Archive for febbraio 2012

RAPA NUI

29 febbraio 2012

Ieri, bighellonando su Facebook, sono incappato nella foto riprodotta qui sopra, appena postata da Iris Claudia P.

Davanti a tanto ciuffo, non ho resistito all’idea di commentare:

“A me, invece, il barbiere fissa la macchinetta a 9 millimetri e me la passa su tutto il cranio. Entrando, pronuncio la magica formula ‘RAPA NUI’.”

Iris:

“Potresti evitare il barbiere e provare da solo. Diresti semplicemente : Rapa moi.”

Io:

“No, solo Loris, il barbiere del Lido, è in grado di capire la complessità della mia testa.”

[Rielaborazione artistica dei Moai dell’ Isola di Pasqua  (in lingua nativa Rapa Nui)]

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IL NIRVANA PRESTO E BENE

28 febbraio 2012

More about Come diventare un Buddha in cinque settimane

“Se non rompi i coglioni, se sai ridere del mondo, se non ti attacchi a niente – come una cozza – perché ogni cosa passa e la realtà è qui e ora – non nella tua testa, nei tuoi ricordi, nelle tue paure –, allora puoi aspirare a diventare un buddha.”

(Da http://networkedblogs.com/ulX7G  )

Commento di Gaia Conventi:

“Per rendere più credibile la faccenda, sto mettendo su peso. Mai fidarsi di un buddha magro!”

Gaia Conventi potrebbe aiutarsi con il buddino (budino a forma di Buddha),  cui il 22 agosto 2007 dedicai il seguente post:

“… [cut]… Tutt’altra cosa dal Buddha (non importa se piccolo o grande) – come ognuno sa – è il budino:

«Il budino è una preparazione alimentare semisolida, di consistenza gelatinosa, solitamente servita come dessert alla fine del pasto.»

(Da http://it.wikipedia.org/wiki/Budino )

Ebbene, mi arriva ieri nella mail-box la newsletter (mai richiesta) di www.giallozafferano.it che, fra altre novità, segnala:

«Ti andrebbe un BUDDINO?

Se date un’occhiata al curioso budino qui di fianco Alessandra Mussolinivi renderete conto anche voi che non si tratta di un errore di ortografia, ma semplicemente di uno stampo per budini a forma di … Buddha 

Ed ecco l’articolo completo:

«No dai, non storcete il naso pensando che abbia sbagliato a scrivere perché vi assicuro che non è così: intendevo proprio buddino, con due d!

Il curioso stampo, che ormai – ditelo – ha conquistato anche voi, è un’idea del gruppo di designer che fa capo all’azienda Nobody&Co. ed è stato presentato a Milano durante la settimana del design.

Che dire, potete sfoggiare questo particolare budino non solo per stupire i vostri ospiti, ma anche per fargli accettare con la serena consapevolezza che caratterizza un Buddha, di non poter resistere alla tentazione di gustare un buon, calorico budino.»

Be’, che indelicati, tutto sommato, quelli della Nobody&Co! Se ne approfittano solo perché i buddisti – incamminati come sono lungo l’Ottuplice Sentiero – sono miti, distaccati e tutti compresi nella ricerca del nirvana. Mica come certi integralisti incazzosi e fanatici che dico io. Provassero a fare uno stampo per budino a forma di Maometto, per esempio, i designer della Nobody&Co! Se li magnerebbero con le patate – i mussulmani – con tutto lo staff di giallozafferano.it per contorno, come minimo…

ESCURSIONE CON LE CIASPE A MALGA BOSCH BRUSÀ

27 febbraio 2012

Punto di partenza: Caviola (1113 m.), frazione di FALCADE

Punto di arrivo: Malga Bosch Brusà (1867 m.)

… ma guardate che ospitali avvisi abbiamo trovato appiccicati sulla porta chiusa della malga ieri mattina, dopo una salita di 750 m. di dislivello:

Peoci? Pezzenti? Idioti?

Forse, quando la malga è aperta, i potenziali clienti girano alla larga per non lasciarsi travolgere dall’eccessiva simpatia del gestore*-°

FORME DI MISTICISMO INDOTTE CHIMICAMENTE

24 febbraio 2012

Il titolo di questo post è anche quello della mia prima tesi di laurea (2° metà del secolo scorso). Vi analizzavo, per esempio, l’uso sacramentale del peyote presso la Chiesa Nativa Americana:

http://it.wikipedia.org/wiki/Peyotismo

Citavo le esperienze con la mescalina descritte in “Le porte della percezione” di Aldous Huxley, le ricerche di Walter N. Pahnke (“Drugs and Mysticism: An Analysis of the Relationship between Psychedelic Drugs and the Mystical Consciousness“) eccetera.

Quale non è stata la mia sorpresa, ieri, nel leggere sui quotidiani la notizia:

Farina all’Lsd nelle ostie della comunione

con tanto di rimando alla fonte Abruzzo24ore.tv/news ?

Copio-incollo il pezzo:

Una normale messa domenicale in una qualsiasi parrocchia cittadina può tramutarsi all’improvviso nel caos: questo è quanto è accaduto domenica scorsa nella chiesa del Santo Spirito di Campobasso. Tutto scorreva come in mille identiche funzioni religiose fino al momento dell’eucarestia quando, dopo aver ingerito le ostie, tutti i presenti si sono letteralmente scatenati. C’era chi sosteneva di vedere il proprio santo prediletto, chi in balia di visioni infernali abbracciava il crocifisso, chi rubava il calice del vino al prete, il povero don Achille, costretto a nascondersi in confessionale inseguito da due vecchine che lo prendevano a borsettate dandogli del demonio. Padre Achille, approfittando della bolgia è riuscito poi a seminare le due donne e si è involato verso la sagrestia, dove ha chiamato le forze dell’ordine che sono riuscite a sgomberare l’edificio, nonostante le resistenze dei fedeli che hanno iniziato una guerriglia convinti fossero “cavalieri dell’apocalisse”. “Mai visto niente del genere e sono stato al G8” ha dichiarato uno sconvolto poliziotto. Il fenomeno è stato spiegato dalla polizia scientifica con la definizione di “ergotismo”, una intossicazione cronica di origine alimentare provocata da farine di cereali contenenti gli sclerozi della segale cornuta, il principio di base dell’LSD. Pare infatti che la farina usata per le ostie fosse infetta e allucinogena; l’effetto di questa droga è quasi istantaneo e sopravviene in meno di un minuto quando è assunta sotto questa forma.

Il famoso detto “non essere farina da ostie” ha da oggi un signifcato in più.

(Da http://www.abruzzo24ore.tv/news/A-Campobasso-Ostie-allucinogene-e-caos-durante-la-funzione/72420.htm )

BRUCIA, CORANO, BRUCIA…

23 febbraio 2012

 

“Kabul, la sede Usa chiusa e blindata.  Le proteste sono in corso da ieri, dopo la decisione presa da alcuni addetti della base aerea, che si trova a nord della capitale, di distruggere con il fuoco materiale religioso islamico, fra cui almeno quattro copie del libro sacro per i musulmani.” (Repubblica.it)

Leggendo la suddetta notizia, mi è venuta in mente la seguente considerazione ucronica: se l’era del libro cartaceo fosse già tramontata e l’e-book avesse ormai soppiantato definitivamente  il libro tradizionale, forse nessuno si sarebbe accorto di un semplice comando “Elimina”…

(Non ho nulla contro chi crede che Dio esista e si disturbi a ispirare certi libri – Torah, Bibbia cristiana, Corano e i vari testi sacri delle varie religioni, diversificando l’offerta a seconda del target – ,  ma nemmeno contro chi ne dubita. Credo, in compenso, nel contenuto del documento “Dichiarazione universale dei diritti umani ” e nel principio di autodeterminazione dei popoli, compreso quello afgano.)

(Eleanor Roosevelt presenta la Dichiarazione nel 1848)

(Immagine in alto da fanpage.it)

ORRORE A FANO: PUPO BRUCIA IL PUPO

22 febbraio 2012

Molto carina l’idea di proporre ai bambini di Fano, ieri pomeriggio alle 15.00 al Teatro della Fortuna, il “Carnevale degli animali” di Camille Saint-Saëns, “grande fantasia zoologica per piccola orchestra”. Direttore dei solisti dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini e affabulatore era il bravissimo NORIS BORGOGELLI, che ha avuto il suo bel da fare a tenere a freno gli scatenati  piccoletti in maschera.

Non me la sono sentita, invece, più tardi, di presenziare al Rogo del Pupo  in Piazza XX Settembre. Ad appiccare il fuoco al fantoccio di cartapesta, chiamato  dai fanesi “el vulòn”( in ricordo dell’arroganza con la quale i francesi si rivolgevano ai cittadini dicendo loro “nous voulon”) quest’anno è stato invitato il cantante Pupo (Enzo Ghinazzi), che non ha perso l’occasione, subito dopo, per illustrare nella sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano “La Confessione” (Rizzoli, 2012). Il giallo, ambientato a Sanremo nei giorni del festival, segna, ahinoi, il suo esordio letterario🙂

Pare ne siano state vendute 14.000 copie solo nella prima settimana. E poi dicono che la letteratura sia in crisi…

IL VOLO DELL’ANGELO NECESSARIO E IL CARNEVALE DI FANO

21 febbraio 2012

Carnevale di Venezia 2012, Il volo dell’angelo (necessario) 🙂

[ http://salviamovenezia.wordpress.com/2012/02/21/il-volo-del-colombino-e-i-lidioti/ ]

Quest’anno, non essendomi potuto permettere il Carnevale di Venezia (mi trovo a FANO nelle Marche) non mi sono però fatto mancare il Carnevale dell’Adriatico, con il suo “getto” di tonnellate di dolciumi sulla folla:

DONNA LEON RISCIACQUA I SUOI PANNI IN CANAL GRANDE

20 febbraio 2012

Mi spiace non essere a Venezia, oggi, per la presentazione dello spettacolo “Donna Leon Lectures Curiosità veneziane”, tratto da un disco-libro uscito in Germania  (alle 17 e alle 19 in inglese, alle 22 in italiano) con l’ensamble “Il Pomo d’Oro” in occasione della notte bianca culturale del Carnevale Veneziano.

Donna Leon, statunitense di origini spagnole, è famosa in tutto il mondo per i suoi romanzi ambientati a Venezia, ma ha deciso di non farli pubblicare in italiano fino alla sua morte. Le ha chiesto il Gazzettino di sabato scorso:

“Quali sono i suoi rapporti con Venezia?”

«È la mia città: ci vivo dal 1981. Sono venuta 40 anni fa come turista e me ne sono subito innamorata [“Oimè, quanto somiglia al tuo costume il mio!”, direi se fossi Giacomo Leopardi, N.d.r.]. È impossibile non farlo. Venezia è come una famosa cantante lirica, come la mia amica Cecilia Bartoli: quando canta è fantastica, quando non è in scena è una persona normale che nessuno nota. Venezia pubblica è famosissima, come città è poco nota. All’estero mi fanno stranissime domande sulla città e io mi diverto a rispondere scherzosamente. Una volta mi hanno chiesto se ci sono le lavatrici; ho risposto che non ci possono essere perchè le vibrazioni della centrifuga metterebbero a rischio le delicate mura dei palazzi e che i veneziani possono scendere a lavare nei canali la biancheria il martedì e il venerdì. Mi hanno creduta. C’è un paradosso tra la Venezia dei veneziani e quella degli stranieri. Ora abito in un appartamento vicino all’ospedale civile, in quella che giudico la zona più bella di Venezia».

Acqua Alta

PAROLE MARRANE

18 febbraio 2012

Quale degli scrittori finiti al centro della disattenzione generale non ha mai pensato che se la sua casa editrice lo avesse promozionato meglio e di più, magari acquistando spazi a tutta pagina sui maggiori quotidiani italiani, il Successo con la S maiuscola non sarebbe mancato?

Ebbene, il caso dell’avvocato Alfonso Luigi Marra dimostra esattamente il contrario: la sola promozione non basta. Bisogna che un prodotto incontri in qualche modo anche  il gusto dei consumatori…

Mesi addietro, come si ricorderà, Alfonso  non si limitò ad autopromozionarsi su Repubblica, Corriere della Sera eccetera, ma addirittura assoldò celebrità quali  Ruby e Manuela Arcuri per costosi spot pubblicitari. L’unico effetto che ne sortì, per sua sfortuna, fu un generale sfottò mediatico.

Adesso, malinconicamente, il Nostro deve essersi rassegnato a  più economiche forme di SPAM, ovvero commenti a costo zero lasciati in giro per la blogosfera, in coda a post quali questo:

https://lucioangelini.wordpress.com/2012/01/31/oggi-muore-splinder/

Ieri, infatti, controllando i commenti rimasti automaticamente in sospeso qui in Cazzeggi Letterari (perché contenenti più di un link), mi sono accorto del seguente messaggio di tale CARLO:

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“Inviato il 10/02/2012 alle 22:01

La raccolta delle frasi più significative estratte dai libri e dai documenti dell’Avv. Alfonso Luigi Marra, dal primo – La storia di Giovanni e Margherita – all’ultimo, Il Labirinto Femminile.

Sito Web http://paroledimarra.blogspot.com/

Pagina face book http://www.facebook.com/pages/Parole-di-Marra/122738064516203 ”

…………………………………………………………….

Ad ALFONSO LUIGI MARRA avevo già dedicato un post il 15 febbraio 2011. Lo riproduco:

“Gli appassionati spot con giganti della critica letteraria quali Manuela Arcuri, Lele Mora e l’ormai maggiorenne Ruby mi hanno indotto a scaricare (gratis) 114 delle 360 pagine del capolavoro di Alfonso Luigi Marra (sì, quello dello strategismo e del signoraggio) “Il labirinto femminile” dal sito www.marra.it . (Alfonso ha fatto propria la lezione dei Wu Ming sulla libera circolazione delle opere d’arte).

Userò l’autorevole spazio del mio blog “Cazzeggi Letterari” per mettere sotto gli occhi dei più scettici un campione rappresentativo della prosa de “Il labirinto femminile“, quello in cui il protagonista maschile della vicenda descrive le proprie ossessioni.

Il mio scopo segreto è convincere Alice Di Stefano, che con tanta diligenza si è già occupata delle ossessioni di Michele Mari (vedi il post del 9 febbraio 2011) a rimettersi all’opera per concentrarsi, questa volta, sulle ossessioni di Alfonso Luigi Marra, lo scrittore più auto-promozionato di tutti i tempi. Questo il brano:

“L’essere infatti il mio chiodo fisso – o mio estenuante amore! – è consistito

in non so quanto tempo trascorso struggendomi nell’immaginare di guardarti negli occhi mentre ti toccavo fra le gambe fino a vederti divenire madida di desiderio;

in non so quanto tempo trascorso consumandomi nel costruire dettagli amorosi spossanti da focalizzare a mente, quali il ruotare verso l’alto del tuo inguine nel ritrarsi flessuoso delle cosce per farmi guadagnare ogni millimetro della tua solo oniricamente dischiusa profondità;

in non so quanto tempo trascorso sprofondando nell’immaginazione di indurti con l’evidenza della mia dedizione all’amoroso assoggettamento simbolico del lasciare che ti prendessi da dietro usando la pazienza e le parole prive di ritegno per renderti cedevole al punto da non potermene più dimenticare;

in non so quanto tempo trascorso arrovellandomi nell’immaginare di venirti sui tuoi irresistibili seni e sulla schiena per farti poi riassorbire, massaggiandoti, parte della mia forza.. e mi fermo, benché ne avrei anche altre di tormentose e dettagliate cose da narrarti.”

Devo confessare che mi sono fermato lì anch’io 🙂

Sul “ritorno di Alfonso Luigi Marra” si è espressa anche la nota critica Carla Benedetti. Qui:

http://www.ilprimoamore.com/testo_2088.html

VENEZIA, CARNEVALE NO GRANDI NAVI

17 febbraio 2012