MICHELE MARI, SEMPLICEMENTE IL MIGLIORE

Visto che oggi faccio un salto a Venezia, me lo sono scaricato sul Kindle (9, 99 euro  contro i 18.00 del cartaceo) .  Così, se il treno dovesse restare intrappolato nella neve come un cuore nella tormenta, ammazzerò comunque l’attesa dei soccorsi in compagnia del mio autore preferito in assoluto (tra i viventi, of course).

P.S. Non perdetevi la recensione a “Le prime luci del mattino” di Fabio Volo postata nei commenti da Anonimo qui:

https://lucioangelini.wordpress.com/2012/01/09/fabio-volo-e-aldo-palazzeschi-nel-mio-blog/#comment-6712

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17 Risposte to “MICHELE MARI, SEMPLICEMENTE IL MIGLIORE”

  1. fabio painnet blade Says:

    Aiuto angelini! Aiuto! I comunisti, indiani, wuminghia etc, mi hanno
    rotto il culo, stavolta. Se ci sei fatti sentire subito che ti racconto.

  2. fabio painnet blade Says:

    per caso stamattina ti sei collegato su NI intorno alle 07.30/ 08.00 ?

  3. Lucio Angelini Says:

    @fabio. Sono appena arrivato a casa (sono circa le 20) dopo un viaggio tribolatissimo (uno dei treni si è bloccato a Monselice). Mandami mail, se vuoi.

  4. fabio painnet blade Says:

    tranquillo mettiti comodo e quando hai tempo fammi sapere.
    roba grassa angelì, roba grossa! Sono ammutolito per certi comportamenti fascistoidi che si adottano in rete. Son costretto a rimangiarmi quel poco di buone intenzioni che avevo imparato ad apprendere nel tuo salotto.Questo sì: un vero salotto democratico

  5. paolo f Says:

    Ma che hai combinato? In che post sei andato? Non avrai mica fatto la pipì sul tappeto?

  6. fabio painnet blade Says:

    tempi bui Paolo. E la gente non sembra farci caso. Moloch è tornato.
    I suoi sacerdoti lo osannano, pronti al tributo sacrificale e si danno appuntamento nella valle della Genna, mentre i Gentili rimboccano le coperte dei loro pargoli, ignari . Tempi bui Paolo, tempi bui.

  7. fabio painnet blade Says:

    Se vuoi ragguagli vai su NI e leggi i miei commenti. Ne manca uno, guarda caso. Dopo il secondo quel cialtrone di Jan culoskij mi taglia e poi beffardo aggiunge: ” bene, ora sappiamo come la pensi “.
    ma come la penso in realtà non c’è più. Puff ! sparito.
    Se avesse scritto ‘sei un testa di cazzo’ m’avrebbe creato meno disagi.
    Insomma il ribbentrop de’ noiartri, per quanto si dipinga di rosso sempre un oscuro schultzstaffel rimane. A suo confronto quel mozzi che ci serrò l’uscio di casa sulla faccia s’è dimostrato un galantuomo.
    Ah Paolino, tempi bui. Se il direttore mi dà il permesso ti spiattello tutta la faccenda. Però dovrò spargere un bel pò di merda e non so ke fine possano fare i persiani del capo.

  8. paolo f Says:

    In effetti mi piacerebbe conoscere il commento che ti hanno tagliato; là si legge solo quello conclusivo in cui t’hanno liquidato.
    Ma che t’aspettavi? Quello è un salotto in cui alcuni amici si ritrovano e, se vedono entrare un estraneo, quanto meno lo guardano diffidenti: se non è dei loro stanno pronti a segarlo alla prima intemperanza, perché hanno la sindrome dell’attacco da parte degli “invidiosi/biliosi” da cui sono convinti di essere assediati.
    Infatti, a conferma di questa loro convinzione, in un altro post c’è il commento di Gianni Biondillo che dice:

    (gianni biondillo il 1 febbraio 2012 alle 14:36)
    «E allora perché gli scrittori sono tanto invidiati???
    Questa è la ur-domanda, Fernando.»

    Ora, a dire il vero, tutta questa “invidia” che si sentono intorno rischia di essere più immaginata che reale. Ad esempio. Supponiamo che ci offrano la possibilità (come grande privilegio) di essere Gianni Biondillo: siamo proprio sicuri che diremmo di sì? Che vorremmo essere lui? Io sono sicuro che direi di no, ad esempio.
    La mia impressione è che pensino che tutti vogliano essere loro, come dice Meryl Streep alla fine del film Il diavolo veste Prada. Quando la giovane protagonista la interpella per un chiarimento definitivo, la Streep le risponde scandalizzata: «Ma tutti vogliono essere noi!», enunciando un dato di fatto inconfutabile e creando la rottura definitiva e lo scioglimento della storia.
    Ecco, secondo me loro soffrono di questa sindrome, e da molti anni. Direi che si è cronicizzata, e la cosa è preoccupante.

  9. fabio painnet blade Says:

    Bravo Paolo! La cosa è preoccupante. Molto preoccupante. Domani ti esporrò il commento segato su NI e ti verranno i brividi, perché l’intervento che non hanno tollerato questi meschini è quello della tutela dei minori.
    Capisci che dico? hanno paura di portare a galla i dati reali della questione. Certi tasti non si possono toccare, dunque. hanno capito che potevo tirare in ballo materiale scottante (roba certificata e autentica) e son corsi ai ripari. Ma quella allora non è una semplice discussione. Sotto c’è qualcos’altro e non bisogna neanche essere tanto intelligenti per capire cosa. Viene a galla che pur di oscurare certi dati se ne fregano persino dei minori. Ma che esseri sono? Prima di tutto c’è il profitto allora, se due più due fa quattro.
    E questi sarebbero comunisti? E questo sarebbe l’ambiente democratico? Bada, la democrazia che si respira in rete è la stessa che ci impesta i polmoni ogni giorno, nella società farisea e benpensante che ci siamo costruiti intorno. il punto quindi, va ben oltre il semplice episodio della censura, qui uccidono il pluralismo dell’informazione, tagliano i rapporti con la realtà di cui sono stati deprivati e poi magari domani te li ritrovi a pubblicare un post di commemorazione di Ilaria Alpi, stì idioti..

  10. fabio painnet blade Says:

    Gli interventi di Biondillo e di un certo barbieri, oltre che dell’onnipresente janculoskij (con la c naturalmente), sono fra quelli più subdoli e fuorvianti del’intera rete. Ma pazienta, vedrai che domani, se il capo non ci bacchetta per tutte queste cattiverie (facciamo peccato ma c’azzecchiamo), gli butto giù tutte le cazzate che ha scritto NI sul prodotto ‘innovativo’.
    Dal punto di vista tecnologico le tablet sono patacche vecchie di tre lustri, dal momento che la nanotecnologia ha gia creato e parzialm commercializzato supporti di videolettura dello spessore di un quinto di millimetro e dalla consistenza di una lastra fotografica cibachrome.In pratica il foglio elettronico te lo arrotoli e te lo metti in tasca.
    La tablet dunque risponde a caratteristiche disponibili gia da una quindicina d’anni sul mercato americano. (i gringos ci vendono prodotti vecchi come noi lo facciamo con gli africani.) E perché la stanno commercializzando e promuovendo con questa intensità solo adesso? Questo la vera questione da porre. E quanti fessi credono davvero di essere al passo coi tempi dell’innovazione e di aver staccato il biglietto per il treno del futuro?. Marameo. Si svegliassero loro e quella banda di impediti che amano pascere al sole nella mandria compatta della maggioranza.
    Ah, l’oscura tirannide della maggioranza…

  11. Lucio Angelini Says:

    > “Moloch è tornato. I suoi sacerdoti lo osannano, pronti al tributo sacrificale e si danno appuntamento nella valle della Genna, mentre i Gentili rimboccano le coperte dei loro pargoli, ignari.”

    Fabio, dai, non è così che si uccide la solennità*-°

  12. fabio painnet blade Says:

    Non si uccide la solennità ma si tira una legnata sulle palle all’idiozia

  13. paolo f Says:

    Fabio, forse volevi dire “Geenna”.
    Genna in realtà è Giuseppe, (pregevole) scrittore non già “niuepico”, ma “apocalittico”;-)

  14. Lucio Angelini Says:

    @paolo. genna è capace di darti dell’eccelso la mattina e del sottoautoriale la sera, a seconda di come gli dettano i blog consorziati.*-°

  15. paolo f Says:

    Capisco: anche lui è un “umorale”, come il F. Krauspenhaar dei tempi andati.

  16. Lucio Angelini Says:

    Più che un umorale, un soldatino delle milizie telecomandate da Mammo Ebe(te).

  17. paolo f Says:

    A proposito di Mamma Ebe: recentemente ho sentito al tg che ha preso un’ennesima condanna per i reati in cui è incallita — abuso professione medica, sequestro, violenza ecc. Ricordo che venne alla ribalta delle cronache negli anni Ottanta, e ancora adesso, ultrasettantenne, è plurirecidiva: ammappete che costanza.

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