FABIO VOLO E ALDO PALAZZESCHI NEL MIO BLOG

(Dopo il fuoco del Panevin di Malamocco del 6 gennaio scorso e un nuovo tuffo in mare il 7 gennaio qui al Lido di Venezia, ieri sono andato a pestare un po’ di neve sull’altopiano di Asiago con gli amici di Trekking Italia)

Chi abbia seguito il dibattito sviluppatosi nei commenti al post “Premio Calvino” del 4 gennaio scorso, si sarà divertito a elaborare gli indizi via via lasciati dal mio visitatore FABIO PAINNET BLADE, dopo che aveva letto il mio racconto “L’elefangelo” su Carmillaonline:

http://www.carmillaonline.com/archives/2007/11/002448.html#002448

“Mi piace da morire questa parodia dell’elefangelo… Straordinaria assonanza. Con cosa? Voglio vedere se ci arrivi.”

E più giù:

“Pensa che per dire la stessa cosa io c’ho messo trecento e passa noiosissime (a confronto) pagine.”

 Queste le tracce lasciate:

“(De)cripta il mio nickname, dagli un senso e rievoca il suo magico ispiratore.”

Una ricerca su google mi ha dapprima condotto all’artista BLADE PAINNET di ARTE VAPORIZZATA.

Fabio:

“Casualmente nello scherzo ci sei andato vicino. ma non si tratta di vapore, bensì di residuo gassoso da combustione.”

Allora ho pensato alle ceneri, poi a BLADE runner…”

Fabio:

“Blade runner? E che c’entra con la leggerezza dell’elefangelo? Quello parlava al contrario del ‘peso’ della vita e della dissipazione che ne fa l’uomo. Siamo fuori strada. Citazione utile: ‘Io sono molto leggerooooo…’” 

Mia battuta:

“Ho capito. Sei l’omino della Michelin.”

Fabio:

“CINQUANTA PER CENTO: OK. Riprendi gli indizi precedenti: togli il battistrada, ricorda ll residuo della combustione. Ti ribadisco che la precedente citazione è letterale. Ora dovresti arrivarci.”

Lucio:

“Mah. Il residuo della combustione è la cenere. Applicando a google “cenere + blade + ‘ …io sono molto leggerooooo…’ ” non esce nulla. Però forse non sei uno scrittore, perché scrivi “Bhà” (con un accento assurdo) anziché “Bah”:-). Mi arrendo.”

Fabio:

“Allora Angelì, hai fatto un pò di casino. Il mio bhà e il mio bhè potrebbero essere licenze…quindi nessun indizio certo manco lì. Come insegnante di lettere non posso concederti ulteriori scorciatoie , ma solo precisazioni su quanto hai distrattamnte confuso . poi per oggi devo correre via per altri lidi (distanti ahimè, dal tuo lagunare e incantevole):

1) non si tratta di residuo semplice della combustione ma, come detto precdntmnt , GASSOSO. ok?
2) ti spaventi per i miei strafalcioni ma colui di cui ti parlo usa una licenza grammaticale (verbo di possesso) ancor più vistosa. Mi dirai che lui è lui, mentre io non sono un … , vabbè, molto aristocratico da parte tua, ma le licenze son licenze anche per i barboni come me.
3) data l’assonanza con l’elefangelo (e la tua professione) trovo alquanto curioso non conosca un’opera il cui tormentone del protagonista è legato al mio nick.
5) Anche il nome del protagonista del romanzo è legato al mio nick, ma con una costruzione tronca.
4) Se conti di arrivarci coi mezzucci di internet , lascia pure perdere
E’ il cervello e gli elementi che ti derivano dalla formazione che devi attivare, cioè il mondo delle relazioni non la tecnologia bruta del copy- incolla mentale. ( oscar wild disse, riferito agli albionici o agli americani, ora non ricordo più: ‘ la ragion bruta uccide l’intelligenza’.)

Lucio Angelini il 7 gennaio:

“OK, passiamo dalle ceneri al fumo… ora che ho la mente rinfrescata dal mio secondo bagno ibernista (me lo sono concesso mezz’ora fa qui al Lido di Venezia) provo a elucubrare meglio… Appena mi illumino d’immenso te lo faccio sapere:-).”

Più tardi:

“Siamo dalle parti di Italo Svevo/Coscienza di Zeno?” [fumo… ultima sigaretta eccetera ]

Fabio:

“Acqua.”

Più tardi ancora, mentre ero a casa di un amico:

“Ti ho sgamato. Pena – rete – lama:-)”

[Pain – Net – Blade + Wikipedia digitando “Palazzeschi, Codice di Perelà”:

Il Codice di Perelà è un romanzo futurista di Aldo Palazzeschi… il libro è stato ripubblicato più volte con alcune variazioni… nel 1954 con il nuovo titolo Perelà uomo di fumo La vicenda di questa favola allegorica o antiromanzo è molto semplice. Perelà arriva nella città che fa da sfondo alla vicenda ripetendo fra sé le parole: ‘Pena! Rete! Lama! Pe… Re… La…” I primi che lo incontrano sono una vecchia e i soldati del re che si accorgono subito che il personaggio è un essere strano, un piccolo uomo fatto solamente di fumo che alle loro domande risponde: “io sono leggero… un uomo leggero… tanto leggero”. La sua storia si conosce dai brevi dialoghi con le persone che incontra sul suo cammino…]

Purtroppo dal computer del mio amico è uscito il nick LUAN, che uso in un altro blog di wordpress. E Fabio:

“Tombola! game over Angelini. hai fatto cilecca. Complimenti Luan hai vinto una fornitura completa dei libri di lucio Angelini con dedica dell’autore.”

Mio chiarimento:

“@fabio. Guarda che Luan e Lucio Angelini sono la stessa persona. Mi firmo Luan in un blog parallelo (sempre di wordpress) ed evidentemente nel commento con la soluzione Perelà (inviato da un pc a casa di un amico) è emersa l’altra firma. Quindi, caro Fabietto, Angelini NON HA FATTO CILECCA e gli ho già assegnato l’ambito premio da te suggerito*-°”

Discutendo, infine, con l’amico proprietario dell’altro computer su chi potesse essere Fabio, a partire dalla sua dichiarazione “per dire la stessa cosa io c’ho messo trecento e passa noiosissime (a confronto) pagine“, a un certo punto un’intuizione l’ha folgorato:

“Lucio, ma è FABIO VOLO!!!!!!!!”

Le prime luci del mattino

Allora ho controllato su IBS, ma è emerso che il recente parto di Fabio Volo è di sole 244 pagine… 🙂

A quel punto è apparso il commento di tale Franco Caldino:

Painnet, cambia pusher.”

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59 Risposte to “FABIO VOLO E ALDO PALAZZESCHI NEL MIO BLOG”

  1. paolo f Says:

    Per la miseria…!

  2. fabio painnet blade Says:

    Come primo una bella panoramica in bianco, un secondo a base di letteratura affumicata in salsa amarcord futurista, contorno di fegatini con un pizzico d’invidia (da rosicchiare in ufficio mentre l’angelini se la spassa sulla neve), frutta di stagione passata (per l’an-ziano-gelini nella foto che con le gufate che si becca si stira perlomeno un crociato anteriore), una fettadi promozione gratuita a fabio volo come dessert e per ammazzacaffè una ciofeca di beffarde trovate alla faccia mia e dei fessi che s’aspettavano un commento serio sul codice antigravitazionale di perelà. e questo me lo chiami un degno invito?

  3. fabio painnet blade Says:

    se non altro hai dimostrato di gradire la mia frugale merendina .

  4. Lucio Angelini Says:

    Eccomi nella bella Fano, ombelico del mondo. Mentre ero in treno e mi annoiavo, per pura curiosità mi sono scaricato sul Kindle il libro di Fabio Volo. Ne ho letto una metà. Benché fossi preparato al peggio, ho avuto la conferma che al peggio non c’è mai fine. Posso dirlo fuori dai denti perché tanto so che non sei quel Fabio lì:-)

  5. Lucio Angelini Says:

    P.S. Dimenticavo: adoro Palazzeschi fin dai tempi della “Fontana malata” imparata a memoria in seconda media. Divertito moltissimo anche al Perelà di Paolo Poli. Gran cosa il realismo magico!

  6. fabio painnet blade Says:

    realismo magico. bhà…eccoci alla solita gabbia dei castrati (non è riferito a te ma alle piattezze dei critici a salario a cui i vivaci curatori di Lacerba stavano ben attenti a beffeggiare e a relegare nel settore d’orchestra più consono alla loro competenza, quello dei tromboni, per l’appunto. Magica semmai era l’epoca e il carisma delle avanguardie. te . ‘realismo magico’ mi dice il caro Anngelini. personalmente ci vedo ben altro nella controversa identità dell’aldone aereo. Però ora non vorrei davvero polarizzare quel pò di spazio che mi ài concesso in un dibattito letterario su questioni che credo anche piuttosto complesse da capire, specie di questi tempi e in questo ambiente. La forza di perelà, e la sua leggerezza, gli garantiscono quella possibilità di star sopra le definizioni, le etichette (bleah), di superare le frontiere del tempo e proiettarsi negli spazi eterei dell’universalità. Puff. bim! bam!
    piripì, perepè. fri,fri, fru fru, Zang tumb tumb, esaurito il pistolotto e chiudiamola qua . tuttavia…

  7. fabio painnet blade Says:

    tuttavia, visto trattasi di palco adibito in mio onore mi riserverei il diritto di impostare perlomeno il taglio di codeste nostre leggerezze o, per dirla col capo, di questi nostri innoqui cazzeggi . La tua insindacabile autorità mi consentirà questo strappo. Spero.
    Ecco Lucio, non hai che da sottoporti ad un intervista. Sì, un intervista. Seria, se possibile. ò qui un amico che vorrebbe rivolgerti delle domande. Tutto qui, che credevi? . Tu ne corso del colloquio capirai benissimo di chi si tratta, per gli altri, compreso il sottoscritto, sarà semplicmnt il signor ‘G’ (ho detto ‘signor’..chiaro? non cominciamo coi cazzeggi già da quest’ora del mattino, eh?). G come giornalista, giornalaio, giroscopio, come giramondo, come giustacausa, come girarrosto, gentile, giusto …, …,….

  8. Iannozzi Giuseppe Says:

    Non ho mai amato Palazzeschi, troppo intrisa d’una politica che mi dispiace fortemente, né ho mai ravvisato in lui niente di che: un rumorista delle parole, ma sostanza zero.

    Fabio Volo lo vedevo sui MtV, ma tanti anni or sono, tra l’annoiato e l’addormentato. Non leggerei mai alcunché di suo, manco sotto tortura. Mi è bastato vederlo su MtV, per il poco che l’ho visto.

  9. Iannozzi Giuseppe Says:

    Ma il tuo racconto, Lucio, è bello: però credo, secondo il mio metro di giudizio, che con Palazzeschi non abbia proprio nulla a spartire. E’ bello perché è scritto con quel tuo spirito unico, inimitabile: ed è questo a farmelo piacere.

  10. fabio painnet blade Says:

    Un ultimo commento, poi mi faccio da parte, visto che non è di me che si dovrà parlare: Angelì, porta maggior rispetto per fabio volo!
    So da fonti sicure che sta affinando le sue armi. Se saprà bilanciare in profondità le sue frivolezze, dal momento che in leggerezza è già un autorità indiscussa, credo che potrà tirare delle belle suolate sui denti a qualche benpensante chiacchierone.
    Non è elegante trattarlo così. Sembrate aver dimenticato tutti quei gioielli di letteratura (tardo-iperrealismo, direi) in cui si lanciava in una disamina fisica sulle caratteristiche ottiche sprigionate dal colore bianco (tonalità pura, tonalità impregnante e cara ai macchiaioli sebbene illuminati cantori del nero), e sugli effetti che ne potevano condizionare la percezione visiva ed emotiva. Che perizia! Che padronanza concettuale. Un autore a cavallo delle due culture, umanistica e scientifica, roba da far impallidire Aldus Huxley, o Ray Bradbury. Come ignorare il piglio tecnico con cui à saputo
    disegnare la natura cangiante della gradazione luminosa nelle diverse dinamiche e relazioni con l’ambiente, condizioni in cui può trovarsi un liquido organico qualora venga sovrapposto al candore della ceramica dei sanitari da bagno. Che poesia! Che sensibilità! che indimenticato esempio di stile.
    Allora Angelì, il signor G è in posizione. Può cominciare o continuo a sparar cazzate?

  11. Lucio Angelini Says:

    @fabiopenaretelama. chiedete, chiedete e vi sarà dato, se posso fare il verso a Lui:-)

  12. bye Says:

    Vi seguo da alcuni giorni con attenzione, interesse e divertimento culturale 🙂

  13. paolo f Says:

    Anch’io desidero da tempo fare un intervista a tu per tu con Lucio, ma lui fa il prezioso: sfugge come una ninfa nei boschi… Ora che è a Fano potrei fargli un’improvvisata e “metterlo alle strette”.
    Fra le cose che gli chiederei c’è anche qualche pettegolezzo (nel caso ne sapesse qualcosa). Ad esempio: perché Sergio Garufi se ne andò da Nazione Indiana? Se ne andò in punta di piedi o sbattendo la porta? E perché lì dentro han tutti i nervi a fior di pelle? E’ vero che Gianni Biondillo ha un ghost writer, o è una leggenda metropolitana? Ha un fondamento ciò che si mormora su Frank Krauspenhaar? E i Wu Ming 1, 2, 3, 4 ecc. esistono davvero oppure è il solo wm1 che si moltiplica? (ecc. ecc.)

  14. paolo f Says:

    Notate che ho scritto: “un intervista” (per fare il verso a fabio con i suoi “pò”, “ò”, “innoqui” ecc.)

  15. Lucio Angelini Says:

    @paolo. guarda che non sono una delle allegre comari di windsor. non so nulla di nessuno e davvero non saprei cosa rispondere a domande del genere. del resto sono noto per la mia sobrietà:-)

  16. Lucio Angelini Says:

    @giuseppe. grazie per i complimenti. poi, alla prossima litigata, mi dirai che sono solo un gan figlio di buonadonna.*-°

  17. fabio painnet blade Says:

    @bye. Mi congratulo, hai capito lo spirito. Però se vuoi ridere davvero segui le due battute in cui ho conosciuto angelini e quelle magnifiche spalle dei suoi due compari di brigata. Stà su quel thread del ‘bef’. Lì c’è vera attualità. Mi hanno dato una mano a schiarirmi letteralmente le idee su certe scuole di scrittura che girano per il paese.

    Approfittatene per rivoltare angelini come un calzino. Lui à promesso d’esser sincero , ma son sicuro garantisca autenticità anke quando spara le migliori balle del suo repertorio.

  18. fabio painnet blade Says:

    G – Allora angelini, scommetto che m’aveva dimenticato. Son molte le domande che vorrei rivolgerle ma per cominciare mi limiterò a chiederle conferma su alcune info reperite in rete.
    Dunque, Lei ha superato la sessantina, gode di molto tempo libero,
    è coniugato, à due figli, moglie e pensione garantita. à collaborato con la redazione di vibrisse da cui si è separato non senza strascichi.
    Dopo la conferma di questi dati, sarebbe interessante sapere quanti anni aveva quando à scritto il suo primo racconto e a quale età à tentato un aggancio editoriale.

  19. Lucio Angelini Says:

    Sì, over 60, separato (single di ritorno), ex insegnante, ex scrittore per ragazzi, ex traduttore (oltre 100 titoli tradotti per i maggiori editori italiani, persino il best seller “Oggetti di reato” di Patricia Cornwell per Mondadori), ex editore (vd http://www.librimoltospeciali.wordpress.com ), alla ricerca di una nuova verginità (magari con il libro bomba su Venezia “Il gondoliere cinese”, che nessuno fino a ora se l’è sentita di pubblicare). Amante della montagna e delle vie ferrate in particolare…

    Ricordo che al tempo in cui la El-Emme-Einaudi Ragazzi mi faceva giocare allo scrittore per ragazzi, mi divertivo a compilare su me stesso schede biografiche tipo questa:

    «Pare che la sua vocazione di scrittore (particolarmente precoce e ossessiva) sia da collegarsi a un oscuro incidente occorsogli all’età di due anni (precipitò per tre metri a testa in giù da una tettoia). Ha tirato a campà fino a 35 anni facendo i mestieri più umili (l’insegnante di lettere, il traduttore letterario a un tot a cartella… ) prima di incontrare l’editore della sua vita (cfr. “Per ognuno c’è qualcuno sempre”, cover italiana di “Everybody loves somebody sometime”) ed essere finalmente pubblicato. Da quel momento in poi il suo tenore di vita è rimasto assolutamente identico al precedente. Da vecchio vorrebbe fare lo stagnino nel deserto di Sonora e trascorrere i momenti di ozio leggendo l’Ecclesiaste all’ombra di uno dei giganteschi saguari (i cactus dei fumetti) che crescono da quelle parti.»
    .

  20. Lucio Angelini Says:

    P.S. Mi piace, a questo punto, rinviare alla recensione che MARIA STROFA fece del mio primo libro “Quella bruttacattiva della mamma!”, Emme Edizioni. Qui:

    http://groups.google.com/group/it.cultura.libri/browse_thread/thread/a5a9d3e06b7f4a9b/fc509fd98eb8e97?hl=it&q=it.cultura.libri+maria+strofa+quella+bruttacattiva+della+mamma

  21. fabio painnet blade Says:

    G – a questo punto suggerisca anche come accaparrarsi questa sua fatica, cercando di aggirare i tempi biblici delle ordinazioni al dettaglio.
    dottor Angelini, la sua vena locutoria promette bene.
    Ci ha raccontato dei suoi progetti, ma forse a rfinitura del personaggio sarebbe interessante una carrellata su qualche
    rimpianto lasciato momentaneamente nelle retrovie. Chissà
    non si apran nuove oppportunità… Si rilasci senza pudori poi
    per oggi la lasciamo libero di abbandonarsi all’abbraccio
    di Morfeo.

  22. Lucio Angelini Says:

    Trattandosi di titoli degli anni Novanta (Qbcdm, Grande Grosso e Giuggiolone, Ramona maga copiona e il desiderio dei desideri ecc.) , sono ormai tutti fuori catalogo. Sorry. A parte alcune biblioteche per ragazzi, resto l’unico detentore di qualche copia superstite. Quanto ai rimpianti, forse cancellerei dal mio passato la data dell’11 novembre 1995.

  23. fabio painnet blade Says:

    G – un passaggio intriso di risposte, a volerlo leggere fra le righe. Per i meno raffinati invece un tentativo riuscito di aggirare l’indiscrezione della domanda.
    Credo che susciterà buoni spunti meditativi. Ma io non posso fermarmi a riflettere . ò un servizio da svolgere.
    Bene dottor Angelini, proseguiamo.
    Da qualche tempo sembra aver preso possesso, e con una certa padronanza, del giocattolo telematico. Aldilà della sua indiscussa capacità ludica e alla luce delle esperienze (esperienze virtuali, si intende ) in cui è incorso, à maturato un giudizio positivo sull’efficacia della rete? sulle sue presunte potenzialità di condizionamento e di poter operare nel rispetto del diritto e nell’interesse comune (e quindi anche nel suo)?
    . In altri termini, cosa si aspetta dal questo suo impegno? o, più limitatamente, qual’è il progetto intorno alla costruzione di uno spazio come questo?
    Data la straordinaria vicinanza di alcune sue opere con l’autore avanguardista a cui il thread è dedicato, e i richiami nostalgici che questo suo blog allaccia con il celebre ‘sciocchezzaio’ di papiniana memoria, può soffermarsi meglio su eventuali corrispondenze? Oppure il suo gradimento con l’opera del palazzaschi è limitato solo a fattori di forma? La sua, sarebbe dunque un’emulazione del tutto inconsapevole.

  24. fabio painnet blade Says:

    G – Ehi, dottor Angelini, che succede? blade ci sei o mi hai mollato pure tu.

    blade – Sì angelì, che succede? sbaglio o è scomparso un tuo post?

    G – Sarà partito qualche pixel.

    blade – i pixel non partono da soli, testone di un G. Lo vuoi capire?
    non vorrei fosse stato fatto con intenzione.

    G – no. Questo non può essere. Non era nei patti.

    blade – angelì, dimmi che non è vero…trattasi di disguito tecnico, quasi sicuramente. Tu mettiti comodo G ! con la tua stazza è bene che non ti agiti tanto. ricordi come è andata l’ultima volta, vero? Ce ne ànno messo di tempo prima di ritrovarti, per come ti eri mimetizzato bene.
    Vabbè stiamo qui ad aspettare. qualcuno ci farà sapere…

  25. Lucio Angelini Says:

    Comincio dal fondo: nessuna emulazione con chicchessia, per carità. Cosa mi aspetto dalla costruzione di uno spazio come questo? Non molto. Tenermi in esercizio come scrittore, chiacchierare in rete con questo e quello. Ma ti copio-incollo un post del 17 maggio 2007:

    ***
    Mi chiedeva il visitatore Mario nei commenti al post di ieri:

    “Dottor Angelini, mi piacerebbe che mi spiegasse che cosa è un blog. Ad esempio il suo raccontino è molto bellino, ma perché lei lo scrive proprio qui? si aspetta dei commenti? Cioè che gli dicano “mi piace o non mi piace”?

    Rispondo:

    «Egregio dottor Mario, in tutta la lit-blogosfera proprio in questi giorni imperversa il tormentone “Cinque buoni motivi per tenere un blog”. La stessa Loredana Lipperini in “Lipperatura” ha indicato i propri:

    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/05/five.html#comments

    Nei commenti al suo post ho segnalato i miei, che le riporto. Ovviamente sono esposti tra il serio e il faceto, il registro a me più congeniale. Eccoli:

    1) Tengo il blog ‘Cazzeggi Letterari’ soprattutto come forma di volontariato culturale. Cioè cazzeggio “a gratis” a beneficio dell’umanità. A volte ho come interlocutori persino degli psichiatri:- )

    2) Spero segretamente che Orietta Fatucci mi legga, si penta di avermi cacciato da El-Emme-Einaudi Ragazzi e autorizzi il FUMER tutto (Fronte Unito Megere Editoria per Ragazzi) a riaprirmi i cancelli editoriali.

    3) Spero segretamente che qualche editore per adulti, affascinato dal mio blog, mormori tra sé e sé: “Ma quale scrittore per ragazzi! Questo è un fior di scrittore per adulti! Mo’ me lo metto sotto contratto”.

    4) Con i miei cazzeggi, desidero intrattenere un po’ anche me stesso, oltre l’umanità blogghica in generale.

    5) Spero segretamente, infine, di affascinare sia Babsi Jones – nella speranza che mi coopti per i suoi giochini (ma quella non mi fila manco per il caz… ehm, manco per caso:- )-, sia Luca Di Meo aka WM3 (che fin adesso ha sintetizzato le sue impressioni su di me nel poco incoraggiante gemito: “Povero Angelini, davvero povero povero!” (in realtà un po’ lo capisco, adesso che ha fatto i soldi con Manituana):- / » ***

    Quando mi sposto in FB, mi piace frequentare soprattutto i gruppi di impegno ambientalista per gli aggiornamenti di pubblico interesse.

  26. Lucio Angelini Says:

    @fabio. sì, ho tolto un mio commento piagnucoloso, memore di un suggerimento impartitomi di recente da giuliomozzi*-°

  27. fabio painnet blade Says:

    G – Angelini, non va bene: il commento faceva parte dell’intervista quindi non era più di sua proprietà essendo pubblico questo spazio.
    Deontologicamente parlando era ‘nostro’. Così mi mette indifficoltà

    blade – Angelì, non pensavo di entrare in rotta con te senza neanche conoscerti. Ma se proprio ci tieni alla schiettezza di cui tanto ti glorifichi, allora sappi che se non lo rimetti al suo posto sei proprio un babbeo!
    Non c’era piagnisteo ma interiorità. Possibile che sia così babbeo da non saper distinguere? Ad ogni modo io l’ho registrato, quindi col consenso di G lo rimetterò là sotto e ci scriverò: ecco un pezzo di grande dolcezza l’unico di si può misurar la bellezza. Sì, ho detto ‘misurare’ checchè ne dica quell’altro bellimbusto del tuo ex-socio in affari che dispensa censure come gerundi in sardegna. Come farne un computo secco? è semplice basta applicare l’equazione proporzionale inversa alla babbeaggine di angelini. E adesso me ne vado al lavoro che è meglio!

    G – Bravo! blade era ora. C’avevi proprio rotto con le tue filippiche! Lo sai che non devi parlare così al babbo. E poi ti lamenti che in soli due mesi t’ ànno chiuso la porta in faccia tre volte. Anzi, quasi quattro, nel breve volger di una manciata di apparizioni su altrettanti blog. Ma và screanzato, porta rispetto!

    blade: G, fanculo anche tu ! quando il damerino ti sbatte all’aria aperta, come à gia fatto, non tornare a piangere sulla mia spalla, che fra l’altro finiresti per fratturare, che non sei mica di gomma.

    G – ma non stavi uscendo.

    blade – Eeeeeeeh !!! che cavolo! vado, vado

  28. Lucio Angelini Says:

    @blade. Ok. Visto che è l’11, re-inserisco l’invito rimosso a leggere il post dell’11 novembre 2005.

  29. fabio painnet blade Says:

    G – si tratta forse di questo?
    ““Compresi anche, a poco a poco, che l’esperienza dell’ingiustizia è in qualche modo il momento clou delle nostre esistenze, il vero rito di passaggio per il conseguimento di un necessario, anche se doloroso,
    disincanto. ‘Quando la vita ci mette a dura prova’, mi disse un amico, ‘è nostro dovere tenerci insieme, non lasciarci travolgere, guardarci vivere con tutta l’ironia di cui siamo capaci. E stringere i pugni in attesa di momenti migliori, perché prima o poi la tensione si allenta.’”

  30. Lucio Angelini Says:

    Sì, sì. La riflessione resta fondamentalmente vera a dispetto del tempo trascorso da quando la svolsi, mentre sono decisamente invecchiati i CINQUE MOTIVI PER TENERE UN BLOG copia-incollati da Lipperatura. Vedo che non funziona nemmeno più il link verso quel blog, ma conoscendo l’attrazione per il machete cui si abbandona spesso la povera Lipperini, immagino si sia autosegata il post.

  31. Anonimo Says:

    scusate la diversione:

    maaa, il Luca Di Meo scrittore WM3, e’ lo stesso che faceva anche il dirigente marketing della Lancia, e ora sta alla Volkswagen?

    just asking

  32. paolo f Says:

    Su questo sono d’accordo: il disincanto (purtroppo) è necessario, anche se doloroso.

  33. Lucio Angelini Says:

    @paolo. non so dove il destino abbia condotto Luca Di Meo dopo l’uscita dal gruppo.

  34. fabio painnet blade Says:

    G – dottor Angelini, premesso che l’emulazione di un credo, non è peccato, ma tutt’al più divulgazione di idee (penso anche a maria strofa), bisogna dire che l’accostamento di alcune sue opere, o perfino di alcune sue creature (come il blog che ci offre ospitalità) al filone delle avanguardie futuriste, è un fatto non opinabile ! Lei non si riconosce nei futuristi, e va bene, ma vorrei capire se si rispecchia nei significati di alcune loro opere, o nello spirito delle loro provocazioni.
    Con la rappresentazione della improbabile leggerezza di un pachiderma, invoca la necessità di un criterio di liberazione dal peso delle cose terrene, magari delle ingiustizie? Dobbiamo attenerci a queste interpretazioni intuitive o c’è dell’altro?

  35. Lucio Angelini Says:

    Sicuramente NON mi riconosco nel sg manifesto:

    Contro Venezia passatista
    27 aprile 1910

    Dall’opera
    “Il manifesto futurista”
    Noi ripudiamo l’antica Venezia estenuata e sfatta da voluttà secolari, che noi pure amammo e possedemmo in un gran sogno nostalgico.
    Ripudiamo la Venezia dei forestieri, mercato di antiquari falsificatori, calamita dello snobismo e dell’imbecillità universali, letto sfondato da carovane di amanti, semicupio ingemmato per cortigiane cosmopolite, cloaca massima del passatismo.
    Noi vogliamo guarire e cicatrizzare questa città putrescente, piaga magnifica di passato. Noi vogliamo rianimare e nobilitare il popolo veneziano, decaduto dalla sua antica grandezza, morfinizzato da una vigliaccheria stomachevole ed avvilita dall’abitudine dei suoi piccoli commerci loschi.
    Noi vogliamo preparare la nascita di una Venezia industriale e militare che possa rovinare il mare Adriatico, gran lago Italiano.
    Affrettiamoci a colmare i piccoli canali puzzolenti con le macerie dei vecchi palazzi crollanti e lebbrosi.
    Bruciamo le gondole, poltrone a dondolo per cretini, e innalziamo fino al cielo l’imponente geometria dei ponti metallici e degli opifici chiomati di fumo, per abolire le curve cascanti delle vecchie architetture.
    Venga finalmente il regno della divina Luce Elettrica, a liberare Venezia dal suo venale chiaro di luna da camera ammobiliata…

    (Eccetera)

    🙂

  36. Lucio Angelini Says:

    P.S. Fabietto, come sai gran parte dei futuristi virarono verso il Fascismo, a differenza di me che per natura propendo per i valori opposti.

  37. paolo f Says:

    (a dire il vero, la domanda su questo Luca Di Meo non l’avevo posta io…)

    il link corretto del post che hai citato è:
    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/05/15/five/

  38. paolo f Says:

    Al punto 4 di quei “5 motivi” leggo:

    “4. Backstage: cosa c’è prima, dietro, intorno ad un progetto di scrittura (libro, articolo, saggio). Double gift: si offre e si riceve (consigli, suggerimenti, critiche, approfondimenti).”

    Buona questa…

  39. fabio painnet blade Says:

    G – AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
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    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A

  40. fabio painnet blade Says:

    blade – Eh! che cavolo! Ma che ti à preso, mò?

    G – AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A
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    AH! AH! AH ! AH! Ah!- AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! A

  41. fabio painnet blade Says:

    blade – la finisci di starnazzare e ti decidi a sputare il rospo?
    Possibile che ogni giorno, a quest’ora del mattino, tu e quell’altro crucco lassù cominciate a far casino?

    G – OOOOh !, uhf scusa babbo. Un attimo che mi riprendo.. Uhf
    Proprio m’è scappato! Sì, lo so. NOn è professionale va bene…
    me l’hai già detto. No! No! sono solo ! il vecchio a quest’ora russa profondam.

    blade – E’ allora?

    G- è allora, non hai visto? che faceva a mezzanotte?

    blade – State sempre lì eh? a perder sonno tutti e due. Questo, prima dell’ave gloria se non spara due cazzate non prende sonno.

    G – sì , poi è arrivato il paolino. MOlto simpatico, anche se parla poco.

    blade – no, paolino è un grande. me lo ricordo ben, quel dì che lo conobbi con l’angelini. Bei tempi quando ci si divertiva a stanare ratti.
    mhà ! ricordi nostalgici. Ci siamo imborghesiti da allora…
    Ma torniamo a noi. Ti sei ripreso, ora?

    G – sono a posto. Tranquillo.
    .

  42. fabio painnet blade Says:

    G – Ah! Ah! E tu ti sei ripreso?

    blade – non ancora… merda. Un attimo. Un bicchier d’acqua per favore!

    G – Se non te ne fossi accorto, t’ha dato del fascista!

    blade – si lo sò. Siamo alle solite. Non capiscono, tremano per la paura dell’assassino che può celarsi dietro l’angolo e si dicon lungimiranti, si azzuffano come caprioli e si dicon tolleranti, ..

    G – e i fantasmi dove li metti.

    blade – sì , sìdi, ci sono pure quelli (angelini può capire a cosa mi riferisco), insomma si perdono nella nebbia, smanettano sulla tastiera
    et voilà! ti saltano fuori con la soluzione bell’è pronta. La cosa più ridicola è che ci credono proprio alle loro brillanti conclusioni.
    E hai voglia di dirgli, usa il cervello, stai parlando con un ignorante: spocchia zero, accademia zero, cultura zero. Stai parlando con un barbone, angelì, non con un trombone dell’università te lo ficchi in testa?. o ci si capisce sul piano del buon senso o ciccia. E hai volglia di raccomandargli di mollare internet, e hai voglia di fargli leggere 20 pagine di pappardella sul meccanismo che genera il pregiudizio, e hai voglia di indirizzarlo su altri siti in cui, se segui un dialogo semplice semplice, ti fai un idea della persona . E se non ti fai un’idea perchè sei ‘duretto’, comunque di sicuro non gli dai del fascista.
    comincio a pensare che può esser l’eta ?

    G – Già, pensa di essere ancora all’università. come studente, però
    La vecchiaia può fare questi scherzi. oppure ti può ridurre come quell’altro lì che per far vedere che è giovane si tr om…

    blade – buonooooo. non esagerare adesso, solo perchè angelì non s’è ancora svegliato.

    G – nel frattempo vado a far colazione, quando torno lo metto a posto
    sul serio con quattro domandine secche che mi son preparato.

  43. Lucio Angelini Says:

    @fabietto. nessuno ti ha dato del fascista. leggimi meglio. non tirare conclusioni paranoiche. sul bisogno di leggerezza, peraltro, siamo perfettamente d’accordo.

  44. paolo f Says:

    Giuro che è la prima volta in vita mia che qualcuno mi chiama “il paolino”. Questa è grossa…

  45. paolo f Says:

    Infatti, a casa da bambino mi chiamavano “il paoletto”.

  46. fabio painnet blade Says:

    a me chiamavano fabietto, ma a casa fabiolino, a sQuola fabiaccio,
    i carabinieri scrivevano fabbio sulle multe e le donne mi dicevan fabergè (brut 33- ), fa’ da te.

  47. fabio painnet blade Says:

    G – Dottor angelini, il futurismo vira verso la politica come la grande
    editoria nostrana, come i telegiornali, la cultura e qualunque cosa.
    La faziosità non è una prerogativa futurista. Ad ogni modo, palazzeschi, all’epoca incontrò i suoi buoni problemi proprio per per essersi dissociato dalle istanze interventiste e dalla propaganda troppo aggressiva del movimento (lo dico per @giuseppe). Questo dovrebbe tagliare la testa al toro dal momento che l’oggetto in questione è palazzeschi non la politica futurista.
    Quando si toccano determinati temi impazzano gli stereotipi, scattano le trappole del preconcetto per il quale abbiamo perduto ogni difesa anticorpale in seguito a iniezioni massiccie di un deleterio antibiotico mentale indotto per inculturazione.

  48. fabio painnet blade Says:

    G – ci ha detto che non si riconosce nei futuristi, non si rispecchia nei significati di alcune loro opere e neppure nello spirito delle loro provocazioni. Dice che c’è bisogno di ‘leggerezza’, tuttavia non è affattod’accordo con me, nè con blade, che parla soprattutto di
    categorico rifiuto della ‘tirannide gravitazionale’. Lei però non comprende questo paradosso o non identifica in esso l’oggetto della sua narrazione. E’ corretto?
    In definitiva non si risconosce nel perelà.
    Dobbiamo considerare l’assonanza che ne deriva un fatto
    puramente accidentale?

  49. fabio painnet blade Says:

    Che solitudine. manca proprio un incoraggiamento. @ bye se ci sei
    batti un colpo

  50. fabio painnet blade Says:

    massicce massicce, non cè bisogno di sprecare pixel per correggermi.

  51. Lucio Angelini Says:

    @ fabio. “dobbiamo considerare l’assonanza che ne deriva puramente accidentale?”

    Le assonanze sono nelle orecchie di chi ascolta, un po’ come la bellezza è negli occhi di chi guarda. Un autore scrive. Nella sua opera ognuno è libero di cogliere quello che più gli piace. Di sicuro, scrivendo L’elefangelo, non cercavo intenzionalmente di evocare Perelà. Non più di quanto Palazzeschi, scrivendo Perelà, intendesse prefigurare “La donna cannone” di De Gregori*-°

  52. fabio painnet blade Says:

    G – dottor angelini, nel concetto di assonanza si evocava una sintonia intellettuale con un altro autore, un oggettiva e consapevole somiglianza di contenuti condivisi (lo stesso contenuto si può esprimere cioè, con meno genialità in molto più spazio e chissà quante volte è accaduto).
    Evidentemente l’Elefangelo poteva esser concepito senza avere alcuna memoria del perelà, per corrispondenza di spirito (e in realtà ho pensato anche di talento) . Nel caso di un capolavoro, ì concetti di riferimento non appartengono all’autore (che li elabora in modo originale) ma sono universali.
    Il modello è interiore, la forma una felice intuizione reciproca. Non avrà mica creduto la volessimo tacciare di plagio.

    blade – stavolta mi hai spiazzato, Angelini. Davvero difficile intuire andassi a puntualizzare su un sinonimo di ‘somiglianza’.
    Fa conto che si sia detto somiglianza, allora. La consapevolezza nel seguire una fonte d’ispirazione, tu la chiami evocazione? No daiiiii, se dobbiamo continuare a sottilizzare questi aspetti all’infinito, dimmelo subito. I tuoi mi sembrano più che altro commenti annoiati. Dai l’idea di girare e rigirare intorno alla questione. Te lo dico chiaro:
    mi pare che non è di ‘teorema antigravitazionale’ che volevi parlare, nel tuo lavoro anzi , comincio a pensare che la questione non ti sfiori nemmeno. Potevi dirlo subito! ecchecavolo!

    G – comincio ad appesantirmi anch’io. Se il dottor angelini non si ritrova con queste rappresentazioni, non prova particolari stimoli o
    non apprezza la china della discussione lo può dire serenamente. Non è peccato. Questo è solo un gioco in fondo.

    blade – angelini, sto leggendo ‘ la madonna del latte’ e mi vengono tanti commenti che non posterò. Mi vuoi richiamare a una comparazione con questi temi? ti interessa un parere personale oppure ci sono altri motivi. a questo punto ho bisogno di capire. ma siccome non sono molto sveglio, vorrei una risposta diretta.

  53. Lucio Angelini Says:

    @fabio. puoi capire come a un autore interessi di più osservare le reazioni altrui alla propria opera che effondersi sulla stessa. spera sempre segretamente, infatti, che l’opera parli per lui. il vero riferimento autoriale (esplicitato più volte) in “L’elefangelo” è naturalmente Calvino…

  54. Lucio Angelini Says:

    @blade. non condivido il tuo giudizio su “Infanzia di un angelo”, che trovo ancora ben riuscito a distanza di tanti anni, mentre ti invito a dirmi senza reticenze cosa pensi della ‘Madonna del latte’.

  55. fabio painnet blade Says:

    Angelì il mio telefono squilla rabbioso. Devo interrompere questo colloquio tempestivamente. Ti spiego tutto al piano di sopra.
    <e' succsso un casino, mi chiedono se non sto andando fuori di testa e intanto in famiglia spirano venti di guerrà.
    penso di aver capito cos'è successo.

  56. Anonimo Says:

    E’ bello ricordare Palazzeschi, ogni tanto. L’ho molto amato, in gioventù. Quanto a Fabio Volo, no comment. Direi che questa recensione geniale dice tutto:

  57. fabio painnet blade Says:

    grazie @anonimo. dati l’acume e la simpatia del casalingo avrei preferito una riflessione su palazzeschi su cui tanto storicamente (ed anche qui) si è equivocato. Su fabio volo invece siamo tutti d’accordo, perchè dunque dedicargli tanto fervore polemico?. Contraddizioni della nostra epoca: i buoni mezzi e i propositi si riservano alla spazzatura mentre sui capolavori un velo di pudica omertà. Lo spirito critico del filmato è notevole, l’humor di buon livello, ma perchè non dedicarlo alla divulgazione di buona letteratura visto che i buon volo dispone già di sufficienti vetrine per vendere la sua merce?

    Ehi anonimo, ma perkè sei anonimo? Qui siamo su cazzeggi di angelini, unico commentario corretto (a morte la censura! al patibolo la solennità!) ed istruttivo della rete.

  58. MICHELE MARI, SEMPLICEMENTE IL MIGLIORE « CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] https://lucioangelini.wordpress.com/2012/01/09/fabio-volo-e-aldo-palazzeschi-nel-mio-blog/#comment-67… Like this:LikeBe the first to like this post. […]

  59. Lucio Angelini Says:

    @Anonimo. Sì, molto carino. Solo un po’ troppo lungo. L’ho segnalato nel post di oggi.

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