LUCIO ANGELINI SULL’ORIZZONTE DEGLI EVENTI:-)

Copertina di Venezia sull'orizzonte degli eventi

Giovedì scorso, mentre ero in treno verso Fano col portatile sulle ginocchia, mi è arrivata la seguente mail da Venezia:

"Desidero informarla che è uscito il mio libro-saggio nel quale è stata ripresa la sua lettera del 25.6.2011 apparsa su Il Gazzettino. Il libro sarà presentato ufficialmente questa sera alle 18:30 all'albergo Ca' Pisani (di fronte all'Istituto Cavanis sul viale che dal ponte dell'Accademia porta alle Zattere).Se non ha altri impegni sarò lieto di incontrarla. Con i più cordiali saluti. Renato Pestriniero"

Purtroppo ho dovuto declinare l'invito, ma ho telefonato a un'amica che è andata alla presentazione al posto mio. Il libro si intitola "Report – Venezia sull'orizzonte degli eventi", e per il momento posso solo copia-incollare la sinossi riportata nel sito

www.edizionielsquero.it :
 

«L’ultimo lavoro prodotto dalla Casa editrice el squero è il libro Report – Venezia sull’orizzonte degli eventi di Renato Pestriniero. L’autore ha cominciato a pensare a quest’opera nel 1999. La domanda che si era posto riguardava il passaggio epocale che avrebbe portato il mondo nel nuovo secolo e nel nuovo millennio con tutte le speranze e le paure, le fascinazioni e le miserie allora in progress. E si chiedeva: in tutto questo marasma socio-politico-tecno-economico dai ritmi febbrili come si sarebbe presentato quell’unicum che si chiama Venezia; come si sarebbe collocata la sua fragilissima anomalia in un mondo tumultuoso spinto da tecnologie che avanzano talmente veloci da divorare se stesse, omologazioni globali derivate dalla frantumazione dei confini, filosofie socio-politiche e di costume che riplasmano il mondo come mai successo prima nella storia dell’umanità? E così l’autore cominciò a scrivere e a fotografare allo scopo di rappresentare la realtà veneziana alle soglie del terzo millennio al di fuori degli schemi e dei cliché. Perché quel sottotitolo Sull’orizzonte degli eventi? Gli astrofisici chiamano così la barriera immateriale che circonda il mistero dei Buchi Neri al di là della quale gli elementi sui quali abbiamo fondato la nostra identità non hanno più valore né significato. Oltre quel limite c’è l’ignoto, nulla è comprensibile, nemmeno lo spazio e il tempo sono gli stessi. Venezia, città dell’Uomo minuscola ma internazionale, unica utopia realizzata, non appartiene solo a interessi particolari ma all’umanità intera. In realtà, all’inizio del terzo millennio essa si trova dinanzi a un orizzonte di imprevedibilità, stritolata tra realtà opposte alla sua natura e filosofie socio-politiche che invocano rivitalizzazione ma provocano sradicamento e degrado.»

Quanto alla mia lettera inserita nel volume è la seguente

"SUPPLICA AGLI AMMINISTRATORI VENEZIANI":

«Dopo aver presenziato a un’infinità di convegni, confronti, assemblee sui futuri progetti per Venezia e il Lido (buon ultimo quello di ieri pomeriggio all’aeroporto Nicelli), sono giunto a una semplice conclusione: meglio sarebbe per tutti i veneziani e per i lidensi in particolare che amministratori vecchi e nuovi la smettessero di progettare alcunché e si occupassero della semplice manutenzione dell’esistente. Dovunque mettano le mani, infatti, creano danni irreversibili con ingente sperpero di danaro pubblico. Ora cercano di far passare per RILANCIO DEL LIDO la mera svendita dell’isola all’Est Capital, il cui solo scopo sarà massimizzare i profitti degli investitori privati senza alcun riguardo per le esigenze dei residenti. Riassumo: al Lido si viene soprattutto a fare il bagno d’estate. La nuova darsena e le dissennate cementificazioni concepite dall’agenzia del nuovo Attila professor Mossetto inquineranno inesorabilmente le acque di balneazione con reflui d’ogni sorta, che il giro anti-orario delle correnti spingerà su tutto il litorale fino all’Excelsior e oltre. A quel punto ciò che inizierà sarà non già il rilancio, bensì il progressivo decadimento dell’isola, in cui nessuno verrà più a trascorrere alcuna vacanza.

L’assessore Micelli – specializzato nell’indorare qualsiasi tipo di pillola gli venga impartito di far ingurgitare a chi lo va ad ascoltare – non ha mancato nemmeno oggi di magnificare il progetto di un nuovo Palazzo del Cinema per rilanciare la Mostra, come se in quattro anni non fossero già stati sperperati quaranta milioni di denaro pubblico con il solo risultato di aver creato una voragine.

Amministratori vecchi e nuovi, vi supplico: non progettate più nulla! Se vi resta un po’ d’amore per Venezia, smettetela di aggiungere schifezza a schifezza (nuovi imbarcaderi del Lido, Blue Moon, Grande Buco nel piazzale del Casinò), limitatevi alla mera conservazione dell’esistente. Farete migliore figura e vi risparmierete le maledizioni dei posteri.»

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P.S. Frugando nel catalogo della casa editrice, mi ha incuriosito il titolo:

IL GATTO SENZA STIVALI

Copertina del libro Il Gatto senza Stivali

[Il libro di illustrazioni Il Gatto senza Stivali nasce dalla domanda che si sono posti Davide Livieri, editore, e Roberto Bottazzo, autore: cosa fanno i gatti di Venezia quando campi, campielli e fondamente vengono sommersi dall'acqua alta? Sicuramente si rintanano nelle loro soffitte, sprofondati in morbidi cuscini, ma se il gatto in questione fosse un gatto innamorato allora impavido attraverserebbe la città, saltando da bricole a cornicioni, da ponti a barconi, osservando con occhi meravigliati i veneziani che, muniti di stivali, affrontano l'invasione della marea…]

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