WU MING 1 SCALZA TULLIO DOBNER

Non leggerò la versione italiana dell'ultimo libro di King fino a quando non sarà stata fatta chiarezza sul modo in cui il traduttore storico dello scrittore statunitense, TULLIO DOBNER, è stato scalzato dall'ambiziosissimo Wu Ming 1, che quando si tratta di appiccicarsi fiori all'occhiello – almeno in my humble opinion – non guarda in faccia a nessuno. Sul cambio della guardia in casa Sperling & Kupfer girano due leggende antitetiche: secondo la prima (e meno credibile), Tullio Dobner avrebbe ceduto di propria sponte il passo al Mandarino de Bologna; secondo l'altra sarebbe rimasto vittima di un odioso sopruso.

Purtroppo nemmeno il mondo dell'editoria è immune da beghe interne, invidie, gelosie, compravendite…

Posso dire che già trovai poco convincenti le dichiarazioni di Wu Ming 1 al tempo dell'uscita di "Notte buia, niente stelle". All'incirca (ricordo a memoria): "Venni a sapere che alla Sperling & Kupfer cercavano un nuovo traduttore per King e mi feci avanti, forte delle mie puntuali recensioni dei libri precedenti"… Figuriamoci!

Ieri (giornata in cui sono scattate le prime promozioni del libro sia in Giap, sia – prevedibilmente – nel blog della sempre adorante Lipperini)  ho provato a porre una domanda diretta prima a Loredanuccia (che non ha mancato di censurare l'intervento), poi a Wu Ming 1, in coda al post in cui dichiara: "Purtroppo è impossibile parlare delle motivazioni di Sperling & Kupfer senza dare l’impressione di criticare il traduttore precedente, Tullio Dobner. Cosa che non ho la minima intenzione di fare", ma anche lì sono stato silenziato.

Non so cosa possa farsene Tullio Dobner della mia solidarietà di traduttore, in caso fosse vera, come temo, la leggenda di un suo scalzamento brutale. Ma tant'è, gliela esprimo lo stesso.°-* 

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55 Risposte to “WU MING 1 SCALZA TULLIO DOBNER”

  1. kinglear Says:

    Già non mi piace S.K. Credo sia morto molti moltissimi anni or sono, all'inizio degli anni Novanta. Non l'ho mai considerato Letteratura. La mia opinione su di lui è uguale a quella di Harold Blloom, forse anche peggiore: ripetitivo, spesse volte spazzatura per non dir peggio. Ma non è il caso di infierire. Non è la scrittura auspicabile. Se c'è un modo per disimparare a scrivere, a godere dell'arte, basta sporcarsi le mani con i romanzetti seriali di K. 

    Ha dato parecchio fastidio anche a me che il Nessuno N.1 abbia preso il posto di Tullio, e questa è una ragione in più per non prendere in considerazione il libro, neanche di striscio. Come ho già detto più volte trovo la scrittura di Nessuno N.1 sterile; adesso ruba pure il lavoro altrui. E non oso pensare a come abbia tradotto: con il suo ben riconoscibile stile sterile e sterilizzato? Temo di sì. Considerato dunque che K. mi sta sullo stomaco da più di due decenni, considerato che è stato pure tradotto da uno verso cui la mia stima è sotto lo zero assoluto, va da sé che 'sto Kennedy non lo leggerò né in traduzione né in lingua originale. C'è roba molto migliore da leggere, anche se è una impresa non da poco trovarla. 

  2. kinglear Says:

    a non godere dell'arte – chiedo venia

  3. utente anonimo Says:

    Sul mio blog, in occasione dell'uscita del precedente libro di King, scrissi ampiamente della faccenda. Uso consapevolmente il passato remoto intendendo chiusa la faccenda, nel senso che non c'è altro da dire e anch'io ritengo (come ho scritto su FB) che al sig. Bui si dia così l'occasione di fare la parte del martire ingiustamente attaccato.
    Ho avuto l'onore di scambiare qualche "parola" virtuale con Tullio Dobner, di cui ho sempre adorato le traduzioni e che giudico un ottimo professionista. E' stato lui a mediare per me King in tutti questi anni, e anche se ritengo che la voce di King, fortunatamente per lui e per noi tutti, riesca ad arrivare in ugal modo chiunque sia a tradurla, devo dire, facendo il paragone con altre traduzioni, che ho sempre preferito il medium Dobner. Ma tant'è.
    Io adoro King, e non condivido affatto il parere qui sopra. Inoltre, essendo comunque una "letterata" nonché una filologa per formazione e mestiere, mi arrogo anche il diritto di avere un'opinione, diciamo, non del tutto a digiuno di letteratura ^_^
    Continuo a pensare, però, che non leggere King tradotto da Bui sia, in fondo, un altro modo per lustrare il suo ego: "molti nemici, molto onore", una situazione perfetta (come sopra).

  4. utente anonimo Says:

    ma perché risulto anonima?

  5. kinglear Says:

    Direi che 'molti nemici molto onore' sia un modo di dire che, oggi come oggi, non funziona più in un mercato globalizzato: se far tradurre K. da W1 sia stata una mossa commerciale, mi sa che non funzionerà, nel senso che non aumenterà le vendite di K: anche tradotto anche dall'ultimo dei cani, avrebbe comunque venduto per il nome che porta, non di certo per la sostanza. 

    Non mi interessa K e mi interessa ancor meno che a tradurlo sia stato W1: non lo apprezzo in qualità di scrittore, figuriamoci in quella di traduttore. La porcheria di K congiunta a quella di W1 non fanno il libro. 

  6. kinglear Says:

    Direi che 'molti nemici molto onore' sia un modo di dire che, oggi come oggi, non funziona più in un mercato globalizzato: se far tradurre K. da W1 sia stata una mossa commerciale, mi sa che non funzionerà, nel senso che non aumenterà le vendite di K: anche tradotto anche dall'ultimo dei cani, avrebbe comunque venduto per il nome che porta, non di certo per la sostanza. 

    Non mi interessa K e mi interessa ancor meno che a tradurlo sia stato W1: non lo apprezzo in qualità di scrittore, figuriamoci in quella di traduttore. La porcheria di K congiunta a quella di W1 non fanno il libro. 

  7. utente anonimo Says:

    Sulla vicenda del cambio traduttore di Stephen King una narrazione condivisibile qui (non è il mio blog).
    Per me il cambio traduttore di King ha una spiegazione che poco ha a vedere con la professionalità di Dobner, con la sua bravura di traduttore e l'empatia che in trent'anni di traduzioni kinghiane aveva stabilito con Stephen King e la sua scrittura.
    Più prosaicamente occorreva dare visibilità e pubblicizzare Wu Ming 1 attraverso lo scrittore più famoso del mondo, strategia attuata anche piazzando il nome del traduttore in copertina (novità assoluta per i best sellers della Sperling & Kupfer!).
    E, casualmente  Wu Ming 1 e King condividono lo stesso agente letterario, il più importante agente letterario italiano, Lipperini scripsit, Roberto Santachiara…

     

  8. utente anonimo Says:

    Sulla vicenda del cambio traduttore di Stephen King una narrazione condivisibile qui (non è il mio blog).
    Per me il cambio traduttore di King ha una spiegazione che poco ha a vedere con la professionalità di Dobner, con la sua bravura di traduttore e l'empatia che in trent'anni di traduzioni kinghiane aveva stabilito con Stephen King e la sua scrittura.
    Più prosaicamente occorreva dare visibilità e pubblicizzare Wu Ming 1 attraverso lo scrittore più famoso del mondo, strategia attuata anche piazzando il nome del traduttore in copertina (novità assoluta per i best sellers della Sperling & Kupfer!).
    E, casualmente  Wu Ming 1 e King condividono lo stesso agente letterario, il più importante agente letterario italiano, Lipperini scripsit, Roberto Santachiara…

     

  9. utente anonimo Says:

    chiedo scusa, il commento anonimo di sopra è mio!
    Vittoria

  10. utente anonimo Says:

    Altro fatto grave della vicenda cambio traduttore è stato il fatto che Wu Ming 1, in barba a qualsiasi forma di correttezza e deontologia professionale
    (cito l'art. 17 del codice deontologico dei traduttori dell'AITI: Rapporto di colleganza. [Il traduttore e l'interprete] Devono astenersi da ogni attività o forma di pubblicità che possa arrecare danno o pregiudizio ad altri colleghi. In particolare non devono esprimere critiche sui colleghi per il loro operato, né ingenerare la convinzione della superiorità o convenienza delle proprie prestazioni.) ha criticato pubblicamente in una discussione con i lettori kinghiani su aNobii una scelta di traduzione del suo predecessore e nei suoi post, in quel topic e in quelli nel gruppetto aNobiiano creato apposta per lui dai suoi fedeli wumingers, più o meno velatamente cerca sempre di insinuare nel lettore kinghiano medio  la superiorità delle proprie prestazioni rispetto a quelle del suo illustre predecessore.  
    Vittoria

  11. utente anonimo Says:

    Altro fatto grave della vicenda cambio traduttore è stato il fatto che Wu Ming 1, in barba a qualsiasi forma di correttezza e deontologia professionale
    (cito l'art. 17 del codice deontologico dei traduttori dell'AITI: Rapporto di colleganza. [Il traduttore e l'interprete] Devono astenersi da ogni attività o forma di pubblicità che possa arrecare danno o pregiudizio ad altri colleghi. In particolare non devono esprimere critiche sui colleghi per il loro operato, né ingenerare la convinzione della superiorità o convenienza delle proprie prestazioni.) ha criticato pubblicamente in una discussione con i lettori kinghiani su aNobii una scelta di traduzione del suo predecessore e nei suoi post, in quel topic e in quelli nel gruppetto aNobiiano creato apposta per lui dai suoi fedeli wumingers, più o meno velatamente cerca sempre di insinuare nel lettore kinghiano medio  la superiorità delle proprie prestazioni rispetto a quelle del suo illustre predecessore.  
    Vittoria

  12. Lioa Says:

    @vittoria. ho capito da un pezzo quanto Bui tenga a quella Autorialità contro cui ha finto di scagliarsi proprio per conseguirla in modo (solo apparentemente) insospettabile. Non potendo essere King (centinaia di milioni di copie vendute contro le poche migliaia dei wuming), ora tenta il colpaccio di ingraziarselo come traduttore per aumentare le possibilità di sfondare negli States, suo obiettivo primario da Manituana in poi. Per carità, tutte ambizioni legittime, peccato che all'operazione manchi l'unica cosa che conta: la sostanza di proposte letterarie realmente coinvolgenti.

  13. Lioa Says:

    @vittoria. ho capito da un pezzo quanto Bui tenga a quella Autorialità contro cui ha finto di scagliarsi proprio per conseguirla in modo (solo apparentemente) insospettabile. Non potendo essere King (centinaia di milioni di copie vendute contro le poche migliaia dei wuming), ora tenta il colpaccio di ingraziarselo come traduttore per aumentare le possibilità di sfondare negli States, suo obiettivo primario da Manituana in poi. Per carità, tutte ambizioni legittime, peccato che all'operazione manchi l'unica cosa che conta: la sostanza di proposte letterarie realmente coinvolgenti.

  14. utente anonimo Says:

    Una curiosità: l'art. 17 del codice deontologico dei traduttori dell'AITI dice: Rapporto di colleganza. [Il traduttore e l'interprete] Devono astenersi da ogni attività o forma di pubblicità che possa arrecare danno o pregiudizio ad altri colleghi. In particolare non devono esprimere critiche sui colleghi per il loro operato, né ingenerare la convinzione della superiorità o convenienza delle proprie prestazioni.
    Altro fatto grave, imho, della vicenda cambio traduttore di King è stato che Wu Ming 1, in barba a qualsiasi forma di correttezza e deontologia professionale ha criticato pubblicamente in una discussione con i lettori kinghiani su aNobii una scelta di traduzione del suo predecessore e nei suoi post, in quel topic e in quelli nel gruppo aNobiiano creato apposta per lui dai suoi fedeli wumingers (Wu Ming 1 ha messo in atto con gli ingenui lettori di aNobii la strategia del divide et impera!), più o meno velatamente cerca sempre di insinuare nel lettore kinghiano medio  la superiorità delle sue prestazioni rispetto a quelle del suo illustre predecessore (come anche il commento segnalato nel post da Lucio). 
    Tralasciando le note tattiche di trollaggio e flame messe inconsapevolmente e ingenuamente in atto da Wu Ming 1 per creare intorno a sé il caso…
    Vittoria

  15. utente anonimo Says:

    Una curiosità: l'art. 17 del codice deontologico dei traduttori dell'AITI dice: Rapporto di colleganza. [Il traduttore e l'interprete] Devono astenersi da ogni attività o forma di pubblicità che possa arrecare danno o pregiudizio ad altri colleghi. In particolare non devono esprimere critiche sui colleghi per il loro operato, né ingenerare la convinzione della superiorità o convenienza delle proprie prestazioni.
    Altro fatto grave, imho, della vicenda cambio traduttore di King è stato che Wu Ming 1, in barba a qualsiasi forma di correttezza e deontologia professionale ha criticato pubblicamente in una discussione con i lettori kinghiani su aNobii una scelta di traduzione del suo predecessore e nei suoi post, in quel topic e in quelli nel gruppo aNobiiano creato apposta per lui dai suoi fedeli wumingers (Wu Ming 1 ha messo in atto con gli ingenui lettori di aNobii la strategia del divide et impera!), più o meno velatamente cerca sempre di insinuare nel lettore kinghiano medio  la superiorità delle sue prestazioni rispetto a quelle del suo illustre predecessore (come anche il commento segnalato nel post da Lucio). 
    Tralasciando le note tattiche di trollaggio e flame messe inconsapevolmente e ingenuamente in atto da Wu Ming 1 per creare intorno a sé il caso…
    Vittoria

  16. utente anonimo Says:

    Ecco ho postato doppio, perché non mi aveva preso il commento!

  17. utente anonimo Says:

    Ecco ho postato doppio, perché non mi aveva preso il commento!

  18. utente anonimo Says:

    volevo dire al commentatore numero uno che non sarebbe in grado di riconoscere la letteratura neanche se si materializzasse e gli venisse infilata u per il culo. per dire cazzate, stai in silenzio; farai senz'altro una figura migliore.

  19. utente anonimo Says:

    volevo dire al commentatore numero uno che non sarebbe in grado di riconoscere la letteratura neanche se si materializzasse e gli venisse infilata u per il culo. per dire cazzate, stai in silenzio; farai senz'altro una figura migliore.

  20. kinglear Says:

    Vorrei dire al commentatore anonimo, che è prevedibile immaginare chi esso sia o non sia, che non taccio giacché, almeno sulla carta, siamo in una democrazia; e volevo poi aggiungere anche che i W non fanno né letteratura né narrativa, tutt'alpiù sprecano carta e parole, comunque sempre vuote di qualsivoglia pathos. In ogni caso, simili commenti mi fanno sorridere: e sia perché? Perché colgo sempre nel segno. Avanti, non metter su quel brutto muso, inutile che tu e altri, con faccia di tolla, insistiate che in Mondadori e Einaudi ci sono i cavalli di Troia che lavorano contro il sistema; è questa una castroneria che non si beve nemmeno un bimbetto di due anni. Siamo di fronte, con questa traduzione da parte del Nessuno N.1, a un lampante caso di malsano arrivismo, di quello più brutto e spregevole. 

    Vedi di mantenerti in forma, ovvero di restare così come sei. E non è un complimento. 

  21. kinglear Says:

    Vorrei dire al commentatore anonimo, che è prevedibile immaginare chi esso sia o non sia, che non taccio giacché, almeno sulla carta, siamo in una democrazia; e volevo poi aggiungere anche che i W non fanno né letteratura né narrativa, tutt'alpiù sprecano carta e parole, comunque sempre vuote di qualsivoglia pathos. In ogni caso, simili commenti mi fanno sorridere: e sia perché? Perché colgo sempre nel segno. Avanti, non metter su quel brutto muso, inutile che tu e altri, con faccia di tolla, insistiate che in Mondadori e Einaudi ci sono i cavalli di Troia che lavorano contro il sistema; è questa una castroneria che non si beve nemmeno un bimbetto di due anni. Siamo di fronte, con questa traduzione da parte del Nessuno N.1, a un lampante caso di malsano arrivismo, di quello più brutto e spregevole. 

    Vedi di mantenerti in forma, ovvero di restare così come sei. E non è un complimento. 

  22. utente anonimo Says:

    In ogni caso, l'eterogenea fauna del serraglio aNobiiano è il perfetto territorio di caccia per scrittori rampanti in cerca di lettori di bocca buona e dai gusti popolari (o new epic?). E Stephen King è l'esca ideale per questo tipo di malcelate operazioni autopromozionali.

  23. utente anonimo Says:

    In ogni caso, l'eterogenea fauna del serraglio aNobiiano è il perfetto territorio di caccia per scrittori rampanti in cerca di lettori di bocca buona e dai gusti popolari (o new epic?). E Stephen King è l'esca ideale per questo tipo di malcelate operazioni autopromozionali.

  24. utente anonimo Says:

    "Purtroppo nemmeno il mondo dell'editoria è immune da beghe interne, invidie, gelosie, compravendite…"

    nemmeno, Lucio? penso, e ragion veduta,  ce ne siano  molto di più di altri mondi

    Carlo Capone
     

  25. utente anonimo Says:

    "Purtroppo nemmeno il mondo dell'editoria è immune da beghe interne, invidie, gelosie, compravendite…"

    nemmeno, Lucio? penso, e ragion veduta,  ce ne siano  molto di più di altri mondi

    Carlo Capone
     

  26. Lioa Says:

    Eccerto. Magari il povero Tullio è costretto a incassare e "abbozzare" solo per poter continuare a lavorare. Sai com'è, per le traduzioni dall'inglese la concorrenza è sempre feroce, e chi si lamenta viene presto eliminato dagli editori…

    Mi ha confidato un amico traduttore: "Il quadro è sinistro e pericoloso, sebbene non nuovo. Descriverlo richiederebbe molto spazio, scatenerebbe una guerra e farebbe troppe vittime… tra le file di noi uomini piccoli armati di forconi, non tra le loro di uomini "bassi in soprabito giallo" armati di gas nervino".

  27. Lioa Says:

    Eccerto. Magari il povero Tullio è costretto a incassare e "abbozzare" solo per poter continuare a lavorare. Sai com'è, per le traduzioni dall'inglese la concorrenza è sempre feroce, e chi si lamenta viene presto eliminato dagli editori…

    Mi ha confidato un amico traduttore: "Il quadro è sinistro e pericoloso, sebbene non nuovo. Descriverlo richiederebbe molto spazio, scatenerebbe una guerra e farebbe troppe vittime… tra le file di noi uomini piccoli armati di forconi, non tra le loro di uomini "bassi in soprabito giallo" armati di gas nervino".

  28. utente anonimo Says:

    grazie a Vittoria, che è stata molto informativa!
    Di WM1 mi fa ridere come si autocita e autolinka a profusione, ogni volta che affronta un discorso. E' in mobilitazione autopromozionale perenne. Bravo.
    dia

  29. utente anonimo Says:

    grazie a Vittoria, che è stata molto informativa!
    Di WM1 mi fa ridere come si autocita e autolinka a profusione, ogni volta che affronta un discorso. E' in mobilitazione autopromozionale perenne. Bravo.
    dia

  30. Strampamolly Says:

    …  quando Fruttero & Lucentini scrivevano Gli [al traduttore] si chiede di considerare suo massimo trionfo il fatto che il lettore neppure si accorga di lui , stavano immaginando Wu Ming 1? (qual preveggenza, sembra la sua descrizione)

  31. Strampamolly Says:

    …  quando Fruttero & Lucentini scrivevano Gli [al traduttore] si chiede di considerare suo massimo trionfo il fatto che il lettore neppure si accorga di lui , stavano immaginando Wu Ming 1? (qual preveggenza, sembra la sua descrizione)

  32. utente anonimo Says:

    @Kinglear: EHM, no, non ci siamo capiti: "molti nemici molto onore" è riferito a Wu Ming, al suo indubbio piacere di potersi fregiare di nemici da qualificare come fascisti, ignoranti, etc. Non aumenteranno le vendite di King ma rischiano di aumentare quelle di Wu Ming.
    @Lucio: non manca soltanto la sostanza di proposte letterarie, manca anche l'onestà intellettuale, a mio parere.
    Sabina (l'autrice dei due commenti sopra)

  33. utente anonimo Says:

    @Kinglear: EHM, no, non ci siamo capiti: "molti nemici molto onore" è riferito a Wu Ming, al suo indubbio piacere di potersi fregiare di nemici da qualificare come fascisti, ignoranti, etc. Non aumenteranno le vendite di King ma rischiano di aumentare quelle di Wu Ming.
    @Lucio: non manca soltanto la sostanza di proposte letterarie, manca anche l'onestà intellettuale, a mio parere.
    Sabina (l'autrice dei due commenti sopra)

  34. kinglear Says:

    Oramai W. è avvezzo a tacciare di fascismo e ignoranza qualcuno solo perché non è d'accordo con le sue posizioni estremiste e staliniste. Si pensa una primadonna, mentre non è nemmeno una volgare entreneuse. E' un arrivista, su questo non ci piove pronto a calpestare etica, morale, deontologia, democrazia, libertà di parola. Sta facendo il diavolo a quattro per entrare nel giro grosso delle vendite, ma gli manca il talento, per cui al massimo potrà continuare a tradurre SK. Ma lui, in qualità di autore, non venderà mai un libro di più: il successo commerciale migliore i W. l'hanno avuto con Q, e non si ripeterà. In pratica credo che in questo caso, e lo sottolineo, in questo caso "i tanti nemici" per W. non gli porteranno onore né altro, forse solo danè ma per tramite delle vendite dei libri di SK, che comunque valgono poco letterariamente parlando.

    Oramai nell'ambiente si sa chi è W. e quali sono i suoi mezzi: ha ben poco da andare in giro a spammare, ad autocitarsi, etc. etc. Gli presta ascolto chi è suo amico o compagno, ma una ristretta cerchia. Nulla di cui preoccuparsi.

  35. kinglear Says:

    Oramai W. è avvezzo a tacciare di fascismo e ignoranza qualcuno solo perché non è d'accordo con le sue posizioni estremiste e staliniste. Si pensa una primadonna, mentre non è nemmeno una volgare entreneuse. E' un arrivista, su questo non ci piove pronto a calpestare etica, morale, deontologia, democrazia, libertà di parola. Sta facendo il diavolo a quattro per entrare nel giro grosso delle vendite, ma gli manca il talento, per cui al massimo potrà continuare a tradurre SK. Ma lui, in qualità di autore, non venderà mai un libro di più: il successo commerciale migliore i W. l'hanno avuto con Q, e non si ripeterà. In pratica credo che in questo caso, e lo sottolineo, in questo caso "i tanti nemici" per W. non gli porteranno onore né altro, forse solo danè ma per tramite delle vendite dei libri di SK, che comunque valgono poco letterariamente parlando.

    Oramai nell'ambiente si sa chi è W. e quali sono i suoi mezzi: ha ben poco da andare in giro a spammare, ad autocitarsi, etc. etc. Gli presta ascolto chi è suo amico o compagno, ma una ristretta cerchia. Nulla di cui preoccuparsi.

  36. LETTERINA DI NATALE CON CAGATA A SPRUZZO « CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] https://lucioangelini.wordpress.com/2011/11/02/wu-ming-1-scalza-tullio-dobner/ […]

  37. Anonimo Says:

    Io non sono una né una letterata né un’intenditrice,ma sta di fatto che la voce del mio scrittore preferito è stata zittita in maniera assurda ed oscurantista.Io ero abituata alla piacevolissima ed empatica traduzione di Dobner,un professionista che si è messo a disposizione dei lettori e dei fan più esigenti(i “kingomani”lo sono)con una semplicità ed un’umanità disarmanti,nonché un senso dell’umorismo e dell’autoironia ammirevoli.
    Di WuMing1 non posso sopportare la “prevenzione alle critiche(fondate e non,come tiene ossessivamente a precisare)”per pararsi il culo,il fare da vittimista neanche fosse capitato all’asilo con un branco di bulli…è ridicolo e snervante,antidemocratico in modo intollerabile,il continuo censurare ad minchiam chiunque osi non gradire il suo modo di tradurre.Per quanto mi riguarda,la sua campagna pubblicitaria gli si ritorce soltanto contro.E tra parentesi non ne voglio più sapere,perché pensare a lui e alle sue ancelle mi toglie il piacere di leggere King!!!

  38. TROLLETTA degli anfratti Says:

    Questo post andrebbe rettificato: Wu Ming 1 non ha scalzato
    -f o r t u n a t a m e n t e-
    proprio nessuno! EVVIVA!
    Ne dà annuncio proprio lui su Giap!, arrampicandosi pateticamente su specchi insaponati per motivare, nel suo stile “non dico ma insinuo”, i perché della sua scelta.

  39. paolo f Says:

    E io approfitto per festeggiare la notizia con questo post:
    http://ferrucci.wordpress.com/2012/02/27/i-giovani-del-surf-dura-ming

  40. Maria Pia Says:

    paolo, leggere nesi e wu ming nello stesso tag mi inquieta assssssai! @.@

  41. diait Says:

    paolo:
    1) di chi è il romanzo che ti è piaciuto e in cui ti sei riconosciuto?
    2) di quando sono i due commenti su wuming? (2009?) Quello sopra è di Chiaberge, quello sotto è tuo? (Nze capisce chi è l’amico venuto in sogno)
    3) E’ una tua nipote che legge tanto e dà esami? O una figlia? O un personaggio letterario?
    p.s. mi dispiace molto per le cose tristi che ti sono successe

    Trolletta:
    Perché non lo ha scalzato? E dove lo dice, WM?

    Io purtroppo sono tera-tera, me dovete spiegà tutto, parola per parola. Malga= (…) Ciaspe= (…) Ferrovecchio=(…) ecc.

  42. paolo f Says:

    diait:
    1) il romanzo è inedito, scritto da un amico anglista che insegna all’università;
    2) ho un amico lontano che a volte viene a farmi visita in sogno, quando sono in difficoltà, e questo mi aiuta molto;
    3) non è una mia nipote, perché ho solo nipoti maschi. Le lettere possono essere un materiale ibrido, tra realtà e fanrtasia; ma possono anche essere vere, dipende.
    (grazie per la solidarietà):-)

  43. diait Says:

    ah, ma hai dei nipoti. Io ne ho sei (4 femmine e due maschi, fra i 14 e i 31 anni), e sono (quasi sempre) una fonte di grandissima gioia.

  44. paolo f Says:

    Fortunatissima! Evidentemente te lo meriti:-)

  45. Timori e iettature « L U N A T I S M I Says:

    […] parte le osservazioni fatte a suo tempo in questa sede, l’argomento generale viene confortato da quanto si legge […]

  46. diait Says:

    certo che gaia è un autentico portento. bella, brava, spiritosa, competente, coraggiosa e senza fronzoli né birignao. Ottima.

  47. Sonia Says:

    Insomma, lo volete capire che queste cose capitano perché non vogliono più pagare i traduttori? Lo storico traduttore si è visto, probabilmente, pagare di meno e non ha voluto scendere a compromessi, anche perché magari si era pure rotto di tradurre King. Così il posto era vacante e si è presentato W1. Piantatela di fare dietrologie e complotti – questa è spesso e volentieri la situazione.

  48. strampamolly Says:

    *Sonia* , “insomma”… piantala magari vai a dirlo a qualcun altro, magari a persone che conosci e non in questa sede: su cazzeggi, i fancazzisti letterari dietroloquiscono e paupulano a piacere…
    Da quanto risulta a ME, wumingo mi ha personalmente scritto, e senza che nessuno gliel’avesse chiesto, testuali parole, di essere
    lautamente compensato per le sue prestazioni traduttautoriali…
    Che stesse tromboneggiando come al solito?

    😉

  49. diait Says:

    dipende cosa intendi per lautamente. La media sono 12 euro a cartella di 2000 caratteri. Ma può darsi che lui, come autore, abbia firmato un contratto particolare con una percentuale sulle vendite. Nel caso di King, farebbe la differenza. Anche se quel libro mi pare che non sia andato bene.

  50. paolo f Says:

    Il waso ming ha praticamente affossato King in Italia: le vendite sono andate a picco con le sue traduzioni. Ciò dimostra che l’iniziativa del “cambio della guardia” nella traduzione è stata fallimentare per i conti dell’editore, che ora dovrà vedere come recuperare il terreno perso. Auguri.

  51. diait Says:

    ma come si fa a stabilire che il calo non sia dovuto a King, a quel suo particolare lavoro, o alle fortune alterne di cui gode ogni scrittore? Ovviamente i fan erano affezionati al vecchio e ottimo traduttore. Come per le voci dei doppiatori, uno non vorrebbe mai che cambiassero. Ho firmato una petizione quando hanno tolto Tom Cruise a Chevalier.

  52. paolo f Says:

    La mia è un’opinione, si capisce: poterlo “stabilire” con certezza penso spetti agli addetti ai lavori, eventualmente…

  53. diait Says:

    ci vuole painnet!

  54. diait Says:

    quando si parla di stabilire con certezza qualcosa, penso a painnet.

  55. pirulix Says:

    dipende cosa intendi per lautamente
    Dia’, io non intendo niente, è una domanda che bisognerebbe fare a Bui ma a me, sinceramente fare i conti in tasca a lui o a chiunque altro non interessa. Fu Bui a fare qesta sparata per tirarsela, nessuno, appunto gli chiese niente.
    A mio avviso, da fedelissima lettrice di King, in italiano e in lingua originale, molte delle sfortune di Stephen King in Italia dipendono dalla Sperling & Kupfer e dalla sua gestione del RE: promozione del prodotto e soprattutto scarsa attenzione alla qualità del libro (basta confrontare la versione originale di un testo di King con quella italiana) dalla rilegatura alla qualità della carta, l’impaginazione (spesso ci sono pagine bianche o ripetute, o interi brani mancanti!), la rifinitura dei fogli (le pagine sembrano tagliate con l’accetta) un editing di cui si sospetta l’esistenza… e un costo spropositato rispetto alla qualità “fisica” della merce. Ad es. tutte le seconde pagine di La leggenda del Vento tendono a staccarsi. L’ho verificato io stessa alla Mondadori della mia città e lo hanno verificato altri utenti aNobiiani con le copie da loro visionate.
    Molti ormai comprano i paperback che fanno schifo uguale, ma costano meno!
    Oggettivamente, pardòn, economicamente, non conviene comprare un King Sperling&Kupfer.
    Al 99% dei lettori di King del traduttore non importa una cippa fritta: anche io compro King per King.
    E’ stato Wu Ming che ha voluto creare il “caso”.
    D’altro canto è innegabile che DOBNER è DOBNER, perché… perché… PERCHE’ SI’! Potrei parlare ore dei mille perché (che in questa sede non interessano a nessuno) e citare tanti brani dobnerianamente kinghiani ma soprattutto, ribadisco solo, perché dopo due anni di un King italiano mediocre, finalmente leggo una pagina de La leggenda del Vento e lo ritrovo, mi sento a casa… una sensazione che solo un kinghiano può capire… Ecco, visto che i motivi per cui Dobner è stato sostituito non riguardano la qualità delle sue traduzioni e che un cavallo di razza non si cambia per i ghiribizzi di pichi e pallini io non comprerò king Sperling & Kupfer non tradotti da Dobner.

    Sulle vendite di 22/11/63, secondo me non dipende certamente da WM, ma dal prezzo del libro e dal fatto che i romanzi di King sono long sellers: si vendono nel lungo periodo. Ancora oggi si vende IT che festeggia il suo venticinquesimo anniversario, o Shining e Carrie, ancora più vecchi. Le vendite di King quindi dovrebbero essere stimate nel lungo periodo.

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