa sui piedi da solo attraverso le proprie spocchiose pippate. Finirà per rendersi inviso a tutti. La cosa più triste è vedere la Lippa – così femminista – pendere ammaliata dalla sua bocca e,  in certi momenti, abbassarsi quasi al livello della Carfagna quando si fa scrivere gli interventi da Bocchino [tanto per fare un esempio di cattiva satira, N.d.R°-*].

  7. kinglear Says:

    I Wu BIP la zappa sui piedi se la sono tirata da soli da un po' di tempo, anche in veste di scrittori. Ho letto il commentario, delle pippate assurde, ben oltre i confini della realtà.

    No, non trovo che sia una battuta di cattivo gusto: purtroppo è come dici. All'inizio la pulzella era una brava persona, corretta e disponibile ad ascoltare anche chi non era del tutto d'accordo con le sue opinioni; poi lo scientologista Wu BIP1 le avrà fatto il lavaggio del cervello…!, ed è diventata così, una che dice cose che la contraddicono l'istante successivo; censura chiunque non le dia ragione e non si dimostri d'accordo con i Wu BIP.

    Se siamo in questo stato del cavolo dove Forza gnocca è il partito che più tira e che fa gli italiani fessi, bene, dobbiamo prendercela anche con quella sinistra di matrice stalinista che sta invalidando quelle che potrebbero essere delle nobili battaglie per il miglioramento della società tutta. Ecco per Berluska continua a spassarsela: non ha da temere da una sinistra stalinista che adopera i suoi stessi metodi per tacitare le voci della libertà di opinione. 

  8. Lioa Says:

    Leggi qui:

    http://www.linkiesta.it/nonciclopedia-wu-ming#ixzz1ak4msdha

    “Viene da chiedersi, però, se questo continuo bersagliare Nonciclopedia di strali, che ad intervalli cadenzati si ripropone ormai da tempo, non sia, in realtà, un tentativo di guadagnare in visibilità. Una trovata pubblicitaria più eclatante ma anche più economica di altre. Su forum e blog il dibattito è apertissimo. Nel frattempo, chi è alla disperata ricerca del quarto d’ora di celebrità che Andy Warhol gli ha promesso, ora sa con chi deve prendersela per riuscire senza fatica nell’impresa.”

    Condivido in pieno. Sempre furbetto, il nostro guerrigliero Wu Ming 1, che si nasconde dietro la foglia di fico del contrasto all'antisemitismo. Chissà se trova antisemita anche “La mia battaglia” di Adolf Hitler, che DEVE continuare a essere reperibile, se non altro per consultazione.

  9. utente anonimo Says:

    stai sereno
    censura tutti quelli che non la pensano come lei e i wuminchia
    alla faccia della libertà

  10. ANALOGIE 9 (la Satira, se e ma) « L U N A T I S M I Says:

    […] sommaria su questo specifico caso — mentre si cerca altro materiale — si può leggere qui, qui e qui, dove ci sono spunti di riflessione da cui poter partire per un ragionamento più […]

  11. diait Says:

    Ho letto il post e (quasi integralmente) il thread di lipperatura. Il concetto è sempre lo stesso: ci vogliono comitati e tribunali del popolo (possibilmente femminili e possibilmente guidati da L, Zanardo e Cosenza) che stabiliscano lineeguida, veti, limiti e cornici appropriate per fare e dire qualsiasi cosa. In Svezia più o meno ci siamo arrivati, credo. E su una cosa poi il consenso è unanime: l’umorismo è sempre servo dei padroni (maschi).
    Siamo agli antipodi di come la penso io, ma morirò perché loro possano pensarla così (è una battuta: non sono affatto disposta a morire per loro)
    Non ho capito però l’aggancio con il berlusconismo (cioè se lo vedi come precursore di certi atteggiamenti, o in quale altro senso. Perché le radici di questi “atteggiamenti” stanno nelle origini autoritarie, centraliste e dogmatiche della sinistra, temo.
    Comunque, pensavo a un comico americano che racconta senza tanti giri di parole quello che succede qui, lì e altrove:

  12. diait Says:

    ho scoperto lapeperini quando ho avuto le mie prime disavventure sul blog di L. Fantastico. Ma poi mi sembra che si siano riappacificati (benissimo, sono sempre favorevole alle riappacificazioni) e angelini ha ripreso a scrivere sul suo blog. (Anche se da un anno non lo fa più, se non ricordo male.)

  13. Lucio Angelini Says:

    @diat. Lipperini promise solennemente di non censurarmi mai più e rese visibili tutti i miei contributi passati finiti in moderazione. In realtà fece presto marcia indietro, arrivò a minacciarmi di querela per diffamazione e bla bla bla, per cui alla fine ho capito che proprio nun gnaa a fa a essere democratica e libertaria. E’ vero che mi astengo da mesi dal lasciare commenti sul suo blog sotto altro nick (con nome e cognome reali sono bannato in automatico), con una sola eccezione: quando postai quattro interventi come BastaReazione! senza essere riconosciuto:

    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2012/04/26/resoconto-da-perugia-in-sintesi/comment-page-1/#comment-305338

    “Sono considerati stalking quegli atti che inducono la vittima a cambiare le sue abitudini di pubblicazione come, per esempio, introdurre la moderazione nei commenti quando non c’era o semplicemente cambiare le proprie attività.”

    Questo è semplicemente demenziale. Un blogger è libero di scegliere tra la disponibilità ai commenti (di qualsiasi natura) o la moderazione. Ma sono cazzi suoi. Nessun commentatore è in grado di prevedere se il proprio commento, magari solo satirico o contestatario, indurrà il blogger a modificare le proprie abitudini. Se un blogger non accetta la pubblica discussione, rinunci ai commenti o crei una newsletter attraverso cui diffondere a parenti e amici stretti il proprio luminoso pensiero.

    Postato venerdì, 27 aprile 2012 alle 9:00 am da BastaReazione!

    Un momento, un momento. Qui non si sta parlando di esprimere o meno opinioni dissenzienti. Si sta parlando di molestie (come nel caso commentato da Giulia Bongiorno) oppure di ingiurie (come nei casi che citavo e che sono stati discussi con altre colleghe). Direi che le cose sono profondamente diverse.

    Postato venerdì, 27 aprile 2012 alle 9:05 am da lalipperini

    Peccato che a decidere se si tratti di opinioni dissenzienti o ingiurie guarda caso sia il blogger stesso. Basta reazione!

    Postato venerdì, 27 aprile 2012 alle 9:12 am da BastaReazione!

    No, Bastareazione. Ci sono casi in cui è oggettivo, purtroppo, ed è frequentissimo. E, credimi, non è questione di reazione. Il caso commentato da Giulia Bongiorno è quello di una ragazza che riceveva molestie sessuali, per esempio. Poi, il discorso di Luziferszorn è corretto per quanto riguarda la deriva che in molti casi si verifica sui social network.

    Postato venerdì, 27 aprile 2012 alle 9:15 am da lalipperini

    In tal caso sono sufficienti le leggi ordinarie, sia quelle che riguardano le molestie sessuali, sia quelle che riguardano il diritto alla satira intorno a personaggi pubblici.

    Postato venerdì, 27 aprile 2012 alle 9:23 am da BastaReazione!

    Credo di aver fatto altre volte questo discorso. Sotto l’ombrello della satira oggi si tende a comprendere un po’ tutto. Comunque, seguirò la discussione di Perugia via Internet e ti saprò dire quali conclusioni traggono. Personalmente, tendo a concordare con te: le leggi ordinarie bastano e avanzano. E non so cosa intendesse la ministra Severino nell’intervento di ieri al Festival del giornalismo con l’idea di intervenire sul web (non c’ero!).

    Postato venerdì, 27 aprile 2012 alle 9:26 am da lalipperini

    .

  14. paolo f Says:

    Ho fatto il collegamento col berlusconismo (mi è venuto naturale) perché è stato lì che l’intolleranza verso la satira televisiva si è esplicata in maniera quasi plateale: i politici del centrodestra andavano nei talk-show a condannare questo e quello, Berlusconi emanava editti (bulgari) e certi programmi e conduttori venivano estromessi dalla tv pubblica per anni. Questa è stata la faccia più evidente e feroce, se vogliamo.
    Ciò non toglie, ovviamente che “le radici” di questo risalivano alla sinistra: ma le radici della pianrta stanno nascoste, mentre il fusto e l’intero albero — molto più grandi, spesso — giganteggiano davanti alla vista.

  15. diait Says:

    editto bulgaro? per carità. Santoro imperversava, imperversa e imperverserà su rai e ovunque, biagi ha tenuto per anni una rubrica fissa su TV Sorrisi e Canzoni, quando non metteva mano al Manuale delel citazioni per deliziarci, e tutti gli altri…. Michele Serra scrive per le telepredicazioni di Celentano. E Sabina Guzzanti, se non avesse regalato svariati suoi “risparmi” a un noto truffatore della capitale, per investimenti all’estero, oggi sarebbe meno incazzata.
    Ma ti capisco, paolo: dove lo troviamo un altro berlusconi con cui prendercela chiamandoci fuori?

  16. paolo f Says:

    Berlusconi ha inciso il nostro immaginario in maniera irrimediabile, temo: io l’ho sentito estraneo e “altro” fin da quando è comparso sulla scena politica nel 1994. Mi fece venir l’orticaria dal primo giorno.
    D’altro canto, non dimentico che Massimo D’Alema querelò Giorgio Forattini per una vignetta in cui lo ritraeva mentre “sbianchettava” la lista Mitrohkin…

  17. Lucio Angelini Says:

    @diait. bellissimo il tuo video con la cruciale domanda: “Perché le donne continuano a essere attratte da oggetti luccicanti?”

  18. paolo f Says:

    Altra notazione sull’argomento in discorso:
    la blogger di cui si parla è notoriamente una ex-radicale.
    Come sappiamo, molti ex-radicali militano da anni nelle fila berlusconiane.
    C’è una relazione?

  19. diait Says:

    pensa Bill Maher che fine faceva in Italia…. Gli toccava espatriare. Esaltato per “Religiolus”, e fatwato per il so spettacolo teatrale.
    “Se comandassero le donne le guerre non ci sarebbero!” (e tutti applaudono). See, addio, si vede che non sono mai entrati in un blog.

    Per alcuni mesi ho seguito i forum e i blog sulal Questione Maschile, che ho trovato discutibili ma interessanti. (Ma non “Maschile plurale”, però, i cui aderenti sono gli unici certificati dai Tribunali del Popolo Femminile, e somigliano più a quei gatti di cui parla Maher.)

  20. eliaspallanzani Says:

    Scusa Lucio ma finchè non passa la legge sullo stalking via blog non pensi che dare a qualcuno dello stalker perchè commenta in maniera spiacevole sia un po’ come dargli ingiustamente del ladro?

  21. Lucio Angelini Says:

    Ripeto, se passasse una legge per la quale: “Sono considerati stalking quegli atti che inducono la vittima a cambiare le sue abitudini di pubblicazione come, per esempio, introdurre la moderazione nei commenti quando non c’era o semplicemente cambiare le proprie attività” ci sarebbe davvero da mettersi le mani nei capelli. Non ho potuto non postare quel commento in Lipperatura vista l’urgenza con cui in quel blog si invocavano provvedimenti anti-libertari. Alla fine la Lippa si è lasciata scappare un “Personalmente, tendo a concordare con te: le leggi ordinarie bastano e avanzano”, ma se solo avesse saputo che BastaReazione ero io, non avrebbe esitato a censurarmi con la solita accusa di trollaggio:-)

  22. BOCL N. 49 (PUPÙ RI DI RANDOM POST 2.) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] LOREDANA LIPPERINI E IL MERDA […]

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