Archive for gennaio 2012

OGGI MUORE SPLINDER

31 gennaio 2012

Si legge da tempo su splinder.com:

“ATTENZIONE!
A partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso.
Dalla tua area personale puoi recuperare tutti i contenuti del tuo blog e attivare un redirect su un nuovo indirizzo web.”
 
Le ultime cose che mi sono preoccupato di salvare dal vecchio blog lucioangelini.splinder.com sono alcuni messaggi ricevuti nel PVT, tra cui (scelgo a caso): 
 
1)  “Gentile Lucio Angelini,  sono ***, collaboratore dello scrittore Roberto Saviano, le scrivo a causa di un articolo presente sul sito visibile al seguente indirizzo web: [omissis]. Purtroppo a causa di gravi problemi di sicurezza sono costretto a chiederLe la cancellazione della pagina in cui è citato ***. Ringraziandola per la gentile collaborazione colgo l’occasione per augurarLe buon anno, Cordiali Saluti, *** (Roberto Saviano Staff)

2) 10 giugno 2008.  Scusa se uso questo mezzo per darti la notizia che forse avrai già: Mariastrofa se n’è andato. La figlia Serena mi ha pregato di avvertire chi gli era vicino, per ogni cosa ti lascio il mio numero*** . Mi ha detto di avvisare che giovedì ci sarà il funerale a Carpi, per chi abitasse nelle vicinanze e volesse partecipare. un saluto. ***

3)  “Mi farebbe molto piacere riuscire a fare quattro chiacchere con te! Sono una pittrice che ha tratto il suo stile, dal “simbolismo” dei disegni  del bambino!. Abbiamo una sorta di “filosofia” in comune!…Vorrei parlartene, visto che i miei lavori sono stati pubblicati in ***, affiancati ad un tuo meraviglioso racconto!

 4)  “Ti ho tolto dai miei link, ma anche dalla community di splinder. Non mi piace come gestisci il blog. Non mi piace questo tuo modo di fare. Anonimi che lasci a piede libero sul tuo blog, che sputano sentenze e ingiurie. Io i commenti ingiuriosi li cancello: e soprattutto non permetto che qualcuno sul mio *** blog *** possa ingiuriare, per giunta in maniera anonima. Te lo dico in pvt perché non intendo venire più per alcun motivo sul tuo blog. Buone cose in ogni caso,  G. I.”

5) VOTA PETROLIO SINDACO E SANTO SUBITO. CAMPAGNA ELETTORALE APERTA.  [XY]  nasce a Lucca nel 1969. All’età di cinque anni partecipa alla selezione nazionale per lo Zecchino D’Oro classificandosi penultimo. L’incontro con Mago Zurlì lo segna profondamente. Al contatto con i bimbi felici dell’Antoniano, perde la parola e la volontà ritrovandola soltanto nove anni più tardì. Intraprende gli studi linguistici presso il Centro Recupero di Albenga. Si diploma nel 1989 e viene reintegrato immediatamente come animatore nei villaggi Salesiani. Impara a suonare la chitarra ritmica e scrive canzoni di successo. Nel ‘92 si reca a Parigi in gita e durante una visita al Museo Dorsey viene nuovamente colpito da mutria. Abbandona il cantautorato e si dedica totalmente alla pittura e alla poesia. Sono anni bui, di solitudine, di baraonde notturne ed è proprio in questa malinconia che prende forma la sua arte. Si chiude in casa, gli amici non lo vedono per mesi, deperisce e si ammala di polmonite. Nel ‘94, dopo un faccia a faccia animato con Dio, ricomincia a parlare utilizzando vocaboli a lui fino ad allora sconosciuti. Si riprende dalla malattia. Nel’95 si sposa, nel‘96 ha una figlia, nel’97 si separa. Ripiomba nuovamente nell‘autoisolamento del passato. Si accanisce verso il sentimento d’amore, abbatte ogni sua morale per sprofondare in un pericoloso pessimismo che lo allontana da ogni regola solida. Vive distrattamente senza una dimora fissa, senza un affetto durevole. Gli amici cercano di stargli vicino, lo assecondano nei suoi folli progetti d’avanguardia ma senza riuscire a spronarlo dai suoi dolori. Il 5 novembre del 2002 dopo aver cenato alla “Galera”di Floriano, viene colpito da un malore improvviso e muore poco dopo nella sua casa di Borgo a Mozzano. Risorge dopo 2 giorni.”  Le raccolte di poesie mai pubblicate: [omissis]

6) Un blog fantastico! Sono invidiosa! Neanche tra 14 vite sarò capace di scrivere come te! Sei molto coraggioso e ti esponi senza nessuna difficoltà. Un caro saluto. ***

7)  Ho notato sul tuo blog che probabilmente sei oggetto dell’attenzione di professionisti. Non mi è ancora chiaro se professionisti del sabotaggio di siti o professionisti della caccia ai pedofili. Il dubbio è nato da come si sta sviluppando il flusso di commenti nel post dedicato a Ginobile. Nel primo caso, i professionisti del sabotaggio di siti, la tecnica sta nel creare una storia a più voci, che contenga alcuni aspetti di pseudo credibilità, sviluppandola nel tempo e, quando i tempi sono maturi, nel dar voce a un conflitto in grado di far muovere i diretti interessati con conseguente richiesta di oscurazione del sito. Nel secondo caso, anche a insaputa del redattore del sito, articoli come il tuo rappresentano luoghi trappola per adulti ‘particolarmente’ amanti dei ragazzini. In entrambi i casi ci vuole attenzione poiché, per assurdo, potrebbero anche chiederti di chiudere per ‘compiacenza’ a certe abitudini altrui. Al momento sulla tua colonna commenti ci sono presunti ragazzini adoranti e un adulto che cerca un contatto diretto con il ragazzino adorato. Magari non è così, magari mi condiziona il fatto di essermi occupata sia di un campo che dell’altro, in ogni modo ho ritenuto opportuno comunicarti i miei dubbi, meglio uno in più che uno in meno 🙂

Eccetera.

Ma a che pro tentare di fermare l’onda del tempo, che tutto travolge e cancella? Come può uno scoglio arginare il mare? Il grande freddo – la settimana più gelida da 27 anni a questa parte (come ci ricordano i quotidiani di oggi) sta arrivando, proprio in corrispondenza dei giorni della merla. Meglio ripararci dentro la canna fumaria di un camino, allora, per poi uscirne dopo la Candelora trasformati in tanti novelli, leggerissimi Perelà, omini di fumo.

Giorni della merla (29-30-31 gennaio):  “la locuzione deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.” (Wikipedia)

(L’immagine in alto è tratta da:

http://ww2.raccontidifata.com/2012/01/i-giorni-della-merla.html )

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A.C.A.B. : ALL COPS ARE BASTARDS?

30 gennaio 2012

In genere non amo i film troppo violenti, in cui l’umanità è rappresentata al suo peggio, ma dopo l’ospitata di Favino alle Invasioni Barbariche della Bignardi e la puntata di In Mezz’ora di Lucia Annunziata dedicata all’opera di Sollima mi era venuta un po’ di curiosità per il film.  Per fortuna l’ho trovato meno violento del previsto e in più abbastanza sconclusionato e contraddittorio. Vi si mostrano da un lato celerini con propri drammi e fragilità familiari, costretti a un lavoro sporco che però alcuni di loro fanno forse un po’ troppo volentieri per dare sfogo alle proprie frustrazioni private, dall’altro stereotipate situazioni adatte a ingenerare nello spettatore  generiche e viscerali “voglie di pulizia” da condividere con i personaggi del film:  l’emigrato che spaccia, insozza, stupra, scavalca i diritti dei nativi (per esempio occupando di prepotenza l’appartamento assegnato dal comune di Roma alla madre di un poliziotto e compagnia bella). Epperò non TUTTI i rumeni, non TUTTI i moldavi, non TUTTI gli immigrati eccetera sarebbero così… vecchio discorso. Da un lato i fatti di Genova alla Diaz vengono definiti dai celerini stessi “macelleria messicana” di cui vergognarsi,  e l’uccisione a freddo di un tifoso in autostrada  “la cazzata di uno di noi” (cazzata? I beg your pardon…) dall’altro è certo vero che alcune tifoserie organizzate vanno allo stadio con il deliberato proposito di giocare alla guerra, del tutto indifferenti ai diritti di altri tifosi di gustarsi la partita di calcio per la quale hanno pagato regolare biglietto. Insomma,  malgrado l’acronimo del titolo, il film tende sì a dimostrare che la realtà delle cose è più complessa di quanto spesso non si abbia voglia di percepire, ma in definitiva non aggiunge nulla a quanto  già si sapeva, con particolare riferimento al concetto che spesso le forze dell’ordine vengono sfruttate  per “parare il culo” a politici colpevolmente insensibili ai problemi sociali, e che le vittime delle cosiddette “spedizioni punitive” (dell’una e dell’altra parte) hanno quasi sempre  il solo torto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

UNO STORICO FOTOMONTAGGIO

29 gennaio 2012

(Paolo Ferrucci, Lucio Angelini, Giuseppe Iannozzi, Gaja Cenciarelli)

Autore del fotomontaggio: Erostratos

(Vd:

https://lucioangelini.wordpress.com/2007/02/09/la-sceneggiata-cenciarelli-iannozzi/  )

Sempre da diaplato.splinder.com, un altro Ferrucci d’annata:

HOMO SAPIENS E HOMO IMBECILLIS

27 gennaio 2012

“Berlino, 25 gennaio 2012 – Un giovane tedesco su cinque (21%) di età compresa tra 18 e 29 anni ignora cosa sia stato Auschwitz. Lo rivela un sondaggio del settimanale Stern in occasione della Giornata della Memoria, che si celebra venerdì e che coincide con la liberazione del campo di sterminio nazista da parte dell’Armata Rossa. Anche sull’ubicazione del lager le conoscenze di molti tedeschi sono lacunose: il 31% non sa che si trova in Polonia.”

http://qn.quotidiano.net/esteri/2012/01/25/658815-germania_giovane_ignora_auschwitz.shtml

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.[1] »

[1]  http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00211l.htm

“Oggi è universalmente accettata la monogenesi dell’uomo, e viene respinto ogni tentativo di determinare fattori in grado di evidenziare differenze di capacità mentali tra i diversi gruppi. Il concetto di razza è stato sostituito con quello, meno imbarazzante, di “tipo umano”, almeno dalla maggior parte degli studiosi di scienze sociali. In antropologia non viene accettato più il termine razza, inteso nella sua accezione classificatoria, perché si considera l’uomo, qualsiasi uomo di qualsiasi cultura, come appartenente alla specie Homo sapiens anatomicamente moderno, che ha avuto origine in un continente (l’Africa) circa 200.000 mila anni fa, colonizzando e diversificandosi, a seconda dell’ambiente e del contesto, in tutto il globo. Le differenze somatiche riscontrabili (colore della pelle, forma degli occhi, della bocca, statura ecc. ecc.) devono essere intese esclusivamente come rientranti all’interno di una variabilità esistente in ogni specie. La razza umana è una ed una sola, ed ogni tentativo di classificare gerarchicamente i vari gruppi umani deve essere considerato come un’ideologia etnocentrica da respingere con fermezza.”

http://digilander.libero.it/antropogica/razza.htm

IMBECILLE:  deriva dal latino IMBECILLIS (IN + BACULUM) cioè, alla lettera, “privo di bastone” e per estensione, privo di punti di appoggio, di capacità. Così potrebbe essere imbecille un’opinione campata in aria, un’argomentazione illogica, un atteggiamento fiacco. Esempio: l’opinione di chi si appoggia a pregiudizi razziali per sentirsi (e proclamarsi) a tutti i costi migliore di quel che è, in ciò manifestando, appunto, la propria imbecillità.

BAILA MORENO!!!

26 gennaio 2012

 

Scriveva il commentatore Fabio un paio di giorni fa:

fabio painnet blade Dice:
24 gennaio 2012 alle 17:16

1) Vige il luogo comune (mai smentito) che gli editori adottino criteri selettivi finalizzati al profitto e non alla qualità.
2) I dati rilevati e unanimemente condivisi attestano un calo delle vendite e una endemica penuria di lettori.

Le due tesi individuano i termini di un’equazione sconcertante :

gli editori puntano al profitto e questo cala

=

incapacità e incompetenza degli organi/criteri di valutaz. commerciale.

Allora le responsabilità esistono e sono sotto gli occhi di tutti.”

Nel frattempo mi è arrivata in mail la segnalazione di un altro clamoroso caso di successo nel settore del self publishing (dopo “Switched” di Amanda Hocking): quello di ELOY MORENO e del suo “Ricomincio da te“, il romanzo auto-pubblicato che ha scalato le classifiche in Spagna.

Naturalmente, dopo che uno si è fatto il culo per rimediare alla tragica mancanza di occhio professionale da parte degli editori, questi ultimi sono subito pronti a gettarsi come avvoltoi su tali nuovi tipi di preda proponendo contratti multimilionari.

ED È SUBITO T-SHIRT…

25 gennaio 2012

Due giorni fa, nella pagina facebook di Morgan Palmas (= SUL ROMANZO) mi sono permesso la seguente battuta sul cognome di Rosa Dimichino, editor Einaudi: “Rosa, DIMmi dell’INCHINO al Giglio”.  Non l’avessi mai fatto, è uscita fuori di testa, ha minacciato di segnalarmi all’authority, si è sentita offesa fino al midollo, mi ha intimato di porgerle le mie scuse e, vabbè, dopo il mio ulteriore commento “hai il sense of humour di un paracarro”, mi ha revocato l’amicizia e infine ha cancellato tutti gli improperi di cui mi aveva fatto oggetto (ora restano solo le mie contrabattute). Più nevrotica di così? Ma si sa, quelli di Einaudi non camminano, “incedono”.  Che vada a zappare la terra, se deve tromboneggiare in questo modo ancora prima di essersi fatta un nome.

Per l’occasione, rispolvero la mia vecchia poesia/cavallo di battaglia “Dicono che posi”, già qui:

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/07/26/a-grande-richiesta-dicono-che-posi/

DICONO CHE POSI

Alcuni
dicono
che posi
solo perché
qualche volta
mi hanno visto
trasfigurare
il volto
imporre
alle narici
travagli
estenuanti
roteare
gli occhi
digrignare
i denti
urlare
e mandare
la voce
fuori registro
aggrapparmi
a cuscini
e tendaggi
scivolare
fremente
lungo
i muri
e
infine
arruffarmi
i capelli
con inorridite
mani…

EVVIVA AMANDA: IL SEGRETO DELL’EDITORIA PERDUTA

24 gennaio 2012
   

A furia di inondare il mercato di irricevibili minchiate, gli editori stanno raccogliendo cattivi frutti. Per fortuna il fenomeno Amanda Hocking, di cui abbiamo parlato qualche post fa:

https://lucioangelini.wordpress.com/2012/01/16/amanda-dolce-amanda/

lascia sperare che, senza l’inefficiente mediazione di tanti inutili e spocchiosi editor, con il self publishing qualche nuovo spiraglio si apra. Se confusione deve essere, che almeno sia confusione totale:-)

Per conto mio, un piccolo contributo l’ho dato. Digitate Lucio Angelini su “amazon.com” e vedrete che sono già a quota tre. Ho aggiunto da poco, infatti, la versione inglese del libro che provocò la mia cacciata DEFINITIVA dal mondo dell’editoria giovanile:

“L’INCREDIBILE STORIA DELLA FATA FATUCCIA E DELLA STREGA FORESTANA (ALLARME ROSSO PER LA LETTERATURA GIOVANILE)”

Intanto la dolce Amanda, carrrrrramba che sorpresa!!!!, arriva a Venezia alla Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri. Copio-incollo UN ANNUNCIO dal Gazzettino di ieri:

“Venezia. Scuola Mauri per Librai. Fra gli ospiti di quella che con gli anni è diventato uno degli appuntamenti clou dell’editoria italiana ci sono Joshua Foer e Vito Mancuso, mentre la Fazi editori accompagnerà nei prossimi giorni a Venezia Mauro Mazza, direttore di Rai1, autore di ‘L’albero del mondo’ sul viaggio del giovane Giaime Pintor nella Germania nazista, e Amanda Hocking, il cui romanzo fantasy ‘Switched, il segreto del regno perduto’,

                          ***rifiutato da tutti gli editori***

sta spopolando in America dopo essere stato auto-pubblicato da lei stessa su Internet.

Qui l’articolo con i recenti dati sull’editoria:

Lunedì 23 Gennaio 2012,

Il seminario della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, che si tiene da oggi (lunedì) a venerdì alla Fondazione Cini a Venezia, apre la sua 29. edizione sotto cattivi auspici: secondo un’analisi del Giornale della Libreria infatti nel 2011 si sono persi per strada 723mila lettori, il 62% dei quali sono cosiddetti “lettori forti”, cioè coloro che leggono più di un libro al mese: già non erano molti (il 15.1%), ora sono solo il 13.8. Purtroppo anche fra i lettori più accaniti, tra gli 11 e i 14 anni, la percentuale è scesa dal 65.4% al 62%.
I dati Istat resi noti nelle scorse settimane, riferiti in parte al 2011 e in parte al 2010, sono altrettanto negativi, e anche piuttosto sorprendenti per un settore che fino a questo momento era sostanzialmente riuscito a resistere alla crisi. Basti considerare che sono diminuiti sia i titoli pubblicati (da 58.829 a 57.558) che le tirature, ora assestate su 208 milioni di copie.
Questi dunque i numeri. Una situazione a cui i promotori (oltre alla Scuola le Messaggerie e le associazioni di librai ed editori) intendono reagire con determinazione: il tema del seminario è, non a caso, “L’innovazione del servizio in libreria”, mentre l’obiettivo è cercare di individuare gli strumenti e le strategie per cogliere e soddisfare i più profondi desideri dei clienti, capire quali sono le strade percorribili per creare nuove connessioni tra librerie, individui e territorio, formare il personale all’introduzione dei nuovi strumenti tecnologici, «passando per le proposte culturali e il web, fino alle necessarie riflessioni sul libro in era digitale».
Stefano Mauri, vice presidente dell’Associazione Italiana Editori, nel ricordare che «la Scuola è nata per abituare i librai alla modernità e ad affrontare i cambiamenti», individua le ragioni della crisi in due problemi, peraltro ampiamente noti: «Le difficoltà economiche generalizzate, che investono tutti i consumi, e la diffusione del digitale. Combinati insieme questi due aspetti tendono a far prediligere al consumatore più la convenienza che la qualità. Ma non è detto che oggi si legga meno che un tempo, semmai il contrario: caso mai il digitale seduce i lettori, allontanandoli dai libri su carta».
Non che questo implichi da parte dei lettori una visione critica della tecnologia: «Sono enormi i vantaggi che il libro ha ricevuto dal web – specifica Mauri – a cominciare dagli autori, che oggi sono in grado di ottenere attraverso la Rete documentazione di primissima mano per i loro libri (molto meglio che Salgari ai suoi tempi…), di sottoporre i loro inediti a molti più editori di un tempo, ad essere dunque molto più sicuri che se il loro libro vale troverà certamente qualche lettore professionale. Per gli editori invece Internet è un sogno, perchè consente di promuovere adeguatamente e diffusamente un prodotto economicamente povero, con risvolti, copertine ed estratti. Intuibili anche i vantaggi per il lettore, che ha molte più informazioni di un tempo per poter scegliere il suo titolo da leggere: non vorrei anzi che una delle cause dei minori acquisti sia proprio il tempo speso su internet per documentarsi…»
L’anello debole, in tutto questo, sono però proprio i librai, che tra internet e libri elettronici si trovano a gestire un prodotto che rischia di essere obsoleto. Che fare?
«Io credo che possano anch’essi avvalersi della Rete per valorizzare la loro professionalità e proporsi ad esempio come promotori di eventi culturali per il loro territorio o il loro quartiere, dove i lettori possano fisicamente incontrare gli autori. In questo modo essi mettono a disposizione dei clienti, più che i singoli libri, la loro libreria e la loro esperienza. Alcune catene librarie hanno anche introdotto la ristorazione nei loro spazi, oppure si sono aperte ad altre merceologie, come mettersi a vendere i “reader”, ma sarebbe come vendere cavalli di Troia».
Non è che nel 2011 sono mancati anche i grandi libri?
«Certo, non ci sono stati i fenomeni come Harry Potter, i vampiri della Meyer, Dan Brown e Stieg Larsson, e a livello nazionale la Parodi o Stella e Rizzo. Ma nel 2011 c’è stato anche un altro fatto: noi sappiamo che sotto le elezioni i lettori sono distratti, e noi da agosto, pur senza votare, è come se avessimo avuto due o tre campagne elettorali». (Sergio Frigo)

FILM “THE HELP”: “MANGIA LA MIA MERDA!”

23 gennaio 2012

Tratto dal romanzo di Kathryn Stockett e diretto da Tate Taylor, il film sta avendo successo in tutto il mondo, però, all’uscita dal cinema Malatesta di Fano in cui sono andato a vederlo, mi sono chiesto come mai nel 2012, dopo le immani tragedie storiche provocate dal razzismo nelle sue varie forme, ci sia ancora bisogno di film così. Probabilmente la risposta è che l’umanità nel suo complesso è molto lenta ad evolversi e ciò che per alcuni appare ormai più che scontato (= che TUTTI gli uomini nascano liberi ed uguali, con pari dignità e diritti e bla bla bla) per troppi altri ancora non lo è. Insomma non è mai male rinfrescare la MEMORIA, individuale e storica.  Il film, ottimamente interpretato, ha momenti di grande impatto emotivo. La scena clou è quella in cui una cameriera nera grida alla propria padrona bianca, insensibile e malvagia, “Mangia la mia merda!”. Andate a vedere il film e godetene gli sviluppi narrativi. Altra frase che mi sono segnato: “Il coraggio a volte salta una generazione. Grazie per averlo riportato in famiglia” (la mamma di Skeeter alla figlia, che ha raccolto in un libro le testimonianze delle cameriere nere nell’America del Sud dalle parti di Jackson, Mississipi, negli anni Sessanta).

MICHELE BOATO AL 20° GIORNO DI DIGIUNO

21 gennaio 2012
http://youtu.be/sO5UWHeVNdo
 

Non so chi di voi segua l’altro mio blog

www.salviamovenezia.wordpress.com

dove il 4 gennaio scorso pubblicai il post: “Quel ragazzaccio di Michele Boato”:

http://salviamovenezia.wordpress.com/2012/01/04/quel-ragazzaccio-di-michele-boato/

“Sta digiunando perché ha fame di verità sul PAT (Piano di Assetto del Territorio) . E la verità sul PAT è appunto quella dell’avallo di una mostruosa operazione speculativa ai danni dell’area agricola alle spalle dell’aeroporto di Tessera… per non parlare di sublagunare e altre tragiche amenità previste dal PAT:-(”

Purtroppo oggi, 21 gennaio, Michele Boato è giunto al ventesimo giorno di digiuno.  “Una scelta nonviolenta e assolutamente civile; una scelta pericolosa per il proprio fisico, ma che sta a dimostrare quanta sia la voglia di dire basta alla devastazione sistematica di ogni prezioso spazio ancora miracolosamente lasciato libero“, recita il bollettino dell’associazione “Amico Albero”. Ecco il filmato del 18° giorno di digiuno:

http://www.youtube.com/watch?v=ho-4CnLG5U8

AGGIORNAMENTO DAL GAZZETTINO 

Domenica 22 Gennaio 2012,
Ha perso 10 chili in 21 giorni di digiuno bevendo solo acqua. Tre settimane di protesta per risvegliare un senso civico non solo negli ambientalisti ma anche in chi sapeva che l’attuale Piano d’Assetto Territoriale vicino al voto d’approvazione del consiglio comunale non andava bene così com’era. Per molti motivi. Michele Boato oggi tornerà a mangiare, un poco alla volta come gli ha detto il medico. Sa di aver vinto solo una battaglia di principio e che la guerra è ancora lunga.
«Ringrazio tutte le 39 persone che per un giorno o due si sono aggiunte alla mia protesta digiunando in segno di solidarietà – dice Boato che ha deciso di fermarsi un giorno prima perchè lamenta dei giramenti di testa e una crescita del battito cardiaco ai limiti della sicurezza – Questa mia iniziativa è servita a smuovere un po’ le coscienze ma anche a far discutere e riflettere. I primi risultati si sono visti in consiglio comunale con le decine di emendamenti presentati da ogni parte politica. Il 2 gennaio, quando ho iniziato la protesta e questo «digiuno per la verità» intorno al Pat c’era il silenzio, oggi è l’argomento politico del giorno».
Ha mai pensato di mollare o è stato sul punto di farlo? «No, fisicamente ho retto bene, perdendo in media mezzo chilo al giorno. Ringrazio il mio medico che mi ha seguito quotidianamente. Il mio non voleva essere un atto eroico ma un segno di lotta a favore della collettività». Boato rivela di aver capito che la sua protesta ha avuto un senso parlando del confronto avuto in un talk show tv con il capogruppo del Pd Claudio Borghello. «L’ammissione che bastano 27 ettari per la fare lo stadio e la cittadella e sconfessare le volontà di Save è stato come rivelare alla città che anche qui comandano le lobby. Ora confido molto nelle scelte del sindaco Orsoni: so che su certe scelte ci ripenserà e terrà conto degli emendamenti presentati». Tra questi anche uno che riguarda la Sau e la legge 11 regionale sui criteri di determinazione delle aree agricole trasformabili in edificabili presentato da Davide Scano con il Movimento 5 Stelle.
Raffaele Rosa

TOMMASO CACCIARI AD ANNOZERO SULLE GRANDI NAVI A VENEZIA

20 gennaio 2012

Ottimo intervento di Tommaso Cacciari del Comitato No Grandi Navi ad Annozero sul problema delle GIANT SHIPS nella laguna di Venezia. Qui il video:

http://www.youtube.com/watch?v=xy47O8Va_ok&feature=share

“Tommaso Cacciari, del comitato ‘No grandi navi’ di Venezia, ci spiega perché alle navi da crociera non dev’essere più concesso il passaggio all’interno della città: inquinamento, innalzamento del livello dell’acqua, danni ai fondali… Tutto questo soltanto per rendere spettacolare il soggiorno a bordo della ‘grande nave’.”

Invito tutti i Facebookini a iscriversi al gruppo:

NO GRANDI NAVI NEL BACINO DI SAN MARCO

dove Saverio Pastor ha commentato:

“Non sono le grandi navi a FARE L’INCHINO alla città, è la città che fa l’inchino alle navi da crociera! la città è prona, pronta a subire qualsiasi stupro!”  

Ottima anche la proposta di Pieralvise Zorzi sul Gazzettino di mercoledì scorso:

“… Si cominci a pensare a Venezia insulare come una città vera, da rivalutare con un piano strategico vero. Un piano globale che permetta di prevenire i problemi o almeno a curarli prima che diventino tragedia. Un’idea di Città che rispetti la sua delicata specificità e evidenzi le opportunità che offre. Non è una fola o una fissazione dei Social Networks, si può fare, in più ci darebbe lustro davanti al Mondo. E parlando di Mondo, perché non indire un concorso mondiale? Un futuro per Venezia, o meglio A Future For Venice. Una strategia globale da tutto il mondo, che ci renda ancora una volta centro del mondo. Pieralvise Zorzi“.

 

Si veda anche l’altro mio blog:

http://salviamovenezia.wordpress.com/2012/01/20/due-nuovi-interventi-del-portavoce-di-no-grandi-navi/