IN GREED WE TRUST…

Leggo su Gazzettino.it la seguente drammatica lettera:

Caro direttore,
grido allo scandalo per il comportamento di un legale. Per una causa di separazione, per la quale aveva preventivato un costo di circa 20mila euro, mi ha presentato una parcella di 100mila euro.
Sapeva che ero in gravissime difficoltà economiche, poiché il mio ex marito non mi versava, e non la fa tuttora, l’assegno di mantenimento stabilito dalla sentenza di separazione, che è di 2mila euro, unica mia fonte di reddito. Mi viene da pensare che l’avvocato abbia agito vendicativamente nei miei confronti perché, a seguito del suo improvviso tergiversare, sono stata costretta a rivolgermi ad un altro legale. L’esosa parcella dall’Ordine è diventata un atto esecutivo. Ho chiesto un incontro ma il legale non ha mai risposto. Ha preferito rivalersi sull’unica mia proprietà: la casa, che mi avevano lasciato i genitori, è stata pignorata e andrà all’asta. A 61 anni, mi ritrovo senza soldi e casa. Ecco come si riesce ad annientare una persona. Spero che l’Ordine degli avvocati prenda in esame i compensi dei legali e valuti attentamente i casi prima di vidimare le parcelle.

Insomma, sempre più il diritto alla separazione pare diventatato una faccenda per soli clienti ricchi, oltre che filone aurifero per certi professionisti. Nel mio piccolo, ebbi una bella mazzata anch’io, a suo tempo. Il mio (mal)augurio per il 2012 è il seguente: chi crede nell’avidità, conosca la miseria!

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