WU MING ZERO IN VACANZA SULLA STRISCIA DI GAZA

Lamentava Helena Janekzek in Facebook mercoledì scorso:

«Apro Facebook e salta fuori il primo piano di un bambino con il cervello che cola fuori dal cranio. Ma forse è meglio dire di un cervello che cola fuori dal cranio di un bambino. È l’aggiornamento di WuMingzero e dice: “Israele fa questo e ora non rompete i coglioni con gli israeliani buoni e gli israeliani cattivi”. Davanti al bambino e al suo cervello fuoriuscito non ho intenzione di rompere i coglioni a nessuno. Non ho mai visto un’immagine simile, nemmeno di un adulto. Se esiste un uso semplice, non falsamente enfatico, della parola shock, forse sarebbe il caso di usarla. Un senso di costrizione che va dall’imbuco dello stomaco sino al torace, sotto alla gola. Avrei voluto scegliere di vedere quell’immagine, non trovarmela laddove lo sguardo è abituato a scivolare su videoclip e foto di tramonti o gatti. E no, c’entra pochissimo che quel bambino sia un bambino palestinese ammazzato dagli israeliani. C’entra solo la violenza della sua morte commisurata alla massa enorme di materia che gli esce dalla fronte e c’entra la violenza di esserne diventata spettatrice senza volerlo.»

Seleziono qualche commento:

(Wu Mingzero)  chiedo scusa helena ma nn mi pare, sinceramente, che la mia pagina sia “permeata” di videoclip e “tramonti” a meno che tu nn ti riferisca al tramonto dell’umanità…. un abbraccio a te

 (P.Z.) Ho visto la foto, ed è durissima. Tuttavia, condivido l’opinione di WuMing: non credo che FB sia fatto solo per i tramonti… Quella foto esiste, quel bambino esiste. E qualche volta serve che qualcuno ci spiaccichi in faccia la realtà per quello che è – che ci piaccia o no – per indurci a riflettere… è una provocazione, ma nel senso alto del termine: vuole provocare qualcosa in noi

(Helena Janeczek)  Neanche io penso che fb sia solo per i tramonti. E non mi sogno di denunciare nulla. Volevo solo riflettere con voi su come queste immagini riescono a agire in un mezzo dove hai un frame fatto perloppiù di immagini innocue o decisamente cazzare. Questo anche per chi tende usare il mezzo in un certo modo.

(Lucio Angelini) Sulle reali intenzioni degli shock wumingheschi nutro parecchi dubbi da diverso tempo.

(Helena Janeczek) Lucio, facciamo che stiamo parlando di una questione più generica??? Tipo “violenza delle immagini” e uso appropriato e inappropriato del medesimo.

(Lucio Angelini) Personalmente trovo più violente le parole: “Israele fa questo e ora non rompete i coglioni con gli israeliani buoni e gli israeliani cattivi”.

(Wu Mingzero) veramente lucio la frase nn contemplava l’ “ora” e io trovo molto violento il volersi tuffare a venezia a capodanno… [riferimento a una  mia dichiarazione nella mia pagina ] poi, virgola, a tempo e luogo, se vorrai., e spero di no, mi racconti che ne sai tu delle intenzioni degli shock wuminghescki? ahahahahah scusa ma a volte nn ci si trattiene….. un sorriso anche a te, va….

(Lucio Angelini) ‎”se vorrai e spero di no”. vengo incontro alla tua speranza.

(Francesco Pecoraro ) L’uso dell’immagine shock al posto delle parole, delle argomentazioni, è una scorciatoia efficace. Tuttavia c’è immagine e immagine. Rispetto a questa, atroce, che mi smuove i precordi, ritengo molto più istruttive le mappe storiche della progressiva presa di possesso da parte di Israele del territorio palestinese, della sua frammentazione in sacche e strisce, più facilmente gestibili, eccetera. Le mappe parlano alla mente, il che tutto sommato è preferibile e con effetto più duraturo.

(Silvia Maiocchi ) la cosa davvero tremenda è che tutto è mescolato, shock e gattini, ragioni e torti, passato e presente. E come i colori quando si mischiano velocemente tutte queste impressioni rischiano di produrre solo un bianco abbagliante, una pagina muta da voltare. Sapere non è essere spettatori: un tempo sapere era esserci. Accarezzare il gattino, e anche il bambino morto. Cosa distingue, oramai, realtà e finzione? Propaganda e leale informazione?

(Lucio Angelini)  Ma c’è pur sempre il tuttologo di turno, in grado di spiegarti – appunto – TUTTO.

(Francesco Pecoraro) Anche non spiegare mai NIENTE, anche tenersi sempre sul generico, però.

(Bottone Vladimiro) Basta postare la foto di un bambino israeliano ridotto a brandelli da un kamikaze e si potrà dire esattamente l’inverso. Peccato che internet pulluli di gente che non sa, non legge, non visita i luoghi e, per di più, porta i paraocchi ideologici, i più esiziali da sempre. Due popoli, due Stati e, soprattutto, due democrazie in Palestina. Una già esiste. Aspettiamo l’altra.

(Lucio Angelini) @Valdimiro. ” Basta postare la foto di un bambino israeliano ridotto a brandelli da un kamikaze e si potrà dire esattamente l’inverso“. Clap clap.

(Zauberei Putipù ) Questa ultima tranche di commenti devo dire mi ha molto confortata. Perchè Isreaeliani e Palestinesi hanno bisogno di un aiuto alla integrazione nella complessità – nel caso proprio non riuscissimo a esimerci dall’avere un ruolo che pare n…on ci riesca – non hanno bisogno invece di un occidente che in poltrona da casetta non trova niente di meglio che darsi calci nelle budella a suon di foto scandalose per dire daje menaje daje menaje reagisci – tanto che ci frega? alla fine si scannano loro, il nostro è un problema di partite di calcio. Helena ha ragione a dire che è un problema di uso delle immagini, perchè questo è solo un esempio del modo di fare politica oggi, o meglio: di non farla. Siamo fermi all’idea che una certa popolazione abbia bisogno di essere informata e quindi usiamo questa cosa come alibi per un uso improprio di cose che sono invece veramente mortali e agghiaccianti. Invece siamo informati anestetizzati e fingiamo di occuparci di Israele e della Palestina per alla fine fare poco e niente di tutto il resto.

(Lucio Angelini) Me lo vedo Wumingzero in vacanza sulla striscia di Gaza a catturare l’avventura:-)

(Francesco Pecoraro) A dirla tutta, trovo che l’uso dell’immagine del bimbo de-cerebrato (che siano stati gli israeliani dobbiamo crederlo sulla parola) per inferire la considerazione che non esistono israeliani buoni, sia una cosa al limite del barbarico, la cui unica scusante può essere la rabbia. Poi che non esistano israeliani buoni, vale a dire israeliani che si oppongono DAVVERO alla politica di pulizia etnica di fatto che il loro paese sta portando avanti dal ’46, non è nemmeno vero. Per esempio c’è lo storico Ilian Pappé (La pulizia etnica in Palestina, Fazi 2008), ci sono i giornalisti e gli intellettuali che lavorano per il giornale Ha’Aretz. La tesi di Pappé è che l’unica soluzione REALMENTE possibile, perché è la più giusta, vale a dire la meno ingiusta, è quella di uno stato unico israelo-palestinese, democratico e pacificato, sul modello del Sudafrica di Mandela. Credo che la visione di certe immagini non faccia che fomentare l’odio. E l’odio fa comodo solo agli Israeliani.

 (Nando Vitale ) Torno alla questione generale. Il conflitto arabo israeliano palestinese è uno dei nodi della contemporaneità e segna ferite profonde, spesso irrevocabili nelle coscienze degli uni e degli altri. Io credo che per questa ragione, per la sua …crucialità, vada affrontato con conoscenza storica dei fatti e senza demonizzare nessuno. Mostrare una foto del genere con l’aggiunta di un commento del genere, non fa fare alcun passo in avanti verso la pace, anzi, come si può notare, accende ancora di più i conflitti trasformando il teatro di una tragedia in materia di tifo per ultras. La testa di un bambino ridotto in quello stato suscita orrore a prescindere dalla nazionalità così come susciterebbero orrore le foto delle centinaia o forse migliaia di studenti israeliani esplosi su un autobus mentre andavano a scuola oppure erano in discoteca. Chiedo maggiore responsabilità a tutti quando si trattano tragedie di questa portata.

(Jane Bowie) Alla fine è soltanto l’ennesimo bambino vittima della cattiveria e la stupidità degli adulti, in tutto il mondo, in tutti i tempi. Non c’è bestia più feroce che l’essere umano adulto.

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50 Risposte to “WU MING ZERO IN VACANZA SULLA STRISCIA DI GAZA”

  1. iannozzi Giuseppe Says:

    Lucio, questa volta mi trovo d’accordo con WuMingzero.

  2. Lucio Angelini Says:

    Io con Jane Bowie: “Alla fine è soltanto l’ennesimo bambino vittima della cattiveria e la stupidità degli adulti, in tutto il mondo, in tutti i tempi. Non c’è bestia più feroce che l’essere umano adulto.”

  3. J.Tevis Says:

    Non usando facebook, mi domando chi sia questo wumingzero.
    Un emissario della lobby bolognese? Un ennesimo nick utilizzato dalla medesima per presenziare in rete? Un emulo/fan del gruppo?
    Sta di fatto che l’iniziativa sa un po’ di schifoso, cioè di pornografia sciacallosa.

  4. Lucio Angelini Says:

    @Tevis. Forse ti sei dimenticato del fatto che un giorno mi rivelasti chi sei:-)

  5. J.Tevis Says:

    Com’è noto, J.Tevis è l’alter ego che scrive per il mercato americano.

  6. Claudio Bellomo Says:

    SHALOM

  7. Lucio Angelini Says:

    Pace.

  8. diait Says:

    se posso intervenire, sottoscrivo Lucio, Vladimiro e massimamente Jane Bowie.

    Inoltre:
    trovo che l’uso dell’immagine del bimbo de-cerebrato (che siano stati gli israeliani dobbiamo crederlo sulla parola) per inferire la considerazione che non esistono israeliani buoni, sia una cosa al limite del barbarico
    concordo senz’altro, al tremila per mille.

    Questo intervento di WM0 – riferimento a una mia dichiarazione nella mia pagina – farebbe pensare a WM1, che si riferisce sempre molto a se stesso. Ma quell’ ahahaha non sembra suo, però.

    Ramen.

  9. Augusto Giorgiano Says:

    La storia drammatica di Israele sembra la favola del lupo(arabi) e l’agnello(ebrei) : 6 milioni di ebrei circondati da 100 milioni di arabi che vogliono distruggere Israele !!!

  10. eliaspallanzani Says:

    Salve. Non c’entra con il post, ma pensavamo di fare una piccola mappa del movimento wuminghesco, esaminando i vari partecipanti e i loro rapporti. L’idea sarebbe proprio una mappa, senza giudizi, al solo fine di descrivere questo curioso agglomerato. In realtà noi ne sappiamo ben poco, ci dareste una mano?

  11. Anonimo Says:

    Secondo me è un finto-agglomerato, cioè è un numero limitato di persone che si moltiplicano assumendo diversi nick e fanno rumore per fare credere di essere molti. Così ingannano chi li guarda inducendo a pensare che esista un “movimento wuminghesco”, il quale invece è composto da una decina di persone al massimo.

  12. eliaspallanzani Says:

    Può darsi, ma chi sono? Siamo curiosi perchè mostrano una compattezza notevole, forse addirittura asfissiante, e vorremmo capire da che dipende.

  13. Luan Says:

    Direi che a moltiplicarsi sotto i nick più impensati, sboronando in mille blog, sono proprio i nostri guru dell’anti-autorialità (altrui), ma fortemente attaccati alla propria Autorialità (si noti la A maiuscola).

  14. Anonimo Says:

    La “compattezza notevole”, addirittura “asfissiante”, è possibile proprio perchè sono in pochi, ed essendo in pochi si coordinano molto bene, adottando anche tecniche militari ispirate ai guerriglieri (di cui sono grandi ammiratori). Se fossero in molti non sarebbe possibile essere così compatti e coordinati. Sono quattro gatti in realtà.

  15. eliaspallanzani Says:

    Okkey, ma vogliamo fare una lista? Una specie di grafico coi nomi per pallini e i trattini per le relazioni? Perchè capiamo che non vi stanno simpatici ma visto da fuori (da qui) il tutto rischia di sembrare una questione di antipatie personali. Molti ammirano wuming e loro sono certamente abili nel coltivare questo tipo di relazioni. Vogliamo fare un lavoretto serio di ricerca, che si contrapponga alla loro costante autoglorificazione ma senza scadere nell’attacco personale?

  16. Anonimo Says:

    Allora bisognerebbe infiltrarsi in certi locali “sottostrada” bolognesi dove si sta organizzando la rivoluzione e si stanno pianificando attentati come quello di tolosa, con armi e munizioni a volontà e la determinazione a non farsi catturare, anche a costo di morire sparando raffiche di mitra.

  17. eliaspallanzani Says:

    Vavè, come non detto. Se qualcuno fosse interessato sapete dove trovarci.

  18. Anonimo Says:

    Ok: meglio trattarle in privato certe cose (le ritorsioni sono dietro l’angolo, purtroppo).

  19. Anonimo Says:

    (hush, hush…)
    nell’ambiente si racconta che l’agente letterario dei wuming e di altri è così potente che, quando qualche editor ha bocciato dei testi di certi suoi autori (soprattutto scuderia stilelibero-einaudiana), l’editor ha perso la collaborazione e s’è ritrovato col culo per terra.
    Non so se hai capito, amico…

  20. Luan Says:

    Personalmente trovo del tutto inutile mappare gli anti-sboro/wuminghiani. alla fin dei conti, chissenefrega dei wuminghi?

  21. Anonimo Says:

    Infatti i wuminghi sono “scaduti come lo yogurt”, dicono nell’ambiente: il loro ciclo è praticamente fiinito.

  22. more Says:

    A me sono rimaste impresse in due polemiche recenti. In entrambi i casi alcuni si “azzardarono” a dare un’opinione contraria a qella dei Wuminghi. La reazione della loro claque non si fece attendere.
    Ecco i link:
    primo, polemica per banco alimentare. Tale Ciro Pellegrino attacca i wuming e loro, parole di Pellegrino, “sciolgono i cani”. Ovviamente interviene anche la Lipperini 🙂
    http://storify.com/ciropellegrino/wu-ming-contro-banco-alimentare
    http://www.linkiesta.it/blogs/chi-parla-male/wu-ming-e-la-crociata-contro-banco-alimentare-facciamo-un-gioco
    Poi c’è stata una polemica nel caso Nonciclopedia/Vasco Rossi, quando Vasco denunciò la pagina che lo riguardava sulla Nonciclopedia. I Wuminghi si sono schierati con il cantante miliardario contro i sottoproletari quindicenni di Nonci (strana idea di lotta di classe, nevvero?), qualcuno li ha criticati per questo ed è stato sepolto da una marea di richieste di licenziamento:
    http://www.linkiesta.it/nonciclopedia-wu-ming
    Spero di essere stato utile. Ma, Elia Spallanzani, “statt accuort”: questi son peggio del chi tocca muore.

  23. eliaspallanzani Says:

    Ma voi che conoscete tutti i retroscena, mi spiegate che rapporto c’è tra la Lipperini e un tale G.L. D’Andrea? Questo D’Anrea ha scritto una serie di libri fantasy intitolata “wunderkind”, che non ha avuto il successo sperato. Si dichiarava grande amico di Lara Manni e diceva anche di averle telefonato. Ha scritto un capitoletto del libro della Lipperini “non è un paese per vecchie”, benchè apparentemente non c’entri nulla. C’è poi qualche commento di Lipperatura in cui si dice vagamente che tra D’Andrea e Lippa ci sarebbe un’amicizia. Il riferimento, molto vago, viene però subito colto dalla Lippa e pure da D’Andrea, che interviene. C’è poi una polemica tra Dazieri e Lipperini riguardo alla pubblicazione del terzo volume in ebook. Dazieri lamenta che del libro s’è parlato poco, e Lippa che la politica di Mondadori è sbagliata. Ora, un legame pare esserci ma quale potrebbe essere l’origine?

  24. Luan Says:

    @eliasp. Qui trovi molto su di lui:

    http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/D'Andrea_G.L.

  25. more Says:

    Il mio commento è rimasto in moderazione :’-(

  26. eliaspallanzani Says:

    Eh ma sono solo prese in giro… pensavamo che sapeste qualcosa.

  27. paolo f Says:

    Nel link di Lucio manca il puntino finale, quindi la pagina non si apre.
    Ricliccare qui:
    http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/D%27Andrea_G.L.

  28. paolo f Says:

    No, su quella faccenda suppongo non si sappia nulla, da queste parti.
    Se si conoscessero tutti i retroscena immagino che si farebbe uno scoop al giorno; ma forse ne sa qualcosa Gianpaolo Serino, magari si potrebbe provare a contattarlo.

  29. eliaspallanzani Says:

    E se fosse gl il talpone?

  30. paolo f Says:

    Chissà: potrebbe pure essere.
    Nel doloroso post di commiato nel suo blog, il D’Andrea dichiara fra l’altro:

    «Ero consapevole del fatto che per molti di voi, almeno il 90%, questo luogo virtuale altro non fosse che un passatempo per farsi due risate durante i momenti buchi in ufficio o durante le ore di studio. Credevo però che esistesse un dieci per cento realmente interessato a ciò che scrivevo.
    Per questo dieci per cento ho tenuto duro e sono andato avanti seguendo quello che credevo fosse giusto fare.
    Sono stato l’unico in tutta la Rete a parlare dall’interno di ciò che accade nel mondo editoriale, facendolo con cognizione di causa e con il mio nome e cognome perché anche se a qualcuno potrebbe far schifo, anche se provo imbarazzo a doverlo scrivere, sono uno scrittore pubblicato in mezzo mondo e qualche ideuzza su come vanno le cose ce l’ho.
    Mi sono incaponito a credere che fosse nell’interesse degli scrittori e dei lettori capire, comprendere come davvero funzionino certi meccanismi per poi poterli, pian piano, modificare. Per questo ho inghiottito un mucchio di rospi, ricavandone anche danni (danni) al mio lavoro. Mi sono incaponito pur sapendo che il 99% dei lettori del Wunderkind non si trova in Rete e che quindi avrei potuto fregarmene. Credevo però, che la Rete fosse un formidabile strumento di cambiamento.
    Cazzate.
    Gli stessi ragionamenti fatti da quelli che si autoproclamano “anticorpi” del mondo editoriale-culturale vengono fatti proprio da quelle persone che il mondo editoriale-culturale l’hanno trasformato in una fogna. E che in quella fogna ci mangiano alla grande (gli stessi che stanno leggendo proprio in questo momento – lo so che sono monitorato molto attentamente – e voi che mi monitorate passo-passo sapete anche che non c’è in questo post alcun estremo per una querela, non avrete questa soddisfazione da me, però io so chi siete e voi sapete chi sono e tanto mi basta per potermi guardare allo specchio senza avere i brividi).»

    Inquietante, direi.

  31. paolo f Says:

    Che sia stato impallinato perché ha rivelato troppo su come funziona il mondo editoriale?

    Davvero inquietante.

  32. eliaspallanzani Says:

    Ma Serino che dice? Vuol fare proprio la figura del peracottaro dopo che ha annunciato al mondo che ha le prove?

  33. Luan Says:

    L’ARTICOLO DA ME SEGNALATO E’ GIA’ SPARITO. ERA QUESTO:

    “Attenzione!
    Questo articolo contiene Fantasy
    Quindi potrebbe indurre il povero lettore a vestirsi da elfo e dare al proprio datore di lavoro spade magiche giocattolo, ad allevare draghi di peluche o a leggere l’intera collezione di libri di Terry Brooks 10 volte. Una volta un ingegnere plurilaureato ha letto questo articolo, ora è diventato un cosplayer di Saphira

    “Penso che il Critico del XXI secolo debba essere una macchina da guerra estetica, un filosofo schizofrenico (cioè con identità che si modellano a seconda dei campi di riferimento) in grado di cogliere i fenomeni lì dove più creano immaginari.”

    ~ D’Andrea G.L. sull’ultimo modello di Gundam
    “WTF?”

    ~ La Logica su D’Andrea G.L.
    “…ficcatelo nel culo. ”

    ~ D’Andrea G.L. a Chiunque gli faccia una obbiezione sensata
    “Non è fantasy, soprattutto.”

    ~ D’Andrea G.L. su il suo libro fantasy

    D’Andrea G.L. con Licia Troisi: che siano gemelli diversi?D’Andrea G.L. è un scrittore, blogger, poser metal, collezionista di strumenti medici dell’Ottocento per la divaricazione anale e l’irrigazione intestinale.[1]^ Questa sua passione è menzionata nella biografia del libro. Fin da giovane ha avuto problemi di gestione della rabbia, che ancora oggi lo porta ad aggredire/minacciare/insultare chiunque osi criticarlo o sostenere una tesi che non combacia con la sua. È diventato uno scrittore professionista con il libro Wunderkind, il primo di una trilogia (che novità!) urban fantasy edita da Mondadori Immondadori. Indice [nascondi]
    1 Biografia
    1.1 Infanzia
    1.2 Adolescenza
    1.3 Maturità
    1.4 Carriera da scrittore
    2 Opere
    3 Critiche
    4 Curiosità
    5 Note
    6 Collegamenti esterni

    Biografia [modifica]
    È nato nel 1979 a Bolzano, dove tuttora vive, lavora e insulta gli invidiosi che osano criticarlo. Parte della sua vita è nota grazie a una serie di post autocelebrativi sul suo blog, intitolati Left Hand Path ovvero Il Cammino della Mano Sinistra. Titolo scelto da G.L. perché ha sempre usato la mano sinistra nella sua vita (anche nella scrittura) pur non essendo mancino, visto che la destra è costantemente impegnata in atti di autogratificazione sessuale.

    Infanzia [modifica]
    Già dalle elementari i problemi di G.L. nella gestione della rabbia resero necessaria la presenza di una insegnante di sostegno che lo seguisse. Successivamente a una aggressione verso la sua compagna di banco, G.L. venne iniziato alla scrittura. Il movente della aggressione era l’invidia provata per l’abilità nel disegno della compagna, comparata con la sua inettitudine. L’insegnante di sostegno riuscì a incanalare questa rabbia, facendo notare al giovane G.L. che seppure impedito nel disegno, poteva sempre descrivere qualcosa a parole.[2]^ Quanto è facile infinocchiare i marmocchi! Così il problema della gestione della rabbia venne parzialmente risolto, al prezzo di condannare le generazioni future a romanzi orridi e post deliranti sul web.

    Adolescenza [modifica]
    Questa fase è costellata da episodi che segnerano in maniera profonda la vita di G.L. Il primo di questi fu la scoperta dell’LSD. La ricerca di un posto dove ammirare le sue “visioni” in tranquillità lo portò in biblioteca. Lì finalmente poté godersi “visioni” di criceti psichedelici scorrazzanti fra gli scaffali senza che nessuno lo disturbasse. Effetto collaterale della sua frequentazione bibliotecaria fu la conoscenza di Mister X del Signor G il bibliotecario e l’amore per i libri. Ne divorava uno dietro l’altro. Letteralmente, li prendeva a morsi. Soprattutto se contrastavano le sue credenze o mostavano un’angolatura a lui inedita della realtà.[3]^ I criceti li vedeva veramente. La passione per i libri fu anche una ribellione conto la madre iperprotettiva che li considerava “Porcherie” oppure “Troppo difficili” per la mente ritardata del figlio. La madre fu talmente iperprotettiva che il primo incontro di G.L. con una “parolaccia” avvene a undici anni, leggendo il termine “pornografia” nel saggio introduttivo ai Fiori Del Male facendolo sentire in colpa per una buona mezz’ora.[4]^ Undici anni e alla parola pornografia ti senti in colpa per mezz’ora? (°A°)

    Maturità [modifica]
    Si conosce poco di questo periodo, e gli esperti ancora discutono se G.L. l’abbia raggiunta o meno. Gli unici accenni pervenuti sembrano indicare che abbia intrapreso la carriera di poser metal. L’unica ragione che lo ha portato ad avvicinarsi a questo genere musicale è l’alto tasso di imprecazioni presente nei testi delle canzoni. Ascoltarle lo facevano sentire in colpa per una buona mezz’ora, solleticando il suo lato masochista.

    Carriera da scrittore [modifica]
    Nel 2006 venne scoperta la sua natura di false metal e cacciato dal suo giro di amicizie. Furono tempi bui per G.L., quando un giorno vagando tristemente per le vie di Bolzano qualcosa attirò il suo sguardo. Era un libro, ritraeva in copertina il volto di un’elfa con i capelli blu e cerulei occhi viola. Decise di comprare il voluminoso tomo, male che andasse la copertina era ottimo materiale per la sua mano destra in movimento perpetuo. Nel mezzo della lettura del libro, che più proseguiva e più considerava una vaccata, venne improvvisamente avvolto da una luce fortissima e udì la voce della Troisi che gli diceva: “G.L., G.L., perché non provi anche tu ad avere successo scrivendo libri ignobili?”. Questo episodio è noto tra i biografi di G.L. come “La conversione sulla via di damasco dello scrittore esordiente presuntuoso”. Carico del Sacro Fuoco dell’Arte si mise febbrilmente all’opera e provò a contattare il direttore di Meridiano Zero. Questi gli disse, che era troppo Gegnale per la sua collana e lo indirizzò da un agente. Questo agente alla fine riuscì a sbolognare trovare un posto dove il Gegno di G.L. fosse compreso e apprezzato, dove potesse trovare suoi pari, la Mondadori.[5]^ Quelli di Meridiano Zero sono fenomenali! Si sono liberari di uno scocciatore danneggiando una casa editrice concorrente. Nel 2009 il suo primo libro Wunderkind venne dato alle stampe, e con questo battesimo poté finalmente entrare nella Chiesa Italiana degli Truffatori Apostolici Fantasy.

    Opere [modifica]
    Sagra Saga del würstel:

    Wunderkind:
    Würstelkind della terra del vento. Immondadori, 2009.
    La missione del salsicciotto. Immondadori, aprile 2010
    Il würstel del potere. Immondadori, si spera che non uscirà mai.
    Critiche [modifica]
    Nonostante le acclamazioni di diversi bimbominkia, gli entusiasti commenti di scambio dei colleghi e le recensioni positive sui giornali pagati per scriverle, diversi blog di persone oneste Scrittori Invidiosi Kattivisssimi (con la kappa e tre esse perché sono troppo malvagi) hanno comesso il crimine infame di far notare ingenuità, buchi di trama e una scrittura fradicia di aggettivi inutili.
    Alcune delle obbiezioni mosse sono:

    Il cattivo si comporta in modo idiota e evidentemente non ha letto la Guida del perfetto supercattivo.
    Il protagonista è un würstel, in tutti i sensi.
    Orde di mostri la cui presenza serve solo a mostrare quanto sono forti i Buoni.
    Tutto ciò accade di notte nelle strade e nelle piazze e nessuno si accorge di niente!
    I Chanydi, sono dei mostri di varia forma e dimesione: bass8, ciwawa, aschi, ecc.
    La Moneta d’Argento è l’unico personaggio intelligente e interessante di tutto il libro.
    Curiosità [modifica]
    L’abuso della sezione «Curiosità» è consigliato dalle linee guida di Nonciclopedia.
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    Non è abbastanza famoso per essere su Wikipedia.
    Ha un fetish per le inserzioni anali (le raccomanda a chiunque non la pensa come lui).
    È abbastanza antipatico da finire su Nonciclopedia.
    Sfoga la sua omosessualità repressa scrivendo libri fentasi su salsicciotti turgidi e carnosi.
    Il suo libro è troppo brutto per essere su Wikipedia.
    Il suo libro è troppo brutto per non finire su Nonciclopedia.
    Questa voce è stata creata da Scrittori Invidiosi del successo di G.L. e Kattivissimi.
    Note [modifica]
    Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?? pazzesco…

    ^ Questa sua passione è menzionata nella biografia del libro.
    ^ Quanto è facile infinocchiare i marmocchi!
    ^ I criceti li vedeva veramente.
    ^ Undici anni e alla parola pornografia ti senti in colpa per mezz’ora? (°A°)
    ^ Quelli di Meridiano Zero sono fenomenali! Si sono liberari di uno scocciatore danneggiando una casa editrice concorrente.
    Collegamenti esterni [modifica]
    Blog ufficiale. Leggetelo, morirete dal ridere (o per l’assurdità).
    Recensione non leccaculo di Wunderkind.
    Il concetto di discussione civile e costruttiva di G.L.

  34. paolo f Says:

    Se fossi al posto di Serino, non avrei fretta a mostrare le prove.
    Se sapessi (fossi convinto) che è la verità, ma non disponessi delle prove, affermerei di averle per tenere in scacco gli avversari a mio piacimento.
    Se sapessi (fossi convinto) che è la verità e disponessi anche delle prove, non avrei fretta di tirarle fuori, anzi, quasi non ce ne sarebbe bisogno: gli avversari, legati per le palle, li lascerei soffrire finché mi va.

    Secondo me la questione determinante, in questa faccenda, è che gli avversari di Serino non hanno le prove per dimostrare che le sue affermazioni sono false. Non riescono a dimostrarlo, e basta. Ciò è sufficiente per rendere Serino sereno, almeno su questo punto: quindi (su questo specifico punto) inattaccabile, perché non riescono a smentirlo.

  35. Luan Says:

    Ribadisco: il problema non è se Lara Manni sia l’eteronimo di Loredana Lipperini o meno, ma se la Lipperini predichi bene e razzoli male o se predichi bene e razzoli bene.

  36. eliaspallanzani Says:

    No Lucio, è solo che al tuo link manca il puntino finale.
    Per il resto, ormai è chiaro che se pure Serino se ha qualcosa se lo tiene di riserva, ma è un atteggiamento da furbastro che ci ripugna. Noi non siamo dall’una o dall’altra parte, vorremmo solo capire come stanno le cose.

  37. more Says:

    Io credo che la prova che Serino ha in mano sia una “fonte confidenziale”, che quindi non può svelare a meno che non sia un giudice a chiederglielo. Ma ciò non avverrà, perché LippeLara si guarderà bene dal denunciarlo 🙂
    Quel che mi stupisce è che tanta gente non voglia crederci. Le “fonti confidenziali” sono la base del giornalismo investigativo, e senza non ci sarebbero quasi scoop.
    In ogni caso, @Elia, io non mi preoccuperei. Se Lara Manni non riappare, la risposta diventerà evidente per tutti. Sulla sua bacheca facebook, prima che la rendesse privata, alle richieste addolorate degli amici – Lara, ma cos’è ‘sta storia? Chi sei? – aveva risposto:
    “Io sono quella che scrive qui :)”
    Risposta che più insaponata non si può. Ognuno ne tragga le sue deduzioni… e chi vuol continuare a credere che siano due persone, beh, buon per lui e per il suo culo, pronto all’uso che ne fa questa gente.

  38. paolo f Says:

    Secondo me, l’atteggiamento di avere qualcosa e tenerlo di riserva non è un semplice atteggiamento da furbasto (riferibile a persone precise), ma è il diffuso modus operandi sia delle inchieste giornalistiche sia di quelle giudiziarie, che seguono logiche e techiche precise. Dunque, un modo di operare ben codificato e praticato in questi campi.

    Riflettiamo: sono più furbastri i giornalisti che conoscono cose poco pulite di certi ambienti e le tacciono (mi riferisco al predicar bene e razzolar male e ad altri malaffari), o lo sono di più quelli che le conoscono e (pur secondo loro logiche personalistiche) decidono di rivelarle?
    Secondo me sono più furbastri i primi, e penso siano la maggioranza.

  39. paolo f Says:

    Qualcuno, a questo punto, potrebbe chiedersi:
    e se questa “fonte confidenziale” fosse quella di G.L. D’Andrea che, deluso e amareggiato (secondo ciò che scrive nel suo commiato), si fosse lasciato andare a confidenze?
    E’ una debolezza in cui potrebbero incorrere tutti.

  40. eliaspallanzani Says:

    E infatti l’abbiamo detto dieci messaggi fa. Chiaramente è solo un’ipotesi. Chissà se Wu Ming legge questo blog.

  41. more Says:

    Non credo, Paolo. GL nel suo addio non ce l’aveva con LippeLara. Anzi, Lippelara fece fuoco e fiamme dopo il suo addio, scagliandosi contro la parte “marcia” della rete… ovvero, tutti quello che NON erano d’accordo con lei, GL, e wuming (ma sì, mettiamoci dentro anche loro che non fa mai male).

  42. eliaspallanzani Says:

    Si, infatti. Ma se leggi con occhio sospettoso il dibattito tra Dazieri e la Lippa, si legge quasi un rimprovero per la scarsa pubblicità data ai romanzi (prima che tutto svacchi).

  43. paolo f Says:

    In effetti son tutte speculazioni campate in aria, cioè senza pezze d’appoggio.
    Ma l’addio di D’Andrea risale a giugno 2011, nove mesi fa. Da allora può esser cambiato qualcosa: la sua storia editoriale potrebbe aver avuto un declino e lui — essendo molto giovane e quindi più vulnerabile dei “veterani” (pur amici) che muovono i fili — potrebbe essersi sentito abbandonato e aver avuto qualche cedimento. Chi lo sa?

    (come vedete, ci stiamo scrivendo un romanzo)

  44. paolo f Says:

    (In effetti, prima avevo letto del “talpone”, ma poi mi era svaporato per strada, per il troppo ruminare…)

  45. eliaspallanzani Says:

    E infatti il bello è proprio questo, che a parte la verità è una storia piena di personaggi buffi e di sentimenti. Quand’è che GL ha dato l’addio al blog?

    Noi la storia la immaginiamo così: GL, giovine di belle speranze, trova un agente e la simpatia della Lippa (per quale motivo sarebbe da indagare). Con Dazieri scopritore, GL pubblica per Mondadori il suo primo romanzo, che però esce nella collana per ragazzi, anche se forse ha un tema più adulto. Il romanzo non va bene, ne pubblicano un secondo volume che va peggio. GL è un tipo facile all’ira, dimostra più volte di non essere affatto diplomatico e di dire la prima cosa che gli viene in mente, ed è così anche in questo caso. Il terzo libro non viene stampato ma esce solo in ebook. La Lippa, che aveva citato e consolato il GL anche prima, attacca Mondadori e anche un po’ Dazieri, dicendo che la collocazione tra i ragazzi era sbagliata, che l’editore non ha coraggio e bada solo al lucro etc. Dazieri risponde con grande onestà, ammettendo il fallimento e notando che il libro ha avuta scarsa copertura (e la Lippa coglie il riferimento, perchè si affertta a dire che Repubblica copre poco il Fantasy, però si noti che di Esbat ha parlato). Vabbè, finisce così. GL è sempre amico della Lippa etc. Però poi ci ripensa, magari rilegge quel che dice Dazieri (che è ragionevole) e gli viene il pensiero che cazzo, quando s’è trattato di fare pubblicità a Lara Manni io l’ho spinta dappertutto, mentre quando si è trattato di me… con tanta “potenza nell’ambiente”, che avete fatto per me? Meglio Dazieri, che almeno è onesto! Pensieri di un ragazzo incazzato, che magari in un momento di rabbia confida qualcosa a qualcuno, che lo dice a qualcuno, che lo dice a Serino, ed ecco il patatrac.
    Eh? Non è una storiella simpatica?

  46. eliaspallanzani Says:

    Ah no, il commiato di GL viene prima della faccenda Lippi-Dazieri, quindi la sua talposità diventà più improbabile.

  47. Luan Says:

    Direi di chiuderla qua. Il mio prosciuttaio non sa nulla di Andrea GL e a essere sincero non l’avevo mai sentito nominare nemmeno io. Tra tutti ‘sti fake – peraltro di quasi nessun conto editoriale – conviene lasciar stare. Che cuociano nei loro brodi.

  48. eliaspallanzani Says:

    forse abbiamo capito a cosa alludeva l’anonimo parlando di editor e di stile libero

  49. BOCL N. 49 (PUPÙ RI DI RANDOM POST 2.) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] WU MING ZERO IN VACANZA SULLA STRISCIA DI GAZA […]

  50. fullmoon Says:

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