ELIDO FAZI, LA TERZA GUERRA MONDIALE E LE OPPORTUNITÀ DELLA RETE

  

Avendo ancora Alice Di Stefano nella lista degli amici facebookiani (malgrado un recente cruento scambio di palle di neve), ho potuto cogliere il suo aggiornamento di stato:

“Marito mio, che mi combini?”

La domanda (ovviamente retorica) si riferiva all’annuncio ufficiale della nuova collana di e-book della Fazi editore, intitolata (sulle orme della storica collana “Millelire” di Marcello Baraghini), “One Euro”: “una serie di testi agili in edizione italiana e inglese pensati per fornire ai lettori una cassetta degli attrezzi per comprendere i grandi cambiamenti economici, finanziari e geopolitici in atto.”

A dire la verità il pamphlet che la inaugura, “La terza guerra mondiale? La verità sulle banche, Monti e l’euro” di Elido Fazi,  non aggiunge molto a quanto già si sapeva: Bretton Woods, Piano Marshall, l’arrivo dell’euro, le sfide dell’euro al dollaro, le controsfide del dollaro all’euro, le grandi potenze che oggi si aggrappano a qualunque pretesto e ricorrono a qualunque mezzo (dalle guerre guerreggiate a quelle anche solo finanziarie) pur di accaparrarsi il nuovo oro (quello nero, dopo il giallo) con cui “imporre il loro potere di signoraggio ai paesi conquistati…”

Il settimo capitolo si intitola, appunto: “Dopo il gold dollar standard non più oro ma petrolio”.

“… il meccanismo è sempre lo stesso: indurre o obbligare paesi stranieri, mediante la superiorità militare e il controllo sui media, a finanziare il proprio paese”.

Abbastanza sorprendenti le spruzzatine autobiografiche disseminate qua e là nel testo e la dimensione ‘international’ che la figura dell’autore vi assume:

“Questo pamphlet… lo scrivo su suggerimento del mio amico Valentino Zeichen, che il 20 gennaio, il giorno del compleanno di mia moglie Alice, a pranzo mi ha detto, solleticando la mia smisurata vanità, che io avrei potuto scriverlo in due giorni. E così è stato, l’ho buttato giù più o meno in due giorni, anche se avrei preferito, in quel weekend, continuare a occuparmi del mio romanzo, un prosimetro autobiografico a cui lavoro ormai da anni, l’altra faccia della medaglia di Bright Star, che era una biografia prosimetro di John Keats… “

“Feci una tesi sulla globalizzazione con Giulio Querini, che teneva un corso di Economia dei paesi in via di sviluppo, un amico con cui ancora oggi gioco spesso a tennis..”

È stato lei [Barack Obama, n.d.r.] a ripetere a più riprese che le difficoltà e le sfide politiche che ora ci si presentano tutte insieme potranno essere superate usando le nuove tecnologie, le nuove opportunità della Rete… perché non ci ritroviamo insieme nella Rete, utilizzando al massimo della loro potenza anche gli e-book, che possono essere pubblicati immediatamente?… Perché non prova lei a fare il grande leader di una Grande Politica, una nuova Alleanza tra tutti i popoli del mondo?”

“Il prossimo 1° aprile, a Broadway, Gore Vidal saluterà i suoi amici alla prima di The Best Man… Lo chiamai per telefono la sera della sua elezione, signor Obama. Era felice per lei… Perché non viene anche lei a salutarlo? È venuto al mio matrimonio nel luglio del 2010… Io ci sarò, con tutta la mia famiglia, mia moglie e i miei quattro figli.”

“Vorrei raccontare brevemente come arrivai alla Ford, una multinazionale, dove ho lavorato per due anni, anche se apparentemente non c’entra niente con questo libro. Dopo aver aver [due volte nel testo, n.d.r.] sgobbato due anni per prendere un Master in Economia all’Università di Manchester, divertendomi anche, mi toccò cercare subito un lavoro… avevo superato i venticinque anni, mi ero appena sposato, ma non avevo ancora fatto i conti con una seccatura: il servizio militare… Come tanti prima e spero dopo di me, non ammiravo allora e non ammiro oggi le divise che appestano l’umanità… “

“Passai l’estate di quell’anno a New York. Lavoravo per una società americana, Business International, che sarebbe stata acquistata un paio d’anni dopo, nel 1986, dall’ ‘Economist’ di Londra, ma non mi trovavo a New York per lavoro. A maggio del 1984 io e Kathy, la mia prima moglie, eravamo in crisi e lei si era trasferita con mio figlio Tom, di due anni, a Londra, suo luogo di nascita. A Londra, dove avevamo abitato per cinque anni, dopo i due passati a Manchester, io e Kathy avevamo frequentato un giornalista americano, Eric Berg, e la sua ragazza Joan, ambedue ebrei… Rimasero sorpresi quando raccontai loro che tra me e Kathy era finita… Ci invitarono a passare l’estate da loro, a New York… combinarono tutto loro… Al nostro ritorno, io a Roma, lei a Londra, io e Kathy cominciammo a sentirci spesso. A settembre del 1985 nacque Jamie, secondo figlio.”

“… gli inglesi mi concessero una posizione che, almeno sulla carta, sembrava importante, Vice President for Southern Europe, cioè responsabile per Italia, Spagna, Grecia e Portogallo.”

“Io feci appena in tempo a visitare la vecchia Berlino Est. Avevo appena conosciuto una ragazza tedesca mentre visitavo l’Acropoli ad Atene, ed ero passato a salutarla a Berlino.”

“Nel 1988 riuscii a organizzare la prima tavola rotonda con il governo italiano…”

“Nonostante i miei studi, anche io ero cascato nella trappola del default argentino. Avevo appena venduto a un’amica un mio appartamento a via dei Serpenti, al centro di Roma… Nonostante non avessi bisogno di contante, cedetti alle sue richieste e investii, su suggerimento del direttore della mia banca, tutta la somma ricavata in Bond argentini che rendevano il 10 per cento netto. Non c’era nessun rischio di cambio, solo quello che l’Argentina potesse fallire…”

“Avevo trascorso quell’estate in India, insieme ad Alice…”

“Nel 2009 io, Alice e alcuni dei nostri figli passammo le vacanze estive a Patmos. Uscimmo spesso anche con una coppia di greci… “

“Qualche anno fa visitai il Museo dell’emigrazione di Adelaide in Australia… Tra qualche mese la Fazi Editore pubblicherà una serie di guide per quelli che vogliono trasferirsi all’estero, con tutte le informazioni necessarie per affittare o comprare una casa, aprire un mutuo, trovare un lavoro… “

“Rimasi ammirato dalla bellezza di Luanda e dal suo infinito lungomare, tranquillissimo nel pomeriggio e capisco perfettamente perché oggi in Angola atterrano aerei pieni di portoghesi qualificati in cerca di lavoro… ma se io avessi trent’anni e dovessi scegliere non avrei dubbi: il Brasile. Un paese meraviglioso, dove le opportunità fioriscono, la gente è simpatica…”

Poi la domanda e la risposta finali: Chi ci potrà mai salvare?

“La rivoluzione informatica ha messo ogni soggetto nella condizione di far valere la propria autorità, aprendo la strada a un mondo basato sulla reciprocità tra infinite comunità di vario genere e dimensione. Se vi siete potuti permettere di comprare questo libro, o avete avuto a disposizione la tecnologia per ordinarlo, non avete più scuse per evitare di entrare a far parte della nuova megadiplomazia. Non l’ho scritto io, ma un politologo indiano-americano, Parag Khanna, consigliere di Obama, nel suo ultimo libro, Come si governa il mondo, pubblicato da Fazi Editore nel 2011.”

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32 Risposte to “ELIDO FAZI, LA TERZA GUERRA MONDIALE E LE OPPORTUNITÀ DELLA RETE”

  1. Mpia Says:

    Lu’, un po’ di palo ma non tanto di frasca hai letto Storia della mia gente di Edoardo Nesi?

  2. Lucio Angelini Says:

    Prato invasa dai cinesi? 🙂 (no, non l’ho ancora letto)

  3. paolo f Says:

    Una cosa non mi convince nella foto: quei capelli sono troppo scuri, davvero troppo. Dubito che sia un miracolato come papà Cacciari, per me usa qualche “aiutino”.

  4. Lucio Angelini Says:

    Sì, sì, sicuramente la intraprendente Alice lo tiene gggiovane:-)

  5. diait Says:

    Leggendo i brani riportati e vedendo la foto, credo che non dovremo preoccuparci per il suo “Io”. E’ ben messo. (xpaolo: è stata la prima cosa che ho pensato anch’io, guardando quel nero corvino sul sale e pepe della barba. Non una buona idea, secondo me.

  6. paolo f Says:

    Il capello bianco in mezzo agli scuri va lasciato: visto nell’insieme (come nel mio caso) l’impressione di capigliatura giovane rimane, anche se guardando da vicino si possono notare. Ma è l’insieme, appunto, che conta. Poi, con le spalate di neve che sto facendo e il programma di palestra che mi attende per la primavera, a me quello lì mi fa un baffo;-)

  7. Lucio Angelini Says:

    Credo che Elido pensi di te la stessa cosa (= che tu gli faccia un baffo):-)

  8. paolo f Says:

    Non mi stupisce: ne ha ben donde, visto che è intimo di Gore Vidal e può rivolgersi direttamente a Barack Obama (non dico per aver anche la moglie “ggiovane”, poiché questo ormai è comune a molti).

  9. Maria Pia Says:

    chi ha fatto pelo e contropelo a molti scrittori italiani negli ultimi tempi, sotto molti punti di vista, appeal incluso è proprio Edoardo Nesi…

  10. jan Says:

    Epub con DRM, stronca qualsiasi commento che potevo fare sull’iniziativa.
    Suppongo che tu lo abbia comprato sul Kindle Store Amazon, Lucio.

  11. Lucio Angelini Says:

    Fermo restando che il primo posto assoluto non si tocca: è di Michele Mari. A proposito, proprio oggi pomeriggio presenta a Roma Fantasmagonia. Perché non vai e poi mi riferisci?

  12. diait Says:

    (oddio, sto visualizzando fabio che si tira su le maniche prima di mettersi a martellare i tasti…)

  13. Lucio Angelini Says:

    @Jan. Sì, ordinato online tramite amazon.it, ma non parlarmi troppo in gergo: non capisco una mazza:-)

  14. maria pia Says:

    … stronca qualsiasi commento che potevo fare sull’iniziativa

    @jan, commento di che natura?

  15. Lucio Angelini Says:

    m.pia, ancora lì? devi correre alla presentazione di Fantasmagonia. Roma. L’autore presenta il suo libro presso il Punto Einaudi (via Pantaneto, 66) alle ore 18. E’ un ordine, cazzo!*-°

  16. jan Says:

    maria pia, un libro bilingue a un prezzo basso è interessante, ma bloccato coi sistemi anticopia è scomodissimo. Fazi editore così ha fatto due passi interessanti, ed al terzo ha pestato una cacca. Parere personale ovviamente.

  17. diait Says:

    a Roma ci sono due metri di neve, almeno qui sulla Cassia. Dov’è Via Pantaneto? ora lo gogglo.

  18. diait Says:

    *googlo

  19. Lucio Angelini Says:

    @jan. costa solo un euro. Disponibile presso
    Amazon.it
    ibs.it
    la Feltrinelli.it
    il Libraio.it
    Book Republic.it
    bol.it

    @diait. ah, sei tu la romana. mettiti un paio di ciaspe da neve e vola.*-°

  20. diait Says:

    mi sembra di capire che Via Pantaneto sia a Siena, dove presenterà il libro mercoledì…
    oggi a Roma al Punto Einaudi … non lo vedo, però, nel sito.

  21. diait Says:

    sì, vola, giusto. Forse n’hai capito come stàmo a Roma. “Beam me up, Scotty”.

  22. diait Says:

    mercoledì 18 febbraio:
    Roma (RM). L’autore presenta il suo libro Fantasmagonia presso la libreria Libri Necessari (in trasferta in via Annia 58/60) alle ore 18. Interviene Lorenzo Flabbi.

  23. Lucio Angelini Says:

    ooops. gran casino. leggo che oggi Mari è a Forlì:

    Artista Caffè: gli incotri culturali della quinta settimana
    „Sabato 11 febbraio alle ore 17,30 Michele Mari, scrittore, filologo, critico e saggista di primissimo piano, figlio del designer e artista Enzo Mari, racconterà nell’incontro “Landolfi:lo stile della nevrosi”, la poetica di Tommaso Landolfi, che rappresenta insieme a Carlo Emilio Gadda, il suo
    principale riferimento letterario . Autore di primissima levatura, Landolfi sottolinea nelle sue opere il tema della vanità dell’agire umano, trattato con una apparente e spesso divertita leggerezza, che si trasforma spesso in disperazione e delirio romantico. Landolfi è considerato il primo scrittore, dopo D’Annunzio, ad avere il dono di giocare con la lingua italiana e di poterne fare ciò che vuole.“

  24. diait Says:

    eh, arìvece, a Forlì, con le ciaspe…

  25. Lucio Angelini Says:

    averlo saputo in tempo! ma non tutto è perduto! può andarci paolino…

  26. paolo f Says:

    Attacco il cane alla slitta e vado!
    Acc, però devo prima scavare una trincea nel metro e mezzo di neve che ho nel piazzale. Fare come una crepa, una specie di “cretto” di Burri…

  27. diait Says:

    ahahah, il cretto! Ma intendi dire nel senso di crepa o di fenditura in senso radiale nei tronchi di vecchi alberi?
    No, lo so, il cretto di Burri cos’è.
    Dàje, scava e mettiti le ciaspe.

  28. maria pia Says:

    Hey! Angelini eccitato per una presentazione di Mari come un ragazzino per il suo primo concerto rock! :))))

  29. Lucio Angelini Says:

    @mariapia. sì, per andare a sentire mari scaverei una galleria nella neve, mica come quel pusillanime di paolo…

  30. fabio painnet blade Says:

    qualcuno mi ha nominato, vedo. Vi fa di fare un pò di cagnara eh?
    ma stavolta la musica ce la mettete voi, il pianista sta in vacanza.
    Banda al completo, ci siete tutti vedo. Ah, noto pure un nuovo blogger. Non l’avevo mai letto prima d’ora. scorro indietro nei vecchi commentari ma non ne trovo traccia. e chiudo in rima baciata per la gioia del capoanimatore di villa serena:
    Curiosa coincidenza o … debito di riconoscenza? (seguono cento cinquanta risate e settecento quaranta faccine, poi potete pure sparare sul pianista. hi! hi!)

  31. fabio painnet blade Says:

    l’errorino non me lo faccio mancare mai eh?

  32. Lucio Angelini Says:

    @fabio. bravo, torna sobrio e composto come quando eri piccino.

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