LA SIMIL-VENEZIA DI “MAGIC VENICE”

(Fiora Gandolfi Herrera)

(L’assessora Tiziana Agostini e il giornalista Vittorio Pierobon)

Magic Venice

Ieri pomeriggio sono stato al Telecom Future Centre di Venezia dove per la presentazione di “Magic Venice” – di Fiora Gandolfi Herrera e Cristiana Moldi Ravenna, Supernova  Edizioni, – si sono scomodati l’assessora alle Attività Culturali del Comune di Venezia Tiziana Agostini, due importanti giornalisti veneti (Enrico Tantucci de La Nuova Venezia e Vittorio Pierobon del Gazzettino), l’artista e regista Gianni De Luigi, Carlo Montanaro (storico del cinema), la gallerista Simonetta Gorreri, il musicista  Janusz Podrazik …

L’idea centrale del libro è questa: in un futuro non ben precisato i turisti in arrivo da tutto il mondo non vedono più la Venezia vera, diventata ormai troppo scomoda e per giunta isolata da catastrofi (il ponte della Libertà è chiuso), ma quella ricostruita a Marghera con il nome di “Magic Venice”, una sorta di cittadella di cartapesta progettata sull’esempio del complesso “The Venetian” di Las Vegas.  I turisti ivi dirottati vengono fatti scorrere su tapis roulant che risparmiano loro ogni sforzo muscolare. Di lì possono assistere a proiezioni video di spezzoni di ‘vera’ vita veneziana.

Il libello ha forma epistolare: Fiora Gandolfi [la vedova dell’indimenticato Mago Herrera, N.d.R.] vi assume il nome di Luxia de Ven. Da Venezia, dove ancora abita, invia lettere a Ombrix de Marg, la direttrice dei Grandi Alberghi di Marghera, con consigli su come far provare “il brivido dell’autentico” ai turisti affidati alle sue cure. Gli scambi epistolari tra le due amiche sono affidati a piccioni viaggiatori addestrati all’uopo e ormai divenuti “il mezzo più sicuro per comunicare” (p. 12) dopo la perdita di ogni altro tipo di collegamento.  “Viviamo come ai tempi di Marco Polo”, lamenta già nella prima lettera Ombrix de Marg, ma il dettaglio dei piccioni viaggiatori è incongruente con le raffinatezze tecnologiche con cui si provvede, in  parallelo, all’allestimento dei set margheriani.

L’idea in sé può divertire, ma alla lettura, purtroppo, il libello rivela la consistenza di una bolla di sapone fatta con acqua di rose: è brevissimo (una cinquantina di pagine, di cui una quindicina vuote), ripetitivo e, tutto sommato, abbastanza inutile, rispetto ai rischi gravi e reali che la città e la laguna di Venezia stanno effettivamente correndo.  La corsa al profitto immediato da parte di investitori privati in connivenza con personaggi politici più o meno maneggevoli è ormai divenuta forsennata, dopo lo svuotamento delle casse comunali provocato da sperperi immani e pessima amministrazione.  Ben più consapevoli del furto di futuro cui va incontro Venezia sono parsi gli ambientalisti intervenuti in massa al Consiglio Comunale dell’altro ieri pomeriggio, in  cui si illustrava il nuovo Pat (Piano di Assetto Territoriale), con le progettate cementificazioni del territorio, compresa quella della parte di gronda lagunare più soggetta a rischio idraulico.

Da un lato la quarta di copertina ricorda che il libello si propone come “una voce senza alcuna pretesa se non quella di far riflettere”, dall’altro non si esce dall’ambito dell’inane cazzatella, nulla a che vedere con lo spessore del già recensito lavoro su Venezia di Renato Pestriniero “Report.  Venezia sull’orizzonte degli eventi”.

https://lucioangelini.wordpress.com/2011/11/21/venezia-come-candia/

Non mancano sviste e imprecisioni tipografiche.

Dico tutto ciò con dispiacere perché di Fiora sono amico e ne conosco l’originalità e la creatività… in precedenza impiegate in maniera senz’altro più convincente.

P.S.  A proposito di Pestriniero… mi viene in mente ora che gli stessi spunti del libretto a quattro mani di Gandolfi e Moldi Ravenna (= una simil Venezia ricreata secondo le aspettative dei turisti) figuravano già nel suo racconto “QUELLI DEI QUADRI“, del lontano 1971… *-°

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2 Risposte to “LA SIMIL-VENEZIA DI “MAGIC VENICE””

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