BUZZURRO AZZURRO GIOCA AL SELF-PUBLISHING

Ebbene sì, ho passato la giornata di ieri a giocare al self-publishing.

L’antefatto:

1) Lo scorso Natale – come i miei venticinque lettori sanno – ricevetti in dono il Kindle E Reader in offerta su AMAZON.IT

2) Da un po’ di tempo seguivo il dibattito in corso su LinkedIn tra iscritti al gruppo “Books and Writers”:

Discussion: What’s the best way for writers to promote themselves?

dove si fa un gran parlare di self-publishing come di un nuovo eccitante gioco sociale.

Per esempio una certa Rosanne Dingli osservava:

Publishing has never been easier – but it has really always been the easy part of being an author. The hardest challenge any of us faces is getting people to read what we have written. Whether it was the agents or publishers of the old model, or readers directly now, it has never been easy to get ANYONE to read what you write. The resistance is built-in to the whole notion of writing for a public. One must massage the audience to generate a DESIRE, a flicker of desire to read even a tiny bit of what you write.”

(Grosso modo: “Pubblicare non è mai stato così facile, anche se da sempre costituisce la parte facile dell’essere scrittori. La sfida più dura che ognuno di noi deve affrontare è convincere gli altri a leggere quello che abbiamo scritto. Che si tratti degli agenti letterari o degli editori del vecchio modello, o direttamente dei lettori oggi, non è mai stato facile indurre qualcuno a leggere ciò che scrivi. La resistenza è insita nel concetto stesso di scrivere per un pubblico. Bisogna massaggiare il pubblico per ingenerargli la voglia, un barlume di voglia di leggere almeno un pezzettino di ciò che hai scritto.”)

3) Nel mio vecchio pc giacevano da anni  traduzioni in inglese di miei racconti d’annata per ragazzi e giovani adulti…

CONCLUSIONE

Ho trascorso la giornata di ieri a caricare su Amazon Kindle Direct Publishing (KDP) una loro raccolta. Per titolo ho scelto quello stesso del racconto con cui da giovane entrai in finale al Premio Calvino (vedi il post di ieri): “Un racconto di Calvino al Premio Calvino“, peraltro leggibile qui:

http://www.carmillaonline.com/archives/2007/11/002448.html#002448

Ed ecco il risultato:

A TALE BY CALVINO AT CALVINO PRIZE FOR UNPUBLISHED TALES (AND OTHER TALES)
 
Autore: Lucio Angelini
 

A TALE BY CALVINO AT CALVINO PRIZE FOR UNPUBLISHED TALES (AND OTHER TALES) by Lucio Angelini (Kindle Edition – Jan 3, 2012) – Kindle eBook
Buy: $11.33
Auto-delivered wirelessly
 
Per adesso l’ho caricato solo in versione Kindle (= per E Reader), ma la prossima volta che mi annoio giuro che affronto senz’altro anche quella cartacea. Non c’è nemmeno la seccatura di dover supplicare alcun brutto stronzo editore.

Certo, come ha ben evidenziato Rosanne, resta la parte dura della sfida: convincere qualcuno a leggere ciò che hai scritto:-)

E qui mi torna in mente quanto – spinto dal mio immarcescibile spirito di provocazione – scrissi su it.cultura.libri nei miei anni di praticantato elettronico, opportunamente trincerato dietro il nick BUZZURRO AZZURRO:

“Ciao, amanti della narrativa. Vi confesso che, da piccolo, leggevo anch’io romanzi e racconti d’ogni sorta. Poi, un giorno, decisi di smettere. Mi  pareva indelicato entrare in mondi altrui (= condensati da altri), o, nei casi  peggiori, ingurgitare i vomiti altrui, pieni dei grumi del dolore altrui. Non mi andava più di seguire vicende fasulle introdotte da frasi quali ‘La marchesa uscì alle cinque’ e simili. Insomma optai per la saggistica e per i quotidiani. Posso farvi una domanda? Voi perché continuate a leggere romanzi?”

Le reazioni? Be’, magari ve le copio-incollo domani.

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9 Risposte to “BUZZURRO AZZURRO GIOCA AL SELF-PUBLISHING”

  1. iannozzi Giuseppe Says:

    Ecco, questo è un primo passo per tornare in pista. 😉 Ma io aspetto la versione cartacea, quindi vedi di trovare un altro momento in cui non hai niente da fare e che ti senti annoiato… 😉 Avanti, non fare il pigro. 😀

  2. Rosanne Dingli Says:

    Grazie, Lucio, per aver trovato le mie parole degne di divulgare, e per avermi tradotta cosi’ precisamente.
    La questione di perche’ continuare a leggere romanzi … e’ la condizione dell’umanita’ che ci spinge a cercare situazioni uguali alle nostre. Vorremmo trovare nella narrativa imaginativa delle spiegazioni per le dilemme che esistono in realta’, contro le quali e’ piu’ facile trovare una verisimilitudine, di continuare a sbatterne la testa. Non sono certamente la prima di dire qualcosa del genere … forse in parole meno povere.

  3. Jasha M. Levi Says:

    Lucio – could you recommend someone who speaks as well as you to translate Requiem for a Country (180 pages) into Italian>

  4. Jasha M. Levi Says:

    Questo e un posto ho fatto a LinkedIn:

    Un giovane Ebreo Iugoslavo, internato ad Asolo (Treviso) durante la guerra mondiale, considero l’Italia come mia patria propria. Durante 70 anni doppio di lasciarla, ho perduto la lingua, ma non il sentimento di amarla. Mie memorie della Bella Gente di vostro paese son contenute nel mio libro: Requiem for a Country, e anche nel mio blog KRPARA.

  5. Rosanne Dingli Says:

    Jasha – continui a sorprendermi! Bravo.

  6. Lucio Angelini Says:

    @Giuseppe: guarda che se un grosso editore (magari di nome Egidio) mi corteggia, io – sventurato come la monaca di Monza – rispondo.

    @Rosanne: did you learn Italian in Malta, near the Dingli Cliffs? 🙂

    @Jasha: hum… I’m a professional translator from English into Italian; over one hundred works translated into Italian for the best Italian publishers:-)

  7. cletus Says:

    delizioso scambio di fioretti. grazie. terro a mente. anzi, keep in my mind.

  8. Rosanne Dingli Says:

    Lucio – yes. I grew up speaking three languages – English first, then Maltese, and Italian of course. I left Malta in 1982. Dingli is a common Maltese surname – and there is a village, the cliffs and many streets called Dingli.

  9. Denim Jacket plus size Says:

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