IL RAGAZZINO HUGO CABRET RIPARA IL GIOCATTOLO ROTTO GEORGES MÉLIÈS

Ieri con la mia intrepida cuginetta Ale mi sono spinto in auto sul ghiaccio fino al Multiplex UCI Cinemas di Fano, dove nella sala IV era in programma “Hugo Cabret” di Scorsese, il film del momento. Avrei potuto vederlo anche al più vicino Politeama, ma la visione in 3D con occhialini consegnati insieme al biglietto era possibile solo fuori dalla cintura urbana.

Come ormai tutti sanno, l’operazione del regista (sulla base del romanzo “The Invention of Hugo Cabret” di Brian Selznick) è di tipo ucronico, ovvero allostorico o fantastorico, benché impiantata su un background reale: l’esistenza, agli albori della storia del cinema, del geniale personaggio  di Georges Méliès, per il quale rimando a Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_M%C3%A9li%C3%A8s

Ebbene, romanziere e regista immaginano che il non meno geniale orfanello Hugo Cabret (personaggio NON storico che modifica quello storico),  in grado di maneggiare e riparare complicati orologi e automi, riesca a stanare il glorioso regista/illusionista dal dimenticatoio in cui è precipitato dopo la prima guerra mondiale. Gira, anzi, voce che ne sia stato travolto, anche se sopravvive come triste e disilluso giocattolaio in un negozietto della stazione parigina di Montparnasse.  La filosofia del film poggia sulla seguente battuta:

“Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!” 

Come dire che la vita avrebbe un suo felice senso e ciascun essere umano un preciso scopo. Naturalmente il film è molto piacevole e coinvolgente, anche se qua e là esagera in patetismi attraverso i quali far vibrare di commozione gli spettatori. I bambini da cui eravamo circondati ci sono sembrati (a me ed Ale) sicuramente presi e divertiti dalla storia, il che è sempre un indiscutibile segno di riuscita cinematografica. Gli occhialini per la visione in 3D  completavano la magia della proiezione alla quale stavano assistendo.

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12 Risposte to “IL RAGAZZINO HUGO CABRET RIPARA IL GIOCATTOLO ROTTO GEORGES MÉLIÈS”

  1. paolo f Says:

    La mia Amica del Cuore me ne ha regalata una copia miniaturizzata, di Hugo Cabret: cm. 4×7.

  2. Lucio Angelini Says:

    Una copia dell’immagine tratta da ‘Viaggio nella luna’?

  3. paolo f Says:

    No, una copia del volume mondadoriano “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret”.

  4. Maria Pia Says:

    Scorsese è il mio regista preferito. Il suo modo di raccontare, qualsiasi cosa inquadri e qualunque storia filmi, mi incanta al punto da non farmi annoiare nel vedere e rivedere e rivedere… i suoi film. Se poi, Hugo Cabret è un omaggio al cinema, non ho dubbi che mi piacerà! E mi auguro di poterlo vedere e rivedere, stavolta, con le pargole!

  5. diait Says:

    salve Maria Pia,
    ho visto “Boardwalk Empire”, la sua recente serie tv, e niente da dire. Ma non lo so, Scorsese maturo forse è diventato un po’ troppo maturo forse, un po’ pesante. Non so. Ottima fattura, attori eccellenti e scene e costumi da Oscar. Però, non avvince. Sarà che dopo che hai visto “The Wire” (altra serie tv), niente ti avvince più, o quasi. (Sono una maniaca di serie tv)

    Ma forse questo Hugo Cabret, incrociando l’infanzia, recupera un po’ di emozione… Andrò a vederlo o, meglio, lo noleggerò quando esce .

  6. Lucio Angelini Says:

    @diait. è il classico film da vedere su grande schermo, però. meglio se in 3d.

  7. diait Says:

    ma mi sento male a guardare con gli occhialini. Vedremo.

  8. Gianluca siti web Says:

    Bellissimo film da vedere assolutamente!

  9. Francisca Noha Says:

    Per caso sai anche la frase che dice poco prima o poco dopo quella che hai citato? quella sulle persone “rotte” ?

  10. Francisca Noha Says:

    Niente..trovata..”Le macchine hanno un loro scopo, fanno quello che devono fare. Per questo quando vedo un meccanismo rotto sono triste, non può fare più quello che deve. Forse vale anche per le persone, se perdi il tuo scopo è come se fossi rotto…”

  11. diait Says:

    scusa lucio, mi sono imbattuta in questa recensione di Hugo Cabret – colta, ispirata e puntuale – che ti vorrei segnalare.

  12. Luan Says:

    Divertente. Però sono impaziente di vedere il documentario di Scorsese su George Harrison, non lo trovo da nessuna parte…

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