DA COSTA A COSTA…

(Paolo Costa, presidente dell’autorità portuale di Venezia)

Ex rettore di Ca’ Foscari, ex sindaco di Venezia, Commissario Straordinario per l’ampliamento dell’insediamento militare americano all’interno dell’aeroporto “Dal Molin” di Vicenza, sta dando il peggio di sé – ovviamente per i suoi oppositori – come presidente della Autorità portuale di Venezia, ruolo per il quale si era già conquistato il Premio Attila 2008. Copio-incollo da un articolo di Alberto Vitucci apparso su La Nuova Venezia il 4.09.2008:

«Premio Attila 2008 a Paolo Costa. Ieri alla Mostra del Cinema i comitati “No Mose, No Dal Molin, coordinamento contro le grandi Navi” hanno proiettato il loro documentario “Venezia Crepa”, sui danni “irreversibili e irreparabili” prodotti negli ultimi anni alla città e alla laguna. I lavori del Mose che sono in corso ma anche i progetti della sublagunare e i lavori per l’aeroporto americano Dal Molin a Vicenza, e infine la nomina a presidente dell’Autorità portuale, primo atto del nuovo governo Berlusconi, contro le candidature proposte dal Comune e dalla Provincia… «Un esempio di difesa delle lobby per portare avanti progetti spesso non voluti dalle comunità locali, espropriandole di ogni decisione», scrivono i comitati»… «Nei suoi molteplici incarichi, di ex ministro, ex sindaco, parlamentare europeo e adesso presidente del Porto, Costa ha contribuito a far approvare progetti e opere che hanno causato o causeranno danni irreversibili alla città…»

È uscito di recente il volumetto “E le chiamano navi” del giornalista Silvio Testa, Corte del Fontego Editore.

Questo l’incipit:

«Immensi scatoloni galleggianti passano per il Bacino di San Marco: sono bianchi, li chiamano navi, e in effetti lo dovrebero essere, ma delle splendide navi di un tempo – il Rex, il Conte di Savoia, l’Andrea Doria, la Cristoforo Colombo – hanno solo la funzione di portare passeggeri, tanti, il più possibile. Queste navi non hanno né raffinatezza né buon gusto, sono ispirate ai casinò di Las Vegas, a bordo mantengono quel che promettono: una vacanza da villaggio turistico, scandita da spettacoli di stampo nazionalpopolare scimmiottati dalla tv e dai giochi degli animatori che riempiono le giornate degli ospiti in sandali e pantaloni corti, olezzanti di creme solari. Croceristi che sono parte di quei forse 30 e più milioni di visitatori all’anno che soffocano Venezia trasformandola sempre più velocemente nella cartolina kitch di se stessa, perché la Stazione Marittima, ormai, è una delle principali porte d’entrata di quel turismo “mordi e fuggi” che solo a parole le autorità dicono di voler constrare…”» [mie le evidenziazioni in neretto, N.d.r]

E questo l’explicit:

«Varrà la pena ricordare che lo scorso 23 giugno 2011 la nave granaria turca Haci Emine Ana è finita a Malamocco contro i cantieri del MoSe per un’avaria al timone e che il 12 maggio 2004l a nave passeggeri tedesca Mona Lisa, 200 m di lunghezza, a causa della nebbia e di un errore di manovra si incagliò a pochi metri dalla Riva degli Schiavoni. “È la goccia che fa traboccare il vaso: va impedito il passaggio di queste gigantesche navi da crociera nel tratto d’acqua tra Piazza San Marco e l’isola di San Giorgio Maggiore“, dichiarò il sindaco, Paolo Costa. Oggi Costa è presidente dell’Autorità portuale e le crociere non si toccano. “Se ci sono dei residenti a cui non piacciono – ha dichiarato -, ci sono anche due milioni di visitatori che le apprezzano”.»

Vala la pena, comunque, ricordare l’iscrizione dettata dall’umanista Gio. Battista Egnazio per il Magistrato alle Acque, collocata nella sua sede in Palazzo Ducale:

«Venetorum urbs / divina disponente Providentia / in aquis

fondata / aquarum ambitu circumsepta /

aquis pro muro munitur. / Quisquis igitur / quoquomodo

detrimentum / publicis aquis inferre ausus fuerit /

et hostis patriae iudicetur / nec minore plectatur poena /

quam qui sanctos muros patriae violasset. /

Huius edicti ius ratum perpetuumque esto.»

(“La città dei veneziani/ per volere della divina provvidenza/

(venne) fondata nelle acque/tutt’attorno circondata di acque/

munita di acque come muro (di difesa)./ Quindi, chiunque/ in qualunque

modo oserà/ portare danno alle acque pubbliche sarà/ ritenuto nemico

della patria/e non sarà punito con una pena inferiore/ di quella (inflitta)

a chi viola i santi muri della patria. / Ciò sia legge per sempre”)

(Traduzione: Laura Fornoni et al. 2004)

“ET HOSTIS PATRIAE IUDICETUR” … APPUNTO!

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4 Risposte to “DA COSTA A COSTA…”

  1. utente anonimo Says:

      Hai tutto il mio  appoggio morale per la battaglia anti navi grattacielo  in Canal Grande. Lo ripeto per l'ennesima volta: E' UNA VERGOGNA!

    Carlo Capone

    PS ma che le hai fatto alla Lipperini?😉

  2. Lioa Says:

    Alla Lipperini? Assolutamente nulla. E' lei che, a seconda degli umori e soprattutto, temo, degli input da Bologna (dopo la mia critica all'idea wuminghiana  del personaggio elettronico Steve Workers) mi mette all'INDICE DEI COMMENTATORI PROIBITI o mi riabilita per qualche breve periodo. Più schizofrenica di così…

  3. utente anonimo Says:

    costa, come uno dei maggiori armatori italiani.
    che dire: una carriera esemplare per un omino molliccio e potente, perfetto identikit dei molti manager pubblici italiani.
    in certi ambienti si mormora sia l'eminenza grigia dei tuoi simpatici amici bolognesi… serve la faccina che ride per far capire che è una battuta?

  4. utente anonimo Says:

    Lucio, non ho mai letto niente dei wu ming, e vivo benissimo.

    C.C.

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